Geopolitica
Il missile che ha colpito il condominio a Kiev era russo?
Le immagini e il video di un grattacielo danneggiato a Kiev sono diventati una cause célèbre nei media occidentali come presunta prova di attacchi russi contro civili ucraini.
«Condanno fermamente gli attacchi russi ai civili e alle infrastrutture civili in Ucraina. Questa è una chiara violazione del diritto umanitario internazionale. Il bombardamento delle infrastrutture civili deve cessare ora!» ha twittato il Commissario europeo per la cooperazione internazionale, gli aiuti umanitari e la risposta alle crisi, lo sloveno Janez Lenarcic.
In realtà non sono state fornite da alcuno le prove che l’attacco al condominio sia stato originato da forze russe.
Ponti, scuole e quartieri sono stati colpiti da attacchi aerei e missilistici da parte delle truppe russe, nonostante i funzionari del Paese affermino che la Russia mirerebbe solo a obiettivi militari, ha affermato l’Associated Press. Tuttavia, la notizia che fossero gli ucraini stessi a far saltare i ponti per non far entrare i russi circola da giorni.
In effetti, la Russia ha lanciato missili da crociera Kalibr contro obiettivi militari in diverse località, inclusa Kiev. Il danno all’edificio, tuttavia, è stato limitato a un angolo a circa 15-20 piani e l’Ucraina ha riferito che non ci sono state vittime.
Il missile da crociera Kalibr, tuttavia, trasporta una testata esplosiva ad alto potenziale di circa mezzo quintale e colpisce il suo bersaglio a velocità supersonica.
Il danno mostrato non sembra essere coerente con un’arma del genere, ma sembra più coerente con un’arma con una testata molto più piccola.
Il ministero della Difesa russo ha risposto all’accusa avanzata dai media internazionali oramai impegnati, come i social media, in una propaganda a senso unico pro Kiev, affermando che l’edificio è stato invece colpito da un missile terra-aria errante.
«Le notizie diffuse sui social media in merito a un attacco missilistico russo contro l’edificio residenziale di viale Lobanovskogo a Kiev sono false. Il danno all’edificio indica un impatto di un missile di difesa aerea. Si può vedere chiaramente nel video», ha detto all’agenzia di stampa russa TASS una fonte del ministero.
«Apparentemente, durante la difesa contro l’attacco missilistico notturno su oggetti dell’infrastruttura militare ucraina … il sistema di puntamento di un sistema di difesa aerea missilistico ucraino BUK-M1 si è guastato e il missile ha colpito l’angolo dell’edificio residenziale», ha affermato la fonte.
 
Geopolitica
Generale tedesco mette in guardia contro un ritorno al periodo precedente al Trattato di Vestfalia
«Il diritto internazionale calpestato» dalla furia distruttiva degli Stati Uniti.
In un’intervista rilasciata alla televisione svizzera Weltwoche il 23 aprile, il generale tedesco in pensione Harald Kujat – ex ispettore capo della Bundeswehr (2000-2002) e presidente del Comitato militare della NATO (2002-2005) – ha denunciato la posizione statunitense secondo cui gli attacchi contro obiettivi civili sono accettabili, affermando che il diritto internazionale vieta atti militari contro i civili.
Tale violazione del diritto internazionale, dimostrata dai raid aerei statunitensi in Iran, non può essere tollerata. Il divieto di intervento esterno in uno stato sovrano risale al Trattato di Vestfalia del 1648, che pose fine alla Guerra dei Trent’anni.
Il Kujatto mette in guardia contro un ritorno al periodo storico precedente al 1648, che rappresenterebbe una marcia verso una nuova era oscura.
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Il Trattato di Vestfalia, siglato il 24 ottobre 1648 a Münster e Osnabrück, pose fine alla Guerra dei Trent’anni (1618-1648), il conflitto più devastante della storia europea prima delle guerre mondiali. Firmato da Impero Asburgico, Francia, Svezia e numerosi principati tedeschi, rappresentò la conclusione di un’epoca segnata da guerre religiose e dinastiche.
Il suo significato storico è enorme. Vestfalia sancì il principio della sovranità statale: ogni Stato ha diritto esclusivo di governare il proprio territorio senza interferenze esterne. Nacque così il moderno sistema degli Stati-nazione, base del diritto internazionale contemporaneo. Venne riconosciuta l’indipendenza della Svizzera e delle Province Unite (Olanda), mentre la Germania rimase frammentata in tanti di piccoli Stati.
Il trattato segnò anche la fine del sogno di un impero universale cattolico e l’affermazione del principio cuius regio, eius religio (aggiornato con la libertà di culto). La Francia emerse come grande potenza, mentre declinò l’egemonia degli Asburgo.
Vestfalia è considerata la nascita dell’ordine internazionale moderno: dal mondo medievale al mondo degli Stati sovrani, un passaggio fondamentale che ancora oggi influenza diplomazia, confini e relazioni tra nazioni.
Già in passato il generale Kujat ha parlato della fragilità della situazione geopolitica attuale. Alla fine del 2024 il Kujatto aveva parlato di una «catastrofe centrale del XXI secolo» dicendo che mai l’umanità è stata così prossima alla Terza Guerra, arrivando a definire l’escalation dell’Occidente con la Russia come un «punto di non ritorno».
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa fa in un’intervista alla radio Berlino-Brandeburgo (RBB), il generale tedesco aveva definito un’«assoluta assurdità» l’idea che l’Ucraina sarebbe in grado, solo con più munizioni, di respingere le truppe di Mosca, aggiungendo per soprammercato che le forze armate russe sono «più forti che negli anni ’80».
L’anno precedente il generale aveva messo in guardia dalla minaccia di guerra se la Germania dovesse soccombere alle pressioni NATO e consegnare missili da crociera Taurus all’Ucraina.
Come riportato da Renovatio 21, il nome del generale Kujat appariva in un appello da parte di generali germanici che si opponevano alla fornitura di carrarmati Leopard all’Ucraina.
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Immagine: Gerard ter Borch (1617–1681), La ratifica del Trattato di Münster (1648), Rijksmuseum, Amsterdam
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Trump minaccia di ritirare le truppe dalla Germania
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Geopolitica
Cablogramma USA descrive il futuro di Ormuzzo
Gli Stati Uniti si apprestano a proporre ai governi stranieri una nuova iniziativa per il controllo dello Stretto di Ormuzzo, escludendo esplicitamente dalla partecipazione i paesi considerati «avversari», ovvero Russia e Cina.
La proposta è stata illustrata in un cablogramma inviato martedì dal Segretario di Stato Marco Rubio alle ambasciate statunitensi, alle quali è stato chiesto di presentare il piano ai governi ospitanti. Il Wall Street Journal è stato il primo a riportare la notizia del cablogramma, e l’agenzia Reuters ne ha successivamente confermato il contenuto.
L’iniziativa, nota come Maritime Freedom Construct (MFC), sarebbe gestita congiuntamente dal dipartimento di Stato – che fungerebbe da «centro operativo diplomatico» – e dal Pentagono tramite il suo comando regionale, il CENTCOM.
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«La vostra partecipazione rafforzerà la nostra capacità collettiva di ripristinare la libertà di navigazione e proteggere l’economia globale», si legge nel messaggio rivolto ai potenziali partner. «L’azione collettiva è essenziale per dimostrare una determinazione unitaria e imporre costi significativi all’ostruzione iraniana del transito attraverso lo Stretto».
Secondo quanto riportato, i Paesi aderenti alla MFC non sarebbero obbligati a fornire forze militari. L’iniziativa è inoltre descritta come distinta dalla strategia di «massima pressione» del presidente Donald Trump nei confronti dell’Iran e da qualsiasi potenziale futuro dispiegamento di truppe da parte dei membri europei della NATO.
L’invito non è esteso alle nazioni definite «avversarie» nel cablogramma, tra cui Russia, Cina, Bielorussia e Cuba.
Trump in passato ha criticato i membri della NATO per essersi rifiutati di sostenere la campagna aerea israelo-americana volta a provocare un cambio di regime a Teheran. Secondo alcune indiscrezioni, la Casa Bianca avrebbe stilato una lista di membri europei del blocco militare che potrebbero subire ripercussioni per la loro mancanza di sostegno, o per essersi apertamente opposti all’operazione, come nel caso della Spagna.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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