Epidemie
Ripassino di biologia evoluzionista per virostar
«Bisogna vaccinarsi per bloccare le varianti«. Quante volte sentiamo dire questa frase per convincerci a vaccinarci tutti?
Questo è uno degli argomenti più comuni usati in TV e nelle interviste sui giornali, dal momento che è veloce ed è facile da recepire per lo spettatore.
Specialmente per lo spettatore che non conosce la teoria dell’evoluzionismo applicata ai microrganismi, questa tesi sembra ragionevole.
Peccato che sia tutto falso. Questa tesi è un errore grossolano, col quale si potrebbe finire bocciati a qualsiasi esame di biologia evoluzionista, un esame che in genere è facoltativo nei corsi di laurea di medicina e biologia.
Noi faremo un ripassino. Certo che, care virostar, farsi fare un ripassino di evoluzionismo elementare da un cattolico, è alquanto imbarazzante.
Affermare che vaccinare le persone impedisca la fissazione di mutazioni del COVID indica soltanto che non si conosce l’ABC della biologia evoluzionista
La teoria evoluzionista è nata come «darwinismo» ed è stata integrata nei decenni con lo sviluppo delle conoscenze in ambito genetico. Oggi è anche nota come «neodarwinismo».
È una teoria elegante e sofisticata, come sono sofisticati altri tentativi di dimostrare che Dio non esiste lungo la storia da parte di personaggi molto intelligenti.
Non è propriamente una disciplina scientifica per il semplice motivo che non si può fondare sul metodo sperimentale: non è possibile corroborare in laboratorio ipotesi bio-chimiche che richiedono miliardi di anni di tempo. Si tratta piuttosto di un meta-modello scientifico, che ha più a che fare con la Filosofia della Scienza e con la Matematica. Di scientifico l’evoluzionismo ha dunque ben poco, se non il fatto che ci sono diversi scienziati che lo usano per non andare a Messa.
Infatti il modello neodarwiniano attualmente è «incompleto», cioè falso: se studiamo i migliori manuali a disposizione troviamo scritto nero su bianco che non esiste un modello in grado di spiegare la formazione della vita biologica a partire dalle leggi della fisica sulla base del caso.
La biologia evoluzionista suggerisce che dovrebbero essere vaccinate esclusivamente le persone che sono a rischio
I neodarwiniani fanno fatica a riconoscerlo, ma nei loro trattati questo modello fisico-matematico non c’è. C’è soltanto la fede che questo modello debba esistere da qualche parte; il che, appunto, rende questa teoria un modello filosofico piuttosto che un modello scientifico. Tecnicamente, si tratta di un paradigma scientifico, non di una teoria scientifica.
Il neodarwinismo serio da ultimo va poco di moda anche perché in un club di atei si rischia di litigare: provate a pensare in ottica neodarwiniana se qualcuno vi chiede se sia meglio che un branco di lupi siano etero o LGBT. Peggio che andar di notte: se il vostro interlocutore accetta le basi del neodarwinismo perché gli sta antipatico San Paolo, la risposta del neodarwinismo non è opinabile.
Ad ogni modo, nonostante la teoria evoluzionista non sia in grado di spiegare la comparsa della vita biologica e la sua evoluzione maggiore sulla base del caso (quella che in ambito dottrinale si chiama «Creazione»), il neodarwinismo è in grado di spiegare alcune cose minori:
1) L’estinzione
2) L’evoluzione di alcuni microorganismi
3) La formazione di alcune specie
Le virostar che vanno in televisione dimostrano di non avere capito la base dell’evoluzionismo
In altre parole, l’evoluzionismo è in grado di spiegare (anche sperimentalmente) soltanto alcuni tipologie di evoluzioni degli organismi, evoluzioni minori. Non le più interessanti, cioè –per intenderci – non quelle narrate dalle cosmogonie come la Genesi.
Ebbene, le virostar che vanno in televisione dimostrano di non avere capito la base dell’evoluzionismo.
Alla base dell’evoluzionismo ci sono 3 concetti:
1) Mutazione genetica
2) Selezione naturale
3) Deriva genetica
Facciamo un ripassino con il classico caso delle farfalle di Manchester, programma delle scuole elementari.
A partire da un determinato organismo con un determinato codice genetico, si possono verificare delle mutazioni genetiche casuali durante la riproduzione, cioè durante il processo di copia del DNA.
Durante la copia del DNA(che avviene durante la riproduzione) accade che emergano dei geni recessivi o che vengano codificati geni nuovi (per errori di copia, dovuti all’ambiente, ad esempio in presenza di radiazioni).
L’organismo neonato sarà diverso dai genitori e manifesterà dei caratteri diversi; ad esempio, la prole delle farfalle bianche nascerà di colore nero, a seguito di una mutazione casuale, cioè accidentale.
A questo punto che cosa succederà alla neonate farfalle nere?
L’evoluzionismo afferma che esistono in natura due fattori: selezione naturale e deriva genetica
L’evoluzionismo afferma che esistono in natura due fattori: selezione naturale e deriva genetica.
Vediamo la deriva genetica. Se prendiamo le farfalle nere e le portiamo su un isola (o se ci arrivano da sole durante una tempesta), dopo 100 anni vedremo che su quell’isola tutte le farfalle saranno nere. Questo accade perché le farfalle nere si sono isolate geograficamente da quelle bianche; e la loro progenie per «deriva» genetica sarà composta da farfalle nere. Si chiama «deriva» perché si tratta di una tendenza genetica che segue una certa direzione per inerzia, come una un iceberg alla deriva. Segue una rotta per inerzia sulla base di fattori generalmente geografici.
Veniamo alla selezione naturale. Le neonate farfalle nere di Manchester hanno un carattere nuovo: il colore nero. Questo carattere – come tutti i caratteri – ha quella che si chiama «fitness darwiniana»; cioè, un certo carattere genetico fa sì che la farfalla abbia una maggiore o minore probabilità di sopravvivenza contro l’ambiente ostile. Quando parliamo di «ambiente ostile», uno dei primi elementi da considerare sono i predatori.
Come ci spiegavano alle elemenari, le farfalle nere a Manchester verso metà del 1800 avevano una fitness darwiniana maggiore rispetto alle farfalle bianche, poiché l’inquinamento aveva eliminato i licheni delle betulle e le farfalle nere si mimetizzavano meglio dagli uccelli predatori, rispetto a quelle bianche.
In origine i tronchi delle betulle erano coperti di licheni chiari, ma la fuliggine industriale lascio i tronchi senza licheni e anneriti. Le farfalle bianche finivano tutte predate dagli ucelli. E chi muore non si riproduce più.
La maggiore fitness darwiniana delle farfalle nere comportò che il tasso di sopravvivenza delle farfalle nere aumentasse e di conseguenza aumentò anche il loro tasso di riproduzione.
I «predatori» dei virus e dei batteri sono rispettivamente farmaci, vaccini e antibiotici
In pochi anni, di fatto, tutte le farfalle a Manchester erano nere. Era avvenuta quella che si chiama «fissazione» dei caratteri genetici per selezione naturale: erano rimaste solo le farfalle nere mentre la popolazione di farfalle bianche si era negli anni ridotta, fino a scomparire. Questo tipo di evoluzioni accade perché esiste una pressione selettiva (selezione naturale) che misura la maggiore o minore fitness di un organismo con determinati caratteri. Senza selezione naturale, non c’è evoluzione né fissazione dei caratteri.
E siamo arrivati a virus e batteri. Nel caso delle farfalle la pressione selettiva era data dai predatori.
Domandiamo, nel caso di virus e batteri quali sono i predatori?
Facile. I «predatori» dei virus e dei batteri sono rispettivamente farmaci, vaccini e antibiotici.
Le mutazioni durante la replica di virus e batteri accadono con molta frequenza perché si moltiplicano a grande velocità, esponenziale.
Per evitare che si fissino varianti del COVID che sfuggono ai vaccini, sarebbero da vietare i vaccini a coloro che non ne hanno astrattamente bisogno: la biologia evoluzionista suggerisce che dovrebbero essere vaccinate esclusivamente le persone che sono a rischio
Tuttavia l’evoluzionismo insegna che le mutazioni si fissano solo se esiste una pressione selettiva. Nel caso delle farfalle la pressione selettiva (selezione naturale) è data dai predatori; mentre nel caso di virus e batteri la pressione selettiva è data da farmaci, vaccini e antibiotici.
Quindi affermare che vaccinare le persone impedisca la fissazione di mutazioni del COVID indica soltanto che non si conosce l’ABC della biologia evoluzionista.
Sarebbe vero l’esatto contrario: per evitare che si fissino varianti del COVID che sfuggono ai vaccini, sarebbero da vietare i vaccini a coloro che non ne hanno astrattamente bisogno. Quindi la biologia evoluzionista suggerisce che dovrebbero essere vaccinate esclusivamente le persone che sono a rischio.
Se voglio proteggere mia nonna ottantenne, non devo vaccinarmi anche io. Piuttosto mi assumo il sacrificio di fare qualche giorno di febbre per non rischiare di provocare, vaccinandomi, la fissazione di mutazioni del virus.
Se voglio proteggere mia nonna ottantenne, non devo vaccinarmi anche io. Piuttosto mi assumo il sacrificio di fare qualche giorno di febbre per non rischiare di provocare, vaccinandomi, la fissazione di mutazioni del virus
Questo è vero soprattutto nel caso di un vaccino che non impedisce il contagio, cioè di un vaccino che non ha alcuna possibilità di far diventare chi lo assume un binario morto per la circolazione del virus; cosa che invece accade per il vaccino del vaiolo.
Non stiamo dicendo nulla di strabiliante. È l’ABC della biologia evoluzionista.
Dopotutto qualsiasi medico di famiglia per lo stesso motivo sa che non si danno antibiotici ai pazienti a meno che non sia strettamente necessario: cioè non si danno antibiotici ai pazienti qualora si ritenga che l’infezione batterica possa essere riassorbita dal sistema immunitario del paziente. Perché potrebbe crearsi la sempre più nota e temuta antibiotico-resistenza.
Qualsiasi medico di famiglia per lo stesso motivo sa che non si danno antibiotici ai pazienti a meno che non sia strettamente necessario
Men che meno si possono dare antibiotici in massa ad una popolazione, perché si andrebbe incontro a episodi di farmacoresistenza certi. Gli antibiotici diventerebbero in breve tempo inutilizzabili e totalmente inefficaci e causerebbero la fissazione di batteri resistenti. Un fenomeno questo noto e accertato dall’immunologia oramai da decenni a conferma della biologia evoluzionista di base.
Quindi, emerge una domanda da rivolgere a qualsiasi «scienziato» de noantri. È la stessa che in genere egli getta addosso a qualsiasi interlocutore.
«Lei ha studiato?»
Gian Battista Airaghi
Epidemie
Ebola, il numero di morti si avvicina a quota 3.000
Secondo i dati governativi pubblicati lunedì, più di 6.000 persone sono state contagiate dal virus Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) dall’inizio dell’ultima epidemia, e quasi la metà dei pazienti confermati è deceduta a causa della malattia.
L’epidemia si è diffusa in 60 zone sanitarie distribuite in sei province: Ituri, Nord Kivu, Sud Kivu, Haut-Uele, Bas-Uele e Tshopo. L’Ituri rimane la regione più colpita, con 28 delle sue 36 zone sanitarie che segnalano casi, seguita dal Nord Kivu con 15. Il Paese ha registrato 6.041 casi confermati e 2.911 decessi, con un tasso di mortalità del 48,2%.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha avvertito venerdì che l’epidemia continua a peggiorare. «Sebbene la sorveglianza sia stata ampliata, il numero di casi e di decessi continua ad aumentare a causa della trasmissione sostenuta e dell’espansione geografica», ha affermato l’agenzia in un post su X.
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Secondo l’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica, un totale di 1.366 pazienti sono guariti, mentre 619 rimangono in isolamento o ricoverati in ospedale. Il ministero ha affermato che le squadre di intervento restano attive in tutte le province colpite, con particolare attenzione alle regioni di Ituri, Nord Kivu e Haut-Uele.
L’epidemia, dichiarata a maggio, è causata dal ceppo Bundibugyo del virus Ebola ed è diventata la più grande mai registrata nella storia della Repubblica Democratica del Congo, superando l’epidemia del 2018-2020. Attualmente non esistono vaccini approvati o trattamenti specifici per il ceppo Bundibugyo.
Anche le organizzazioni internazionali hanno intensificato il loro supporto nella risposta all’epidemia. Lunedì, a Kisangani, capoluogo della provincia di Tshopo, sono stati consegnati veicoli alle autorità sanitarie e alle squadre della Croce Rossa per contribuire al contenimento dell’epidemia. «L’attenzione e le risorse costanti per la risposta all’Ebola nella RDC rimangono essenziali», ha dichiarato Ariel Kestens, capo della delegazione della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC), il giorno X.
La scorsa settimana, il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha definito l’epidemia di Ebola una «tragedia umana che colpisce famiglie e comunità su una scala straordinaria».
Anche l’OMS e i Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa CDC) avevano precedentemente richiesto un maggiore sostegno internazionale per contenere l’epidemia.
Secondo un Rapporto OMS, entro settembre vi sarebbe il rischio di oltre 8.000 casi di Ebola in Congo.
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Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa la Francia ha confermato il suo primo caso di Ebola in un medico rientrato di recente da una missione umanitaria nella Repubblica Democratica del Congo. L’India, dove si vociferava vi fossere dei casi, non ha confermato alcun caso di contagio.
Nelle scorse settimane manifestanti avevano dato fuoco a un centro di cura per l’Ebola dopo che era stato loro impedito di portare via il corpo di una presunta vittima per la sepoltura.
Come riportato da Renovatio 21, il produttore di sieri genici mRNA Moderna la scorsa settimana si è aggiudicata un contratto da 50 milioni di dollari per il vaccino Ebola.
Gli USA due mesi fa hanno vietato ai propri cittadini residenti nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) di imbarcarsi su voli commerciali per tornare in patria finché non avranno trascorso almeno 21 giorni in un altro Paese
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Immagine di UNMEER via Flickr pubblicata su licenza CC BY-ND 2.0
Epidemie
Due ricercatori NIH incriminati per aver introdotto campioni di DNA del vaiolo delle scimmie negli USA
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Munster ha una storia di legami con Fauci e con la ricerca sul guadagno di funzione
Munster è da tempo impegnata nella ricerca sull’acquisizione di nuove funzioni, inclusa la ricerca che potrebbe aver contribuito alla creazione in laboratorio del SARS-CoV-2. Nel 2018, Munster è stato indicato come partner in una proposta per il Progetto DEFUSE. La proposta, presentata alla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) del governo federale, prevedeva la modifica dei virus dei pipistrelli mediante l’inserimento di una proteina spike con un sito di clivaggio per la furina, che avrebbe permesso al virus di infettare i polmoni umani. Secondo Thacker, «la DARPA ha negato i finanziamenti per DEFUSE, ma l’anno successivo un nuovo virus dei pipistrelli con un sito di clivaggio della furina ha iniziato a infettare gli esseri umani a Wuhan. Nessun altro virus strettamente imparentato con il virus COVID possiede questo sito di clivaggio della furina». Ralph Baric, Ph.D., è stato l’autore principale della proposta DEFUSE e in seguito ha svolto un «ruolo centrale» con Fauci e altri funzionari e ricercatori della sanità pubblica nel promuovere la teoria “zoonotica” sull’origine del COVID-19. Secondo Justin Goodman, vicepresidente senior per la difesa dei diritti e le politiche pubbliche presso White Coat Waste, un gruppo di controllo che ha indagato su Munster, «le impronte digitali di Munster sono sicuramente presenti nel famigerato piano con EcoHealth e il laboratorio di sperimentazione animale di Wuhan per creare un coronavirus simile a quello che ha causato il COVID». Baric e Fauci hanno inoltre collaborato strettamente con Peter Daszak, Ph.D., ex presidente di EcoHealth Alliance, che aveva legami finanziari con l’Istituto di Virologia di Wuhan e che ha svolto un ruolo chiave nella promozione della teoria zoonotica. Nel corso degli anni, Munster ha mantenuto i contatti con Daszak e EcoHealth Alliance, collaborando anche a una ricerca del 2022 sulla rilevazione del virus Nipah nei rifugi dei pipistrelli. Gli scienziati di Munster e di EcoHealth sono stati entrambi citati in un articolo di Science del 2017 sulla «caccia» al virus Ebola tra le colonie di pipistrelli africani. Un’indagine condotta da White Coat Waste ha suggerito che Munster abbia svolto un ruolo significativo nell’aiutare EcoHealth Alliance ad ottenere finanziamenti dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) per il cosiddetto laboratorio sui pipistrelli «Wuhan West» presso la Colorado State University. Secondo quanto rivelato da White Coat Waste, Munster è stato coautore della proposta del 2016 per il progetto «Wuhan West». Nel 2020, Munster ha richiesto finanziamenti al NIAID per il progetto. All’epoca, il NIAID era guidato da Fauci.Aiuta Renovatio 21
Quale sarà il futuro di Munster e Kwe?
Entrambi gli uomini sono stati rilasciati su cauzione non garantita di 10.000 dollari. L’udienza preliminare era prevista per il 26 agosto, ma la giuria ha emesso l’atto d’accusa il 20 agosto. Dai documenti del tribunale risulta che l’udienza preliminare di Munster è fissata per il 2 settembre davanti a un giudice istruttore. Gli avvocati di Munster non hanno risposto alle richieste di commento. Kwe comparirà in tribunale il 26 agosto. «A nome del signor Kwe, in questa fase lo si presume innocente e attenderemo gli sviluppi futuri del procedimento prima di rilasciare ulteriori commenti», ha dichiarato il suo avvocato Benton Martin al quotidiano The Defender. L’atto d’accusa contiene anche disposizioni relative alla confisca dei beni, il che significa che il governo potrebbe rivalersi sui beni coinvolti nei presunti reati o sui proventi derivanti da essi, qualora gli imputati venissero condannati. Il NIH non ha commentato le accuse, ma l’agenzia ha affermato che fornirà assistenza alle autorità giudiziarie nel caso. «La questione è attualmente oggetto di indagine e il NIH sta collaborando pienamente con le forze dell’ordine e le autorità competenti», ha dichiarato l’agenzia in un comunicato. In caso di condanna, entrambi i ricercatori rischiano fino a cinque anni di carcere. Henrick Karoliszyn, DSW © 25 agosto 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Epidemie
Collaboratore di alto livello di Fauci si dichiara colpevole di accuse federali. Tradirà il suo capo?
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Il dottor David Morens si è dichiarato colpevole martedì di un’accusa di cospirazione per frodare gli Stati Uniti. Secondo il Washington Post, Morens, 78 anni, ha dichiarato a un giudice federale di aver tentato di eludere le leggi federali sulla conservazione dei documenti utilizzando il suo account di posta elettronica privato per discutere informazioni relative alle origini del COVID-19. Il biologo molecolare della Rutgers University, Richard Ebright, Ph.D., ha affermato che Morens «probabilmente» ha agito «su ordine del suo capo, Fauci».
Un ex consigliere chiave del dottor Anthony Fauci si è dichiarato colpevole di occultamento di documenti pubblici relativi alle origini del COVID-19, nell’ambito di un patteggiamento raggiunto con i procuratori federali: uno sviluppo che, secondo alcuni esponenti politici e analisti, potrebbe coinvolgere Fauci.
Il dottor David Morens si è dichiarato colpevole martedì di un’accusa di cospirazione per frodare gli Stati Uniti. Secondo il Washington Post, Morens, 78 anni, ha dichiarato a un giudice federale di aver tentato di eludere le leggi federali sulla conservazione dei documenti utilizzando il suo account di posta elettronica privato per discutere di ricerche – e di una sovvenzione federale revocata – relative alle origini del COVID-19.
Morens, inizialmente incriminato ad aprile con cinque capi d’accusa federali, ha dichiarato al giudice di aver intenzionalmente reindirizzato le comunicazioni al suo account di posta elettronica personale per proteggere Fauci e perché le email avrebbero potuto essere fraintese in futuro, qualora fossero state rese pubbliche.
Dai documenti depositati in tribunale emerge che alcune delle email sono state inoltrate informalmente a un alto funzionario del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID). Secondo la CBS News, il funzionario in questione è probabilmente Fauci, che ha diretto il NIAID fino a dicembre 2022. Morens ha ricoperto il ruolo di consulente senior nell’ufficio di Fauci al NIAID tra il 2006 e il 2022.
Morens ha dirottato i messaggi sulla sua email personale mentre si moltiplicavano le speculazioni sul fatto che il COVID-19 fosse emerso in natura, come affermavano pubblicamente all’epoca Fauci e altri funzionari dell’amministrazione Biden e virologi chiave, oppure fosse stato sviluppato presso l’Istituto di Virologia di Wuhan, in Cina, e si fosse poi diffuso da lì.
In base all’accordo raggiunto con la procura, Morens rischia fino a cinque anni di carcere e una multa massima di 250.000 dollari, sebbene la sua pena potrebbe essere inferiore. Secondo il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ), «le condanne effettive per i reati federali sono in genere inferiori alle pene massime previste». La sentenza è prevista per il 12 novembre, come riportato da Politico.
«Dichiarandosi colpevole oggi, il dottor Morens si è assunto la responsabilità delle sue azioni e continuerà a farlo», ha affermato Tim Belevetz, avvocato di Morens, in una dichiarazione riportata dal Post.
James Billot, direttore di UnHerd, ha dichiarato a News24 Digital, testata australiana, che la dichiarazione di colpevolezza di Morens rappresenta la «prima grande vittoria» nell’indagine sulle origini del COVID-19. «Vedremo presto emergere molti altri dettagli su questo argomento».
Secondo Politico, Fauci non è stato «accusato né incriminato per illeciti nel caso contro Morens e il suo nome non viene menzionato negli atti processuali».
Ma in un post su X, il senatore Rand Paul (repubblicano del Kentucky), che sta guidando l’indagine del Congresso sulle origini del COVID-19, ha suggerito che Fauci potrebbe essere implicato: «Un alleato di lunga data di Fauci si dichiara colpevole. La sua dichiarazione di colpevolezza potrebbe implicare il coinvolgimento di Anthony Fauci?», ha scritto Paul.
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Morens si vantava di essere in grado di «far sparire le email»
Nel corso della sua testimonianza davanti alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti nel 2024, Fauci negò di avere avuto uno stretto rapporto di lavoro con Morens, suggerendo che Morens non gli forniva consulenza su «politiche dell’istituto o altre questioni sostanziali».
Tuttavia, l’accordo di patteggiamento di Morens include una dichiarazione in cui ammette di essersi spesso consultato con un ricercatore esterno, Peter Daszak, Ph.D., all’epoca presidente dell’EcoHealth Alliance, per preparare briefing per Fauci che suggerivano che il COVID-19 avesse origini naturali.
In un’email del 2021 resa pubblica dalla Camera e citata da The Hill, Morens scrisse a Daszak: «Posso inviare materiale a Tony [Fauci] tramite la sua Gmail privata, oppure consegnarglielo di persona al lavoro o a casa. È troppo intelligente per lasciare che i colleghi gli mandino cose che potrebbero causargli problemi».
In un’altra email del 2021, Morens affermò di sapere come «far sparire le email dopo una richiesta FOIA», riferendosi alle richieste di accesso agli atti federali previste dal Freedom of Information Act.
John Leake, vicepresidente della McCullough Foundation e autore di Mind Viruses: America’s Irrational Obsessions, ha scritto su Substack che la dichiarazione di colpevolezza di Morens per un singolo capo d’accusa di cospirazione è «simile alla condanna di Al Capone per evasione fiscale». Leake ha suggerito che la dichiarazione di colpevolezza avrà un impatto minimo sull’indagine sulle origini del COVID-19.
«Sebbene Morens probabilmente sconterà una pena detentiva, la sua dichiarazione di colpevolezza e la sua condanna per questo particolare atto di frode mi sembrano un diversivo rispetto al problema principale», ha scritto Leake, riferendosi alla «creazione illegale e al successivo occultamento illegale di un’arma biologica in un laboratorio di biosicurezza cinese».
Ma per altri analisti e commentatori, l’attenzione sta tornando a concentrarsi su Fauci in seguito alla dichiarazione di colpevolezza di Morens.
Jeffrey Tucker, presidente e fondatore del Brownstone Institute, ha ipotizzato che Morens abbia probabilmente accettato di testimoniare contro altre persone in cambio del patteggiamento e, forse, di una pena più mite.
«Ora è disposto a parlare in cambio di una pena più lieve. Sicuramente parlerà e sarà affascinante sapere tutto quello che sa», ha detto Tucker.
Il biologo molecolare della Rutgers University, Richard Ebright, Ph.D., si è detto d’accordo. Ebright è stato un acceso critico della ricerca sul guadagno di funzione, che secondo i sostenitori della teoria della fuga dal laboratorio avrebbe probabilmente portato alla creazione in laboratorio del SARS-CoV-2 e alla sua successiva fuoriuscita dal laboratorio di Wuhan.
Ha affermato che Morens «probabilmente» ha agito «su ordine del suo capo, Fauci».
«La dichiarazione di colpevolezza di Morens è un primo passo importante per assicurare alla giustizia i funzionari statunitensi che hanno finanziato la sconsiderata ricerca sul guadagno di funzione a Wuhan, che ha causato il COVID-19» ha detto Ebright.
«Sembra possibile, persino probabile, che Morens sia stato ‘ingannato’ dai procuratori e che la sua dichiarazione di colpevolezza sia il risultato di un patteggiamento in cui Morens ha accettato di testimoniare contro Fauci, Daszak… e altri».
L’accordo di patteggiamento di Morens prevedeva un fascicolo sigillato, il che, secondo Ebright, indica che Morens ha accettato di testimoniare contro altri: un’opinione condivisa dal ricercatore e autore James Lyons-Weiler, Ph.D., che ha scritto su Substack:
«Infine, poiché l’accordo di patteggiamento include un supplemento sigillato e una separata dichiarazione di fatto, la documentazione attualmente pubblica è incompleta. Tale lacuna è particolarmente rilevante per le speculazioni secondo cui Morens starebbe collaborando contro altri. Tale collaborazione è possibile in teoria, ma non può essere ragionevolmente dedotta dalla sola esistenza del documento sigillato».
«… Avevamo previsto che a [Morens] sarebbe stato offerto un patteggiamento e che le accuse specifiche sarebbero state ritirate in cambio della sua testimonianza contro Fauci e altri.»
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Morens ha ricevuto regali per «marachelle dietro le quinte»
L’atto d’accusa contro Morens faceva ampio riferimento a due complici, indicati come «Co-cospiratore 1» e «Co-cospiratore 2».
Secondo il Post, i documenti resi pubblici nell’ambito dell’indagine del Congresso indicano che le due persone in questione sono Daszak e il dottor Gerald Keusch, ex direttore del Fogarty International Center del NIH, che finanziava scienziati stranieri.
Secondo quanto riportato dal Post, Morens, Daszak e Keusch «hanno discusso ripetutamente della possibilità di limitare le loro conversazioni alle email private».
Sotto la guida di Daszak, l’EcoHealth Alliance ha ricevuto una sovvenzione dai National Institutes of Health (NIH), l’agenzia madre del NIAID, per uno studio intitolato «Comprendere il rischio di emergenza del coronavirus nei pipistrelli». Il laboratorio di Wuhan ha successivamente ricevuto un sub-finanziamento dall’EcoHealth Alliance, a sua volta finanziato dalla sovvenzione.
Nell’ambito del patteggiamento, Morens ha ammesso di aver ricevuto «gratificazioni illegali» da Daszak, tra cui pasti in ristoranti stellati Michelin e bottiglie di vino, come ringraziamento per i suoi «consigli, il suo supporto e i suoi intrighi dietro le quinte» nell’aiutare Daszak a «ripristinare la sospensione del finanziamento per la ricerca sul coronavirus dei pipistrelli e a contrastare la narrazione secondo cui il COVID-19 sarebbe fuoriuscito da un laboratorio».
Secondo il Dipartimento di Giustizia, «Morens avrebbe poi individuato un atto ufficiale che avrebbe potuto compiere per ‘meritarsi’ il regalo, ovvero scrivere un commento scientifico su un’importante rivista medica in cui sosteneva che il COVID-19 avesse origini naturali».
Ad aprile, il New York Post ha riportato che il commento è probabilmente un articolo di cui Morens è coautore, pubblicato nel luglio 2020 sull’American Journal of Tropical Medicine and Hygiene.
Tucker ha affermato che Morens era «un intellettuale promettente» che «si è convertito al lato oscuro» agendo su «ordine di Fauci», tra cui la pubblicazione di articoli su riviste scientifiche a sostegno della narrativa ufficiale sul COVID-19.
Tucker ha citato un articolo del settembre 2020, scritto da Morens in collaborazione con Fauci e pubblicato sulla rivista Cell, in cui si auspicava la «ricostruzione delle infrastrutture dell’esistenza umana».
«Era distopico all’estremo e lui lo sapeva», ha detto Tucker. «Rifletteva il suo stato d’animo: l’assurdità al servizio del potere».
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Altri collaboratori di Fauci faranno a gara per «denunciarsi a vicenda» in cambio di patteggiamenti?
La dichiarazione di colpevolezza di Morens rappresenta l’ultimo sviluppo nell’indagine congressuale in corso sulle origini del COVID-19. Nel 2024, quando testimoniò davanti al Congresso nell’ambito dell’indagine Morens negò di aver tentato di eludere la legge federale instradando le comunicazioni attraverso il suo account di posta elettronica personale.
All’inizio di questo mese, Paul ha segnalato Fauci al Dipartimento di Giustizia per oltraggio al Congresso, per essersi rifiutato di rispondere alle domande durante l’udienza del mese scorso. Secondo il Washington Post, il Dipartimento di Giustizia sta esaminando la richiesta. È la terza volta che Paul segnala Fauci al Dipartimento di Giustizia per possibili accuse penali.
La settimana scorsa, Fauci ha rifiutato la richiesta di comparire volontariamente davanti a un’altra commissione del Senato.
Negli ultimi istanti del suo mandato, lo scorso anno, l’allora presidente Joe Biden concesse preventivamente la grazia a Fauci per tutti i suoi atti ufficiali risalenti al 2014, anno in cui il NIH approvò un finanziamento per la ricerca di Daszak sul coronavirus nei pipistrelli.
Esperti legali avevano precedentemente dichiarato a The Defender che, sebbene la grazia protegga Fauci da procedimenti penali federali per i suoi atti ufficiali, non impedisce agli Stati di sporgere denuncia contro di lui. Inoltre, non lo protegge dalle accuse di oltraggio al Congresso o di falsa testimonianza in successive deposizioni.
Nel 2024, il dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha sospeso tutti i finanziamenti a EcoHealth Alliance dopo aver constatato che l’organizzazione non aveva monitorato adeguatamente gli esperimenti sul coronavirus.
Ad aprile, il NIH avrebbe revocato tutti i finanziamenti concessi al virologo Ralph Baric, Ph.D., che aveva collaborato con Fauci e i ricercatori del laboratorio di Wuhan prima e durante la pandemia di COVID-19.
A giugno, l’FBI ha incriminato due ricercatori del NIH, tra cui Vincent Munster, Ph.D., legato a Fauci, con l’accusa di aver introdotto clandestinamente negli Stati Uniti, all’inizio di quest’anno, il virus del mosaico del mais (mpox) e altri agenti patogeni pericolosi.
Documenti resi pubblici il mese scorso suggeriscono che nel 2021 l’FBI abbia fatto pressioni sugli agenti della dogana e della protezione delle frontiere statunitensi affinché non interrogassero Daszak al suo rientro negli Stati Uniti dalla Cina, dove si era recato nell’ambito di un’indagine dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulle origini del COVID-19.
L’anno scorso, Daszak è diventato presidente di Nature.Health.Global, un’organizzazione no-profit che svolge ricerche sulla salute pubblica e sulla prevenzione delle pandemie. Morens lavora per questa organizzazione.
Ebright ha suggerito che «ora è iniziata la corsa ai topi» per gli ex stretti collaboratori e alleati di Fauci, che si «denunciano a vicenda».
«Morens, Daszak, Keusch e gli altri probabilmente stanno già facendo a gara per essere i primi a collaborare e quindi ad accaparrarsi i migliori accordi di patteggiamento».
Michael Nevradakis
Ph.D.
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