Epidemie
«Da medico sono diventato uno strumento per congelare il Paese»: Intervista ad una dottoressa dissidente
Non tutti i medici si stanno piegando alla follia in corso: lo sappiamo bene. Sorprende che molti dei medici che si oppongono alle leggi pandemiche e ai «vaccini» genetici siano, talvolta, medici vaccinisti.
Renovatio 21 ha intervistato la dottoressa F., che oramai ha quasi quaranta anni di esperienza alle spalle. La dottoressa F., che preferiamo lasciare anonima perché sappiamo che la repressione da parte del suo ordine professionale arriverebbe immediatamente, è, a differenza di noi, favorevole ai vaccini: qui però, differntemente da qualsiasi altro spazio ormai, usiamo ascoltare anche le opinioni di chi la pensa diversamente da noi.
Il pericolo dei «vaccini» mRNA, e delle leggi mostruose implementate per per obbligare una porzione sempre maggiore della popolazione a subirli, colpisce anche chi non è contro la siringa per partito preso.
«Ai tempi della legge Lorenzin stavo dalla parte dei genitori perplessi: trovai eccessivo l’allarmismo dell’allora Ministro della Salute, rispetto ai reali dati epidemiologici e soprattutto disapprovai l’imposizione con obbligo»
Dottoressa F., da quanti anni è medico?
Mi sono laureata nel 1983: per cui a luglio prossimo conto 38 anni di Laurea.
Dove lavora? Da quanto?
Ho lavorato, prima come neo-laureata, poi come specializzanda, una decina d’anni in una Clinica internistica di polo ospedaliero ed universitario regionale, (capoluogo di circa 165.000 abitanti); attualmente esercito attività specialistica in clinica privata ed attività di medico di base.
In cosa è specializzata?
Sono specializzata in Medicina Interna, Allergologia e Immunologia Clinica.
«Ho cambiato idea per indizi e fatti. Il mantra che la salvezza sta nel vaccino e solo nel vaccino. Terapie e cure neglette, negate o addirittura proibite per legge»
È sempre stata favorevole ai vaccini?
Sì. Sono da sempre vaccinista convinta.
Quando uscì la legge Lorenzin, da che parte stava?
Dalla parte dei genitori perplessi: trovai eccessivo l’allarmismo dell’allora Ministro della Salute, rispetto ai reali dati epidemiologici e soprattutto disapprovai l’imposizione con obbligo. Sono sempre stata per una scelta libera, convinta e consapevole.
Le piacevano i post di Burioni?
Diciamo che ne ammiravo le capacità divulgate, fino a chè non notai un certo, come dire, atteggiamento sprezzante e impositivo nei confronti di interlocutori dissenzienti
«…Le rassicurazioni diffuse da subito, prima ancora che venissero inoculati, da tutti i mezzi di informazione, rassicurazioni non richieste, sulla sicurezza dei vaccini e sul favorevole rapporto benefici/reazioni: excusatio non petita, accusatio manifesta»
Ha cambiato idea sui vaccini?
Non ho cambiato idea sulla validità ed utilità dei vaccini, di certi vaccini. Ho nutrito e nutro perplessità crescenti nei confronti dei vaccini anti-COVID.
Cosa le ha fatto cambiare idea?
Indizi e fatti. Il mantra che la salvezza sta nel vaccino e solo nel vaccino. Terapie e cure neglette, negate o addirittura proibite per legge. Le rassicurazioni diffuse da subito, prima ancora che venissero inoculati, da tutti i mezzi di informazione, rassicurazioni non richieste, sulla sicurezza dei vaccini e sul favorevole rapporto benefici/reazioni: excusatio non petita, accusatio manifesta. L’obbligo ventilato prima ancora che ci fosse disponibilità in quantità sufficiente a soddisfare le richieste. La segnalazione di effetti collaterali, anche fatali, sempre più numerosi e sempre più palesemente sottovalutati, negati e addirittura censurati. L’assenza di studi su eventuali effetti collaterali a lungo termine e (questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il caso) la pretesa di vaccinare anche i giovanissimi, notoriamente refrattari a sviluppare la malattia.
Quando è arrivata la pandemia cosa ha pensato?
Ero incredula, sorpresa. Memore delle pregresse paventate epidemie (aviaria, suina …) poi superate senza colpo ferire, ho creduto all’inizio si trattasse del solito eccessivo allarmismo.
«Non ero più il medico che cura, ma ero improvvisamente diventata lo strumento per congelare il Paese. Ho avuto la netta sensazione che tutto fosse stato già apparecchiato da tempo e che procedure e disposizioni ben studiate venissero sfornate secondo incalzanti tempistiche, lungamente pensate»
Quando ha cominciato ad avere dubbi sulla narrazione generale?
Quando, in tempi sorprendentemente rapidissimi, ho visto arrivare raffiche di circolari ministeriali e disposizioni regionali che se da una parte, dispensavano i medici sul territorio dal visitare pazienti positivi, dall’altra li trasformavano in grigi funzionari di stato, deputati alla prescrizione di tamponi e alla redazione di certificati di interminabili quarantene, cui erano (e sono tutt’ora) costretti non solo i pazienti sintomatici, ma anche e soprattutto i ben più numerosi contatti ( e contatti dei contatti) del tutto asintomatici. Non ero più il medico che cura, ma ero improvvisamente diventata lo strumento per congelare il Paese. Ho avuto la netta sensazione che tutto fosse stato già apparecchiato da tempo e che procedure e disposizioni ben studiate venissero sfornate secondo incalzanti tempistiche, lungamente pensate. Niente di improvvisato insomma, misure con le quali si pretendeva (o si voleva far credere) fermare il virus, ma certo si dimenticava il malato.
Cosa pensa dell’obbligo vaccinale de facto che stanno introducendo in Italia?
È un inqualificabile ricatto. Farabutti.
«Vaccini sperimentali»: la mostruosità è che li stanno sperimentando sulle masse terrorizzate e inebetite. Senza nemmeno un corretto ed onesto monitoraggio degli effetti collaterali
E scientificamente, dei vaccini sperimentali contro il COVID cosa pensa?
«Sperimentali»: hai detto tutto. La mostruosità è che li stanno sperimentando sulle masse terrorizzate e inebetite. Senza nemmeno un corretto ed onesto monitoraggio degli effetti collaterali. Si tratta di un virus altamente mutante, come quello dell’influenza, il cui vaccino viene fabbricato però di anno in anno sui ceppi virali prevedibilmente dominanti, mentre qui si vaccina in piena epidemia selezionando varianti resistenti. E la metodica ad RNA, totalmente nuova, potrebbe riservarci delle brutte sorprese, a breve o tra qualche anno…
Da un punto di vista di etica medica, quanto è consona la procedura di «consenso informato» intorno alla vaccinazione COVID?
Chiedo: come mai questa procedura, che esige dal vaccinando ben due firme, non è stata mai messa in atto, né per l’anti-influenzale né per alcun altro vaccino, su base volontaria o meno?
«La metodica ad RNA, totalmente nuova, potrebbe riservarci delle brutte sorprese, a breve o tra qualche anno…»
Perchè solo ora e solo con questi vaccini?
Una roba mai vista. Eppure la massa sgomita per porgere per prima il deltoide…
E quanto è consona all’etica medica l’introduzione di lasciapassare sanitari e passaporto vaccinali?
Non è consona. Punto. È un ricatto. È una edizione riveduta e corretta di un TSO: ma questa volta ad un paziente sano. È un obbrobrio.
Chiedo: come mai questa procedura, che esige dal vaccinando ben due firme, non è stata mai messa in atto, né per l’anti-influenzale né per alcun altro vaccino, su base volontaria o meno?
Le chiediamo: perché non li hanno fatti per l’AIDS, per esempio?
E’ notoriamente molto difficile allestire vaccini per virus ad RNA. I cosiddetti «vaccini» contro il corona infatti si basano su metodica totalmente nuova: l’introduzione di frammenti di RNA che si integrano nel patrimonio genetico della cellula. Una terapia genica, insomma… che non sia stata pensata ed applicata al virus dell’AIDS, può forse esser dovuto alla ben diversa contagiosità.
Quanti medici ci sono che la pensano come lei riguardo la pandemia e i vaccini?
Francamente non saprei dire: sicuramente più di quanto sembri… sono talmente stigmatizzati che molti non escono allo scoperto.
Quanti di questi medici dissidenti rispetto alla narrativa ufficiale non parlano per paura di ritorsioni sul lavoro?
Quasi tutti.
«L’introduzione di lasciapassare sanitari e passaporto vaccinali non è consona all’etica medica. Punto. E’ un ricatto. È una edizione riveduta e corretta di un TSO: ma questa volta ad un paziente sano. È un obbrobrio»
Teme di essere radiata anche Lei?
Sono stata minacciata di denuncia all’Ordine dei Medici.
Ha avuto in cura pazienti COVID?
Certo che sì
Cosa dobbiamo pensare di queste ondate di morti, anche giovani, dopo il vaccino?
Che la correlazione con il vaccino c’è e come!
«La correlazione con il vaccino c’è e come!»
Com’è possibile che le autorità ritirino un vaccino dopo una morte sospetta senza nemmeno scusarsi con tutti quelli che, fino ad un minuto prima, erano stati guidati (se non quasi obbligati) a farsi l’iniezione?
Siamo in una dittatura sanitocratica… e la massa è stata diabolicamente plagiata.
È normale che un farmaco venga messo in circolazione, ritirato, rimesso in circolazione, ri-ritirato in questo valzer continuo?
Non è affatto normale. Ci vuole solo una bella faccia tosta e la certezza dell’impunità.
«Per fare il ministro della Sanità, ci vorrebbe minimo un medico che ha prestato il giuramento di Ippocrate. Non ministri che possono vendere l’anima al diavolo»
Secondo Lei, cosa sta ad indicare questo valzer?
L’hanno acquistato: lo devono piazzare in qualche modo.
Riguardando indietro, ora cosa vede nelle passate leggi di obbligo vaccinale?
Per fare il ministro della Sanità, ci vorrebbe minimo un medico che ha prestato il giuramento di Ippocrate. Non ministri che possono vendere l’anima al diavolo.
«Vedo fosco. Vedo elogiare, ed avanzare, la telemedicina, che è la morte dell’arte medica…»
Da medico, ci dica: cosa secondo Lei ci aspetta nel futuro prossimo riguardo la sanità?
Vedo fosco. Vedo elogiare, ed avanzare, la telemedicina, che è la morte dell’arte medica…
Epidemie
Virus della peste fuggio da un laboratorio in Siberia?
La notizia di una possibile fuga di laboratorio russo di un virus terribile – nientemeno che la peste – sta venendo rilanciata in tutto il mondo. Non è facile capire quanto vi sia di vero
Secondo il Moscow Times, quotidiano indipendente con sede ad Amsterdam critico del Cremlino che per primo ha riportato la notizia, «le autorità sanitarie della regione di Irkutsk, in Siberia, hanno posto quasi 200 persone sotto osservazione medica dopo la morte per peste di un tecnico di laboratorio».
Le autorità locali hanno descritto la malattia che ha ucciso la dipendente solo come un’«infezione particolarmente pericolosa». Alexei Tsydenov, capo della vicina repubblica di Buriazia, ha negato che vi fosse stata un’epidemia di peste.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
La vittima è stata identificata come Daria Shipilova, 28 anni, dipendente dell’Istituto anti-peste di Irkutsk. Secondo alcune fonti, avrebbe riferito al personale medico di aver rotto una provetta contenente batteri vivi mentre raccoglieva campioni durante una spedizione vicino al confine con la Mongolia.
La donna era stata ricoverata con una grave polmonite ed è morta entro 48 ore. La peste polmonare è una forma particolarmente virulenta della malattia, con un tasso di sopravvivenza estremamente basso. L’ospedale distrettuale in cui era ricoverata è stato messo in quarantena e circa 200 persone che potrebbero essere entrate in contatto con lei sono state poste in isolamento medico, almeno 100 delle quali in reparti ospedalieri. Anche gli eventi pubblici a Irkutsk sono stati annullati.
Il Servizio federale russo per la tutela dei diritti dei consumatori e il benessere umano, noto come Rospotrebnadzor, ha rilasciato una dichiarazione in cui descrive la causa della morte unicamente come una «polmonite di eziologia indeterminata», affermando che le analisi non avevano rilevato agenti patogeni collegati al suo lavoro e che non si era verificata alcuna emergenza nel suo laboratorio.
Notizie allarmanti corrono su internet riguardo a San Pietroburgo in lockdown: al momento, si tratta di storie prive di fondamento.
Il governatore regionale Igor Kobzev ha esortato la popolazione a mantenere la calma. «Tutte le persone che sono entrate in contatto con i soggetti contagiati sono state poste sotto osservazione medica. Ad oggi, i contatti non mostrano alcun sintomo e i risultati dei loro test di laboratorio sono negativi», ha scritto venerdì su Telegram. Non ha fatto alcun cenno alla morte del tecnico di laboratorio.
L’affermazione di Kobzev secondo cui Shipilova è morta a causa di un’«infezione particolarmente pericolosa» riecheggia il linguaggio del sito web del laboratorio, che descrive la sua missione come quella di lavorare al «controllo delle epidemie di infezioni batteriche e virali particolarmente pericolose». Il sito web afferma inoltre che il laboratorio studia colera, brucellosi, tularemia, antrace e infezioni da arbovirus. Il laboratorio ospita 1840 ceppi della peste, o Yersinia pestis.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Diversi ospedali cittadini sarebbero stati posti in quarantena per tre settimane, tra cui un ospedale pediatrico e un ospedale di maternità, secondo quanto riportato dal canale Telegram Baikal People. L’ospedale pediatrico ha smentito questa informazione sui suoi account social il 4 ottobre. Il servizio stampa del governo regionale di Irkutsk ha dichiarato il 5 ottobre che gli ospedali sono operativi normalmente.
Secondo Baikal People, l’emittente REN TV, allineata al Cremlino, avrebbe cancellato cinque articoli sull’incidente. La testata americana Daily Caller avrebbe individuato un link non funzionante a un articolo di REN TV precedentemente disponibile.
Sarebbero giunte segnalazioni di carenza di antibiotici nella regione di Irkutsk. Tuttavia alcuni esperti mettono in dubbio la versione ufficiale sul contagio.
«È ridicolo», ha affermato l’epidemiologo russo Mikhal Favorov, secondo la BBC. «Qualcuno che lavora presso l’Istituto per la lotta alla peste di Irkutsk indossa una tuta protettiva. Se si rompe una provetta, la probabilità di contagio è in realtà molto bassa. Insomma, al pubblico non importa: crederanno alla storia della “provetta caduta”».
Anna Popova, a capo dell’agenzia russa per la salute pubblica, avrebbe percorso 2.600 miglia da Mosca a Irkutsk. Favorov sostiene che il suo coinvolgimento dimostra che la situazione è significativamente peggiore di quanto comunicato al pubblico.
Le osservazioni di Favorov sono state riprese dal dottor Simon Clarke dell’Università di Reading sentito dalla BBC. «Una delle ipotesi che sta attirando l’attenzione è che un tecnico di laboratorio potrebbe essere stato contagiato dopo aver rotto una provetta in laboratorio», ha affermato. «Non è raro che agenti patogeni fuoriescano dai laboratori, ma dev’essere successo davvero di tutto perché un tecnico di laboratorio venisse infettato da una provetta rotta».
«Avendo lavorato in laboratori ad alto livello di contenimento, so che la manipolazione di agenti patogeni pericolosi implica molteplici livelli di protezione, procedure rigorose, cabine di sicurezza, sistemi di ventilazione e procedure accurate eseguite da personale altamente qualificato. Le infezioni contratte in laboratorio sono eventi rari e la rottura di una provetta non comporta automaticamente un’esposizione o un’infezione. Inoltre, non utilizziamo molto le provette».
«Fino a quando non emergeranno ulteriori dettagli, è difficile valutare se si tratti di un caso isolato, di un’esposizione professionale o di una prova di una trasmissione più ampia».
Aiuta Renovatio 21
Secondo il Centro per le Malattie Infettive Emergenti dell’Università di Boston, un’esposizione a Yersinia pestis avrebbe richiesto diverse violazioni delle norme di biosicurezza, tra cui dispositivi di protezione individuale inadeguati e la mancata somministrazione di antibiotici dopo l’esposizione, scrive il Daily Caller..
La peste, di fatto, può essere curata con gli antibiotici. Se non trattata, la malattia è solitamente fatale.
Come la Cina e gli Stati Uniti, anche la Russia ha intensificato la sua partecipazione alla corsa globale alla ricerca di nuove funzioni e alla creazione di laboratori di biodifesa da quando la pandemia di COVID-19 è emersa vicino all’Istituto di Virologia di Wuhano nel 2019.
Il dipartimento di Stato USA sostiene che la Russia abbia riavviato il suo programma di armi biologiche. «Ovviamente non sappiamo tutto ciò che ci hanno fornito i russi, secondo i quali sembra che un lavoratore di un laboratorio sia stato infettato e c’è il timore che il virus possa essersi diffuso», ha dichiarato lunedì il Segretario di Stato Marco Rubio.
«I viaggi tra Stati Uniti e Russia sono ovviamente molto limitati. Ma come qualsiasi altra cosa, se il virus dovesse fuoriuscire, potrebbe diffondersi rapidamente, quindi lo stiamo monitorando attentamente. Non credo ci sia motivo di allarmarsi, ma è un motivo di attenzione e lo stiamo tenendo d’occhio».
Di contro, la Federazione Russa ha lanciato accuse contro gli Stati Uniti in merito ai laboratori biologici in Ucraina.
Come riportato da Renovatio 21, all’inizio di quest’anno, l’ex direttrice dell’intelligence nazionale Tulsi Gabbard ha desecretato documenti che descrivono il sostegno degli Stati Uniti ai laboratori di biodifesa che conducono ricerche ad alto rischio in Ucraina tramite la Defense Threat Reduction Agency (DTRA).
In mezzo a questo quadro intricato, difficile capire se siamo dinanzi a pura, classica propaganda antirussa ad un possibile nuovo corso pandemico o ad un terrificante nuovo ingrediente per il conflitto globale in corso.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Epidemie
Ebola, il numero di morti si avvicina a quota 3.000
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Epidemie
Due ricercatori NIH incriminati per aver introdotto campioni di DNA del vaiolo delle scimmie negli USA
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
Vincent Munster e Claude Kwe Yinda sono stati incriminati con un atto d’accusa depositato il 20 agosto presso il Tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto orientale del Michigan. Entrambi sono accusati di cospirazione per aver contrabbandato materiale biologico, inclusi campioni inattivati del virus mpoplo, dall’Africa agli Stati Uniti. Sono inoltre accusati di aver rilasciato false dichiarazioni agli agenti della dogana e della protezione delle frontiere statunitensi.
Secondo quanto emerge dai documenti del tribunale, due ricercatori dei National Institutes of Health (NIH), accusati di aver trasportato negli Stati Uniti 113 campioni biologici, tra cui DNA di virus MPOS, dalla Repubblica del Congo, sono stati incriminati a livello federale.
Vincent Munster, dottore di ricerca, cittadino olandese e capo della sezione di ecologia virale presso i Rocky Mountain Laboratories del NIH a Hamilton, nel Montana, e Claude Kwe Yinda, dottore di ricerca, ricercatore camerunense, sono accusati di cospirazione per contrabbando di merci negli Stati Uniti in violazione di legge.
Sostieni Renovatio 21
Secondo l’atto d’accusa del 20 agosto, sono anche accusati di aver rilasciato false dichiarazioni agli agenti della dogana e della protezione delle frontiere degli Stati Uniti (CBP).
L’atto d’accusa, depositato presso la Corte distrettuale degli Stati Uniti per il distretto orientale del Michigan, afferma che i ricercatori si sono incontrati il 17 dicembre 2025 e hanno discusso del recupero di «100 campioni contenenti DNA di mpop (precedentemente vaiolo delle scimmie) e che avrebbero riportato i campioni negli Stati Uniti per i test di sequenziamento del DNA».
Si sono poi recati a Brazzaville a gennaio per prestare assistenza durante l’ epidemia di mpox prima di tornare negli Stati Uniti il 25 gennaio, atterrando al Terminal McNamara dell’aeroporto metropolitano di Detroit. Secondo l’accusa, trasportavano una grande valigetta di plastica nera contenente 113 provette da microcentrifuga con campioni biologici, tra cui gli isolati di DNA del virus mpox.
Quando gli agenti della CBP hanno chiesto informazioni sulla valigetta, Munster ha affermato che conteneva «kit di test», «analisi» e «reagenti per reazioni diagnostiche», secondo l’atto d’accusa. Kwe ha detto agli agenti che conteneva «materiale diagnostico».
Secondo i pubblici ministeri, tali dichiarazioni erano false. L’atto d’accusa afferma che gli uomini sapevano che i campioni richiedevano un’autorizzazione e una documentazione specifiche per essere trasportati su un volo commerciale e che dovevano essere dichiarati al loro ingresso negli Stati Uniti.
Secondo l’accusa, Munster avrebbe anche fornito agli agenti una descrizione scritta del contenuto, elencando i materiali di analisi anziché identificare i campioni biologici. Avrebbe inoltre dichiarato agli agenti che i numeri contrassegnati sui 113 tubi erano a scopo di «inventario».
Il caso ha avuto inizio con una denuncia penale presentata il 17 marzo. Diverse denunce e mandati di arresto sono stati depositati sotto sigillo prima che il governo decidesse di desecretare il caso a giugno.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
La disonestà è «diffusa in virologia»
Secondo i critici, il caso mette in luce le frodi endemiche nel campo scientifico.
Richard Ebright, Ph.D., biologo molecolare presso la Rutgers University di New Brunswick, nel New Jersey, ha affermato che il caso illustra uno schema di inganno protrattosi nel tempo.
«Munster e Kwe sono l’esempio perfetto della disonestà, del disprezzo per la biosicurezza, del disdegno per la legge e del disprezzo per l’interesse pubblico che, dopo quattro decenni in cui Anthony Fauci ha trattato la virologia come un suo feudo personale e una base di potere, sono diventati pervasivi in questo campo», ha affermato.
Altri esperti hanno affermato che quest’ultimo sviluppo dimostra la premeditazione dei ricercatori, anziché essere un atto casuale.
«È difficile credere che Munster si sia comportato in questo modo», ha affermato il giornalista Paul D. Thacker di The Disinformation Chronicle. «Ora sappiamo che questo contrabbando illegale di virus è stato premeditato, non una cattiva decisione dell’ultimo minuto».
Contattato in merito, l’Ufficio dell’Ispettore Generale del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha rimandato The Defender a un precedente comunicato stampa che faceva riferimento a un’indagine in corso.
«A quanto pare, questi esperti del NIH hanno violato le nostre leggi contrabbandando agenti patogeni virali su un aereo di linea affollato, provenienti da un focolaio nella Repubblica del Congo», ha dichiarato il procuratore statunitense Jerome F. Gorgon Jr. in quel comunicato. «Pensateci bene».
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Munster ha una storia di legami con Fauci e con la ricerca sul guadagno di funzione
Munster è da tempo impegnata nella ricerca sull’acquisizione di nuove funzioni, inclusa la ricerca che potrebbe aver contribuito alla creazione in laboratorio del SARS-CoV-2.
Nel 2018, Munster è stato indicato come partner in una proposta per il Progetto DEFUSE. La proposta, presentata alla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) del governo federale, prevedeva la modifica dei virus dei pipistrelli mediante l’inserimento di una proteina spike con un sito di clivaggio per la furina, che avrebbe permesso al virus di infettare i polmoni umani.
Secondo Thacker, «la DARPA ha negato i finanziamenti per DEFUSE, ma l’anno successivo un nuovo virus dei pipistrelli con un sito di clivaggio della furina ha iniziato a infettare gli esseri umani a Wuhan. Nessun altro virus strettamente imparentato con il virus COVID possiede questo sito di clivaggio della furina».
Ralph Baric, Ph.D., è stato l’autore principale della proposta DEFUSE e in seguito ha svolto un «ruolo centrale» con Fauci e altri funzionari e ricercatori della sanità pubblica nel promuovere la teoria “zoonotica” sull’origine del COVID-19.
Secondo Justin Goodman, vicepresidente senior per la difesa dei diritti e le politiche pubbliche presso White Coat Waste, un gruppo di controllo che ha indagato su Munster, «le impronte digitali di Munster sono sicuramente presenti nel famigerato piano con EcoHealth e il laboratorio di sperimentazione animale di Wuhan per creare un coronavirus simile a quello che ha causato il COVID».
Baric e Fauci hanno inoltre collaborato strettamente con Peter Daszak, Ph.D., ex presidente di EcoHealth Alliance, che aveva legami finanziari con l’Istituto di Virologia di Wuhan e che ha svolto un ruolo chiave nella promozione della teoria zoonotica.
Nel corso degli anni, Munster ha mantenuto i contatti con Daszak e EcoHealth Alliance, collaborando anche a una ricerca del 2022 sulla rilevazione del virus Nipah nei rifugi dei pipistrelli. Gli scienziati di Munster e di EcoHealth sono stati entrambi citati in un articolo di Science del 2017 sulla «caccia» al virus Ebola tra le colonie di pipistrelli africani.
Un’indagine condotta da White Coat Waste ha suggerito che Munster abbia svolto un ruolo significativo nell’aiutare EcoHealth Alliance ad ottenere finanziamenti dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) per il cosiddetto laboratorio sui pipistrelli «Wuhan West» presso la Colorado State University.
Secondo quanto rivelato da White Coat Waste, Munster è stato coautore della proposta del 2016 per il progetto «Wuhan West». Nel 2020, Munster ha richiesto finanziamenti al NIAID per il progetto. All’epoca, il NIAID era guidato da Fauci.
Aiuta Renovatio 21
Quale sarà il futuro di Munster e Kwe?
Entrambi gli uomini sono stati rilasciati su cauzione non garantita di 10.000 dollari.
L’udienza preliminare era prevista per il 26 agosto, ma la giuria ha emesso l’atto d’accusa il 20 agosto.
Dai documenti del tribunale risulta che l’udienza preliminare di Munster è fissata per il 2 settembre davanti a un giudice istruttore. Gli avvocati di Munster non hanno risposto alle richieste di commento.
Kwe comparirà in tribunale il 26 agosto. «A nome del signor Kwe, in questa fase lo si presume innocente e attenderemo gli sviluppi futuri del procedimento prima di rilasciare ulteriori commenti», ha dichiarato il suo avvocato Benton Martin al quotidiano The Defender.
L’atto d’accusa contiene anche disposizioni relative alla confisca dei beni, il che significa che il governo potrebbe rivalersi sui beni coinvolti nei presunti reati o sui proventi derivanti da essi, qualora gli imputati venissero condannati.
Il NIH non ha commentato le accuse, ma l’agenzia ha affermato che fornirà assistenza alle autorità giudiziarie nel caso.
«La questione è attualmente oggetto di indagine e il NIH sta collaborando pienamente con le forze dell’ordine e le autorità competenti», ha dichiarato l’agenzia in un comunicato.
In caso di condanna, entrambi i ricercatori rischiano fino a cinque anni di carcere.
Henrick Karoliszyn, DSW
© 25 agosto 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di NIAID via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
-



Pensiero2 settimane faL’attacco alla raffinerie è per ridurre la popolazione mondiale e distruggere America ed Europa
-



Vaccini2 settimane faI vaccini somministrati ai bambini sono più letali delle malattie che dovrebbero combattere?
-



Pensiero1 settimana faVera rivolta contro il mondo moderno. Mons. Williamson commenta il manifesto di Unabomber
-



Salute1 settimana faEsplosione delle malattie legate alle muffe
-



Spirito1 settimana faPapa Leone XIV celebra il motto massonico e rivoluzionario francese «Libertà, Uguaglianza, Fraternità»
-



Spirito2 settimane fa«Salus extra Ecclesiam non est»: mons. Viganò contro il documento vaticano sul dialogo interreligioso
-



Immigrazione2 giorni faCatastrofe immigrata a Vicenza. L’anarco-tirannia maranza espugna un’altra città
-



Animali2 settimane faLupi liberi tra le case, 15 pecorelle massacrate













