Stragi
Strage di scolari in una città della Repubblica Democratica del Congo controllata dai ribelli
Almeno 26 studenti sono morti in un incendio che ha colpito due scuole e centinaia di abitazioni a Bukavu, nella Repubblica Democratica del Congo orientale, secondo le autorità.
Le autorità locali hanno riferito che le fiamme sono partite giovedì mattina da una casa nel quartiere densamente abitato di Cimpunda e si sono estese alle scuole vicine Furaha e Ujamaa. Alcuni bambini sarebbero morti per soffocamento dopo essere rimasti bloccati, altri nella calca mentre tentavano di scappare.
Un comunicato delle autorità provinciali del Sud Kivu, citato dall’AP, ha parlato di 19 ragazze e sette ragazzi morti, precisando che il bilancio potrebbe salire.
Oltre 300 case risulterebbero distrutte. Gli edifici in legno, stretti uno accanto all’altro, hanno favorito il rapido avanzare del fuoco, mentre le uscite strette hanno provocato assembramenti nelle scuole, ha detto all’AP Moise Lubala, amministratore di Cimpunda.
A major accident occurred on Thursday in the eastern Congolese city of Bukavu. A fire broke out in two schools here, killing 26 students. Dozens of people were injured in this incident.#Bukavu #Congo #SchoolFire #SchoolTragedy #Students #TragicIncident #FireAccident #Breaking pic.twitter.com/IuyzcxxNMw
— VIRAL VOLT (@ViralVolT1) September 11, 2026
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La coalizione ribelle Alleanza del fiume Congo – Movimento del 23 marzo (AFC/M23), che controlla Bukavu, aveva prima indicato 24 morti e 29 feriti. Aveva anche detto che 21 pazienti erano in terapia intensiva e che era in corso un’inchiesta sulle cause. Il portavoce del governo congolese, Patrick Muyaya, ha dichiarato che Kinshasa segue l’accaduto con «profonda preoccupazione».
«Finché la città rimarrà sotto occupazione illegale, esprimiamo la nostra solidarietà agli studenti, agli insegnanti, ai genitori e alle famiglie colpiti», ha scritto su X.
Il Ministero dell’Istruzione congolese ha ribadito che studenti e insegnanti nelle zone occupate restano parte del sistema scolastico nazionale e «al centro della responsabilità e della solidarietà della nazione». Ha chiesto una valutazione dei danni e interventi per sostenere le vittime e assicurare la continuità delle lezioni. Il ministero ha aggiunto che l’incendio è l’ultimo di una serie che ha colpito le scuole di Bukavu. La causa precisa non è ancora nota.
La tragedia di giovedì è arrivata a meno di una settimana da un incendio durante una festa di matrimonio a Kinshasa, che ha fatto almeno 22 morti. Secondo Radio Okapi, emittente delle Nazioni Unite, più di 700 abitazioni sono andate distrutte in incendi distinti nella provincia di Bukavu nella settimana conclusa il 6 settembre.
Dal febbraio 2025 l’AFC-M23 controlla Bukavu, capoluogo del Sud Kivu, dopo un’avanzata che ha spinto al ritiro le truppe congolesi e quelle burundesi alleate. Un mese prima la coalizione aveva preso Goma, capoluogo del Nord Kivu, negli scontri con le forze governative. Kinshasa e diversi governi occidentali accusano il Ruanda di appoggiare i ribelli, accusa che Kigali respinge. Da allora i ribelli hanno messo in piedi amministrazioni parallele in ampie zone della Repubblica Democratica del Congo orientale, dove gruppi armati si disputano il controllo delle risorse minerarie.
Come riportato da Renovatio 21, quest’anno le autorità della RDC orientale hanno rinvenuto fosse comuni contenenti almeno 172 corpi nei dintorni della città di Uvira, dopo il ritiro del gruppo ribelle M23, formato precipuamente da vatussi, che aveva occupato temporaneamente la zona alla fine del 2025. La scoperta è avvenuta pochi giorni dopo l’uccisione del portavoce militare dell’M23, Willy Ngoma, in un attacco con droni attribuito presumibilmente all’esercito congolese nel vicino Nord Kivu.
A settembre 2025 un eccidio si era verificato nel villaggio di Ntoyo, nella zona orientale della Repubblica Democratica del Congo (RDC). I membri delle Forze Democratiche Alleate (ADF), affiliate allo Stato Islamico, si sono presentati travestiti da civili per mescolarsi tra la popolazione, per poi scatenare all’improvviso una strage aprendo il fuoco e aggredendo i cristiani con asce e machete.
Il Movimento 23 marzo (M23) è un gruppo ribelle armato attivo nell’est della Repubblica Democratica del Congo, soprattutto nelle province del Nord e Sud Kivu. È composto principalmente da tutsi (cioè vatussi) congolesi e prende il nome dall’accordo di pace del 23 marzo 2009 tra il governo congolese e il CNDP (Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo), accordo che il M23 accusò di essere stato violato.
L’ideologia ufficiale del M23 si basa sulla difesa dei diritti dei tutsi congolesi (Banyamulenge e altri gruppi), trattati come «stranieri» e minacciati da milizie hutu (FDLR, eredi dei genocidari ruandesi del 1994). Denuncia corruzione governativa, discriminazione etnica e mancata integrazione. In pratica, è considerato da molti un proxy ruandese, ora retto dai vatussi di Paul Kagame), sia per motivi di sicurezza (contro il FDLR) e pure economici (controllo dell’estrazione del coltan, dell’oro e altre miniere). Vari accusano M23 di etnonazionalismo tutsi e di alimentare un ciclo di violenza etnica legato al genocidio ruandese del 1994.
Come riportato da Renovatio 21, alcune voci hanno accusato il Ruanda di essere dietro l’assassinio nel 2021 dell’ambasciatore italiano in Congo Luca Attanasio
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Politica
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Intelligenza Artificiale
Israele ha utilizzato l’IA per uccidere migliaia di palestinesi a Gaza: documentario presentato a Venezia
Un documentario presentato alla Mostra del Cinema di Venezia ha sollevato un forte dibattito sostenendo che Israele abbia fatto ricorso a sofisticati sistemi di intelligenza artificiale per uccidere migliaia di persone a Gaza. Una delle persone intervistate ha definito la pianificazione degli attacchi aerei «follemente divertente». Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno smentito in modo netto questa ricostruzione, dichiarando che le testimonianze degli informatori non sono verificabili.
Il film NAZA, durato 80 minuti e svelato in anteprima giovedì, si fonda sulle testimonianze di 24 persone rimaste anonime, provenienti dall’esercito e dall’intelligence israeliana. Il titolo evoca un’espressione gergale usata dai militari israeliani per indicare le «vittime collaterali» previste in caso di attacco.
Realizzato dai due registi israeliani già premiati con l’Oscar Yuval Abraham e Rachel Szor, il documentario ha ottenuto una standing ovation di circa 25 minuti, la più lunga mai registrata durante la kermesse. Le immagini ritraevano una sala piena, con alcuni spettatori che sventolavano bandiere palestinesi.
“NAZA”, a documentary about Israel’s AI-powered mass killing in Gaza, received a 25-minute ovation at the Venice Film Festival.
It features Israeli intelligence personnel and whistleblowers discussing how Palestinians were targeted.
Al Jazeera’s Dmitry Medvedenko reports. pic.twitter.com/6aGRX8w4Ab
— Al Jazeera English (@AJEnglish) September 11, 2026
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Nel film, fonti interne israeliane affermano che le IDF impiegavano un sistema di Intelligenza Artificiale chiamato «Lavender» per individuare le persone da assassinare. Secondo queste fonti lo strumento si basava su migliaia di telefoni hackerati e che persino una singola frase come «papà è a casa», intercettata sul telefono di un bambino, fosse sufficiente a scatenare un attacco.
Altre fonti hanno descritto un palese disprezzo per le leggi umanitarie e un «clima generale» di «odio» verso i palestinesi.
In una delle rivelazioni più sconvolgenti, un informatore ha dichiarato che in un’occasione è stato autorizzato un attacco contro un singolo membro di Hamas, nonostante si prevedessero 500 vittime civili.
«È stato fatto su vasta scala, come in una fabbrica», ha detto una fonte, mentre altre hanno paragonato la profilazione e il targeting a «un videogioco» e «follemente divertente».
«Lasciamo che siano i soldati e gli ufficiali a raccontare ciò che hanno fatto», ha dichiarato Abraham all’AFP, spiegando che i registi volevano documentare nel dettaglio «come apparivano e funzionavano i sistemi di uccisione a Gaza».
Venerdì l’IDF ha respinto con decisione le accuse, sostenendo che l’identità degli informatori «non può essere verificata» e che è impossibile stabilire se abbiano effettivamente prestato servizio nell’esercito, sottolineando che le accuse riguardavano «strategie nazionali e militari che esulano chiaramente dalle conoscenze dei soldati di grado inferiore». Le IDF hanno aggiunto che le decisioni sugli obiettivi vengono prese «esclusivamente da personale umano» e che le operazioni sono rivolte solo contro «organizzazioni terroristiche».
Le IDF hanno ammesso di utilizzare l’intelligenza artificiale per scopi militari, compreso un sistema noto come «The Gospel», per produrre rapidamente raccomandazioni di bersagli.
Nell’aprile 2024 diverse testate, citando fonti dell’intelligence israeliana, avevano riportato che Lavender avesse contrassegnato circa 37.000 persone come sospetti terroristi, con il personale che a volte impiegava solo pochi secondi per esaminare le raccomandazioni generate automaticamente. Alcune fonti citate dal Guardian hanno affermato che «durante le prime settimane di guerra era stato loro permesso di uccidere 15 o 20 civili durante i raid aerei contro militanti di basso rango». L’IDF ha smentito queste accuse.
L’uso di tecnologia assassina è uno degli elementi che emerge con forza da questi tre anni di conflitto gazano.
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Come riportato da Renovatio 21, Israele nel conflitto sta impiegando sperimentalmente anche robocani militari.
L’uso di Intelligenza Artificiale per la scelta di obiettivi eliminati poi con missili o altri sistemi ha fatto sì che il conflitto di Gaza fosse definito «genocidio robotico di massa».
Come riportato da Renovatio 21, si è parlato anche di droni israeliani che sarebbero in grado di attirare i palestinesi con audio di bambini che piangono per poi sparare.
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Catastrofi
Incidente aereo, Boeing Amazon in strada: cinque morti. Le immagini
CCTV footage showing the Prime Air B-767 crash today in Miami.
pic.twitter.com/qu1DStuEhT — Francisco Cunha – ✈️ Aviation et al (@OnDisasters) September 6, 2026
Plane crashes at miami international airport. Prime Air Boeing 767 cargo plane on fire with heavy black smoke after overshooting the runway at Miami International Airport. pic.twitter.com/FXFAvsROlw
— Indian🇮🇳 (@singh31919) September 6, 2026
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Il bilancio finale dell’incidente aereo di Louisville,fu di 15 morti. Le vittime accertate includono i tre membri dell’equipaggio (i piloti a bordo) e 12 persone a terra, tra cui diversi dipendenti delle aziende colpite dall’impatto. Il bilancio iniziale era di 14 vittime, ma è salito a 15 il giorno di Natale del 2025 a causa del decesso in ospedale di un uomo gravemente ustionato. Si erano registrati inoltre oltre 20 feriti tra il personale a terra. La causa principale del disastro è stata il distacco del motore sinistro (il motore numero 1) dall’ala durante la fase di decollo.WATCH: New dashcam video shows the crash of UPS Flight 2976 in Louisville, Kentucky pic.twitter.com/Z0LxCeX1eF
— BNO News Live (@BNODesk) November 6, 2025
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