Geopolitica
L’Afghanistan lancia attacchi con droni all’interno del Pakistan
L’Afghanistan ha effettuato attacchi con droni all’interno del Pakistan, pochi giorni dopo che Islamabad ha lanciato attacchi di confine che hanno causato 28 morti nel Paese.
Il ministero della Difesa afghano ha affermato di aver colpito una struttura dello Stato Islamico nella provincia di confine pakistana del Balochistan e nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa.
L’esercito pakistano, tuttavia, ha dichiarato che i droni sono stati individuati e neutralizzati immediatamente. Secondo le autorità locali, tuttavia, due persone sono rimaste ferite in un attacco con droni vicino a una scuola governativa a Saranan, come riportato dall’agenzia Reuters.
L’aeronautica afghana ha capacità di attacco limitate, non possedendo aerei da caccia o bombardieri. Al contrario, il Pakistan ha una moderna aeronautica militare che impiega caccia F-16 americani e caccia stealth cinesi.
Il Pakistan ha condotto attacchi aerei e terrestri nelle zone di confine afghane durante il fine settimana. Islamabad ha definito le sue azioni una rappresaglia per gli «attacchi terroristici» sul suo territorio, l’ultimo dei quali è stato un attacco a una struttura paramilitare nella città portuale di Karachi.
Il governo talebano afghano ha affermato che l’attacco pakistano ha colpito abitazioni civili, causando la morte di 36 civili e il ferimento di oltre 160.
Il governo talebano ha ripetutamente respinto l’accusa del Pakistan di ospitare terroristi.
L’attentato a una moschea di Islamabad a febbraio, che ha causato la morte di oltre 30 persone, ha inoltre provocato rappresaglie da parte del Pakistan. A marzo, un attacco pakistano contro un centro di riabilitazione per tossicodipendenti a Kabul ha provocato centinaia di vittime.
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Immagine di Adam Cohn via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 2.0
Geopolitica
L’UE respinge il Canada come membro «associato»
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Geopolitica
Trump in contatto con Netanyahu: paura di altre ostilità con l’Iran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato al telefono con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sabato mattina, per fare il punto sui preparativi per possibili attacchi contro l’Iran,. Lo riporta il Wall Street Journal, che cita fonti a conoscenza della conversazione.
Secondo il WSJ, Trump aveva precedentemente tenuto un altro incontro con alti comandanti militari alla Casa Bianca per discutere le opzioni per la ripresa di importanti operazioni di combattimento. Nelle scorse settimane, diverse testate giornalistiche hanno riportato che gli Stati Uniti potrebbero riprendere gli attacchi contro l’Iran dopo le elezioni di medio termine del 3 novembre.
Trump ha ripetutamente minacciato di bombardare l’Iran, avvertendo di «un’altra piccola Furia Epica», dal nome dell’operazione precedente, qualora Teheran non rispetterà le sue condizioni di pace. Secondo quanto riferito, funzionari statunitensi avrebbero avvertito gli alleati arabi che ospitano basi militari americane di prepararsi a un’operazione breve ma intensa.
Interrogato sabato sera durante una festa di Halloween a Mar-a-Lago, in Florida, sulla possibilità di «tornare in guerra con l’Iran» nelle prossime settimane, Trump ha risposto: «Supponiamo che lo facessi, ve lo direi? Non posso dirvelo».
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Secondo quanto riferito, il Pentagono avrebbe presentato a Trump potenziali obiettivi che vanno dagli impianti nucleari e siti militari sotterranei iraniani all’isola di Kharg, un importante snodo per l’esportazione di petrolio nel Golfo Persico. Gli Stati Uniti hanno inoltre inviato ulteriori intercettori missilistici nella regione e trasferito truppe da basi vulnerabili.
Secondo un articolo del Jerusalem Post pubblicato sabato, Stati Uniti e Israele hanno già elaborato piani per una rinnovata azione militare, ma è improbabile che Trump ordini attacchi prima del voto di martedì, a meno che i servizi segreti non indichino preparativi per un attacco a sorpresa.
Una ripresa delle ostilità giungerebbe in un momento delicato per Netanyahu, il cui blocco di destra non è riuscito a ottenere la maggioranza parlamentare alle elezioni della scorsa settimana. Rimarrà in carica mentre proseguono i negoziati per la formazione di una coalizione.
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato sabato che Trump non ha ancora deciso se lanciare nuovi attacchi contro l’Iran, ma preferisce una soluzione diplomatica. Le sue dichiarazioni sono giunte mentre i negoziatori iraniani incontravano i mediatori del Qatar a Doha, dopo oltre 12 ore di colloqui a Teheran venerdì. Una fonte a conoscenza dei colloqui ha riferito a Reuters che la diplomazia viene coordinata attraverso contatti regolari con Washington.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran ha esaminato una lettera del vicepresidente statunitense JD Vance volta a riaprire i negoziati, definendo l’iniziativa un «passo positivo».
Nel frattempo, la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha ordinato alle forze armate di prepararsi a «una risposta immediata ed efficace, senza limitazioni geografiche» qualora il Paese venisse attaccato di nuovo, secondo quanto riportato in una dichiarazione diffusa sabato dal suo ufficio.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Lavrov: l’Europa ha perso l’occasione di mediare nel conflitto ucraino
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