Spirito
«Verso una società spaventosa, senza nessuna libertà». La profezia di Monsignor Lefebvre
Renovatio 21 pubblica questo discorso di Monsignor Lefebvre apparso sul sito dei Domenicani di Avrillé. Si tratta di un brano proveniente da una conferenza che il Monsignore tenne a Shawinigan, in Canada, nel 1979. La lucidità profetica di queste parole proferite oramai 42 anni fa lascia anche oggi senza fiato: schedatura degli uomini via computer, fine di ogni vera libertà, governo massonico europeo, scienza usata a fini persecutorii, aborto eugenetico, eutanasia, perfino il sacerdozio femminile di cui si sta parlando alacramente in questi giorni.
Ma ciò che legittima anche la nostra paura è pensare che da questo degrado della Chiesa, questo degrado delle idee anche nella Chiesa; delle idee, perché sono delle idee liberali che penetrano dentro la Chiesa; idee in ultima analisi massoniche che penetrano all’interno della Chiesa, che era ancora il baluardo che aveva resistito.
Presto saremo schedati con i computer, avremo tutti il nostro numero e non potremo fare nulla senza che tutto sia indicato sulla scheda che avremo, e tutto questo da computer. Ci troveremo in una situazione peggiore che in un paese sovietico
Ora che il nemico è penetrato fino alle vette più alte della Chiesa , come ha detto Nostra Signora di Fatima, come avevano predetto Nostra Signora di Fatima e Nostra Signora di La Salette, è allo stesso tempo l’intero edificio sociale che sta per andarsene, perché la Chiesa, con i suoi principi, sosteneva ancora, direi, la vera libertà. La libertà di fare il nostro dovere.
È questo. Perché abbiamo la libertà? Per adempiere al nostro dovere. Perché abbiamo il dovere di amare Dio e di amare il nostro prossimo e di conseguenza di adempiere il nostro dovere, il nostro dovere nei confronti di Dio nella religione e il nostro dovere nei confronti del prossimo attraverso funzioni che abbiamo; funzioni sociali qualunque esse siano. Dobbiamo adempiere al nostro dovere di stato.
Tuttavia, siamo sempre meno in grado di adempiere al nostro dovere di stato, sia religioso che sociale, perché tutto diventa diretto e orientato da uno Stato socialista. Il socialismo sta facendo notevoli progressi; ma questo con tutta la potenza della massoneria attuale che è ovunque, ovunque, ovunque; è a Roma, è ovunque. La massoneria è ovunque e dirige tutto.
Si dirà che sono paesi liberi, ma non sono paesi liberi: non si sarà più liberi di fare nulla
Presto saremo schedati con i computer, avremo tutti il nostro numero e non potremo fare nulla senza che tutto sia indicato sulla scheda che avremo, e tutto questo da computer. Ci troveremo in una situazione peggiore che in un paese sovietico. Si dirà che sono paesi liberi, ma non sono paesi liberi: non si sarà più liberi di fare nulla. Si può immaginare, è assolutamente incredibile.
La costituzione del governo europeo è anche molto seria e molto pericolosa, perché è un governo pieno di massoni e quindi ora applicheranno all’Europa, in modo globale, tutti i principi massonici.
È spaventoso, non immaginiamo dove stiamo andando attualmente, verso una socializzazione che a quanto pare non ci sembra dura come quella del comunismo ma che, alla fine, sarà semplicemente un’immagine del comunismo, ma effettuata con mezzi scientifici invece di essere eseguita con la forza
Siamo arrivati al punto di dire questo, per il governo europeo, che ovviamente si proclama per i diritti umani, si proclama per i diritti delle donne. Se la donna ha gli stessi diritti di quelli dell’uomo, beh, non si ha il diritto di non concedere alla donna l’autorizzazione ad essere prete. Quindi perseguiremo i vescovi che non vogliono ordinare donne, perché le donne hanno gli stessi diritti degli uomini. È possibile, è stato messo sui giornali, che cose del genere accadranno, con il pretesto di diritti, di uguali diritti.
È spaventoso, non immaginiamo dove stiamo andando attualmente, verso una socializzazione che a quanto pare non ci sembra dura come quella del comunismo ma che, alla fine, sarà semplicemente un’immagine del comunismo, ma effettuata con mezzi scientifici invece di essere eseguita con la forza, come facevano i comunisti. Sarà la stessa cosa.
Quindi si elimineranno dalla società tutti coloro che non vogliono sottomettersi a quest’ordine. A questo ordine socialista. Li si eliminerà. Ci sarà sempre un modo per eliminarli.
Adesso stiamo eliminando i bambini fastidiosi, elimineremo presto gli anziani. Presto ci andranno anche i vecchi; e poi non è difficile fare un’iniezione o fare qualcosa a qualcuno che è malato, che è imbarazzante; lo facciamo sparire. Lo faremo sparire dalla società con il pretesto che queste persone sono fastidiose. Non riescono a essere inquadrati all’interno degli standard forniti.
Stiamo davvero andando verso una società spaventosa, che pretende di essere libera e che non avrà più alcuna libertà, nessuna libertà.
Stiamo davvero andando verso una società spaventosa, che pretende di essere libera e che non avrà più alcuna libertà, nessuna libertà.
Spirito
Foto del 1995 mostra Leone XIV mentre partecipa al rituale idolatrico della Pachamama
Una foto del 1995 ora riemersa mostra l’allora padre agostianiano Robert Francis Prevost, ora papa Leone XIV, partecipare ad un rituale agricolo pagano dell’idolo della Pachamama, la «Madre Terra» della cultura sudamericana. Il rituale idolatrico si sarebbe tenuto durante un simposio teologico agostiniano ufficiale. Il futuro pontefice appare inginocchiarsi assieme ad altri partecipanti.
Lo scoop è un’esclusiva di LifeSite, un cui collaboratore, padre Charles Murr, sta scrivendo un libro su Leone XIV. Tre sacerdoti agostiniani hanno ora confermato indipendentemente a padre Murr che Robert Prevost è chiaramente visibile tra i partecipanti inginocchiati nella fotografia centrale. Sebbene nessuno dei tre fosse presente al rituale del 1995, hanno riconosciuto immediatamente e senza ombra di dubbio il loro confratello dall’immagine pubblicata.

Immagine da LifeSiteNews
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L’immagine appare negli atti ufficiali del IV Simposio-Taller Lectura de San Agustín desde América Latina (San Paolo, 23-28 gennaio 1995), pubblicato nel libro (Messico, 1996). La didascalia ufficiale sotto la foto dei partecipanti in ginocchio recita «Celebración del Rito de la pachamama (madre tierra), che è un rito agricolo offerto dalle culture del Sur-Andino in Perù e Bolivia», ossia «Celebrazione del rito di Pachamama (Madre Terra), un rito agricolo praticato dalle culture della regione sud-andina del Perù e della Bolivia».
Lo stesso volume include una grande fotografia di gruppo con la didascalia esplicita «Foto de todos los participantes del Simposio Sao Paulo Brasil», che colloca il futuro Papa a pieno titolo tra i partecipanti a un evento che celebrava apertamente il rituale della Pachamama come parte del suo programma di «ecoteologia».

Immagine da LifeSiteNews
«L’uomo che ora è Leone XIV è stato ripreso mentre si inginocchiava durante un rituale pagano dedicato a una dea della terra, in una riunione ufficiale del suo stesso ordine religioso. Le implicazioni per la direzione della Chiesa sotto questo pontificato sono profonde» ha detto don Murr al programma di Lifesite Faith&Reason. Padre Murr ha ottenuto scansioni ad alta risoluzione degli atti (compresa la nitida fotografia con Prevost inginocchiato per la Pachamama) dalla Biblioteca Centrale Salesiana di Buenos Aires.
Un’altra immagine tratta dal libro mostra che, oltre alla cerimonia della Pachamama, i partecipanti hanno celebrato una Messa, e si può vedere Prevost in piedi, mano nella mano con altri partecipanti come in un cerchio, nello stesso punto in cui si è svolto il rituale della Pachamama.

Immagine da LifeSiteNews
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Un’altra foto dell’evento, che ritrae tutti i partecipanti al simposio, conferma ulteriormente la presenza di Prevost.
LifeSite ha confermato che le foto di Leone al rituale lo ritraevano effettivamente, confrontandole con immagini dello stesso periodo trovate nella rivista agostiniana in lingua spagnola OALA , dove è indicato con il nome di «Roberto Prevost».
L’autore dello scoop don Murr ha sottolineato come ciò violi il Primo Comandamento e come i martiri della Chiesa abbiano dato la vita piuttosto che partecipare, anche minimamente, a cerimonie dedicate a falsi dèi.
Il culto della Pachamama ha con ogni evidenza radici più antiche del papato bergogliano, quantomeno nel sistema ecclesiale sudamericano, di cui lo statunitense Robert Prevost è pienamente parte: ha vissuto talmente tanti anni in Perù da ricevere la cittadinanza del Paese, e ci si chiede se è la sua seconda nazionalità che ha pesato al conclave per continuare l’opera del sudamericano Bergoglio.
La chiesa di fatto insiste con lo spirito sudamericano su più livelli: bisogna pensare al rito amazzonico e al rito maya ( la cui bozza finale conteneva azioni liturgiche basate su azioni pagane) spuntati durante il papato di Bergoglio, che fece un giro anche sul paganesimo spiritista nordamericano, appassionatamente abbracciato da Bergoglio nel suo viaggio in Canada. Episodi di catto-sciamanismo visti anche in Nordamerica.
Ricordiamo, en passant, come un rito pagano amazzonico sia stato eseguito sul palco di una recente edizione World Economic Forum di Davos, al quale partecipano prelati di alto grado dopo che il papa Francesco aveva mandato lettere di augurio a Klaus Schwab.
La Pachamama è con evidenza la versione del vaticano paganizzato di Gaia, il pianeta reso ente senziente superiore teorizzato da James Lovelock, cioè la Terra divinizzata, deificata a discapito dell’uomo suo parassita: un’inversione totale della Genesi biblica, per cui il creato ruota intorno all’uomo.
Ci troviamo ancora una volta dinanzi a quello che Renovatio 21 a più riprese ha definito catto-paganesimo papale, adulterazione idolatrica se non demoniaca del rito spinta dallo stesso vertice del papato.
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Tantissimi sanno della venerazione della Pachamama da parte del papa e dei membri del sinodo amazzonico nel 2019, ma ben pochi ricordano un altro importante episodio di paganizzazione nel cuore della Santa Sede: nell’estate del 2017 si era tenuta in Vaticano, per l’anniversario dei rapporti diplomatici con il Giappone, una rappresentazione del Teatro Nō, con il dramma classico Hagoromo a cui aggiungeva un secondo momento dello spettacolo, chiamato Okina, una rappresentazione rituale in cui gli attori interpretano delle divinità, che danzano per la pace e la prosperità.
Andando più indietro, Giovanni Paolo II, il più longevo dei papi conciliari, prese parte a quantità di riti pagani: per esempio la preghiera nella Foresta sacra in Togo con l’invocazione degli spiriti da parte di uno stregone, e una purificazione rituale con partecipazione attiva del defunto romano pontefice. Nel 1986 in India Wojtyla fu ricevuto con il canto di inni vedici (quindi pagani e apertamente panteisti) e numerose cerimonie di chiarissima natura induista, mischiate anche alla celebrazione della Messa.
Prima ancora, si ricorda come Paolo VI nel settembre 1974 divenne il copricapo di piume indiano fu addirittura Paolo VI.
Tirando le somme, è più che mai evidente al lettore di Renovatio 21 che la chiesa leonina intenda portare avanti un progetto di paganizzazione della chiesa cattolica, e quindi la sua riprogrammazione verso il ritorno del sacrificio umano.
Come Renovatio 21 ha già avuto modo di scrivere, la chiesa non sta solo suicidandosi: si sta pervertendo sino a trasformarsi in un’immane macchina di morte. Le aperture verso la contraccezione e soprattutto la produzione di esseri umani in laboratorio – dove per ogni bimbo in braccio ne vengono sacrificati dozzine – stanno a significare proprio questo. Come non pensare, poi al vaccino propagato e imposto con prepotenza dal pontefice, incontrovertibilmente ottenuto tramite il sacrificio umano di feti innocenti.
È, quindi, la chieda degli dèi dei gentili– dei demoni perché come dice il Salmo omnes dii gentium daemonia – e cioè la chiesa dello sterminio, la chiesa della fine degli esseri umani – previa la loro sottomissione ai demoni pagani che, come scrive la preghiera a San Michele Arcangelo, «ad perditionem animarum pervagantur in mundo».
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Immagine da LifesiteNews.
Pensiero
«Danno alla Chiesa, svilimento del pensiero e dell’azione di papa Leone XIV»: lettera del prof. Sinagra al cardinale Zuppi
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Spirito
Il cardinale olandese Eijk celebra la prima messa pubblica in rito tradizionale a Utrecco
Il cardinale olandese Willem Jacobus Eijk, arcivescovo metropolita di Utrecco, ha celebrato domenica la sua prima Santa Messa tradizionale in latino pubblica nella storica Chiesa di Nostra Signora dell’Immacolata Concezione. Lo riporta LifeSIte
La messa solenne di Laetare del 15 marzo, a cui hanno partecipato numerosi fedeli e che è visibile al link sottostante, si ritiene sia stata anche la prima messa pontificale celebrata da un cardinale olandese dal 1969. Il cardinale Eijk è noto per la sua ferma difesa della dottrina cattolica e per la promozione di pratiche liturgiche improntate alla riverenza.
Il cardinale Eijk è arcivescovo di Utrecco (che gli italiani, pur avendo un toponimo nella loro lingua, perseguono a chiamare cacofonicamente Utrecht) dal 2007 ed è stato creato cardinale da papa Benedetto XVI nel 2012. In precedenza, dal 1999 al 2007, è stato vescovo di Groningen-Leeuwarden.
Il porporato neerlandese, noto come uno dei prelati più ortodossi dell’Europa occidentale, ha costantemente difeso la dottrina cattolica sull’aborto e l’eutanasia, così come sul matrimonio e il celibato sacerdotale. In particolare, si è opposto alla «benedizione» delle «coppie» omosessuali e alla distribuzione della Santa Comunione ai divorziati risposati civilmente.
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Il cardinale olandese ha criticato anche papa Francesco e altri membri della gerarchia ecclesiastica per l’ambiguità del loro insegnamento su questi temi. Meno di un mese dopo l’elezione di papa Leone XIV, ha esortato il nuovo pontefice a essere «chiaro» e «inequivocabile» nel suo insegnamento. Eijk celebra regolarmente la Messa del Novus Ordo ad orientem.
In risposta ai cattolici progressisti che lo hanno criticato per la postura liturgica tradizionale, il cardinale ha affermato in precedenza: «non celebro la Messa dando le spalle al popolo; la dico rivolgendo il mio volto verso Cristo… insieme al popolo, siamo veramente rivolti a Cristo».
Nel suo ministero, il cardinale ha ulteriormente sottolineato la centralità dell’Eucaristia nella fede cattolica. In una riflessione pastorale ha scritto: «attraverso il sacramento dell’Eucaristia siamo uniti a Gesù; quindi, a Dio stesso e pertanto al Suo amore infinito».
La Messa solenne di Eijk è significativa anche perché le celebrazioni della Messa tridentina sono rare nei Paesi Bassi. Il Latin Mass Directory elenca solo 13 luoghi in cui viene celebrata in tutto il paese, che ospita circa 3,4 milioni di cattolici.
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