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Il Vaticano approva nuovamente la «benedizione» delle «coppie» omosessuali, ma non «formalmente»

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Il cardinale Victor Manuel «Tucho» Fernandez, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede (DDF), ha confermato che il Vaticano, in una lettera del 2024, ha respinto le linee guida ufficiali proposte dalla Conferenza episcopale tedesca (DBK) per le «benedizioni» formali delle «coppie» omosessuali e di altre «coppie» irregolari. Lo riporta LifeSite.

 

In una dichiarazione rilasciata a Vatican News il 6 maggio, Fernandez ha confermato che già nel 2024 la DDF aveva scritto una lettera al vescovo Stephan Ackermann di Treviri, in Germania, affermando che le linee guida proposte dalla DBK per la «benedizione» delle «coppie» omosessuali contraddicevano il documento vaticano del 2023, Fiducia Supplicans, che permette la «benedizione spontanea e non liturgica» degli omosessuali.

 

Il cardinale prefetto ha evidenziato che il testo, reso pubblico dal Vaticano il 4 maggio, costituisce anche un rifiuto delle linee guida ufficiali della DBK relative alle «benedizioni» delle «coppie» omosessuali, dei divorziati e «risposati» civilmente e di altre «unioni irregolari», facendo riferimento all’«approccio pastorale del pontificato di Papa Francesco», pubblicate pochi mesi dopo l’invio della lettera della DDF. Tuttavia, il Vaticano continua a permettere la «benedizione» delle «coppie» dello stesso sesso in contesti «spontanei» e «non liturgici».

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«Quanto affermato in quella lettera… si applica anche al testo dell’attuale Vademecum, che non ha l’approvazione della Congregazione per la Dottrina della Fede», ha dichiarato il Fernandezzo.

 

Nella sua lettera del 2024 il porporato argentino ha sottolineato che, secondo la Fiducia Supplicans, la Chiesa non ha il potere di benedire «liturgicamente» le «coppie» omosessuali.

 

«La Dichiarazione Fiducia supplicans afferma che: “La Chiesa non ha il potere di impartire la sua benedizione liturgica quando questa, in qualche modo, potrebbe offrire una forma di legittimazione morale a un’unione che si presume essere un matrimonio o a una pratica sessuale extraconiugale” (n. 11), né a coloro che rivendicano “la legittimazione del proprio status ” (cfr. n. 31)» ha scritto Tucho.

 

«Nel testo del Vademecum, tuttavia, si fa menzione di un’unione e di una “regolamentazione ufficiale”, da parte dei pastori, delle coppie che non sono sposate – con questi pastori che diventano anche oggetto di una vera e propria “acclamazione”, un gesto che normalmente fa parte del rito matrimoniale», ha aggiunto. «In questo senso, il Vademecum legittima di fatto lo status di tali coppie, in modo contrario a quanto affermato nella Fiducia supplicans».

 

Il cardinale ha aggiunto che la proposta della DBK seminerebbe confusione tra i fedeli.

 

Tuttavia, sebbene la Fiducia Supplicans non consenta la «benedizione» liturgica formale delle «coppie» omosessuali, numerosi eminenti prelati cattolici hanno condannato il documento per aver permesso la «benedizione» delle «coppie» omosessuali in quanto tali, accusandolo di generare confusione.

 

Il cardinale Gerhard Müller, che prima di Fernández era a capo della Congregazione per la Dottrina della Fede (ora Dicastero), in un saggio del 2024 per la rivista cattolica statunitense First Things, ha esortato i leader della Chiesa e i fedeli a respingere queste «benedizioni» approvate da Papa Francesco perché contraddicono l’insegnamento cattolico e «conducono all’eresia».

 

«La Fiducia Supplicans deve essere considerata dottrinalmente problematica, poiché contiene una negazione della dottrina cattolica», ha scritto il prelato tedesco.

 

Il cardinale Müller ha avvertito che una simile proposta è «contraria all’insegnamento della Chiesa cattolica» e «conduce logicamente all’eresia».

 

«Ciò significa che queste benedizioni pastorali per le unioni irregolari non possono essere accettate dai fedeli cattolici, e soprattutto da coloro che, assumendo un ufficio ecclesiastico, hanno pronunciato la Professione di Fede e il Giuramento di Fedeltà, che richiede innanzitutto la conservazione integrale del deposito della fede», ha scritto.

 

Nell’aprile del 2025, pochi giorni dopo la morte di papa Francesco, la DBK e l’organizzazione laica Comitato centrale dei cattolici tedeschi (ZdK) hanno annunciato di aver adottato il testo delle linee guida durante una conferenza congiunta.

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Secondo la DBK, le «benedizioni» sono intese come un’offerta per «coppie divorziate e risposate, coppie di tutte le [cosiddette] identità di genere e orientamenti sessuali, nonché coppie che non vogliono o non possono ricevere il sacramento del matrimonio per altri motivi».

 

Le linee guida stabiliscono che le «benedizioni» possono essere impartite sia da chierici che da laici con incarico episcopale. La cerimonia delle «benedizioni» dovrebbe essere caratterizzata da «maggiore spontaneità e libertà rispetto alla situazione di vita di coloro che richiedono la benedizione».

 

Tuttavia, è opportuno precisare che il documento non ha valore legale vincolante e rappresenta semplicemente un «consiglio pratico». «Per questo motivo, non sono previste celebrazioni liturgiche o preghiere approvate per la benedizione», si legge nel documento.

 

La dichiarazione del cardinale Fernandez a Vatican News conferma anche una notizia dell’ottobre 2025, il quale rivelava che la DDF non aveva approvato queste linee guida, nonostante le affermazioni di alcuni vescovi tedeschi che suggerivano il contrario.

 

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Gender

Il cardinale arcivescovo di Tokyo elogia la nuova campagna statale giapponese pro-LGBT

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Il cardinale arcivescovo di Tokyo ha espresso apprezzamento per il piano recentemente annunciato dal governo giapponese finalizzato a promuovere l’educazione sulle persone che si identificano come LGBT. Lo riporta LifeSite.   Il cardinale Isao Kikuchi, arcivescovo di Tokyo, ha dichiarato a UCA News che «è significativo che il governo giapponese abbia chiaramente articolato una politica volta ad approfondire la comprensione delle minoranze sessuali».   Il piano, approvato il 16 giugno, deriva dal LGBT Understanding Promotion Act del 2023 e, a quanto pare, «mira a stabilire linee guida fondamentali per governi, scuole e imprese».

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Il cardinal Kikuchi sembrava operare una distinzione tra la moralità dell’omosessualità e la psicologia che ne sta alla base.   Secondo quanto riportato da UCA News, l’approccio della Chiesa cattolica alle minoranze sessuali comporta sia una dimensione etica fondata sulla fede, sia una comprensione più approfondita della vita umana stessa.   Il porporato nipponico ha sottolineato che «una comunità inclusiva che accoglie tutti non è lo scopo del nostro atteggiamento in quanto tale; piuttosto, è il primo passo verso la realizzazione del mondo che Dio ci chiama a costruire». Ha quindi evitato di esprimere in modo esplicito la posizione della Chiesa sull’immoralità degli atti omosessuali.   Kikuchi fu nominato vescovo da Papa Giovanni Paolo II nel 2004 e cardinale da Papa Francesco nel 2024.   Il piano giapponese per il 2026 per la promozione della consapevolezza LGBT prevede un’educazione pubblica che include l’utilizzo da parte del governo di opuscoli, video formativi e altro materiale educativo sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.   Tale programma educativo dovrà estendersi alle scuole, dove gli insegnanti dovranno essere formati per comprendere le tematiche LGBT e per affrontare il bullismo e la discriminazione. Il piano incoraggia inoltre i luoghi di lavoro ad essere accoglienti nei confronti delle persone che si identificano come LGBT e affronta in modo specifico insulti, molestie e la rivelazione dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere di qualcuno senza il suo consenso («outing»).   Il Giappone rimane uno dei pochi Paesi del mondo sviluppato, insieme a Paesi come la Corea del Sud e la Repubblica Ceca, a non aver legalizzato il cosiddetto «matrimonio» omosessuale.

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Tuttavia, sebbene anche la premier giapponese, Sanae Takaichi, si opponga al cosiddetto «matrimonio» omosessuale, il Paese, fortemente laico, sostiene in larga parte questa pratica deviante: secondo un sondaggio Pew del 2023, circa il 70% dei giapponesi sarebbe favorevole al «matrimonio» omosessuale, il tasso di accettazione più alto tra tutti i Paesi asiatici presi in esame.   Come riportato da Renovatio 21, a novembre, la Corte di Tokyo ha stabilito che il divieto giapponese di «matrimonio» omosessuale è costituzionale, in una decisione insolita che si discosta da una serie di sentenze dei tribunali del Paese che avevano stabilito che la mancanza di riconoscimento legale del «matrimonio» omosessuale violava la Costituzione. Tuttavia, le alte corti giapponesi non hanno l’autorità di invalidare la legge vigente, il che rende queste sentenze puramente simboliche.   Come riportato da Renovatio 21, il tema dell’ascesa LGBT fu al centro di una notevole frizione tra l’ambasciatore USA a Tokyo nel 2023, l’ebreo obamiano Rahm Emanuel, e la Shinseiren («Associazione Nazionale per la Guida Spirituale»), cioè la maggiore sigla della religione scintoista, che già l’estate precedente aveva distribuito un opuscolo di 94 pagine a una grande riunione per i membri affiliati della Dieta giapponese, appoggiandosi per lo più del Partito Liberal Democratico al governo. Il testo includeva la trascrizione di una conferenza che descriveva l’omosessualità come «un disturbo mentale acquisito, una dipendenza» che poteva essere risolta con la «terapia riparativa».  

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 Immagine di 0713jp via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International  
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Ordine e disordine

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Nel mondo moderno è più facile scivolare in questa spirale di disordine morale, da qui l’urgente necessità di ristabilire l’ordine intorno a noi.

 

Un noto proverbio afferma che l’ordine esteriore riflette l’ordine interiore. Questa verità, sebbene a volte inquietante, rimane una realtà profonda. Chi ha visitato i conventi di monache ha potuto constatare un ordine e una pulizia notevoli, frutto di uno spirito di disciplina, povertà e contemplazione, che genera pace, serenità e gioia interiore.

 

Questo spirito di disciplina e di parsimonia dovrebbe permeare tutte le istituzioni, le comunità e le famiglie. È una virtù che si acquisisce fin dalla prima infanzia, ma che, purtroppo, si sta perdendo sempre più ai giorni nostri.

 

Esiste uno stretto legame tra l’ordine e la nostra vita spirituale. Infatti, l’intera opera della nostra vita spirituale consiste nel ristabilire nella nostra anima l’ordine che il peccato ha distrutto nella natura e in particolare nella nostra anima. A causa del peccato originale, le passioni dominano la volontà e l’intelletto, e quindi dobbiamo ristabilire l’ordine; vale a dire, che l’intelletto, illuminato dalla Fede, tenda alla verità, che la volontà sia orientata al bene e che intelletto e volontà controllino le nostre passioni (ordine materiale; ordine di disciplina nella vita; ordine della vita spirituale; ordine di organizzazione; ordine di realizzazione dei progetti; ordine di obbedienza a principi, regolamenti, statuti, leggi, etc.).

 

In un mondo in perenne accelerazione, dove le informazioni viaggiano alla velocità della luce e le richieste sono innumerevoli, la questione dell’ordine e del disordine non è mai stata così rilevante.

 

L’ordine, prima di tutto, apporta una preziosa chiarezza mentale. Un ambiente organizzato, che si tratti di un ufficio, di una casa o persino della nostra mente, permette al cervello di impiegare meno energie nella ricerca, nell’ordinamento o nella preoccupazione. Questo, a sua volta, favorisce la concentrazione e la creatività.

 

A livello collettivo, l’ordine è la condizione primaria per la vera libertà. Senza regole condivise, leggi rispettate e istituzioni stabili, la società precipita nell’arbitrarietà e nel caos. Da Platone a Jordan Peterson, i grandi pensatori hanno sottolineato come l’ordine (il cosmo) si contrapponga al caos primordiale. L’ordine rafforza anche la fiducia reciproca: ogni oggetto messo al suo posto, ogni impegno mantenuto, ogni processo migliorato rappresenta una vittoria sul disordine.

 

Dio stesso è un Dio d’ordine. Tutta la creazione testimonia un’armonia e una legge che è al contempo divina e naturale. La Provvidenza agisce secondo ordine, anche quando non lo percepiamo pienamente.

 

Il Vangelo stesso offre esempi toccanti. Dopo la Risurrezione, gli apostoli trovarono nella tomba i teli funebri, «piegati uno alla testa e l’altro ai piedi», segno di calma e ordine nel cuore stesso del Mistero Pasquale. Sant’Agostino e San Tommaso d’Aquino, inoltre, definiscono la pace come «la tranquillità dell’ordine».

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Il profondo danno causato dal disordine

Il disordine non è un fenomeno neutro. A livello psicologico, l’accumulo di compiti incompiuti, oggetti sparsi e impegni non mantenuti genera una persistente sensazione di sopraffazione. Molti casi di procrastinazione cronica sono in realtà dovuti a problemi organizzativi non identificati correttamente.

 

Dal punto di vista economico, il disordine rappresenta un pozzo senza fondo: sprechi, perdita di beni, distruzione involontaria e mancanza di un’etica della povertà. Costituisce inoltre un’ingiustizia verso gli altri e un attacco al bene comune.

 

A livello visivo, un ambiente caotico affatica il cervello attraverso una stimolazione costante. A lungo termine, può causare stress, ansia, scoraggiamento e perdita di motivazione. Studi hanno dimostrato un legame tra il disordine e l’aumento del cortisolo (l’ormone dello stress), problemi di memoria, cattive abitudini alimentari, ridotto controllo degli impulsi e un maggiore rischio di disturbi d’ansia e dell’umore. A livello relazionale, il disordine emotivo – comunicazione confusa, promesse non mantenute, conflitti irrisolti – distrugge la fiducia e spesso porta a rotture sentimentali. Le famiglie caratterizzate da caos relazionale vedono spesso i propri figli sviluppare maggiore ansia e difficoltà scolastiche.

 

Da dove nasce il disordine? È moralmente sbagliato?

Il disordine deriva spesso da una combinazione di pigrizia, negligenza, mancanza di disciplina, imprudenza, disinteresse per il bene comune e assenza di spirito di povertà. Tutti questi aspetti sono moralmente riprovevoli. Certamente, il temperamento gioca un ruolo importante, ma anche il rifiuto di controllarlo rientra nell’ambito della moralità.

 

Il disordine nelle aree comuni di una casa o di qualsiasi comunità costituisce un’ingiustizia nei confronti del bene comune. Lo stesso vale per leggi, regolamenti e norme che non vengono applicati o che cambiano eccessivamente. La pigrizia, la mancanza di una mentalità orientata alla povertà, la negligenza e il disprezzo per il bene comune sono pertanto moralmente inaccettabili.

 

Oltre a queste cause classiche, il mondo moderno ha introdotto un elemento particolarmente dannoso: l’abuso degli schermi e la costante ricerca di distrazione e stimoli immediati. Questa abitudine si traduce in un notevole spreco di tempo che dovrebbe essere dedicato all’adempimento dei nostri doveri.

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Ordine di apprendimento

Nell’ambito dell’organizzazione, l’ordine richiede una rigorosa disciplina personale. I nostri obblighi possiedono una gerarchia naturale basata sul loro valore intrinseco e sul grado di urgenza. È quindi essenziale attenersi a questa gerarchia, senza rimandare, soprattutto i compiti che ci risultano più difficili.

 

In molte situazioni è necessario saper dire «no» alle richieste inopportune delle nostre emozioni o di chi turba quest’ordine. Scegliere l’ordine non significa rinunciare alla libertà, ma optare per una libertà superiore: la libertà di creare, di amare il bene comune e di progredire senza essere costantemente ostacolati dal peso del caos che abbiamo lasciato dilagare.

 

In termini pratici, l’ordine è classicamente definito dal principio: «ogni cosa al suo posto». Questa disciplina si acquisisce fin dalla prima infanzia. I bambini devono imparare presto a non lasciare giocattoli, vestiti e oggetti personali in giro per casa. Gli adulti devono fare lo stesso con i propri effetti personali nelle aree comuni, sul posto di lavoro o nella comunità.

 

Tra i segni più frequenti di disordine si annoverano: ante degli armadi lasciate aperte, cassetti non chiusi correttamente, piatti che si accumulano, giocattoli lasciati in soggiorno, attrezzi mai riposti al loro posto, un’officina caotica o attività intraprese d’impulso o d’impulso.

 

In un mondo moderno che promuove la gratificazione immediata e rifiuta lo spirito di sacrificio, diventa più facile scivolare in questa spirale di disordine morale, individualismo e mancanza di disciplina personale. Da qui l’urgente necessità di ristabilire l’ordine e le sue esigenze intorno a noi.

 

Se desiderate la pace nella vostra famiglia, comunità o azienda, coltivate l’ordine.

 

PS: L’esempio dell’ufficio del vescovo Marcel Lefebvre, sempre perfettamente ordinato, rimane un modello di disciplina interna che si manifesta esteriormente.

 

Padre Philippe Pazat, FSSPX

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.News

 

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 Immagine: dettaglio della facciata ovest di Notre-Dame, Parigi.

Immagine di Dietmar Rabich via Wikimedia pubblicata su licenza CC BY-SA 4.0

 

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Spirito

Mons. Hanappier consacra una chiesa FSSPX in Texas

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Dal 30 luglio al 2 agosto 2026, il Priorato di Dickinson ha ospitato mons. Marc Hanappier per diverse cerimonie eccezionali: il cinquantesimo anniversario della parrocchia Queen of Angels, la consacrazione della chiesa e l’amministrazione del Sacramento della Cresima.   Il momento culminante di questi giorni è stata la consacrazione della chiesa, sabato 1 agosto.  

Una chiesa consacrata a Dio

Per quasi quattro ore si sono svolti i solenni riti di consacrazione. Con le preghiere del Ponteficale romano, il vescovo, in un certo senso, ha sottratto l’edificio al suo uso secolare per consacrarlo definitivamente a Dio. L’altare stesso è stato consacrato e ha ricevuto le reliquie dei martiri, richiamando l’antica tradizione della Chiesa di celebrare il Santo Sacrificio presso le loro tombe.   Anche le dodici croci di consacrazione poste sulle pareti della chiesa sono state unte con il santo crisma. Rimarranno i segni visibili di questa consacrazione e saranno illuminate ogni anno nel suo anniversario.

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Cinquant’anni di vita parrocchiale

La consacrazione ha coinciso con il 50° anniversario della parrocchia Queen of Angels. Mezzo secolo di vita cattolica ha così trovato il suo culmine nella solenne consacrazione della chiesa.   Questi giorni si sono conclusi domenica 2 agosto con l’amministrazione del sacramento della Confermazione da parte di mons. Hanappier, seguita da una solenne Messa pontificale.   Ad Majorem Dei Gloriam, per la maggior gloria di Dio!  
Articolo previamente apparso su FSSPX.News

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 Immagine da FSSPX.News  
 
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