Spirito
Nuove consacrazioni episcopali: un teologo FSSPX risponde alle domande dei giovani
Con l’avvicinarsi delle consacrazioni episcopali del 1° luglio a Écône, molti fedeli cattolici si interrogano: perché questo atto è considerato legittimo? Cosa dice realmente la teologia cattolica sulla Chiesa, l’autorità, l’unità e lo stato di necessità? Per rispondere con chiarezza a questi interrogativi cruciali, padre Jean-Michel Gleize, professore di ecclesiologia, risponde alle domande di quattro giovani fedeli.
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L’importanza dei sacramenti
00:44 Perché queste consacrazioni sono così importanti per la Fraternità?
01:40 Come potete dire che è per la Chiesa quando agite contro Roma?
02:40 Parlate spesso di «operazione sopravvivenza». Cosa comporta questa sopravvivenza?
03:40 La Chiesa si trova ancora oggi in uno stato di «sopravvivenza»?
Lo stato di necessità
05:42 Lo stato di necessità: cosa significa realmente questa argomentazione della Società?
06:55 La Società rischia di virare verso il protestantesimo?
07:57 Perché la Società rifiuta la via dell’«Ecclesia Dei» nonostante la sua apparente sicurezza?
08:45 Sacerdoti ordinati senza i propri vescovi: perché questo non è sufficiente secondo la Società?
Gli errori del Concilio Vaticano II
09:40 Gli errori del Concilio Vaticano II sono davvero decisivi per la sopravvivenza della fede?
11:20 Esistono segni concreti di questo stato di necessità per i fedeli?
12:29 Indefettibilità della Chiesa: la Fraternità Sacerdotale San Pio X mette in discussione questo dogma?
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Quali leggi sono soggette a eccezioni?
14:24 Lo stato di necessità giustifica tutto? Quali sono i suoi veri limiti?
17:02 Incoronazioni senza mandato papale: opposizione al diritto divino o semplicemente legge ecclesiastica?
Scisma o disobbedienza?
19:00 Disobbedienza grave o scisma? Comprendere la differenza essenziale
20:47 Le consacrazioni del 1° luglio sono intrinsecamente malvagie?
21:22 Cosa renderebbe veramente scismatica una consacrazione episcopale?
21:57 La Fraternità si sta già comportando come se avesse giurisdizione?
24:20 Resistere senza abbandonare la Chiesa: come distinguere i vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X dai veri scismatici?
Fede e obbedienza
26:26 Fede e obbedienza: su cosa si fonda principalmente la vera unità della Chiesa?
27:30 Una Chiesa soprannaturale ma visibile: come comprendere questa unità?
28:49 Si può obbedire a scapito della fede?
29:56 Il Papa come principio visibile di unità: come conciliare autorità e fedeltà alla fede?
31:19 Come amare veramente il Papa nei momenti di crisi della Chiesa?
32:19 Resistere senza deviare: come evitare la trappola del sedevacantismo?
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Potere di ordine e potere di giurisdizione
34:18 Il potere dell’Ordine sacro e il potere di giurisdizione: la distinzione chiave per comprendere le consacrazioni
37:23 Il potere dell’Ordine sacro e la giurisdizione: perché possono essere distinti nonostante la loro consueta unione?
39:32 Consacrazione e missione canonica: perché questa distinzione è teologicamente decisiva?
40:41 Il Concilio Vaticano II ha offuscato la distinzione tra il potere dell’Ordine sacro e la giurisdizione?
42:20 La crescente autorità dei laici nella Chiesa conferma la distinzione tra Ordine sacro e giurisdizione?
43:16 Ordine sacro e giurisdizione: gli elementi essenziali da comprendere in modo semplice per i fedeli
Obiezioni da parte degli ambienti conservatori e di Ecclesia Dei
43:59 Cardinale Sarah: Qual è il limite fondamentale della sua posizione?
44:50 Un vescovo è definito principalmente dal suo potere di giurisdizione?
47:11 Padre de Blignières: Il suo errore riguarda lo stato di necessità o l’unità della Chiesa?
51:41 La liturgia della consacrazione unisce intrinsecamente ordine e giurisdizione?
Supporto
54:38 Il vescovo Strickland e il vescovo Schneider confermano l’analisi della Società?
55:53 Il sostegno esterno: rafforza l’argomentazione… o ne aumenta solo la visibilità?
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Scomunica
56:25 Minaccia di scomunica: automatica, valida… senza un reale impatto?
1988 e 2026
58:17 1988 e 2026: cosa è realmente cambiato?
1:01:04 1988 e 2026: lo stesso principio di trasmissione senza giurisdizione?
1:01:47 Lo «scisma di Ecône» mediatico maschera il vero dibattito teologico?
Che cosa dovrebbe ricordare un credente?
1:03:07 Con l’avvicinarsi del 1° luglio: gli elementi essenziali che ogni fedele dovrebbe ricordare
1:04:05 Con l’avvicinarsi del 1° luglio: quale pericolo attende i fedeli?
1:04:43 Quale atto concreto di fede è necessario per rimanere veramente cattolici oggi?
1:06:26 L’atto di intelligenza: quale distinzione essenziale bisogna comprendere per conservare la fede?
1:07:23 In 30 secondi: perché sono necessarie le consacrazioni del 2026?
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine screenshot da YoUTube
Spirito
Leone minaccia la FSSPX per l’ordinazione dei vescovi
BREAKING: Pope Leo XIV on the upcoming SSPX Consecrations:
“I am considering making another appeal saying don’t do this, let’s try to live the communion of the Church. But it’s their choice. One must realize what it means for them and for the Church. Certainly, the division… pic.twitter.com/wXvaSeldVC — LifeSiteNews (@LifeSite) June 16, 2026
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Spirito
Trasmettere la fede
«Quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà forse la fede sulla terra?» (Luca 18,8).
La domanda che Nostro Signore pone con timore non celato suggerisce che la trasmissione della fede di generazione in generazione non è scontata, ma richiede un’attenzione costantemente rinnovata, uno sforzo quotidiano e, ancor più, una grazia dal Cielo: anche quando ricevuta nella culla, la fede rimane innanzitutto un dono di Dio che deve poi, e sempre con l’aiuto di Dio, essere nutrito e sviluppato.
Occorre ricordare che la fede è intesa in due sensi diversi ma correlati: la fede a volte si riferisce a ciò che si crede e si professa, in altre parole al contenuto della fede cattolica o all’insieme armonioso e coerente delle diverse verità di fede; la fede a volte si riferisce all’adesione personale e libera dell’uomo a queste verità rivelate da Dio e trasmesse dalla Chiesa.
Da quel momento in poi, la trasmissione della fede avviene in due modi complementari. In primo luogo, consiste nel trasmettere nella sua interezza e nello spiegare nel dettaglio ciò che Gesù Cristo è venuto a rivelare all’umanità. È missione del Papa, dei vescovi e dei sacerdoti insegnare alle persone; trasmettere una chiara comprensione, adeguata alle capacità di ciascuno, della dottrina della fede.
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Pertanto, la trasmissione della fede può essere paralizzata solo quando le verità vengono costantemente sminuite, messe a tacere o addirittura distorte, celate da falsità; quando il catechismo si limita alla discussione di una pagina del Vangelo… Già il profeta Geremia lo lamentava: «I bambini chiedono il pane, e nessuno glielo dà». Non ci sarà una trasmissione profonda e duratura della fede finché i pastori della Chiesa si rifiuteranno di insegnare, con autorità, tutte le verità cattoliche, specialmente quelle che contrastano con le false ideologie del presente.
Questo non basta: trasmettere la fede richiede anche di preparare le menti ad accogliere liberamente la Verità rivelata, con un’adesione sia intellettuale che spirituale. Certamente, la fede non si trasmette pienamente se non viene assimilata e vissuta quotidianamente.
Per questo motivo, la trasmissione della fede spetta anche ai genitori e agli educatori, chiamati a offrire quotidianamente, in famiglia e nella scuola cattolica, concrete applicazioni della fede che li ispira. Di conseguenza, la trasmissione della fede dipende in larga misura dagli esempi di vita cristiana offerti, dalle regole di vita stabilite, dalle buone abitudini instillate e dalle relazioni felici instaurate.
Al contrario, come l’esperienza dimostra chiaramente, i cattivi esempi, l’indisciplina cronica, la debolezza di carattere e le amicizie dannose sono sufficienti a farla fallire.
Abate Luigi Maria Berthe
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine da FSSPX.News
Spirito
Leone XIV nomina il presidente di EWTN News a capo della comunicazione vaticana
Una carriera forgiata nei media cattolici oltreoceano.
Dal 2023, Montserrat Alvarado ricopre la carica di presidente e CEO di EWTN News, supervisionando tutte le attività giornalistiche globali e multilingue dell’emittente, che comprendono televisione, radio, stampa, piattaforme digitali e social media. In precedenza, ha trascorso quattordici anni in posizioni dirigenziali presso il Becket Fund for Religious Liberty , dove si è concentrata su temi quali la libertà religiosa e la dignità umana. Nata a Città del Messico, si è laureata alla Florida International University e alla George Washington University. Il suo profilo è quello di una manager esperta piuttosto che di una giornalista. Ed è proprio ciò che il papa desiderava, secondo l’esperto vaticanista Andrea Gagliarducci: Leone XIV ha portato in Vaticano una manager di grande esperienza, cercando al contempo di entrare in contatto con il mondo conservatore americano – con le sue reti di finanziatori – e acquisendo un’esperienza fondamentale per cercare di far funzionare la macchina mediatica vaticana. Questa nomina ha un certo peso simbolico: questa rete televisiva conservatrice si è infatti mostrata critica nei confronti di diversi aspetti del pontificato di Papa Francesco e non ha esitato a esprimere riserve su alcune decisioni prese durante il pontificato di Leone XIV. Paradossalmente, la scelta di un dirigente proveniente da EWTN – un canale che papa Francesco, in uno dei suoi consueti sfoghi, definì una volta «opera del diavolo» – viene interpretata come un gesto di conciliazione nei confronti di un’ampia fetta del cattolicesimo americano.Sostieni Renovatio 21
Una nomina senza precedenti
Montserrat Alvarado succede a Paolo Ruffini, nominato nel 2018 da Papa Francesco come primo prefetto laico di un dicastero della Curia romana. In particolare, la sua nomina la rende la prima laica senza voti religiosi a capo di un dicastero della Santa Sede. Questo organismo non è sempre stato affidato a laici. Per oltre mezzo secolo, il Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, e in seguito la Segreteria per la Comunicazione, sono stati guidati da vescovi o cardinali. Il primo prefetto della Segreteria per la Comunicazione, l’arcivescovo Dario Edoardo Viganò, nominato nel 2015, era egli stesso un arcivescovo. La nomina della signora Alvarado costituisce dunque un nuovo passo in un recente sviluppo segnato dalla costituzione apostolica Praedicate Evangelium (2022), che prevede esplicitamente che i fedeli laici possano essere chiamati a esercitare funzioni di governo all’interno della Curia Romana. Durante le congregazioni generali che hanno preceduto il conclave del 2025, il cardinale Beniamino Stella ha espresso il suo dissenso nei confronti di questa separazione tra il potere di governo e il sacramento dell’Ordine sacro. Già prefetto della Congregazione per il Clero e figura stimata nella Curia, ha denunciato una rottura con una tradizione secolare che lega l’ordinario esercizio della giurisdizione ecclesiastica alla ricezione del sacramento dell’Ordine sacro. La questione non è semplicemente disciplinare; tocca la natura stessa del potere nella Chiesa. Storicamente, i prefetti dei dicasteri, i loro segretari e spesso anche i loro sottosegretari erano vescovi, perché gli atti che erano chiamati a compiere rientravano nell’esercizio della giurisdizione ecclesiastica.Riforma in prospettiva
Al di là di questa nomina, l’intera struttura del dicastero potrebbe essere ripensata. In una possibile riorganizzazione, la tipografia, la Casa Editrice Vaticana e il servizio fotografico verrebbero integrati nel bilancio del Governatorato sotto la voce «servizi commerciali», mentre il Dicastero per la Comunicazione si concentrerebbe nuovamente sulla gestione dei media, che potrebbe essere gestita in modo più «manageriale», con un’autonomia che consentirebbe anche donazioni specifiche. La questione cruciale è se questa «rivoluzione silenziosa», come l’hanno definita alcuni commentatori, permetterà ai media vaticani di rimanere fedeli al «programma di cristianizzazione della società» affidato loro da Papa Pio XI all’inaugurazione della prima sede di Radio Vaticana. Era il 1931, e da allora molta acqua è passata sotto i pilastri di Ponte Sant’Angelo. Articolo previamente apparso su FSSPX.NewsIscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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