Militaria
Stati Uniti e Israele si preparano ad altre 2-3 settimane di conflitto con l’Iran
Gli Stati Uniti e Israele ritengono che il conflitto armato con l’Iran potrebbe continuare per altre due o tre settimane, anche se dovessero iniziare negoziati formali tra le parti, ha riferito mercoledì un portale di notizie, citando funzionari statunitensi e israeliani rimasti anonimi.
Secondo quanto riportato dalla stampa americana , il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si riserva sia la via diplomatica che un’ulteriore escalation militare per prendere decisioni in base agli sviluppi. Martedì, Trump avrebbe incaricato il segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth di mantenere la pressione militare sull’Iran.
I tentativi di avviare colloqui non hanno ancora portato ad alcuna modifica degli ordini impartiti dal Pentagono al Comando Centrale degli Stati Uniti in merito alle operazioni e alla pianificazione militare. Ulteriori rinforzi, tra cui diversi squadroni di caccia e migliaia di soldati, dovrebbero arrivare in Medio Oriente nei prossimi giorni e settimane, ha riferito la testata statunitense Axios.
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Il contingente comprende due unità di spedizione dei Marines e il comando dell’82ª Divisione Aviotrasportata con una brigata di fanteria di diverse migliaia di uomini, ha riferito l’agenzia di stampa. Un rappresentante della Casa Bianca ha dichiarato ad Axios che un’operazione di terra rimane una delle opzioni possibili, sebbene Trump non abbia ancora preso una decisione definitiva.
Nel frattempo, secondo quanto riportato, l’Iran ha già ricevuto dagli Stati Uniti un piano in 15 punti per risolvere il conflitto in Medio Oriente attraverso degli intermediari. Washington vuole discuterne come un pacchetto unico, che include le sue condizioni per porre fine alla guerra e allentare le sanzioni contro l’Iran, ha affermato Axios. In cambio, gli Stati Uniti vogliono che l’Iran sblocchi lo Stretto di Ormuzzo e fornisca garanzie di sicurezza riguardo ai suoi programmi nucleari e missilistici, nonché che cessi il suo sostegno ai gruppi armati alleati in Medio Oriente, si legge nel rapporto.
Lunedì, Washington ha dichiarato di aver avuto colloqui proficui con l’Iran. Il ministero degli Esteri iraniano ha negato il dialogo diretto, ma ha affermato che Teheran ha ricevuto, tramite intermediari, messaggi riguardanti la volontà di Washington di avviare discussioni per porre fine al conflitto.
In precedenza, il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), Rafael Grossi, aveva affermato che i negoziati tra Stati Uniti e Iran avrebbero potuto svolgersi a Islamabad durante il fine settimana.
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Militaria
L’India ricomincia a produrre i caccia russi Sukhoi
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Militaria
Epidemia di suicidi colpisce gli hacker militari USA
Il Comando cibernetico degli Stati Uniti sta analizzando un numero anomalo di suicidi tra i propri membri, concentrati in un arco di circa un mese durante l’estate.
La testata, citando messaggi interni delle forze armate, documenti ufficiali e colloqui con persone informate, ha riferito giovedì che almeno cinque individui impiegati nel comando o in stretto contatto con esso si sono tolti la vita tra l’inizio di giugno e i primi di luglio.
Questa sequenza di decessi ha spinto il Cyber Command a qualificare gli eventi come un cosiddetto «cluster di suicidi», espressione utilizzata dal Pentagono per indicare una serie di suicidi verificatisi a intervalli più stretti del consueto e tali da richiedere misure specifiche.
Gli operatori del comando hanno il compito di difendere le reti informatiche militari americane e, al tempo stesso, di penetrare nei sistemi digitali delle forze armate straniere per compromettere comunicazioni, difese aeree e altre capacità operative. Gran parte di queste attività si svolge all’interno di strutture ad altissima sicurezza e resta classificata.
Il costo psicologico di questo lavoro rappresenta da tempo una fonte di preoccupazione per i responsabili militari. Uno studio finanziato dall’esercito e richiamato da Bloomberg ha evidenziato che gli specialisti informatici soffrono spesso di insonnia, deficit di memoria, ruminazioni ossessive e patologie fisiche.
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Le criticità relative alla salute mentale degli hacker delle forze armate erano già emerse in sede congressuale. Una norma della legge sulla difesa del 2025 ha imposto al Cyber Command di mettere a disposizione esperti di salute mentale dedicati, compresi consulenti autorizzati a operare con personale che tratta materiali secretati.
I recenti decessi hanno riportato il tema all’attenzione del Congresso. Secondo Bloomberg, la Commissione per le Forze Armate del Senato sta valutando con il comando la possibilità di destinare risorse aggiuntive al supporto psicologico, mentre l’omologa commissione della Camera ha definito l’aumento dei suicidi una «questione critica».
Fonti di Bloomberg riferiscono che il carico di lavoro degli operatori è cresciuto in modo drastico a causa dei conflitti in corso all’estero, in particolare della guerra in Iran. I suicidi sono coincisi con una delle fasi più intense dello scontro.
È noto come il suicidio sia contagioso, tanto più che si può parlare di vere epidemie, che si propagano per imitazione o trasmissione sociale dei comportamenti suicidari (noto come effetto Werther o contagio suicidario).
L’effetto Werther è il fenomeno per cui la notizia del suicidio di una persona, diffusa dai media, provoca un aumento di suicidi emulativi nella popolazione.Il termine è stato coniato dal sociologo David Phillips nel 1974. Prende il nome dal romanzo di Giovanni Wolfgango Goethe del 1774, I dolori del giovane Werther, dopo la cui pubblicazione si registrò una catena di suicidi tra i giovani lettori che usavano lo stesso metodo del protagonista.
I giornalisti vengono quindi formati alla delicatezza totale nel parlare del tema del suicidio, perché un articolo pubblicato potrebbe di fatto far scattare a catena altri suicidi.
Tuttavia, la stampa sembra infischiarsene ampiamente, magari glorificando pure il suicida, in ispecie nel caso che questo scelga la morte eutanatica.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Droni
La «gamification» ucraina dell’uccisione di russi è «macabra»: parla il più alto militare britannico
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