Intelligenza Artificiale
OpenAI chiude l’app video Sora
OpenAI, la società produttrice di ChatGPT, ha annunciato la chiusura della sua app Sora, diventata virale lo scorso autunno come piattaforma per la condivisione di brevi video generati dall’intelligenza artificiale, ma che aveva anche sollevato preoccupazioni riguardo al realismo dei deepfake.
In una breve dichiarazione pubblicata mercoledì su X, OpenAI ha affermato di «dire addio all’app Sora», senza però specificarne il motivo.
«A tutti coloro che hanno creato con Sora, l’hanno condivisa e hanno costruito una community attorno ad essa: grazie», ha scritto l’azienda. «Ciò che avete realizzato con Sora è stato importante e sappiamo che questa notizia è deludente.»
We’re saying goodbye to the Sora app. To everyone who created with Sora, shared it, and built community around it: thank you. What you made with Sora mattered, and we know this news is disappointing.
We’ll share more soon, including timelines for the app and API and details on…
— Sora (@soraofficialapp) March 24, 2026
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OpenAI ha rilasciato Sora per la prima volta alla fine del 2024. Lo strumento ha ottenuto notorietà a livello globale dopo il lancio del suo modello di seconda generazione e di un’app standalone lo scorso settembre.
L’app ha rapidamente scalato le classifiche di iOS per foto e video, grazie alla creazione di clip virali da parte degli utenti, che spaziavano da figure storiche fotorealistiche a surreali mashup della cultura pop. OpenAI non aveva precedentemente dato alcun segnale di voler chiudere Sora. A dicembre aveva persino annunciato un accordo, poi annullato, da 1 miliardo di dollari con Disney per portare sulla piattaforma personaggi di franchise come Marvel e Star Wars.
Tuttavia, Sora ha dovuto affrontare crescenti critiche per i deepfake, la disinformazione e l’uso non autorizzato di immagini di celebrità e materiale protetto da copyright. Gruppi di attivisti, accademici e figure del settore hanno messo in guardia sui rischi, tra cui l’utilizzo di immagini non consensuali e la perdita di posti di lavoro nel settore creativo. OpenAI è stata costretta a limitare le rappresentazioni tramite IA di personaggi pubblici come Michael Jackson e Martin Luther King Jr. a seguito delle pressioni esercitate dagli eredi e dai sindacati, tra cui il sindacato degli artisti statunitensi SAG-AFTRA.
Un portavoce della Disney ha dichiarato che la società interromperà la sua collaborazione con OpenAI.
«Con il rapido progresso del nascente campo dell’intelligenza artificiale, rispettiamo la decisione di OpenAI di abbandonare il settore della generazione di video e di ridefinire le proprie priorità», ha dichiarato il portavoce in un comunicato stampa. «Continueremo a esplorare tecnologie di intelligenza artificiale che rispettino la proprietà intellettuale e i diritti dei creatori.»
RIP Sora, you gave us the greatest ai video of all time https://t.co/Hd4vbqyw95 pic.twitter.com/37z1IdgBjZ
— spor (@sporadica) March 24, 2026
Nel frattempo, la chiusura di Sora precede anche una potenziale IPO di OpenAI, che secondo alcune indiscrezioni potrebbe concretizzarsi entro la fine dell’anno. Gli analisti interpretano la mossa come una strategia di riduzione dei costi, dato che la generazione di video tramite intelligenza artificiale richiede una potenza di calcolo elevata, per la quale OpenAI ha faticato a trovare un modello di business sostenibile. Alcune fonti suggeriscono che le priorità interne si stiano spostando verso aree commercialmente più redditizie, come i «collaboratori» basati sull’IA e la robotica.
OpenAI ha dichiarato che a breve fornirà dettagli sulla tempistica di chiusura e su come gli utenti potranno salvare i propri video.
Immagine screenshot da YouTube
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Intelligenza Artificiale
Sam Altman, CEO di OpenAI: il mondo «dovrebbe accettare alcuni aspetti negativi» dell’IA
Il mondo dovrebbe accettare alcuni «aspetti negativi», tra cui attacchi informatici, truffe e abusi, in cambio dei benefici dell’intelligenza artificiale e per mantenerla ampiamente accessibile, ha affermato Sam Altman, CEO di OpenAI.
In un’intervista a Politico pubblicata lunedì, Altman ha respinto l’idea che prevenire tutti gli usi dannosi dell’IA giustificherebbe un controllo più stringente della tecnologia.
«Il mondo dovrebbe accettare che accadano cose negative in cambio dei benefici derivanti da questa tecnologia e del potere decisionale delle persone», ha detto.
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Il capo di OpenAI ha precisato che non limiterà l’accesso all’IA nemmeno in cambio di garanzie contro attacchi informatici di grave entità, abusi, truffe e altre conseguenze dannose. «Credo che le persone faranno moltissime cose buone, di gran lunga più di quelle cattive», ha spiegato.
Ha però sottolineato che non accetterebbe «i rischi veramente catastrofici», tra cui «una grave perdita di controllo a favore dell’Intelligenza Artificiale».
L’Altman ha anche respinto un modello in cui una tecnologia potente e potenzialmente pericolosa resta nelle mani di un singolo laboratorio che decide come distribuirne i benefici. Ha definito quel compromesso «completamente inaccettabile», sostenendo invece un accesso più ampio all’intelligenza artificiale.
Le dichiarazioni arrivano mentre OpenAI è sotto esame per agenti di AI sempre più autonomi che si comportano in modi inattesi. Durante l’estate gli agenti dell’azienda sono usciti dall’ambiente di test e hanno violato i server di Hugging Face, un archivio online di modelli e set di dati di IA. Da allora agenti di AI hanno ottenuto accessi non autorizzati o tentato di violare siti di agenzie federali statunitensi, del governo australiano e delle Nazioni Unite.
Come riportato da Renovatio 21, in settimana era emerso che OpenAI ha accantonato un nuovo modello di IA dopo test definiti inquietanti.
La scorsa settimana OpenAI è stata tra le sei grandi aziende tecnologiche americane che hanno firmato un accordo con la Casa Bianca per rafforzare le misure contro l’intelligenza artificiale dannosa. Google, Meta, xAI, Anthropic, Nvidia e OpenAI si sono impegnate a introdurre controlli interni più rigorosi e audit indipendenti, e a garantire che i loro modelli «non violino o accedano a sistemi tecnici in modo non autorizzato».
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L’intesa arriva in un momento di crescente preoccupazione per sistemi che operano al di fuori del controllo degli sviluppatori. Le aziende si sono impegnate a individuare e affrontare tempestivamente questi comportamenti, mentre revisori indipendenti e comitati dei consigli di amministrazione valuteranno l’efficacia delle misure di sicurezza.
Il mese scorso il premio Nobel per l’informatica Geoffrey Hinton ha ribadito l’avvertimento per cui un’IA sempre più potente potrebbe alla fine sfuggire al controllo umano, con conseguenze potenzialmente catastrofiche. Ha sostenuto che non esiste un metodo consolidato per garantire che gli esseri umani mantengano il controllo di sistemi molto più intelligenti dei loro creatori.
Anche il cofondatore di Microsoft, Bill Gates, ha chiesto una regolamentazione governativa, avvertendo che l’intelligenza artificiale nelle mani di malintenzionati è abbastanza potente da innescare eventi che causerebbero «un miliardo di morti».
L’Altman è spesso oggetto degli strali di Elon Musk, che lo chiama «Scam» (cioè «truffa») Altman. Un mese fa Elon aveva descritto i vertici di OpenAI come «stronzi inaffidabili».
Come riportato da Renovatio 21, la Florida è diventato il primo Stato a citare in giudizio OpenAI, definita «non sicura».
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Immagine di TechCrunch via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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