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Intelligence

La CIA e Stay-Behind nel mondo e in Italia: le elezioni 1948

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Wiliam Colby (1920-1996), una vita nei servizi e direttore della CIA durante il governo Nixon, nel suo libro di memorie raccontadi essersi «sempre chiesto se la rete Stay-Behind che abbiamo costruito avesse potuto funzionare anche sotto il dominio sovietico. Sappiamo che gli sforzi fatti all’ultimo per organizzare tali operazioni in Cina nel 1950 e in Vietnam del Nord nel 1954 fallirono». 

 

La CIA provò a fermare l’avanzata di Mao Zedong ma senza successo, Chiang Kai-shiek infatti, assieme a tutto il governo del Kuomintang, volò a Taiwan dopo la sconfitta contro l’Esercito di Liberazione del Popolo. Lo stesso accadde in Corea quando, gli States cercarono di ridurre l’influenza comunista nella Corea del Nord ma senza riuscirci.

 

Infatti, dopo aver invaso parte della penisola settentrionale, gli americani dovettero ripiegare in seguito al dispiegamento di forze terrestri da parte di Mao e e al supporto aereo sovietico; il confine quindi si attestò definitivamente sul 48° parallelo, dove si trova tutt’oggi. Inoltre, la CIA tentò di ottenere il controllo su diversi Paesi dell’Europa orientale con operazioni segrete ed eserciti segreti, ma fallì anche qui. 

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«Sappiamo che i tentativi di organizzarli dall’esterno furono penetrati e sabotati dalla polizia segreta in Polonia e in Albania negli anni Cinquanta”» Continua Colby nelle sue memorie.

 

Stalin, terminato il secondo conflitto mondiale, blindò la Russia con una cintura di nazioni a ridosso della cortina di ferro: Polonia, Germania dell’Est, Ungheria, Romania e Cecoslovacchia. Il governo sovietico si prodigò ad installare in ognuno di questi paesi una oligarchia locale fedele supportata dai militari e dai servizi segreti del KGB. Allo stesso modo gli alleati, finita la guerra, si prodigarono per mettere al sicuro gli stati a occidente. 

 

Nelle nazioni conosciute come «Terzo Mondo» si assistette a una crescita di popolarità del socialismo e del comunismo con un idea di ridistribuzione della ricchezza e di svincolo dal colonialismo europeo e dalle nazioni industrializzate del «Primo Mondo».

 

Il ricercatore svizzero Daniele Ganser scrive nel suo NATO’s secret armies che in seguito alla creazione della CIA nel 1947 e del National Security Council vennero date le basi legali per provvedere ad operazioni coperte. La Gestapo americana, come l’aveva chiamata John Edgar Hoover (1895 – 1972) ancora nel 1945, non venne presentata alla stampa, avrebbe dovuto essere diretta dal National Security Council (Consiglio Nazionale di Sicurezza, NSC) composto dal presidente, dal vicepresidente, il ministro degli Esteri, il ministro della Difesa, il direttore della CIA, il consigliere per la Sicurezza Nazionale, capo dello stato maggiore congiunto degli Stati Uniti assieme ad eventuali altri specialisti o ufficiali di elevato rango. L’NSC era diventato il più importante centro di potere di Washington. 

 

Il primo documento formulato dal NSC fu il NSC 1/1 del 14 novembre 1947, titolato «la posizione degli Stati Uniti rispetto all’Italia» il quale analizzava come «il governo italiano, incline ideologicamente alla democrazia occidentale, è debole e continuamente oggetto di attacchi dal forte partito comunista locale».

 

Il direttore dello US State Department’s of Policy of Planning Staff, George Frost Kennan (1904 – 2005), in risposta ad un discorso pronunciato da Stalin (1878 – 1953) che aveva provocato il terrore nella stampa e nell’opinione pubblica americana, inviò nel luglio 1947, sotto lo pseudonimo «X», un famoso articolo su Foreign Affair, la rivista del Council of Foreign Relations. Passato alla storia anche con il nome di long telegram per la sua notevole mole si faceva riferimento per la prima volta pubblicamente alla visione strategica geopolitica del containment, un approccio al comunismo di prevenzione della sua espansione. 

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Una frase del lungo messaggio era dedicata proprio alla situazione italiana: «per quanto riguarda l’Europa, l’Italia è ovviamente il punto chiave. Se i comunisti dovessero vincere le elezioni lì, tutta la nostra posizione nel Mediterraneo e forse anche nell’Europa occidentale potrebbe probabilmente essere compromessa».

 

Il giorno 19 dicembre 1947 l’NSC, in una delle sue prime riunioni da neo direttore della neonata CIA adottò la direttiva NSC 4-A che liberò Roscoe Henry Hillenkoetter (1897 – 1982) nel portare avanti una vasta serie di operazioni coperte atte a prevenire la vittoria dei comunisti alle elezioni in arrivo nel Belpaese. Venne creato un nuovo ufficio chiamato Office of Special Project rinominato subitaneamente, per dare meno nell’occhio, Office of Policy Coordination. 

 

Le elezioni 1948 si risolsero con una vittoria della Democrazia Cristiana con un ampio margine, il 48%, sopra al Fronte Democratico Popolare, la coalizione formata dal Partito Socialista Italiano e dal Partito Comunista Italiano, che comunque portò a casa un 30% dei voti. Questo successo rese il partito di Alcide De Gasperi (1881 – 1954) il nuovo punto di riferimento per l’anticomunismo italiano e il principale partito nazionale per oltre cinquant’anni. 

 

Le operazioni portate avanti contro i comunisti italiani raggiunsero un tale risultato da affascinare Truman al punto di voler estendere la pratica al resto del mondo. Il 18 giugno 1948 passò la direttiva NSC 10/2 che autorizzava la CIA a portare avanti operazioni coperte in ogni angolo del globo.

 

L’agente della CIA Felton Mark Wyatt (1920 – 2006), ottenne il suo primo incarico nel 1948 proprio in Italia e grazie alla sua testimonianza rimangono alcuni racconti sul ruolo dei servizi segreti statunitensi nelle elezioni italiane del 1948. L’agente segreto rivela di come questo modus operandi rimase in auge in ogni elezione italiana per i seguenti ventiquattro anni, concorrendo a indirizzare politicamente lo stivale. 

 

Wyatt racconta di come le agenzie statunitensi avessero messo in piedi una vera e propria campagna per influenzare l’esito del voto, vennero inviate circa diecimila lettere, vennero fatte diverse trasmissioni radio a onde corte e finanziati libri e articoli. «Beh, vorrei poter dire che fosse meglio organizzato. All’epoca facevo parte di quella sezione della CIA che dovette intervenire d’urgenza senza addestramento in operazioni sotto copertura».

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«Avevamo sacchi pieni di soldi che consegnavamo a politici selezionati, per coprire le loro spese politiche, le spese della campagna elettorale, per manifesti, volantini e quant’altro. E facevamo molte cose per aiutare quei Democristiani, Repubblicani e altri partiti che erano completamente affidabili, che potevano mantenere il segreto sulla provenienza dei loro fondi. Gli esperti della CIA li interrogavano: “Cosa direste se all’improvviso a Torino si verificasse la più grande manifestazione di propaganda? Chi la finanzia? La finanzia la FIAT , o cos’altro? Dovete avere una ragione per questa vostra munificenza, e non vogliamo che si intuisca che sono dei giovani americani a passarvi i soldi… in sacchi neri».

 

«Personalmente, per me è stata un’esperienza molto emozionante» continua Wyatt sempre nell’intervista alla CNN. «All’epoca non sapevamo di aver condotto il primo programma di azione politica coperta nella storia dell’Intelligence americana».

 

Questo «sarebbe stato seguito da molti, molti, molti altri».

 

Marco Dolcetta Capuzzo

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Droga

Il traffico di droga e la copertura della CIA

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Alfred McCoy, nel suo The Politics of Heroin racconta come dopo anni di apprendistato tra Cambogia, Laos e Vietnam la mafia corsa avesse guadagnato una certa maestria nel saper trasformare chimicamente la morfina in diacetilmorfina attraverso precisi processi chimici.   Senza la necessaria competenza si sarebbero potute verificare pericolose esplosioni, competenza che mancava completamente a Cosa Nostra. La CIA e Lucky Luciano (1897-1962), dopo la messa al bando della ditta farmaceutica torinese che aveva inizialmente fornito la materia prima, trovarono nei Corsi la controparte perfetta per creare una nuova rete di narcotraffico.    Luciano diede vita a un nuovo capitolo, in seguito chiamato con il nome di «French Connection», mettendosi in contatto con i leader della mafia corsa a Marsiglia, i fratelli Antoine (1902-1967) e Barthelemy (1908-1982) Guerini. Sostenuti con fondi della CIA, in breve presero possesso del porto di Marsiglia attaccando gli scioperanti e i sindacati. In seguito assoldarono dei chimici francesi e diedero vita alle loro prime raffinerie di oppio. La connessione tra la famiglia italoamericana di Luciano, quella siciliana di don Calò, Calogero Vizzini (1877-1954) e quella corsa di Marsiglia era iniziata. 

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Luciano attivò contatti con i produttori turchi attraverso il lavoro del più importante broker di eroina del medio oriente, Sami El-Khoury che inizialmente indirizzò la produzione verso le raffinerie di Beirut per infine dirottare il tutto verso Marsiglia. Parallelamente, la CIA lavorò sull’Operation Paper dove venne creata la tratta dalla Birmania e, attraverso il lavoro eccezionale di Edward Geary Lansdale (1908-1987), pioniere delle operazioni coperte, anche la rete di Saigon.   William «Wild Bill» Donovan (18883-1959), dopo aver diretto l’Office of Strategic Services durante il conflitto contro la Germania nazista, si dimise dal suo ruolo nell’esercito. Assieme ad amici molto facoltosi come Nelson Rockfeller (1908-1979), Joseph C. Grew (1880-1965) nipote di J.P. Morgan (1837-1913), Alfred DuPont (1864-1935) e Charles Jocelyn Hambro (1897-1963) diede vita, a Panama, alla World Commerce Corporation. Secondo il giornalista Peter Dale Scott, lo scopo di questa società era quello di operare nel traffico di armi garantendo un aiuto militare al KMT e alla mafia italiana in cambio dell’oppio prodotto.    Come raccontato dai giornalisti Cockburn e St. Clair in Whiteout, la Civil Air Transport, una linea aerea di proprietà della CIA, spostava oppio dai campi del triangolo d’oro verso Bangkok dove venivano scaricati e sostituiti con armi. Il generale Phao Sriyanonda (1910-1960), direttore generale della polizia thailandese, garantiva la logistica a terra utilizzando i suoi agenti.   I beni venivano trasportati verso le navi mercantili della Sea Supply Inc., un’altra società di proprietà dei servizi americani gestita da Paul Helliwell (1915-1976), impiegato nel consolato della fu Birmania a Miami. Donovan a sua volta occupava parallelamente il ruolo di ambasciatore degli Stati Uniti in Tailandia.   Sempre secondo Scott, nel suo libro Drugs, Oil and War lo schema messo in piedi attraverso la WCC, la CAT e la Sea Supply apparteneva a quella subcultura di proprietà di quelle persone che avevano preso parte al mondo dell’OSS durante la guerra in Europa.

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Un gruppo di persone appartenenti alla crema della società americana, tutti usciti dalle migliori università, con carriere importanti in ambito legale o imprenditoriale e che in quel momento non avevano nessun ruolo ufficiale nell’agenzia governativa americana. Questa matrice di persone successivamente darà vita a una rete di banche e società, come per esempio l’American International Group di Cornelius Vander Starr (1892-1968), create per sostenere e occultare il flusso finanziario derivante dal commercio illegale di eroina e armi.    Una volta sostituita la pedina italiana venuta a mancare proprio a cavallo tra i Quaranta e i Cinquanta, rimesso in piedi lo schema in proporzioni logaritmiche rispetto alla base di partenza, si rese necessario mantenere il controllo sulla diffusione di queste informazioni. Quello che venne implementato per mantenere il controllo della propagazione delle notizie cominciò a fare capolino dagli anni Settanta in avanti.   Lo scandalo Watergate, per provare a rendere giustizia alle proporzioni, portò per la prima volta nella storia americana alle dimissioni di un Presidente degli Stati Uniti d’America, Richard Nixon (1913-1994) e del rispettivo direttore della CIA, Richard Helms (1913-2002).   Le conseguenze del Watergate, oltre a donare al mondo anglosassone un nuovo suffisso -gate per tutti futuri scandali (simile al -opoli italiano) furono strabilianti. Tutta la generazione proveniente dalla rivoluzione culturale degli anni ‘60, in quel momento in lotta contro Nixon, il Vietnam e l’imperialismo a stelle a strisce, trovò finalmente il proprio totem da innalzare a centro villaggio, l’axis mundi a cui rivolgersi nei momenti di dubbio.    Oltre alle dimissioni del presidente e del Director of Central Intelligence (DCI), tra le varie scosse di assestamento si possono nominare l’evoluzione del sistema FOIA (Freedom Of Information Act), nato nel 1964 ma finalmente reso più economico ed utilizzabile da parte dei richiedenti. Il FOIA è quella legge che richiede la divulgazione totale o parziale di informazioni e documenti non precedentemente rilasciati o diffusi, controllati dal governo degli Stati Uniti, su richiesta. Questo strumento eccezionale e di cui gli stati uniti divennero precursori assoluti divenne un pilastro storico del tentativo di approssimarsi il più possibile ad un accesso libero alle informazioni statali.    James Rodney Schlesinger (1929-2014) nei suoi pochi mesi come DCI, pressato dall’opinione pubblica che chiedeva di chiarire il coinvolgimento della CIA nello scandalo Watergate, diede ordine di compilare dei rapporti sulle azioni passate e presenti dell’agenzia. I rapporti, passati alla storia come i Family Jewels, «i gioielli di famiglia», vennero compilati e donati al successore di Schlesinger, William Colby (1920-1996) che ebbe a chiamarli i più grandi scheletri nell’armadio dell’agenzia. 

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Seymour Hersh pubblicò sulla prima pagina del New York Times del 22 dicembre 1974, un articolo che spiegava come, «i gioielli di famiglia», fecero venire a galla un vastissimo reparto occulto, sottostante le operazioni estere, dedito allo spionaggio interno della popolazione americana. Un organo di controllo parallelo all’FBI e impegnato a spiare senza limiti morali, civici ma soprattutto economici su persone o gruppi di cittadini americani.    Venne istituita la Commissione Church nel 1975 per il congresso, assieme alle parallele Commissione Pike per la Camera e Commissione Rockfeller per la presidenza, con lo scopo di indagare su eventuali abusi della CIA. Oltre ai già citati Family Jewels, vennero esposte il progetto di propaganda Mockingbird, l’operazione di utilizzo di narcotici su esseri umani MKULTRA, il progetto Shamrock, uno dei primi esempi di Intelligence dei segnali (SIGINT).   Carl Bernstein assieme a Bob Woodward, entrambi giornalisti del Washington Post, si guadagnarono il premio Pulitzer per aver esposto lo scandalo Watergate. Mentre Woodward andò incontro a diverse controversie (e sospetti sul suo passato nell’Intelligence della Marina USA), Bernstein invece si discostò dal solco intrapreso dopo la vittoria dell’ambito premio. Bernstein, infatti, lasciò il Post e pubblicò un urticante articolo su Rolling Stones del 22 ottobre 1977 che trattava proprio i rapporti tra il giornalismo e la CIA.    L’articolo faceva nomi e cognomi di più di 400 professionisti: editori, case editrici, editorialisti, corrispondenti di reti televisive, alcune delle firme più celebri del giornalismo americano. La tesi era che la stampa stessa, l’istituzione a cui Bernstein aveva dedicato la vita, quella che aveva appena passato due anni a congratularsi con se stessa per aver detto la verità al potere, era stata, per decenni, a letto con la CIA. L’articolo uscì, causò una breve esplosione di indignazione e venne poi ampiamente dimenticato.    Marco Dolcetta Capuzzo  

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Intelligence

La banca vaticana, Gladio e la lotta al comunismo: dalla CIA al traffico di droga

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L’Istituto per le Opere di Religione (o IOR, acronimo con cui è divenuto notissimo), venne creato il 27 giugno del 1942 da Papa Pio XII (1876-1958) e Bernardino Nogara (1870-1958), con lo scopo di salvaguardare e amministrare le proprietà della Santa Sede utili al lavoro religioso e di carità. La banca del Vaticano, avendo sede in una nazione sovrana non ha modo di essere obbligata a porre rimedio ad alcuna violazione di legge internazionale né a dover presentare alcuna fonte dei suoi depositi. 

 

Costituendo una entità a sé stante all’interno del Vaticano e non avendo legami con nessun altro organo della Chiesa è stata ritenuta «la più segreta banca del mondo». Lo IOR è al centro delle speculazioni di un fortunato saggio storico sul sistema Stay Behind americano in Europa, Operation Gladio di Paul L. Williams.

 

Secondo Williams, Nogara che ne divenne il primo presidente, l’avrebbe diretta con l’abitudine di distruggere regolarmente i documenti riguardanti le transazioni senza lasciare alcuna traccia. Anche nei report annuali, composti da lunghissimi ed esaustivi elenchi di dare ed avere non sarebbe stato menzionato in nessun caso alcuna posta referente allo IOR, portando costantemente gli eventuali investigatori ad un inevitabile punto morto. 

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Grazie a questa sua peculiare organizzazione il Vaticano divenne luogo perfetto per assurgere a collegamento discreto tra gli obiettivi americani e quelli della Santa Sede. Il cardinale Francis Spellman (1889-1967) dagli Stati Uniti, ebbe a commentare che il destino italiano sarebbe dipeso dalle imminenti elezioni del 1948 e dal conflitto tra comunismo e cristianesimo, tra libertà e schiavitù. Lo stesso cardinale si prodigò a far giungere in Italia una cascata di messaggi radio dalle celebrità americane come Frank Sinatra, Bing Crosby e Gary Cooper esortando il popolo italiano a supportare la Democrazia Cristiana contro l’ascesa del comunismo. 

 

Sempre secondo Williams nei mesi precedenti l’epocale elezione italiana, la CIA indirizzò ben sessantacinque milioni di dollari neri verso la banca vaticana. Il denaro sarebbe stato recapitato ain contanti a mano dentro delle grosse valigie dai membri dell’organizzazione di Lucky Luciano (1897-1962). Operation Gladio scrive che la fonte del denaro sarebbe rimasta l’eroina fornita da una nota industria farmaceutica torinese. Smerciata in seguito attraverso espedienti come cioccolatini o frutta ripieni dell’oppiaceo raffinato, sarebbe stata spedita negli States attraverso lo sdoganamento negli accondiscendenti porti cubani gestiti dalla malavita italoamericana di Santo Trafficante. 

 

Da Cuba l’eroina sarebbe stata tagliata con lo zucchero prima di essere trasportata ai distributori di New Orleans, Miami e New York. La CIA aveva aiutato la logistica creando delle rotte sicure assieme alla International Longshoremen’s Association, i sindacati americani rappresentanti gli scaricatori di porto. Una volta giunta in terra ferma, l’eroina, sarebbe stata gestita da Jimmy Hoffa e altri leader dell’International Brotherhood of Teamsters, il sindacato degli autotrasportatori degli Stati Uniti e del Canada con l’aiuto delle società di trasporti di proprietà della mafia italoamericana. 

 

L’anno successivo delle elezioni italiane del 1948, Iosif Stalin (1878-1953) creò il Consiglio di mutua assistenza economica, un organo pensato per controllare l’unione economica tra Unione Sovietica, Bulgaria, Cecoslovacchia, Ungheria, Polonia e Romania. La CIA avrebbe scelto in risposta di estendere il suo supporto alle forze politiche anticomuniste e alla rete Stay Behind inondando il sistema clandestinamente con milioni di dollari derivanti dal narcotraffico depositati da membri della cosca mafiosa di Don Calò, Calogero Vizzini, (1887-1954) nelle banche cattoliche, incluso il Banco Ambrosiano.

 

Nel 1949 Pio XII emise un decreto solenne nel quale dichiarava che avrebbe scomunicato non solo i membri della chiesa che avessero partecipato o favorito il Partito Comunista ma anche qualsiasi cattolico si fosse macchiato della pena di leggere o diffondere materiale inneggiante al comunismo. Secondo Williams il Vaticano avrebbe continuato a stringere i contatti con la CIA al punto di arrivare a ricevere ogni anno 20 milioni di dollari in aiuti economici e in cambio sarebbe stato chiesto di mantenere una tavola rotonda vaticana custodita da James Jesus Angleton (1917-1987), futuro satrapo del controspionaggio americano. 

 

Tali incontri periodici, scrive il saggio, avrebbero garantito agli statunitensi informazioni preziose provenienti dalle nazioni del blocco orientale attraverso gli ultimi canali ormai rimasti disponibili, quelli dei nunzi apostolici. Strategie per indebolire in tutto il mondo partiti e movimenti filo sovietici sarebbero stati decisi qui, tra la Santa Sede e Langley. Le talpe presenti in vaticano sarebbero statte individuate e le azioni dei preti progressisti, particolarmente quelli dell’America Latina, ostacolate in seguito a provvedimenti presi in questo esclusivo gruppo decisionale.

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Williams racconta come molti membri dell’Intelligence americana in quegli anni divennero parte del Sovrano Militare Ordine di Malta. Tra questi si sarebbero da annoverare Angleton, William Casey (1913-1987), William Colby (1920-1996) e John McCone (1902-1991) tutti futuri direttori della CIA. Il Generale Vernon Walters (1917-2002) vicedirettore della CIA sotto George H. W. Bush (1924-2018), Alexander Haig (1924-2010) generale della NATO e futuro segretario di Stato di Ronald Reagan (1911-2004), il citato padre dei servizi americani William «Wild Bill» Donovan e l’ex superspia nazista Reinhard Gehlen (1902-1979) stesso. 

 

Di lì a poco però la succitata industria farmaceutica torinese prestatasi allo scopo come prima fornitrice di purissima eroina avrebbe dovuto fermare la produzione clandestina. Il decano della lotta alla droga americano Harry Jacob Anslinger (1892-1975) indicò per primo una quantità fuori dalla norma prodotta in Italia e con le sue indagini riportò ordine.

 

Lo schema messo in piedi avrebbe rischiato quindi di saltare sul più bello. Si sarebbe reso necessario trovare un nuovo fornitore e dei nuovi laboratori per far si che il Magnum Opus potesse compiersi e che nuovamente i prodigiosi flussi di narcodollari potessero tornare a scorrere verso conti bancari cattolici italiane. 

 

Marco Dolcetta Capuzzo

 

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Intelligence

Famiglia utilizza l’AI per poter rilasciare una dichiarazione d’impatto del fratello morto nel processo contro l’assassino

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In Arizona, i familiari di una vittima hanno usato l’IA per riportare virtualmente in vita il proprio caro durante il processo; il risultato è un video tanto realistico quanto disturbante.   Come riportato da ABC15 di Phoenix, un’inquietante riproduzione del defunto Christopher Pelkey, morto per una ferita da arma da fuoco nel 2021, è stata proiettata in un’aula di tribunale al termine del processo contro il suo assassino, ora condannato.   «In un’altra vita, probabilmente saremmo potuti essere amici», ha detto la versione IA di Pelkey, che aveva 37 anni quando è morto, al suo assassino Gabriel Paul Horcasitas. «Credo nel perdono».

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Dopo aver visionato il video realizzato dalla sorella della vittima, Stacey Wales, utilizzando una foto di Pelkey scattata quando era ancora in vita e con un aspetto invecchiato, il giudice che presiedeva il caso ha condannato l’uomo a dieci anni e mezzo di reclusione per omicidio colposo, un anno in più rispetto alla pena richiesta dalla procura.   Nella didascalia del suo video, Wales ha spiegato che lei, suo marito Tim e il loro amico Scott Yenzer hanno creato la «somiglianza digitale tramite intelligenza artificiale» di suo fratello utilizzando una sceneggiatura da lei scritta, insieme a immagini e file audio di una sua «intervista preregistrata» risalente a mesi prima della sua morte.   «Questi elementi digitali e la sceneggiatura sono stati inseriti in diversi strumenti di intelligenza artificiale per contribuire a creare una versione digitale di Chris», ha scritto Wales, «rifinita da ore di meticoloso lavoro di editing e perfezionamento manuale».   Nella sua intervista con ABC15, la sorella di Pelkey ha insistito sul fatto che tutti coloro che conoscevano il fratello defunto «concordavano sul fatto che questa cattura rappresentasse fedelmente lo spirito e l’anima di come Chris avrebbe pensato alla propria condanna in quanto vittima di omicidio», aggiungendo che la creazione del clone digitale ha aiutato lei e la sua famiglia a superare il dolore per la sua perdita e le ha donato un senso di pace.   «Non riesco a esprimere a parole quanto trovi inquietante tutto questo», ha twittato lo scrittore Eoin Higgins a proposito del clone di Pelkey. «L’idea di sentire la voce di mio fratello attraverso questa tecnologia è grottesca. Usarla in un’aula di tribunale è ancora peggio».   La «resurrezione di persone morte» tramite AI sembra stia sfuggendo di mano e come riportato da Renovatio 21, un utente si è rivolto alla piattaforma di Intelligenza Artificiale Character.AI per creare quasi due decenni dopo la sua tragica morte una versione chatbot di un’adolescente assassinata.    I risvolti macabri di questa nuova tecnologia sono molteplici. In Cina, nella metropoli di Chongqing, in un’installazione realizzata in un parco ad alcuni parenti è stato possibile «incontrare virtualmente» i propri defunti, grazie a un sistema tecnologicamente avanzato che ne ricrea l’aspetto e la voce. L’iniziativa era stata promossa dal comitato locale che gestisce le donazioni di organi. Integrando tra loro big data e le informazioni rilevanti del defunto in base ai desideri e ai ricordi di parenti e amici, è possibile oggi creare una replica digitale del defunto, disponibile solo per i membri della famiglia.

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Come riportato da Renovatio 21due podcaster hanno usato l’AI per realizzare un falso speciale del comico americano George Carlin, ma si sono visti costretti a cancellare il video mesi dopo essere stati citati in giudizio dagli eredi del defunto comico.   Un altro utilizzo dell’IA da parte dell’artista «generativo» Alper Yesiltas, è stato quello di creare fotografie di personaggi famosi morti anzitempo immaginandosi come sarebbero ora se fossero sopravvissute. In pratica, l’artista-informatico turco ha fatto invecchiare i famosi morti.   La Necrocultura espressa dall’Intelligenza Artificiale non si ferma solo nel «dare vita» a grandi star prematuramente scomparse, ma nel corso di una recente conferenza, abbiamo appreso dal vicepresidente senior di Amazon e scienziato capo di Alexa, Rohit Prasad, della riproduzione della voce di una nonna defunta che legge una favola della buonanotte a un bambino.   Tre anni fa emerse che un’app stava rubando foto di morti per addestrare l’IA. Nel 2022 era emerso che il colosso mondiale Amazon ha in programma di consentire alla «sua voce intelligente» Alexa di imitare le voci dei nostri cari defunti.  

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