Geopolitica
Iniziata la guerra, Israele attacca Teheran. Trump: gli USA hanno iniziato le operazioni di combattimento in Iran
Le Forze di Difesa israeliane hanno condotto un «attacco preventivo» contro l’Iran per ragioni di sicurezza nazionale, ha annunciato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, mettendo in guardia la popolazione riguardo a un atteso contrattacco di rappresaglia.
In una dichiarazione riportata da vari media locali nella mattinata di sabato, Katz ha precisato che l’operazione era finalizzata a «rimuovere le minacce contro lo Stato di Israele», aggiungendo che le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale in previsione di imminenti attacchi missilistici e con droni contro la popolazione civile.
Un alto funzionario della Difesa dello Stato Giudaico ha riferito all’israeliano Canale 13 che «si tratta di un attacco congiunto israeliano-americano» pianificato congiuntamente «da mesi». Un funzionario statunitense anonimo ha successivamente confermato al Wall Street Journal la partecipazione attiva delle forze armate americane all’operazione.
Le immagini da Teheran hanno mostrato due imponenti colonne di fumo che si levavano sopra gli edifici della capitale iraniana. Secondo il canale israeliano Channel 12, gli attacchi hanno colpito «decine di obiettivi del regime», mentre fonti non confermate hanno indicato che uno degli attacchi avrebbe preso di mira una struttura presidenziale iraniana.
En estos momentos, EEUU e “Israel” bombardean el centro de Teherán, agreden a Irán otra vez sin ninguna provocación previa, creando otra guerra más en la región.
Recuérdalo, cuando los medios los victimicen cuando Irán responda, fue “Israel”/EEUU quién bombardeó primero a Irán. pic.twitter.com/Nk3CuFgr5c
— Daniel Mayakovski (@DaniMayakovski) February 28, 2026
🔴 #URGENTE | Explosiones masivas en Teherán, Irán. Israel está atacando objetivos en la capital iraní. pic.twitter.com/iRCaBzgIPC
— Mundo en Conflicto 🌎 (@MundoEConflicto) February 28, 2026
🇮🇷🇺🇸🇮🇱 | URGENTE: Mientras Irán implementa un NOTAM indefinido que cierra la totalidad de su espacio aéreo, se han avistado MiG-29 de la IRIAF sobre Teherán, la capital de Irán. pic.twitter.com/vz86y2xAHU
— Alerta News 24 (@AlertaNews24) February 28, 2026
🔴 #URGENTE | Explosiones y columnas de humo en Teherán, Irán. Israel está lanzando una serie de ataques preventivos, según el gobierno. pic.twitter.com/2uToZ9JYNh
— Mundo en Conflicto 🌎 (@MundoEConflicto) February 28, 2026
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Il ministero dei Trasporti israeliano ha comunicato la chiusura totale dello spazio aereo nazionale ai voli civili, precisando che «la sicurezza dei passeggeri è la massima priorità».
Gli attacchi sono avvenuti a meno di 48 ore dal fallimento dell’ultimo round di negoziati tra Iran e Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran, che non ha prodotto alcun progresso significativo.
Gli Stati Uniti avevano richiesto all’Iran lo smantellamento della propria infrastruttura nucleare, l’imposizione di limiti al programma di missili balistici e la fine del sostegno ai propri alleati nella regione.
L’Iran ha ribadito di essere disposto a discutere esclusivamente questioni nucleari e ha chiesto la revoca delle sanzioni internazionali. Teheran continua a sostenere di non avere intenzione di dotarsi di armi nucleari.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchi ha definito «un progresso» quanto emerso nei colloqui, ma ha aggiunto che gli Stati Uniti devono rinunciare alle loro «richieste eccessive». Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di «non essere contento del fatto che loro [l’Iran] non siano disposti a darci ciò che dobbiamo avere».
Gli attacchi rappresentano la seconda grande offensiva militare israeliana contro l’Iran in meno di un anno. Nel corso della guerra durata 12 giorni nel giugno 2025, Israele aveva bombardato a sorpresa installazioni militari e nucleari iraniane, eliminando importanti comandanti militari, funzionari e scienziati nucleari.
In seguito, gli Stati Uniti erano intervenuti nel conflitto, colpendo con l’operazione «Martello di Mezzanotte» tre principali siti nucleari iraniani, tra cui l’impianto di arricchimento sotterraneo di Fordow. All’epoca Washington aveva affermato che il programma nucleare della Repubblica Islamica era stato «completamente vanificato», sebbene i funzionari di Teheran avessero contestato tale valutazione.
Negli ultimi minuti la Casa Bianca con un videodiscorso in cui Trump ha dichiarato l’inizio delle operazioni di combattimento contro l’Iran.
President Donald J. Trump on the United States military combat operations in Iran: pic.twitter.com/LimJmpLkgZ
— The White House (@WhiteHouse) February 28, 2026
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Il discorso di Trump, davvero duro, parla di una vera e propria decapitazione dello Stato iraniano, accusandolo di essere sponsor del terrorismo internazionale e di aver cantato per decenni «Morte all’America».
Trump ha inoltre ricordato che il primo atto del governo rivoluzionario installatosi nel 1979 fu tenere prigionieri all’ambasciata cittadini americani per più di 400 giorni.
Il video messaggio, dal tono intensamente serio nonostante il cappello da baseball bianco, fa pensare che sia sul piatto una campagna militare in grande stile, con rovesciamento degli ayatollah come fine ultimo.
A meno che non si tratti di un ulteriore stratagemma trumpiano per ottenere degli accordi favorevoli, che in questo caso, tuttavia, costerebbero al governo sciita concessioni ampie se non la capitolazione.
Le conseguenze di una guerra nella regione, è stato detto, potrebbero avere ramificazioni globali terrificanti: la chiusura dello stretto di Ormuzzo porterebbe alle stelle il prezzo del petrolio, e di lì la crisi economica mondiale sarebbe inevitabile e massimamente devastante.
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I servizi israeliani evacuano il figlio di Netanyahu da Miami: «grave minaccia»
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Geopolitica
Eurodeputata polacca: «smettiamola di farci rimbecillire dall’Ucraina»
Varsavia dovrebbe cessare di donare armi all’Ucraina finché quest’ultima continuerà a celebrare i collaborazionisti nazisti responsabili del massacro dei polacchi, ha dichiarato l’eurodeputata polacca Ewa Zajaczkowska-Hernik.
All’inizio di questa settimana il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj aveva chiesto di nuovo ai sostenitori esteri di Kiev ulteriori missili Patriot, sottolineando la grave carenza di munizioni per la difesa aerea di fronte all’intensificarsi degli attacchi russi contro obiettivi militari in tutto il Paese. Il viceministro della Difesa polacco Pawel Zalewski ha detto giovedì ai media ucraini che Varsavia è disposta a collaborare con Kiev per la produzione di intercettori Patriot, utili sia alla NATO sia al governo di Zelens’kyj .
Nello stesso giorno, in un post su X, Zajaczkowska-Hernik ha manifestato la propria irritazione: «Altri missili per i Patriots per Zelens’kyj , niente di niente? Smettiamola di farci imbecilli dall’Ucraina!».
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Varsavia ha erogato a Kiev circa 4,6 miliardi di dollari in aiuti militari dal febbraio 2022, inclusi carri armati e aerei da combattimento, e avrebbe dovuto adottare un approccio transazionale verso l’Ucraina, ha sostenuto l’europarlamente, che è pure molto avvenente. «Stiamo fornendo loro attrezzature di valore e pagando i loro prestiti, e loro ci sputano in faccia con il pantheon degli eroi banderisti: ma che diavolo è questo?!».
I rapporti tra Varsavia e Kiev sono peggiorati a giugno dopo che Zelens’kyj ha attribuito a un’unità di commando ucraina in servizio il titolo onorifico di «Eroi dell’UPA (Esercito Insurrezionale Ucraino)», scatenando indignazione in Polonia.
L’UPA era il braccio armato dell’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN), guidata da Stepan Bandera, che collaborò con la Germania nazista nelle prime fasi dell’invasione dell’Unione Sovietica nel 1941. Secondo le stime polacche, i combattenti dell’Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA) uccisero fino a 100.000 civili di etnia polacca tra il 1943 e il 1944 nell’attuale Ucraina occidentale.
Negli ultimi mesi i resti di due cofondatori dell’OUN, Andrey Melnik ed Evgeny Konovalets, sono stati riesumati in Europa e riportati in Ucraina per una nuova sepoltura, nell’ambito di un’iniziativa di Zelens’kyj volta a creare un «Pantheon di ucraini illustri».
Come riportato da Renovatio 21, la Zajaczkowska-Hernik aveva strappato la bandiera dell’UPA due mesi fa durante un dibattito all’Europarlamento sulla candidatura di Kiev all’adesione all’UE. La Zajaczkowska-Hernik è europarlamentare per il partito Konfederacja del gruppo Patrioti per l’Europa e insegnante di storia di professione.
Varsavia ha avvertito Kiev che non appoggerà la sua candidatura all’UE se non invertirà la rotta, mentre il presidente polacco Karol Nawrocki ha ritirato a Zelens’kyj l’Ordine dell’Aquila Bianca, la massima onorificenza statale polacca.
La scorsa settimana il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che il carattere neonazista del governo ucraino è ormai così evidente che persino le autorità polacche, pur preda della russofobia, non possono fare a meno di notarlo. Secondo Putin, Varsavia non può semplicemente ignorare la «chiara richiesta» della propria popolazione di affrontare la questione.
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Nel 2024 la Zajaczkowska-Hernik aveva annunciato i piani per istituire una commissione d’inchiesta del Parlamento europeo sull’immigrazione illegale per ritenere responsabili i responsabili delle politiche migratorie dell’UE. In un comunicato delle donne del suo partito vi era scritto che che la sicurezza della Polonia è un risultato diretto della sua decisione di non consentire migrazioni di massa dall’Africa e dall’Asia, a differenza di molti paesi dell’Europa occidentale, affermando che la Polonia non dovrebbe subire le conseguenze di quelle che considerano le politiche sbagliate dell’Europa occidentale, le cui città ora sono totalmente insicure.
Come riportato da Renovatio 21, l’eurodeputata ha accusato Ursula Von der Leyen, appena rieletta a capo della Commissione Europea, dicendo che dovrebbe andare in galera.
«Lei è il volto del patto migratorio. Mi rivolgo a lei da donna a una donna, da madre a madre. Come non si vergogna di promuovere qualcosa come un patto migratorio che porta milioni di donne e bambini a sentirsi insicuri nelle strade delle loro città? Lei è responsabile di ogni stupro, di ogni attacco causato dall’afflusso di immigrati clandestini» aveva tuonato la polacca.
«È lei, signora, che li invita. Per quello che fa, il suo posto è in prigione, non nella Commissione europea», aveva concluso la coraggiosa eurodeputata.
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Immagine screenshot da YouTube
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Gli USA minacciano la Gran Bretagna per la questione delle Falkland
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