Militaria
L’esercito USA si ritira dalla base di al-Tanf in Siria
Le forze armate statunitensi si sono ritirate dalla base militare di Al-Tanf, situata nel sud-est della Siria, trasferendosi in territorio giordano e consegnando il controllo della struttura alle nuove autorità siriane, secondo quanto riferito mercoledì dall’Associated Press, che cita fonti informate.
Una delle fonti ha dichiarato all’agenzia che le truppe americane «si sono ritirate completamente dalla base di Al-Tanf oggi», precisando che le forze siriane sono subentrate al loro posto. Una seconda fonte ha confermato il ritiro, aggiungendo che negli ultimi quindici giorni le attrezzature erano state già spostate. Ha inoltre sottolineato che gli Stati Uniti «continueranno a coordinarsi con la base di Al-Tanf dalla Giordania».
La guarnigione di Al-Tanf, stabilita nel 2016, occupa una posizione strategica al confine tra Siria, Giordania e Iraq, lungo l’autostrada M2 che collega Baghdad a Damasco. La base ha avuto un ruolo centrale nelle operazioni della coalizione internazionale a guida statunitense contro i terroristi dello Stato Islamico (IS, già noto come ISIS) e veniva utilizzata per addestrare le forze dell’opposizione siriana.
Sebbene l’ex presidente Bashar al-Assad avesse più volte definito la presenza militare americana in Siria un’occupazione illegale, i rapporti tra Damasco e Washington si sono interrotti dopo la caduta del suo regime alla fine del 2024.
Come riportato da Renovatio 21, a novembre, il nuovo presidente siriano Ahmed al-Sharaa, già noto come il terrorista takfiro al-Jolani, ha incontrato alla Casa Bianca il presidente statunitense Donald Trump, accettando di aderire alla coalizione anti-ISIS. In tale contesto, gli Stati Uniti hanno revocato le sanzioni economiche imposte alla Siria da oltre un decennio.
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Come riportato da Renovatio 21, a gennaio, il Jolani ha inoltre tenuto colloqui con il presidente russo Vladimir Putin, concentrati sulla ricostruzione del Paese e sulla cooperazione bilaterale, inclusa la presenza delle basi militari russe in Siria.
Nel quadro di una significativa revisione della politica interna, a gennaio le nuove autorità siriane hanno raggiunto un’intesa con le Forze democratiche siriane (SDF), a guida curda e sostenute dagli Stati Uniti, per integrare il gruppo nell’esercito nazionale siriano, dopo settimane di scontri armati.
All’inizio di questa settimana, diversi media hanno riportato che gli Stati Uniti hanno avviato il trasferimento di detenuti legati all’ISIS dalla Siria verso l’Iraq, con una stima complessiva di circa 7.000 persone da spostare.
Come riportato da Renovatio 21, nel 2023 il presidente siriano Bashar al Assad, in visita a Mosca, ha rivelato che proprio nella base di siriana Al Tanf gli USA addestrerebbero terroristi.
«Abbiamo incontri diretti con gruppi terroristici vicino all’area di Al-Tanf e, naturalmente, sappiamo da questi incontri e dai detenuti da dove provenivano. Al-Tanf rappresenta un intero campo terroristico e non ha altri obiettivi. Cosa ne guadagnano gli Stati Uniti uscire dalla loro presenza in questa zona nel cuore del deserto? Senza dubbio hanno campi per terroristi che ospitano decine di migliaia con le loro famiglie», aveva detto Assad dalla capitale russa.
«Ne siamo sicuri, le prove ci sono effettivamente», aveva aggiunto Assad, dicendo di ritenere che gli Stati Uniti possano trasportare i terroristi dalla Siria all’Ucraina nel tentativo di affrontare la Russia. «Riguardo a questo, non abbiamo prove, ma ci sarebbe da aspettarselo. Gli Stati Uniti ridistribuiscono i terroristi da un luogo all’altro, oltre al fatto che i terroristi si muovono da soli».
«In Siria ci sono quei terroristi che chiamano “terroristi islamici”, quelli che si nascondono dietro la religione. Non c’è una guerra di religione in Ucraina, ma loro [i terroristi] ci sono, a giudicare dai video che circolano su internet», aveva concluso il presidente siriano.
Come riportato da Renovatio 21, tre anni fa si erano diffuse voci di violenti scontri tra l’esercito siriano e forze americane e dei curdi filoamericani. Tensioni si erano registrate anche due mesi fa, mentre a marzo le basi americane erano state attaccate da missili.
A inizio 2023 l’allora Capo di Stato Maggiore USA Mark Milley ha visitato le truppe americane che occupano parte della Siria.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Militaria
Militare USA muore cadendo da grande altezza in una dimostrazione durante una partita di football
Footage showing a soldier falling from a rope and sustaining serious injuries during a demonstration in America #UTSA #navy pic.twitter.com/7pMEcAQr6C
— SULTAN’S THE OTTOMAN.💛💙 (@Fener34King) October 18, 2026
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Cina
I cinesi svelano il progetto di un carro armato in grado di rimanere immerso per due ore
La Cina sta sviluppando un prototipo di veicolo militare che potrebbe permettere a un carro armato di restare immerso fino a due ore, offrendo potenzialmente alle sue forze armate un nuovo strumento per avvicinarsi alle coste nemiche durante le operazioni anfibie. Lo riporta il giornale di Hong Kong South China Morning Post.
Il sistema in progetto consentirebbe a un mezzo blindato di spostarsi a profondità fino a 50 metri prima di riemergere e proseguire la missione sulla terraferma. L’obiettivo è garantire alle forze militari maggiore flessibilità negli assalti costieri, riducendo al contempo la dipendenza dai tradizionali mezzi da sbarco.
Il South China Morning Post riferisce che il progetto, elaborato dai ricercatori del Primo Gruppo Meccanico della Mongolia Interna e dell’Istituto di Tecnologia di Pechino, rientra in un più ampio sforzo volto a realizzare veicoli militari in grado di adattarsi rapidamente alle diverse condizioni del campo di battaglia.
Invece di progettare mezzi distinti per ogni ambiente, i ricercatori stanno sperimentando moduli intercambiabili che potrebbero consentire a un’unica piattaforma di assolvere più funzioni. I veicoli proposti integrerebbero inoltre droni per aiutare a rimuovere gli ostacoli e potenzialmente accelerare gli sbarchi anfibi.
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Sulla terraferma la piattaforma ibrida dovrebbe avere un’autonomia di circa 600 km e raggiungere velocità superiori a70 km/h. I ricercatori mirano inoltre a un tempo di reazione di nove secondi tra l’individuazione di una minaccia e l’inizio di un attacco.
I test iniziali hanno dato risultati promettenti per i componenti modulari del veicolo, ma le capacità subacquee non sono ancora state dimostrate. I ricercatori non hanno rivelato la velocità che il mezzo potrebbe raggiungere sott’acqua né la distanza che potrebbe percorrere una volta immerso.
Il concetto si inserisce nella pianificazione tecnologica militare a lungo termine della Cina per il periodo 2030-2050, nell’ambito del quale i ricercatori studiano come i veicoli blindati potrebbero operare in diversi scenari di combattimento.
Come riportato, la Cina sta preseguendo nella ricerca di armi laser, armi robotiche, armi spaziali e armi biologiche.
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Immagine generata artificialmente
Militaria
Trump: missili forniti all’Ucraina venduti sul «libero mercato»
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