Militaria
Immagini della rapina in Puglia
Le immagini dell’assalto al portavalori in autostrade nel brindisino stanno facendo il giro del mondo.
Durante l’assalto al blindato, la banda – composta da almeno sei persone – ha bloccato la superstrada in località Tuturano, ha fatto esplodere il furgone portavalori impugnando kalashnikov, ha sottratto l’auto a una studentessa per darsi alla fuga e, nel corso dell’inseguimento, ha esploso alcuni colpi di arma da fuoco contro una gazzella dei carabinieri, senza però causare feriti.
I carabinieri del Comando Provinciale di Lecce nel frattempo hanno eseguito due fermi di indiziati in relazione all’assalto a un portavalori avvenuto questa mattina sulla superstrada che collega Lecce a Brindisi, in corrispondenza della località di Tuturano.
Dalle immagini dell’azione, si vede che i responsabili hanno bloccato la carreggiata disponendo autovetture di traverso e hanno poi fatto esplodere il furgone portavalori. Nei filmati registrati da alcuni automobilisti di passaggio si distinguono almeno sei persone con il volto coperto che agiscono coordinatamente: alcuni indossano tute bianche e imbracciano armi da fuoco.
#Italy 🇮🇹: Gunmen blew up an Armored Van belonging to BTV Company and attacked Carabinieri near #Tuturano in #Puglia.
Gunmen used Kalashnikov assault rifles with jungle-taped mags and removed buttstocks —some seem to be #Chinese 🇨🇳 Type 56 / #Albanian 🇦🇱 ASh-78 Tip-1 rifles. pic.twitter.com/NhUeAGUTJT
— War Noir (@war_noir) February 9, 2026
Aiuta Renovatio 21
Secondo le prime informazioni, la rapina non sarebbe andata a buon fine. Per darsi alla fuga, i malviventi avrebbero sottratto un’autovettura ad alcuni conducenti fermati lungo la strada. La banda, inoltre, avrebbe utilizzato veicoli dotati di lampeggianti, al fine di farli apparire come auto della polizia o di altre forze dell’ordine in servizio.
Uno dei due fermati per l’assalto al portavalori in Puglia sarebbe un 38enne ex paracadutista dell’esercito con un passato nel battaglione San Marco della Marina Militare.
Attualmente si trova in carcere in regime di fermo per l’attacco a un furgone portavalori avvenuto sulla statale 613 tra Brindisi e Lecce, la stessa arteria che nel 2024 era già stata teatro di una rapina da quattro milioni di euro. L’azione di ieri, tuttavia, non sarebbe andata a segno: il commando ha sbagliato i tempi di esecuzione e l’ex parà sarebbe stato bloccato insieme a un altro uomo 62enne al termine di un inseguimento nelle campagne del Salento.
Al termine degli accertamenti e dei riscontri, i carabinieri hanno disposto il fermo di indiziato di delitto nei loro confronti, contestando in concorso i reati di tentato omicidio, rapina pluriaggravata, porto e detenzione di armi da guerra, armi comuni e materiale esplodente, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Nelle prossime ore i due compariranno davanti al giudice per le indagini preliminari per l’udienza di convalida del fermo.
Il caso si è creato grazie al fatto che oggi con gli onnipresenti telefonini è possibile filmare al volo tutto. Rapine autostradali del genere, con chiodi e mitragliatori, le si ricordano anche negli anni passati.
Ad esempio nel caso della rapina sull’A9 (Saronno-Turate), nel 2013, i resoconti dettagliano un commando che usa camion di traverso, fuoco di mitragliatrici kalashnikove, chiodi e tagli al guardrail, bottino di 10 milioni di euro, con tecniche consolidate in quel decennio.
Il 13 dicembre 1997 vi fu un assalto sulla Salerno-Reggio Calabria: un furgone della società San Nicola, che trasportava valori, fu assaltato e rapinato a mano armata sulla autostrada A3. In casi analoghi in Calabria in quel periodo (citati talvolta con i medesimi dettagli, anche se la memoria cronologica può fondere eventi simili), venivano assaltati convogli che consegnavano le tredicesime per le zone rurali.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Nel 2014 si ebbe un altro assalto autostradale fallito a Lodi, sulla A1. Il 27 novembre , un gruppo armato ha tentato di rapinare un portavalori nel tratto lodigiano dell’Autostrada del Sole. Il modus operando prevedeva anche qui l’incendio di diversi camion per creare una barriera invalicabile e spargimento di chiodi.
Nonostante l’uso di mitragliatrici, il furgone è riuscito a speronare il blocco o a deviare la rotta, costringendo i rapinatori alla fuga a mani vuote.
Il 25 luglio 2020, un commando armato di kalashnikov e fumogeni ha agito tra Cerignola e Canosa di Puglia con una precisione chirurgica. In quel caso vennero usati escavatori per squarciare il tetto del blindato e tir messi di traverso per isolare il tratto autostradale.
La componente ex militare, necessaria alla precisione dell’organizzazione e al maneggio di armi pesanti, è secondo alcuni un’invariante. Un ramo della criminalità pugliese sembra pure essersi specializzate in questi assalti da Far Westo.
Le moderne schiume blocca-valori e i sistemi di macchiatura delle banconote rendono oggi questi colpi molto più difficili da portare a termine.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da Twitter
Militaria
L’Iran reagisce agli attacchi statunitensi contro le petroliere
Additional footage of a PATRIOT battery conducting a massive ballistic missile engagement over Jordan tonight.
Well over a dozen interceptors can be seen engaging incoming Iranian ballistic missiles. pic.twitter.com/u69lJKtFJ7 — OSINTtechnical (@Osinttechnical) September 8, 2026
Sostieni Renovatio 21
In pratica, le basi americane in Medio Oriente servirebbero da esca per attacchi – che costano le vite di soldati americani trattati come vera carne da cannone, o peggio – che giustifichino l’intervento e la spesa militare. La moglie di Joe Kent, Shannon, crittografa e linguista per la Marina USA e la CIA, è morta proprio in un attacco suicida ISIS in una base in Siria di Manbij nel 2019. Aveva con Kent due figli. Come riportato da Renovatio 21, il Kent quest’anno ha dichiarato che gli USA hanno «lavorato direttamente» con i terroristi in Siria per conto di Israele.The purpose of any system is what it does, not what it claims to do.
Currently our bases & troops in the region primary function is to provide Iran targets to shoot at. Pulling our troops out removes leverage from Iran, if they stay, Iran retains the leverage. https://t.co/rhzUhVXVa5 — Joe Kent (@joekent16jan19) September 8, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Economia
Stabilimento automobilistico della Volkswagen verrà convertito per la produzione di armi israeliane
Il colosso automobilistico tedesco Volkswagen ha raggiunto un’intesa per la cessione di uno dei suoi impianti e per la sua riconversione in un polo di produzione militare, con il produttore israeliano di armi Rafael Advanced Defense Systems destinato a diventare il primo importante partner industriale.
Una valutazione dell’accordo era sta stata annunciato mesi fa. Lunedì Volkswagen ha comunicato di aver definito con lo Stato della Bassa Sassonia e la società di investimento israeliana Aurelius Capital i termini principali per la vendita dello stabilimento di Osnabrück. In base all’accordo, Aurelius diventerebbe l’azionista di maggioranza, mentre la Bassa Sassonia acquisirebbe una partecipazione nello stabilimento.
L’impianto sarebbe quindi stato convertito progressivamente dalla produzione di automobili in quello che Volkswagen ha definito un «centro di competenza per soluzioni di sicurezza e difesa». Il primo grande progetto avrebbe previsto la collaborazione con Rafael per la produzione di sistemi e componenti di difesa aerea destinati alla Germania e ad altri clienti europei.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Rafael è l’azienda statale israeliana del settore della difesa che ha sviluppato il sistema missilistico Iron Dome. Lo stabilimento di Osnabrück dovrebbe realizzare componenti, tra cui veicoli militari, lanciatori e generatori impiegati dal sistema, sebbene i missili intercettori Tamir non vengano prodotti in loco, secondo quanto riportato dai media israeliani.
Per significativa coincidenza storica, anche il sito di Osnabrück vanta una storia di produzione militare che risale alla Germania nazista. In origine la fabbrica apparteneva alla carrozzeria Karmann, che realizzava componenti per aerei destinati allo sforzo bellico tedesco e che impiegò manodopera forzata durante la Seconda guerra mondiale.
Volkswagen ha rilevato le attività di Karmann a Osnabrück dopo il fallimento dell’azienda nel 2009 e nel 2024 ha deciso di cessare la produzione di veicoli entro l’estate del 2027. Il nuovo accordo dovrebbe garantire l’occupazione a oltre 1.200 lavoratori, mentre l’amministratore delegato del Gruppo Volkswagen, Oliver Blume, ha affermato che l’intesa aprirà un «nuovo futuro industriale» per il sito.
Nel frattempo il ministro-presidente della Bassa Sassonia, Olaf Lies, ha collegato il cambiamento al più ampio rafforzamento militare della Germania, sostenendo che si è verificato un «cambiamento fondamentale nella nostra situazione di sicurezza e nel nostro bisogno di protezione».
L’accordo avrebbe incontrato la resistenza del fondo sovrano del Qatar, uno dei maggiori azionisti di Volkswagen. La struttura finale prevede che Rafael non detenga la proprietà dello stabilimento, che verrà invece acquisito da Aurelius e dalla Bassa Sassonia.
La riconversione avviene dentro alla «situazione critica» (parole dell’assoindustria tedesca) dell’economia germanica, e nello specifico mentre la stessa Volkswagen sta affrontando una delle più vaste ristrutturazioni della sua storia.
Come riportato da Renovatio 21, negli scorsi giorno l’azienda ha confermato i piani per eliminare fino a 100.000 posti di lavoro in tutto il mondo entro il 2030, a causa della debole domanda europea, degli elevati costi energetici legati alla perdita delle forniture russe a basso costo, dei dazi statunitensi e della crescente concorrenza dei produttori cinesi come BYD, Great Wall, Xpeng, Leapmotor, etc.
Anche altre case automobilistiche europee, tra cui Mercedes-Benz, hanno mostrato un interesse crescente per il settore della difesa. Questa conversione si inserisce in un più ampio rafforzamento militare in tutta l’UE, il piano ReArm lanciato dall’ex ministro della Difesa germanico, ora presidente della Commissione UE, Ursula Von der Leyen.
Sostieni Renovatio 21
Come riportato da Renovatio 21, in settimana è emerso che un progetto della Commissione Europea per un’«Unione del risparmio e degli investimenti», discusso nel 2025 e sostenuto personalmente dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, ma non attuato all’epoca, sembra ora essere stato ripreso per rendere disponibili fondi aggiuntivi destinati a progetti di riarmo.
L’idea pare essere quella di attingere ai risparmi dei cittadini europei per un totale di circa 10.000 miliardi di euro – 3.400 miliardi dei quali nella sola Germania – inizialmente su base volontaria, per poi passare all’adesione obbligatoria.
Nell’ambito del riarmo totale europeo, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha avviato iniziative dedicate alla difesa nello spazio, qualificando l’iniziativa come «storica». Una delibera adottata dai suoi 23 Paesi membri riconosce che l’ente possiede le competenze necessarie per elaborare tecnologie spaziali «a fini di sicurezza e difesa». Di qui l’intenzione di creare un vero scudo spaziale contro la Russia.
Papa Leone XIV ha condannato l’aumento delle spese militari europee, avvertendo a maggio che il riarmo tradisce la diplomazia e alimenta le tensioni in un mondo già «devastato dalle guerre».
L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha definito la nuova UE armata come «delirante» e «guerrafondaia», nonché prodromica al Nuovo Ordine Mondiale.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Kārlis Dambrāns via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
Militaria
Gli americani colpiscono tre petroliere iraniane
Thanks to the precision and professionalism of American service members, the M/T Kylo sank in the Gulf of Oman today and joined Iran’s navy at the bottom of the sea. pic.twitter.com/OwSDMl8SSQ
— U.S. Central Command (@CENTCOM) September 6, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iran targets 3 oil tankers on an unauthorized route in the Strait of Hormuz and 3 US-affiliated vessels in response to the US attack on Iranian oil tankers.
Follow Press TV on Telegram: https://t.co/GHI09iA8ru pic.twitter.com/t3hjJ0pFEj — Press TV 🔻 (@PressTV) September 5, 2026
Iscriviti al canale Telegram ![]()
🚨 ALERT: President Trump makes a post about Iran’s “Kharg Island being blown to smithereens!!!”
But the video is AI slop. So I have no idea what to do with this information. But as of yet, I have no reason to believe Kharg is actually under fire. pic.twitter.com/bkPXx2omag — Nick Sortor (@nicksortor) August 31, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Bioetica2 settimane faKennedy lo ribadisce: sì, i vaccini sono fatti con gli aborti
-



Morte cerebrale2 settimane faMorte cerebrale: donatore o no, decidono loro quando sei morto
-



Spirito2 settimane faLeone XIV afferma che non dovremmo «chiuderci nelle nostre sicurezze religiose»
-



Pensiero1 settimana faLo Stato Moloch, l’italiano cattivo e i sanitari che ballano. La tragedia della bambina «no-vax» di Palermo
-



Salute2 settimane faI malori della 35ª settimana 2026
-



Bioetica6 giorni faMorte a Venezia. E inferno sulla Terra senza soprannaturale
-



Bioetica2 settimane faGruppo satanico pubblica video di un rituale abortivo in bagno
-



Spirito1 settimana faPapa Leone dà il benvenuto al nuovo ambasciatore pro-LGBT presso la Santa Sede













