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Bizzarria

L’enigma dell’italofonia delle bici giapponesi

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Non ricordo esattamente come e quando, ma un bel giorno mi sono accorto che qui in Giappone hanno nomi italiani.

 

Non intendo dire che siano biciclette italiane, benché si vedano qua e là delle Bianchi in giro per Tokyo: sto parlando di biciclette giapponesi a cui sono stati appioppati nomi italiani a casaccio.

 

A mano a mano la cosa è diventata un passatempo un po’ maniacale: ogni tanto sento mia moglie che sbuffa e sbotta: «ancora a guardare ste bici!?». Le da meno fastidio quando mi casca l’occhio su qualche signorina.

 

Il fatto è che nomi in questione sono nella maggior parte dei casi sono follie completamente fuori contesto: perché mai una bicicletta è finita a chiamarsi «Gelatina»?! C’è anche la «Bizarria», che è quasi la categoria (una zeta in meno) di questo articolo sui Renovatio 21, una parola desueta e bellissima apprezzata forse più dai ciclisti giapponesi che dal popolo parlante la lingua di Dante.

 

Questa abitudine a guardare le bici e fotografarle desta qualche sospetto, le biciclette sono tra le poche cose che vengono rubate con una certa frequenza qui a Tokyo.

 

Con l’aiuto di un amico, nel corso degli anni abbiamo steso un elenco non esaustivo dei velocipedi italofoni visti per le strade del Giappone. Purtroppo manca un’adeguata documentazione fotografica, le poche foto qui sotto valgano per ora come prima testimonianza.

 

Proseguirò nella raccolta di materiale e mi impegno a tenere aggiornato il pubblico di Renovatio 21 riguardo a questo inspiegabile fenomeno.

 

 

Accento

Agenda

Agilità

Alcuna

Alfiore bike

Al fonto

Al vecchio

Alito

Alla moda

Allegro

Al tetto

Amadeus prima

Ami amoretto

Amico

 

Amore

Amoroso

Anelli

Anemone

Angelicus

Angelino

Angelino Petite

Angelino Posh

Angelo

Animato

Anna

Aquila

Arietta

Aroma

Arpeggio

Ars nova

Artista

Assista

Astroia

Augusta

Avanzare

AveCuore

Avellino

Azzurrare

Barletta

Basso

Bella

Bellina

Bellino

Belluno

Bel Ragazzo

Beone

Bionda

Bizarria

Bonaparte

Broccoli

Bruno

Cadalora

Calamita argento

Calamita ciao

Calamita due

Calcite

Campione

Canale

Canoro

Cappuccino

Capriccio

Cardi

Cargo

Caro

Carolina

Carota

Carpaccio

Caterina

Cavallo

Cecilia

Celare

Celestano

Chianti

Ciーvada

Clara

Claudio

Claudio Hearts

Clichè

Coccolo

Coda

Colono

Colore

Colossi

Commando

Continente

Coroner

Corsia

Cortese

Creare

Crescente

Crescita

Crestina

Croissant

Crono

Cuculo

Culotte

De Angelis

De Petrucci

Del sole

Deserto

Desto

Diana

Dia resto

Diario

Diretta

Discus

Ecciti

Elena

Elfi

Elevato

Emilia

Erica

Espresso

Et ce’tera

Eterno

Eternotown

Fanfare

Farina

Fascino

Faville

Felice

Fermata

Fermo

Fertile

Festival

Fico

Fides

Figlia Carina

Fini

Fiona

Fiorentina

Fortina

Fortissimo

Fratello

Fresco

Frescool

Fretta

Fuerza

Gelatina

 

Gelato

Gibernau liscio

Giuliano

Gladiolo

Gran mare

Imbatto city

Innominato

La famiglia

Lapis

Las’efica

Larghetto

Latte

Leggiero

Lesto

Levolte

Lontano

Loris Colgo

Lucca

Luciole

Luculia

Luna

Macchiato

Maglietta

Maldini

Marchiano

Margarita

Mattia

Mega trans

Mercato

Merletto

Merlot

Metro

Mezzo piano

Mirano

Moglie

Montana

Montebello

Moscio sportivo

Motomatto

Mozione

Mugello

Mule

Napori

Neoclassico

Nerone

Novara

Nutria

Obbligato

Ordina

Osso

Paola

Panino

Paprika

Parlino

Partenza

Partire

 

Passione

Passo

Pasture

Patrizia

Persista

Piccolo

PiAce

Pista

Pittores

Pizzicato

Poggiali

Polacco

Portato

Porto

Posto

Possibile portato

Possible

Pratico

Precede

Pretoria

Prestezza

Presto

Progresso

Proーvocatio canere

Proーvocatio esse

Proーvocatio mamma

Proーvocatio mos

Pro melior

Pronto

Raclette

Radure

Raffinate

Ragazza

Rapito

Ravanello

Ravenna

Reale

Realta

Regalo

Rene

Retro

Revigorando

Riace

Risoluto

Romana

Rondino

Rosa

Rosario

Salute

Sambista

Scalare

Sciolto

Scorto

Sentire

Sereno

Sicurezza

Silvia

Socio

Soffitto

Sorella

Spago

Stella

Strida

Tacchino

Taranto

Tavullia

Tenerezza

Terra cotta

Testa

Timbro

Timore

Tour de

Totti

Town del Sole

Tramonto

Tremolo

Trento

Triangolo

Turbolenza

Turn to

Unisono

Vacanze

Valeriano

Varietas delectat

Veltro

Verde

Vicolo

Ville

Villetta

Virgo

Vispa

Vita

Vitrine

Vittoria

Vivace

Vive Hodie

Vivi

Volante

Zio

 

Taro Negishi

Corrispondente di Renovatio 21 da Tokyo

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Immagine di Marie-Sophie Mejan via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International


 

 

 

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Elon Musk chiede quanto costa la Gran Bretagna

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L’11 agosto 2026 Elon Musk ha pubblicato su X una risposta di appena quattro parole che ha immediatamente scatenato reazioni, meme e speculazioni: «How much is it?» («Quanto costa?»). L’oggetto della domanda non era un oggetto, ma l’intero Regno della Gran Bretagna.   Il messaggio era rivolto a un post satirico del Babylon Bee, il sito americano di fake news umoristiche (sempre meno umoristiche, vista la sudditanza alla causa israeliana), che annunciava: «Elon Musk compra il Regno Unito per instaurarvi la libertà di parola».  

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Il Babylon Bee aveva ripreso un articolo del 2024 e lo aveva rilanciato. Musk ha giocato lungo, usando esattamente la stessa formula che nel 2017 aveva impiegato quando qualcuno gli suggeriva di acquistare Twitter. All’epoca sembrava solo una battuta. Cinque anni dopo, nel 2022, il miliardario completò l’acquisto della piattaforma per circa 44 miliardi di dollari e la trasformò in X, motivando l’operazione proprio con la difesa della libertà di parola.   Il parallelismo non è sfuggito a nessuno. In poche ore il tweet ha raccolto decine di migliaia di like e migliaia di citazioni. E quantità di meme esilaranti, spesso potenziati dai video AI.      

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C’è chi ha iniziato a calcolare seriamente quanto «costerebbe» il Regno Unito. Secondo i dati più recenti dell’Office for National Statistics (ONS 2025), il patrimonio netto nazionale britannico ammonta a circa 13,3 trilioni di sterline (circa 15,57 trilioni di euro al cambio attuale). Solo il patrimonio immobiliare vale intorno ai 9,2 trilioni di sterline. Il debito pubblico si aggira sui 3 trilioni.   Numeri che, anche al picco del patrimonio di Musk (arrivato al trilione di dollari poche settimane fa, per poi però decrescere giorni dopo l’entrata in borsa di SpaceX), restano fuori scala: servirebbero almeno una dozzina di «Elon» per avvicinarsi.   Alcuni sostenitori britannici hanno comunque applaudito, vedendo nel gesto un affondo contro le politiche restrittive sulla libertà di espressione nel Regno Unito. Altri lo hanno liquidato come l’ennesima provocazione mediatica.   Come riportato da Renovatio 21, Musk è entrato in polemiche acerrime con i recenti governi britannici.   Anni fa in un post Musk aveva lanciato l’hashtag #TwoTierKeir, a indicare la politica a doppio livello implementata apertamente dall’allora premier Keir Starmer. Pochi giorni dopo, il commissario della Metropolitan Police di Londra ha minacciato di incriminare gli stranieri per «istigazione all’odio» online, indicando Elon Musk, come qualcuno che potrebbe essere perseguito.   Dinanzi alle ondate di proteste degli autoctoni contro il programma di immigrazione massiva e i suoi effetti devastanti sulla società britannica e alla brutale repressione del governo britannico, Musk ha ripetuto varie volte che «la guerra civile in Gran Bretagna è inevitabile».   Recentemente Elon ha dichiarato di appoggiare l’idea di una Norimberga per le grooming gang, le bande di stupratori pedofili pakistani. Il magnate si è altresì offerto di pagare la causa contro la polizia britannica nel caso del ragazzo inglese ucciso dall’immigrato sikh che lo accusava falsamente di avere proferito parole razziste.   In passato l’ultramiliardario tecnologico aveva domandato che Nigel Farage fosse sostituito al vertice del Reform Party, partito di opposizione che a suo dire non cavalca sufficientemente il tema della remigrazione, vista dall’ultramiliardario come «unica via» di salvezza per la crisi britannica a fronte di un’Europa che «sta morendo».   Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa la presidente del Partito Laburista, Anna Turley, ha attaccato Musk sostenendo che il miliardario stesse contribuendo ad alimentare le tensioni durante i disordini scoppiati a Belfast a seguito del brutale accoltellamento di un uomo da parte di un immigrato sudanese.

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Il vecchio del meme candidato dal popolo a prossimo presidente ungherese

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Un recente sondaggio d’opinione ha individuato l’uomo celebre per il meme «Hide the Pain Harold» come il candidato più gradito alla presidenza dell’Ungheria. Lo riporta il giornale britannico Guardian.

 

Andras Arato, un ingegnere elettrico ungherese in pensione divenuto noto online grazie al meme con l’espressione di tranquilla sofferenza, guida la classifica, ha indicato il giornale lunedì. Tra gli altri nomi rilevanti si annoverano la biochimica premio Nobel per il vaccino COVID Katalin Kariko e Erno Rubik, creatore del cubo di Rubik.

 

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Il partito Tisza del primo ministro ungherese Peter Magyar, che ad aprile ha battuto in maniera netta il partito di destra Fidesz di Viktor Orban, ha modificato la costituzione del Paese il mese scorso per allontanare l’ex presidente Tamas Sulyok dalla carica senza avviare una procedura di impeachment, nell’ambito di quello che Magyar ha definito un «cambio di regime».

 

Poco dopo la rimozione di Sulyok – generalmente ritenuto un fedele di Orban – dalla posizione, il primo ministro ha invitato politici, ONG e cittadini a proporre un successore.

 

Tuttavia, il giorno successivo alla dichiarazione, Magyar ha proposto la grande maestra di scacchi ungherese Judit Polgar, provocando una forte reazione negativa da parte dell’opinione pubblica. I critici hanno aspramente contestato la precipitazione della decisione e evidenziato un possibile conflitto di interessi legato alla sua doppia cittadinanza ungherese e israeliana.

 

Il Polgar ha declinato la candidatura, dichiarando di non potersi assumere «la responsabilità storica di unire una nazione divisa».

 

Dal momento in cui si è insediato, Magyar ha avviato una vera e propria epurazione, allontanando chiunque fosse visto come alleato di Orban, licenziando i vertici della procura, delle forze armate e dei media statali. Ha inoltre smantellato l’Ufficio per la Protezione della Sovranità, un contrappeso dell’era Orbán all’influenza di ONG straniere come le Open Society Foundations di George Soros.

 

Orban ha accusato il nuovo primo ministro di strumentalizzare la costituzione e il sistema giudiziario contro il suo partito. L’emendamento usato per destituire Sulyok era incostituzionale, poiché mirava a un singolo individuo anziché instaurare una norma di applicazione generale, ha affermato il partito.

 

L’Ungheria dispone di tempo fino al 20 agosto per eleggere un nuovo presidente, una figura in gran parte cerimoniale che tuttavia detiene il potere di sciogliere il parlamento e porre il veto sulle leggi. Chiunque occupi tale carica, però, dovrà confrontarsi con la possibilità di essere rimosso in qualsiasi momento dalla supermaggioranza parlamentare ungherese dei due terzi.

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Attacco di flatulenza da parte di uno spettatore: cinema evacuato

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Una proiezione del nuovo episodio della saga cinematografica di Spider-Man a Cartagena, in Colombia, è stata evacuata dopo che uno spettatore è stato colto da un violento attacco di flatulenza.   La fuga di gas intestinali si è verificata il 2 agosto durante la proiezione della pellicola Spider-Man: Brand New Day presso il cinema multisala Cine Colombia all’interno del centro commerciale Plaza Bocagrande, riporta il tabloide New York Post citando testate locali.   Secondo il racconto del dramma cine-meteoristico,. tutto procedeva a gonfie vele fino a metà film, quando uno spettatore flatulento ha deciso di dantescamente dar fiato alle trombe (Divina Commedia, Inferno, canto XXI, verso 139: «Ed elli avea del cul fatto trombetta»).   Il bombardamento olfattivo intrapreso dal misterioso signore scoreggione ha ben presto saturato la sala buia con un odore nauseabondo, spingendo il pubblico ad abbandonarele proprie poltroncine nel disgusto organolettico.   Secondo quanto riportato, le centinaia di appassionati dei film supereroistici stati evacuati nel corridoio. Immagini circolanti mostrano i fan marvelisti, visibilmente sconvolti, che si aggirano nel corridoio insieme a una persona esprimente un cospaly pure convincente dell’Uomo Ragno. La maschera tuttavia potrebbe non averlo protetto dai superpoteri gasieri del villain della situazione.  

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Sebbene la proiezione non fosse stata ufficialmente annullata, moltissimi spettatori hanno deciso di andarsene prima dei titoli di coda a causa dell’odore rivoltante.   Al momento, il colpevole non è stato identificato, sebbene alcune fonti affermino che abbia fatto esplodere una bomba puzzolente per scherzo o che non sia riuscito ad arrivare in bagno in tempo. Vi sarebbe stato subito un tentativo di capro espiatorio: molti spettatori hanno criticato aspramente uno spettatore per aver tagliato il formaggio durante la proiezione.   Gli scienziati hanno scoperto, grazie a una nuova «biancheria intima intelligente», che emettiamo il doppio di flatulenze di quanto si pensasse in precedenza.   «Non c’è più rispetto, ma non credo che qualcuno sia così spregevole da far evacuare un intero auditorium», ha detto uno spettatore scornato. Un altro si è chiesto: «per rovinare un intero cinema in quel modo, solo Dio sa cosa abbia mangiato quella persona».   Altri hanno definito l’anonimo flatulente il vero «cattivo» del film. Non devono lamentarsi: nel 2012, durante una proiezione del film Il cavaliere oscuro – Il ritorno, il ventiquattrenne James Holmes, vestito dal cattivo della storia Joker, aprì il fuoco massacrando 12 persone e ne ha ferite altre 70.   Anche lì ci sarebbe da chiedersi cosa avesse ingerito il perpetratore. Vi sono voluti mesi di reticenze da parte di forze dell’ordine e giornali prima di scoprire che l’Holmes, dottorando in neuroscienze, aveva nel suo appartamento clonazepam e pastiglie generiche di sertralina, il medicinale commercializzato con il nome di Zoloft.   A questo punto, comprenda il lettore, meglio il cibo pesante e i peti che lo psicofarmaco e la strage.  

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