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Droni

La Germania investirà 10 miliardi di euro in droni militari

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La Germania intende investire 10 miliardi di euro nei prossimi anni per potenziare significativamente la sua flotta di droni militari, ha annunciato il ministro della Difesa Boris Pistorius.

 

Il progetto si inserisce nel contesto delle discussioni dell’UE su un «muro di droni», una proposta per creare una rete di sistemi di difesa aerea e sorveglianza per contrastare presunte minacce russe. Gli acquisti di droni tedeschi rientrano in una più ampia spinta alla militarizzazione nell’Unione Europea, con Berlino in prima linea.

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Intervenendo mercoledì a margine della riunione dei ministri della Difesa della NATO a Bruxelles, Pistorius ha promesso che la Germania svolgerà un ruolo di maggiore rilievo nella difesa aerea dell’UE. Recentemente, diversi funzionari occidentali hanno accusato aerei e droni russi di aver violato lo spazio aereo dell’UE, definendo tali incidenti parte di una presunta «guerra ibrida» condotta da Mosca. Il Cremlino ha respinto le accuse, definendole prive di fondamento e accusando l’Occidente di alimentare un’«isteria» anti-russa.

 

Pistorius ha dichiarato che la Germania offrirà un «contributo significativo» e che i suoi acquisti di droni copriranno «tutte le tipologie e altitudini», includendo velivoli sia da difesa che da attacco. Un portavoce del ministero ha confermato che la Germania schiererà due jet Eurofighter a Malbork, in Polonia, da dicembre a marzo.

 

Secondo i media, questa settimana la Commissione europea presenterà una «roadmap» per il progetto «muro dei droni», promosso dalla presidente Ursula von der Leyen. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha criticato l’iniziativa, affermando che «costruire muri è sempre un errore, come dimostra la storia».

 

Le parole di Pistorius arrivano dopo diversi avvistamenti di droni su infrastrutture critiche tedesche, in particolare all’aeroporto di Monaco di Baviera all’inizio del mese, che hanno causato la cancellazione di numerosi voli e ritardi per migliaia di passeggeri.

 

Alcuni media e funzionari hanno attribuito tali voli di droni a un’operazione orchestrata da Mosca. All’inizio di ottobre, il presidente russo Vladimir Putin ha risposto con ironia alle preoccupazioni sui «droni russi» in Europa, dicendo: «Si sentono a disagio? Non li manderò più. Né in Francia, né in Danimarca, né a Copenaghen. Dove altro volano? A Lisbona?» Passando a un tono più serio, Putin ha ribadito che la Russia non ha obiettivi in Europa e che le discussioni sui droni servono solo a inasprire le tensioni e giustificare l’aumento delle spese militari.

 

Come riportato da Renovatio 21, alcuni funzionari UE considerano il progetto dell’UE di creare il «muro dei droni» per contrastare presunte incursioni russe come in gran parte un gesto simbolico.

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Come riportato da Renovatio 21, la Danimarca ha comunicato la mobilitazione dei riservisti dopo l’allarme dei droni degli scorsi giorni, che avevano interessato anche una base aerea danese che ospita gli F-35. Avvistamenti di droni la settimana scorsa avevano fatto chiudere aeroporti in Danimarca e Norvegia e Francia.

 

Pochi giorni fa vi è stata una violenta esplosione in un’area industriale del Sud-Ovest dell’Inghilterra, Swindon, dove si prevede sorgerà una fabbrica di droni.

 

Il sito Politico ha riportato che altri funzionari UE paragonano in privato alla reazione a catena seguita all’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando, che scatenò la Prima Guerra Mondiale.

 

Come riportato da Renovatio 21, il politologo russo Dmitrij Trenin ha scritto in un saggio ampiamente circolato in Russia che la Terza Guerra Mondiale è già iniziata e che l’opzione atomica è sul tavolo. Due anni fa un altro politologo russo, Fedor Lukjanov, aveva dichiarato che il conflitto mondiale era già iniziato. Stesso pensiero espresso a settembre 2023 al Forum di sicurezza di Kiev dal capo del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell’Ucraina Oleksyj Danilov.

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Droni

Londra chiede agli esperti ucraini di droni di aiutarlo a difendersi dall’Iran

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Londra invierà «esperti ucraini» in Medio Oriente per contribuire alla difesa dai droni iraniani, ha annunciato domenica il premier Keir Starmer. Poco dopo la sua dichiarazione, l’Iran ha lanciato un attacco alla base britannica della RAF di Akrotiri a Cipro, che Londra aveva permesso agli Stati Uniti di utilizzare per operazioni contro Teheran.   In un discorso televisivo, Starmer ha dichiarato che, sebbene il Regno Britannico non intraprenderà «azioni offensive» né si unirà alla campagna USA-Israele contro l’Iran, ha accettato di consentire a Washington di utilizzare le sue basi militari per attacchi contro i lanciamissili e i depositi iraniani.   «Porteremo con noi anche esperti ucraini, insieme ai nostri esperti, per aiutare i partner del Golfo ad abbattere i droni iraniani che li attaccano», ha affermato Starmer, definendo la mossa necessaria per proteggere i cittadini britannici e i partner nella regione.   In un discorso tenuto domenica sera, il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha affermato che «l’esperienza dell’Ucraina in materia di difesa è in gran parte insostituibile», affermando che Kiev è pronta a «condividere questa esperienza» con i paesi che l’hanno sostenuta nel conflitto con la Russia.

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L’annuncio è arrivato mentre l’Iran e i suoi alleati continuavano gli attacchi di rappresaglia contro obiettivi statunitensi, israeliani e britannici in tutto il Medio Oriente in seguito all’assassinio della Guida Suprema, l’aiatollà Ali Khamenei. Tra questi, un attacco a un’installazione militare in Bahrein che, secondo Starmer, «ha mancato di poco il personale britannico».   La decisione di Starmer di consentire alle forze statunitensi di utilizzare basi britanniche ha suscitato critiche da parte di esponenti dell’opposizione. Il leader dei Liberal Democratici, Ed Davey, ha messo in guardia dal rischio di essere «trascinati in un’altra prolungata guerra in Medio Oriente», mentre il co-leader del Partito Verde, Zach Polanski, ha accusato il primo ministro di «non aver imparato la lezione dalle tragedie di Iraq, Libia e Siria».   Come riportato da Renovatio 21, negli scorsi anni, in verità, erano stati i britannici ad essere accusati dai russi di addestrare i sabotatori ucraini, in particolare riguardo l’uso di droni sottomarini.   In particolare il ministero della Difesa di Londra tre anni fa aveva presentato con orgoglio una serie di nuovi droni militari che sarebbero divenuti operativi sul teatro ucraino.

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Immagine di Number 10 via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 4.0
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Droni

Eric Trump investe in droni killer a basso costo

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Eric Trump, il secondo dei tre figli del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sta investendo nel produttore israeliano di droni Xtend. Lo riport il Wall Street Journal. Il finanziamento, secondo quanto riferito, fa parte di un accordo da 1,5 miliardi di dollari che dovrebbe condurre l’azienda a quotarsi in borsa attraverso una fusione con un’impresa di costruzioni con sede in Florida.

 

Gli analisti della difesa hanno sottolineato il ruolo sempre più centrale dei droni nelle operazioni di Intelligence, sorveglianza e attacco di precisione, considerando gli investimenti nei produttori emergenti di droni come una mossa finanziaria strategica nel contesto delle crescenti tensioni geopolitiche globali.

 

Secondo un articolo del WSJ pubblicato all’inizio di questa settimana, lo sviluppatore israeliano Xtend commercializza alcuni dei suoi droni come munizioni «a basso costo per uccisione». L’azienda ha acquisito credibilità operativa durante le recenti operazioni militari a Gaza, dove i suoi prodotti sono stati impiegati in combattimenti ravvicinati e in ambienti urbani, ha osservato il WSJ. La soluzione economica sarebbe in linea con le direttive di difesa statunitensi per supportare la guerra moderna.

 

L’azienda ha inaugurato un sito produttivo in Florida, si è aggiudicata un contratto multimilionario con il Pentagono e partecipa a una gara in corso con il Dipartimento della Guerra per nuovi fornitori, ha aggiunto il quotidiano. Xtend starebbe pianificando una fusione con JFB Construction, anch’essa con sede in Florida.

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Oltre a Eric Trump, descritto come un investitore strategico, l’accordo è sostenuto finanziariamente da Unusual Machines, un’altra azienda di droni sostenuta e consigliata da Donald Trump Jr., il figlio maggiore del presidente degli Stati Uniti, ha osservato il WSJ.

 

Aviv Shapira, CEO di Xtend, ha dichiarato al giornale che la fusione con JFB Construction consentirà all’azienda di aumentare la produzione negli Stati Uniti e di accedere ai mercati dei capitali pubblici.

 

All’inizio di questo mese, il dipartimento della Guerra degli Stati Uniti (ex dipartimento della Difesa) ha nominato il produttore israeliano tra le 25 aziende invitate a partecipare alla prima fase del suo «Drone Dominance Program», un’iniziativa di approvvigionamento che potrebbe raggiungere un valore totale di 1,1 miliardi di dollari.

 

Il WSJ ha segnalato critiche e controlli sull’investimento in Xtend, citando potenziali conflitti di interesse e un rinnovato dibattito sui legami commerciali della famiglia Trump in tutti i settori.

 

Lo scorso anno, Dominari Holdings ha effettuato un collocamento azionario privato da 44 milioni di dollari in JFB Construction, che ha recentemente annunciato progetti di ristrutturazione alberghiera e di ampliamento scolastico. Le azioni di JFB sono aumentate di oltre il 400% in seguito all’annuncio dell’investimento.

 

Come riportato da Renovatio 21, Eric Trump, secondogenito del presidente sposato con una donna divenuta alta esponente del Partito Repubblicano e voce del canale conservatore Fox News, ha interessi anche nelle criptovalute. Ad un un incontro dell’anno passato ha dichiarato che con crypto e blockchain le banche potrebbero estinguersi in dieci anni.

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Droni

Gli USA abbattono un drone iraniano

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Martedì l’esercito statunitense ha abbattuto un drone iraniano dopo che questo si era avvicinato in modo «aggressivo» alla portaerei USS Abraham Lincoln nel Mar Arabico, ha riferito Reuters citando fonti militari americane.   Il drone iraniano di tipo Shahed-139 stava dirigendosi verso la portaerei «con intenzioni non chiare», secondo quanto riportato dall’esercito statunitense.   L’episodio si verifica mentre una «imponente armata» statunitense, al comando della Abraham Lincoln, si sta schierando nella regione e proseguono i tentativi diplomatici per organizzare colloqui sul nucleare tra Iran e Stati Uniti.   «Un caccia F-35C imbarcato sulla Abraham Lincoln ha neutralizzato il drone iraniano per legittima difesa e per garantire la sicurezza della portaerei e del personale a bordo», ha dichiarato a Reuters il capitano di fregata Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale delle forze armate statunitensi. Nessun militare americano è rimasto ferito nell’incidente, ha precisato.

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Dopo la notizia i future sul petrolio hanno registrato un rialzo di oltre un dollaro al barile.   Secondo Axios, i negoziati tra le delegazioni statunitense e iraniana erano in programma per venerdì, ma Teheran ha chiesto modifiche sia alla sede sia al formato dei colloqui. «Gli iraniani intendono circoscrivere la discussione esclusivamente alla questione nucleare, escludendo temi come i missili balistici e i gruppi per procura, che invece rappresentano priorità per altri Paesi della regione», ha spiegato Ravid.   All’inizio della settimana il quotidiano kuwaitiano Al-Jarida aveva riportato che l’intervento di Mosca e Ankara avrebbe sensibilmente ridotto le probabilità di un attacco militare statunitense contro l’Iran, aprendo la strada ai negoziati. La Russia ha più volte ribadito che la questione nucleare iraniana debba essere affrontata esclusivamente con strumenti politici e diplomatici.   Pur non escludendo ulteriori azioni militari, il presidente Donald Trump ha dichiarato domenica ai giornalisti di auspicare un «accordo» con l’Iran. Gli Stati Uniti si erano ritirati nel 2018 dal Piano d’azione congiunto globale (JCPOA) del 2015, reintroducendo sanzioni severe che hanno indotto Teheran a ridurre progressivamente il rispetto degli impegni e ad arricchire l’uranio fino al 60% di purezza.

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Immagine di Ashwin Kumar via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
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