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l miliardario Larry Ellison diventerà il magnate dei media più potente di sempre

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Il miliardario Larry Ellison, 81 anni, è destinato a diventare il magnate dei media più potente nella storia degli Stati Uniti. Lo riporta dal New York Times. In un articolo di opinione pubblicato giovedì, il quotidiano ha lamentato il fatto che uno degli uomini più ricchi del mondo, nonché sostenitore del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, si stia preparando a prendere il controllo dei principali media americani.

 

Il miliardario Larry Ellison, 81 anni, è destinato a diventare il magnate dei media più potente nella storia degli Stati Uniti, secondo quanto affermato dal New York Times.

 

In un articolo di opinione pubblicato giovedì, il quotidiano ha lamentato che uno degli uomini più ricchi del mondo, nonché sostenitore del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, si stia preparando a prendere il controllo dei principali media americani.

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Il fondatore di Oracle detiene già una quota importante di CBS e Paramount attraverso la Skydance Media del figlio David Ellison, che il mese scorso ha concluso una fusione da 8,4 miliardi di dollari con Paramount, creando la Paramount Skydance Corporation.

 

A poche settimane dalla fusione, Paramount Skydance ha firmato un contratto settennale da 7,7 miliardi di dollari per la trasmissione in streaming degli eventi dell’Ultimate Fighting Championship. L’amministratore delegato dell’UFC, Dana White, sostenitore di lunga data di Trump, è intervenuto alla Convention Nazionale Repubblicana del 2024.

 

«L’effetto della mossa del signor Ellison potrebbe essere altrettanto significativo, se non di più, di quanto accaduto una generazione fa, quando Rupert Murdoch… creò quella che è diventata Fox News, intensificando la nostra polarizzazione politica», ha scritto il NYT.

 

Secondo quanto riportato, l’atteso ingresso di Ellison a Hollywood e nei grandi media potrebbe avere un impatto maggiore rispetto alle incursioni di altri magnati della tecnologia.

 

I piani includono anche l’adesione a un consorzio con Oracle e Andreessen Horowitz per acquisire una quota importante di TikTok, nell’ambito di un accordo sostenuto da Trump. Gli Ellison starebbero inoltre preparando un’offerta interamente in contanti, fino a 80 miliardi di dollari, per Warner Bros. Discovery, proprietaria degli studi CNN, HBO e Warner Bros.

 

Ellison potrebbe presto controllare «una potente piattaforma di social media, un iconico studio cinematografico di Hollywood e uno dei più grandi servizi di streaming di contenuti», nonché due dei principali organi di informazione del Paese, dando a Trump «un alleato mediatico straordinariamente potente», ha affermato il NYT.

 

Il magnate ha iniziato la sua carriere scrivendo il codice per un programma informatico per la CIA chiamato Oracle. Ellison, noto per la sua figura sfrontata, in passato è stato in diatriba con Google, in particolare col cofondatore Larry Page, ed è stato tra i finanziatori (come visibile in una scena al limite del demenziale della serie The Dropout) di Theranos, startup fondata da una giovanissima ragazza che prometteva di poter ridurre le analisi del sangue (comprese soprattutto quelle per il cancro) ad una sola goccia di sangue. Con Ellison entrarono nella frode di Theranos tanti investitori della Silicon Valley e famiglie preminenti come i Murdoch nonché ex segretari di Stato come Kissinger e Shultz.

 

Il miliardario è di origine ebraica, ma ha rifiutato da adolescente la cerimonia del bar mitzah. Al contempo è tuttavia un grande sostenitore di Israele e del suo esercito

 

Nel gennaio 2025, Ellison si unì a Sam Altman di OpenAI e Masayoshi Son di Softbank alla Casa Bianca per annunciare il Progetto Stargate, una joint venture prevede di investire fino a 500 miliardi di dollari in infrastrutture di Intelligenza Artificiale negli Stati Uniti entro il 2029.

 

Come riportato da Renovatio 21, nell’occasione Ellison parlò di vaccini mRNA creati con l’AI per sconfiggere il cancro. In pandemia era emerso la volontà di Oracle di aver accesso ai dati medici della popolazione. Quattro anni fa Ellison era stato alla ribalta per come Oracle avesse ottenuto i dati vaccinali della sierizzazione COVID, in quella che il gruppo di RFK Children’s Health Defense ha definito una «fusione tra Big Tech e Big Pharma».

 

Nel giugno 2024 Robert F.Kennedy jr. aveva vergato un articolo, tradotto e pubblicato da Renovatio 21, che citava Ellison tra le cinque persone più ricche d’America che avevano guadagnato 75 miliardi di dollari beneficiando del lockdown. «Uno di questi giganti tecnologici, un uomo con stretti legami con l’Agenzia di Intelligence Centrale americana (CIA), ha fatto il colpo del secolo: ha ottenuto il controllo e la gestione di tutti i dati personali, medici e finanziari che consentiranno all’industria e al governo di tenerci sottomessi mentre avviano il Nuovo Ordine Mondiale» scriveva di Ellison CHD nel gennaio 2021

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Secondo quanto riportato nel 2019, Larry Ellison ha contribuito a finanziare un progetto di scavi archeologici a Gerusalemme Est che ha ricevuto critiche da parte dei palestinesi, degli attivisti pacifisti israeliani e di alcuni archeologi. N

 

Nel 2019 è stata intentata una causa da 1 miliardo di dollari contro diversi sostenitori di Israele, tra cui Ellison. La causa accusava Ellison e altri di aver cospirato per la pulizia etnica dei palestinesi nei territori occupati da Israele, di aver commesso crimini di guerra e di aver finanziato il genocidio. Il caso è stato archiviato nel febbraio 2024.

 

Ellison avrebbe fatto pressioni sul magnate israeliano Arnon Milchan – produttore di tanti film (tra cui JFK, dove l’unica pista non battuta è quella dell’intervento di Israele nella tragedia di Kennedy) e spia atomica dello Stato Ebraico – affinché abbandonasse il suo avvocato in modo che Benjamin Netanyahu potesse assumerlo per uno dei suoi casi di corruzione.

 

Nel 2021 è stato anche rivelato che Ellison aveva offerto a Netanyahu un posto presso Oracle. È stato riportato che nel 2017 il miliardario ha donato all’IDF solo in quell’occasione 16,6 milioni di dollari.

 

Il magnate possiede un networth si attesta attorno ai 200 miliardi di dollari, facendo di lui la seconda persona al mondo più ricca dopo Elone Musk, che ha brevemente spodestato come più abbiente globale lo scorso 10 settembre. Possiede il 98% dell’Isola di Lana’i, la sesta più grande isola della Hawaii.

 

Ellison è figlio di una ragazza ebraica di Nuova York e di un pilota militare italiano, ma il bambino fu dato in adozione agli zii, che lo verebbero in un quartiere borghese ebraico di Chicago senza spiegargli per anni la verità. La sua storia famigliare travagliata non sembra aver provocato in lui particolari avversioni all’aborto: nel 2022, scrive Bloomberg, Oracle ha «silenziosamente» aggiunto un rimborso per viaggi di aborto sino a 10.000 dollari come benefit aziendale.

 

I figli David e Megan hanno intrapreso la carriera di produttori hollywoodiani con le case di produzione Skydance (Mission Impossibile, Star Trek, World War Z, Top Gun: Maverick) e Annapurna (The Master, Zero Dark Thirty, Her, American Hustle, Phantom Thread).

 

In particolare va ascritta alla casa di produzione dell’Ellison junior l’ulteriore rovina della serie Terminator, con il tremendo, inguardabile, impronunziabile Terminator Genisys. Come riconosciuto dal tribunale, l’originale Terminator fu ispirato a un episodio del telefilm Outer Limits scritto dall’autore di fantascienza Harlan Ellison (1934-2018, che epperò è solo omonimo.

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Immagine di Oracle PR via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0

 

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Epstein aveva proposto a JPMorgan un piano per ottenere «più soldi per i vaccini» da Bill Gates

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   Secondo gli ultimi «Epstein Files», negli anni precedenti la pandemia di COVID-19, Bill Gates e figure chiave della Gates Foundation hanno interagito regolarmente con Jeffrey Epstein, discutendo su come finanziare e sviluppare una rete globale di preparazione alla pandemia e di vaccinazione.   Negli anni precedenti la pandemia di COVID-19, Bill Gates e personalità chiave della Gates Foundation hanno interagito regolarmente con Jeffrey Epstein, discutendo su come finanziare e sviluppare una rete globale di preparazione alla pandemia e di vaccinazione.   Le comunicazioni tra Gates ed Epstein sono state incluse nei «File Epstein» pubblicati il ​​30 gennaio dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ). La pubblicazione è stata sollecitata dall’approvazione, lo scorso anno, dell’Epstein Files Transparency Act, una legge bipartisan.   Sayer Ji ha dichiarato al Defender che i documenti dimostrano che Epstein «funzionava come un centralino» che collegava «hedge fund, banche centrali, miliardari, istituzioni accademiche e iniziative sanitarie globali».   Ji ha pubblicato la sua analisi delle informazioni mediche e sanitarie contenute nei file in una serie di articoli e post di Substack su X.  

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  Seamus Bruner, direttore della ricerca presso il Government Accountability Institute, ha affermato che i file hanno rivelato il funzionamento di una rete di «Controligarchi sotto steroidi, ma con nuove scioccanti ricevute».   Bruner ha affermato che i documenti dimostrano che Epstein ha contribuito a sviluppare «l’architettura per il profitto pandemico» anni prima della pandemia di COVID-19.   La maggior parte dei documenti risale al 2010, dopo la condanna di Epstein nel 2008 per adescamento di minori e la sua inclusione nel registro dei condannati per reati sessuali.   Ji ha osservato che mesi prima dell’inizio della pandemia di COVID-19, molti degli stessi attori che compaiono nei file di Epstein avevano partecipato all’Event 201, una simulazione di una pandemia globale causata da un coronavirus.   L’ infrastruttura di preparazione alla pandemia creata negli anni precedenti la pandemia ha contribuito a portare a questa simulazione, ha scritto Ji.   Secondo quanto riportato da The Hill, lunedì i membri del Congresso degli Stati Uniti hanno iniziato a esaminare le versioni non censurate dei documenti.   Il deputato repubblicano del Kentucky Thomas Massie, che ha co-sponsorizzato l’Epstein Files Transparency Act insieme al deputato democratico della California Ro Khanna, ha dichiarato a The Defender che la pubblicazione dei documenti riguarda la giustizia, non la politica.   «Il deputato Ro Khanna e io abbiamo cercato di evitare che i dossier Epstein assumessero un significato politico. I Democratici vogliono che sia incentrato su Trump, e i Repubblicani vogliono che sia incentrato sui Clinton. Noi vogliamo che sia incentrato sui sopravvissuti e che venga loro garantita giustizia e trasparenza», ha detto Massie.

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Gates, Epstein e «l’architettura dietro le pandemie come modello di business»

La serie di post di Ji su Substack ha rivelato quella che ha descritto come «un’architettura ventennale dietro le pandemie come modello di business, con Bill Gates al centro della rete», insieme a istituzioni finanziarie multinazionali come JPMorgan Chase.   I documenti, risalenti al periodo compreso tra il 2011 e il 2019, illustrano un’«architettura le cui fondamenta risalgono a oltre un decennio prima dell’era del COVID-19», ha scritto Ji. Ha affermato che costituiscono la prova di «una grande banca di Wall Street che chiede a un condannato per reati sessuali di definire l’architettura di un fondo di beneficenza collegato a Gates».   I documenti includevano diverse email che delineavano lo sviluppo di un fondo di beneficenza guidato da Gates. Un’email del 17 febbraio 2011 inviata da Juliet Pullis di JPMorgan Chase a Epstein includeva domande da parte del «team che sta elaborando alcune idee per Gates».   La risposta di Epstein delineava come questo fondo avrebbe potuto essere strutturato. La proposta sarebbe stata ulteriormente sviluppata nei mesi successivi.   In un’e-mail del 26 luglio 2011, Epstein ha inviato a Jes Staley, dirigente della JPMorgan Chase, una copia della quale era stato messo in copia Boris Nikolic, consulente capo di Gates per la scienza e la tecnologia, una «proposta basata su compartimenti stagni che farà ottenere a Bill [Gates] più soldi per i vaccini».   Entro il 17 agosto 2011, Staley e Mary Erdoes, allora CEO di JPMorgan Asset and Wealth Management, stavano discutendo più dettagli sul fondo proposto, tra cui lo sviluppo di «una divisione offshore, in particolare per i vaccini» e la previsione di «miliardi di dollari» in donazioni entro due anni.   In una risposta più tardi quel giorno, Epstein ha affermato che Gates era «terribilmente frustrato» per la lentezza con cui è stato istituito il fondo. Ha aggiunto che Gates insisteva affinché «fondi aggiuntivi per i vaccini» fossero inclusi in una prossima presentazione sul fondo.  

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Entro il 31 agosto 2011, JPMorgan Chase aveva apparentemente sviluppato una proposta chiamata «Progetto Molecola», in base alla quale la banca avrebbe collaborato con la Fondazione Gates per sviluppare un fondo di beneficenza perpetuo per la preparazione e la sorveglianza delle pandemie, la promozione dei vaccini e l’eradicazione delle malattie.   Secondo Ji, la proposta contiene molte delle idee che Epstein aveva precedentemente discusso con i dirigenti di JPMorgan Chase. Conteneva anche piani per spendere milioni di dollari per acquistare vaccini orali contro la poliomielite per Afghanistan e Pakistan, un vaccino contro il rotavirus per l’America Latina e un vaccino contro la meningite per l’Africa.   La proposta prevedeva che Melinda Gates presiedesse il comitato strategico per i programmi, le sovvenzioni e la distribuzione del fondo e che partecipassero anche Erdoes, Warren Buffett, la regina Rania di Giordania e Seth Berkley, CEO di Gavi, la Vaccine Alliance. La Fondazione Gates ha finanziato il lancio di GAVCI nel 1999 e ricopre un posto permanente nel suo consiglio di amministrazione.   Ji ha scritto che, sebbene il nome di Epstein non compaia nella proposta del Progetto Molecule, esso funge da «traduzione istituzionale dell’architettura che stava abbozzando informalmente».   Nel 2013, questi sforzi sembrano aver portato al lancio del Global Health Investment Fund. Un briefing riservato del 23 settembre 2013 descriveva il fondo come «il primo fondo di investimento focalizzato sullo sviluppo di farmaci e vaccini per la salute globale». Il fondo prometteva agli investitori rendimenti annui del 5-7%.   Tra i partecipanti al lancio del fondo nel settembre 2013 c’erano il CEO di JPMorgan Chase Jamie Dimon e i rappresentanti di Pfizer, Merck e GlaxoSmithKline (ora GSK).

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Gates potrebbe «lavorare con chiunque sulla terra», ma «ha scelto un molestatore sessuale registrato»

Secondo Ji, il coinvolgimento di Nikolic è significativo. Nell’agosto 2013, Gates ed Epstein firmarono un accordo in cui Gates «richiedeva espressamente» che Epstein «facesse personalmente da rappresentante» di Nikolic. La lettera sottolineava l’«esistente rapporto collegiale» tra Epstein e Gates.   «Questo accordo è stato stipulato cinque anni dopo la condanna di Epstein per aver indotto una minorenne alla prostituzione», ha scritto Ji. «Gates aveva le risorse per lavorare con chiunque sulla faccia della terra. Ha scelto un molestatore sessuale registrato e l’ha messo per iscritto».   I documenti hanno dimostrato che un mese prima, il 18 luglio 2013, Epstein aveva scritto una bozza di email apparentemente destinata a Gates. Faceva riferimento all’amicizia di Epstein con Gates, alla sua delusione per il fatto che Gates gli avesse inviato un’email «ostile e dai toni forti» e a sordide comunicazioni che i due apparentemente avevano condiviso in precedenza.   «Per aggiungere la beffa al danno, mi implori di cancellare le email riguardanti le tue malattie sessualmente trasmissibili, la tua richiesta di fornirti antibiotici che potresti dare di nascosto a Melinda e la descrizione del tuo pene», ha scritto Epstein.   In un video pubblicato su X, Michael Kane, direttore del dipartimento di advocacy di Children’s Health Defense, ha affermato che, sebbene non si sappia se Epstein abbia mai inviato quell’e-mail a Gates, «il mese successivo hanno un contratto insieme».   «Penso che Bill Gates abbia recepito il messaggio», ha affermato Kane.   Nel novembre 2023, un giudice federale ha approvato un accordo da 290 milioni di dollari tra JPMorgan Chase e oltre 100 donne che hanno accusato Epstein di abusi sessuali. Le donne hanno affermato che JPMorgan Chase ha continuato a fare affari con Epstein nonostante gli avvertimenti interni ricevuti nel corso di diversi anni.   «JPMorgan ha finanziato Epstein per anni, nonostante chiari segnali d’allarme: oltre 1 miliardo di dollari in transazioni sospette segnalate internamente e ignorate. Lo sapevano. Non gli importava», ha scritto The Truth About Cancer.

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Epstein ha avuto un ruolo nell’istituzione dello «stato di biosicurezza»?

Secondo Ji, i documenti forniscono una tabella di marcia su come è stata sviluppata un’infrastruttura di preparazione alla pandemia e su come ha contribuito a rendere possibile l’Evento 201.   «Quando si è riunito l’Evento 201, l’architettura… non era più concettuale. Era stata finanziata, strutturata, garantita, assicurata, dotata di personale e legalmente documentata. Ciò che rimaneva era la prova generale», ha scritto Ji.   Documenti del settembre 2014 mostrano che Gates rivelò a Epstein il suo imminente incontro con il presidente Obama, proprio mentre un consigliere dell’allora primo ministro israeliano Ehud Barak inviava a Epstein un invito a un ricevimento privato e non ufficiale con Obama il mese successivo.   Ji ha affermato che le comunicazioni sono avvenute durante «la settimana in cui l’Ebola è stato formalmente riclassificato come una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale». Ha aggiunto che la tempistica è significativa, poiché questa «è stata la settimana in cui è nato lo stato di biosicurezza».   Secondo Ji, questi sviluppi hanno contribuito ad attivare l’infrastruttura delineata nel Progetto Molecule, in cui Epstein ha svolto il ruolo di nodo per le proposte di progetti relativi all’Ebola.   Tra queste, Epstein ricevette la proposta di un diplomatico delle Nazioni Unite (ONU) per lo sviluppo di un «Centro Nexus per la pace e la salute» che avrebbe tenuto «in considerazione il grave impatto dell’Ebola» e una proposta da parte di un gruppo di scienziati per un sistema di rilevamento presintomatico dell’Ebola mediante test PCR.   Gli scienziati dietro la proposta, affiliati a un laboratorio biologico militare statunitense di Fort Detrick, ai Centers for Disease Control and Prevention e ai National Institutes of Health, hanno chiesto a Epstein di inviare la proposta a Gates e alla Gates Foundation.   Nell’ottobre 2014, Epstein avvertì Kathy Ruemmler, allora consigliere di Obama alla Casa Bianca, del costo politico che Obama avrebbe dovuto affrontare se non avesse preso provvedimenti contro l’Ebola. Nel 2015, Epstein agì da intermediario negli sforzi per convocare esperti globali che avrebbero «discusso su come affrontare e prevenire le pandemie nel modo più efficace».     La proposta, avanzata da Terje Rød-Larsen dell’International Peace Institute, portò alla convocazione di un incontro a porte chiuse nel maggio 2015 a Ginevra, in Svizzera, dal titolo «Prepararsi alle pandemie: lezioni apprese per risposte più efficaci». All’incontro erano coinvolte l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), la Banca mondiale e le Nazioni Unite.   L’ordine del giorno della riunione includeva sessioni su «come si dovrebbero prevedere le pandemie, come si dovrebbe esercitare l’autorità, come si dovrebbero coordinare le diverse parti interessate e, soprattutto, quali meccanismi legali, istituzionali e finanziari devono essere messi in atto in anticipo per consentire una risposta rapida e centralizzata», ha scritto Ji.   Secondo Ji, la risposta alla pandemia di COVID-19 affonda le sue radici nella risposta all’Ebola del 2014, poiché l’Ebola «è stata la prima malattia a giustificare formalmente la sospensione dei normali vincoli politici e sovrani su scala globale… Quando è arrivata la successiva emergenza sanitaria globale, il COVID-19, il manuale era già scritto».   «Epstein compare proprio sullo sfondo di queste conversazioni formative, fungendo da collegamento tra finanza globale, capitale filantropico e governance del rischio biologico», ha detto Ji a The Defender.

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Epstein coinvolto nella «simulazione di una pandemia da ceppo» due anni prima del COVID

Nel 2017, queste conversazioni hanno portato a proposte per simulazioni pandemiche.   In una discussione su iMessage del gennaio 2017 tra Epstein e un medico non identificato che chiedeva aiuto per trovare un nuovo lavoro, il medico ha citato «competenza in materia di sicurezza sanitaria pubblica».   Il medico, che ha maturato esperienze presso l’ONU, l’OMS, la Fondazione Gates e la Banca Mondiale, ha affermato di aver «appena effettuato una simulazione pandemica», che potrebbe diventare una «grande piattaforma».   Riferendosi a Gates, il medico ha detto a Epstein: «Odia la salute mentale, ma è un fanatico dei vaccini e dell’autismo. Questo potrebbe essere l’inizio di una conversazione più ampia».   Una catena di email del marzo 2017, che includeva Epstein e Gates, discuteva degli sforzi compiuti dall’allora bgC3, l’ufficio strategico privato di Gates, per sviluppare «Raccomandazioni di follow-up e/o specifiche tecniche per la simulazione di una pandemia da ceppo».   Ji ha osservato che nel 2017, al World Economic Forum (WEF), è stata lanciata la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI), finanziata dalla Fondazione Gates e con l’obiettivo di creare «vaccini anti-pandemici» entro 100 giorni. Più tardi, nello stesso anno, la Banca Mondiale ha emesso le prime obbligazioni pandemiche in assoluto.   L’Event 201, tenutosi appena sei settimane prima dell’annuncio dei primi casi di COVID-19 pubblicamente riconosciuti, ha coinvolto la Fondazione Gates, il WEF e il Johns Hopkins Center for Health Security. Hanno partecipato anche istituzioni finanziarie globali, organizzazioni mediatiche e agenzie di Intelligence.   La simulazione si è concentrata sulla risposta di governi, aziende farmaceutiche, organi di stampa e piattaforme di social media a un’epidemia di nuovo coronavirus.   Ji ha affermato che i file Epstein non dimostrano che il COVID-19 sia stato pianificato o creato, o che l’Evento 201 abbia portato al COVID-19. Dimostrano invece che «l’infrastruttura istituzionale per capitalizzare esattamente su questo tipo di crisi era già stata costruita, testata, dotata di personale e assicurata».   Michael Nevradakis Ph.D.   © 10 febbraio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.    

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Il capo di DP World si dimette a causa delle email con Epstein su video di torture

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Ulteriori ripercussioni legate alla pubblicazione dei documenti su Epstein da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti hanno coinvolto DP World, dove il leader del gigante logistico con sede a Dubai si è dimesso.

 

DP World aveva precedentemente annunciato che il suo CEO, Sultan Ahmed bin Sulayem, si sarebbe dimesso, in seguito al rinnovato scrutinio sul suo rapporto con Epstein emerso questa settimana. Il Financial Times riporta che il governo di Dubai ha annunciato la nomina di Essa Kazim a presidente del consiglio di amministrazione e di Yuvraj Narayan a CEO di DP World.

 

Il rapporto tra Sultan Ahmed bin Sulayem Epstein emerge come una relazione stretta e duratura, documentata in migliaia di email, con oltre 4.700 menzioni nei file del dipartimento di Giustizia, del 2026.

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Dal 2007 al 2018 circa, i due si scambiarono messaggi su affari, introduzioni politiche (Ehud Barak, il principe Andrea?) e argomenti personali espliciti: Sulayem condivideva dettagli intimi su incontri sessuali («the best sex I ever had», è scritto, «il miglior sesso mai fatto»), foto e video, inclusi riferimenti a un «torture video», che l’emiratino dice di aver apprezzato.

 

In un’email del 24 aprile 2009, Jeffrey Epstein scrive a Sultan Ahmed bin Sulayem, identificato tramite la rimozione di censura dei deputati Thomas Massie e Ro Khanna: «dove sei? Stai bene, ho amato il video di tortura». Bin Sulayem rispondeva parlando dei suoi viaggi (tra Cina e USA), ma non fornisce contesto sul video.

 

Non è chiaro cosa fosse esattamente il video (contenuto, origine, se reale o condiviso per ischerzo), né se implicasse attività illegali. Non ci sono accuse penali dirette a Sulayem per questo, ma la frase ha contribuito allo scandalo e alle sue dimissioni da DP World nel febbraio 2026.

 

Epstein lo definiva «trusted friend» (amico fidato) e lo ha ospitato nella sua isola privata di San Giacomo Piccolo nelle Isole Vergini.

 

Non risultano accuse penali dirette a Sulayem, ma lo scandalo ha causato le sue dimissioni da DP World nel febbraio 2026 sotto pressione internazionale.

 

Le rivelazioni sul legame tra Sulayem ed Epstein, contenute nell’ultima serie di documenti del Dipartimento di Giustizia, hanno indotto due fondi di investimento governativi, La Caisse e British International Investment – tra i principali partner di DP World – ad avvertire che avrebbero sospeso futuri accordi a meno che non fossero adottate le «azioni necessarie». BII ha dichiarato che «non effettuerà nuovi investimenti con DP World finché la società non avrà adottato le misure necessarie».

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In rete intanto circola l’immagine dell’emiratino che cucina con l’Epstein. Il Financial Times ha osservato che «persone vicine all’azienda hanno affermato che la perdita di partner commerciali da una delle loro principali iniziative internazionali sostenute dallo Stato ha probabilmente costretto la famiglia reale ad agire».

 

Sulayem ha giocato un ruolo chiave nel trasformare DP World in un operatore globale attivo in 83 Paesi, gestendo il porto più grande del Medio Oriente a Jebel Ali, il London Gateway nel Regno Unito, siti logistici negli Stati Uniti e infrastrutture in tutta l’Africa.

 

Come riportato da Renovatio 21, la dipartita del Sulayemmo dal vertice del colosso logistico avviene sincronicamente con il licenziamento da parte di Goldman Sachs di Kathy Roemmler, potentissima avvocatessa già al soldo di Clinton, Bush, Obama e famiglia Rotschild.

 

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L’ex avvocato di Obama si dimette da Goldman Sachs per «zio Jeffrey» Epstein

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Bill Clinton, Barack Obama, Susan Rice, Jeffrey Epstein, i Rothschild e la grande banca d’affari neoeboracena Goldman Sachs hanno in comune la cooperazione con l’avvocato Kathy Ruemmler, figura centrale emersa dalle recenti rivelazioni legate al caso Epstein, chiamato dall’avvocatessa «Uncle Jeffrey», cioè «Zio Goffredo».   Kathryn Ruemmler, ex avvocato di punta di Goldman Sachs , ha visto la sua carriera sconvolta dopo la pubblicazione di documenti da parte del Congresso e del Dipartimento di Giustizia statunitense, che hanno evidenziato i suoi stretti rapporti con Jeffrey Epstein. La Ruemmler ha raggiunto i vertici di Wall Street diventando consulente chiave del CEO di Goldman Sachs, David Solomon, dopo aver servito come consigliere alla Casa Bianca sotto l’ex presidente Barack Obama.   Sebbene avesse assicurato alla banca che il suo legame con Epstein era limitato e «puramente professionale», le prove emerse hanno dimostrato il contrario: è divenuto pubblico che non solo aveva incontrato Epstein decine di volte e intrattenuto scambi email amichevoli per anni, ma era stata nominata esecutrice testamentaria da Epstein il 18 gennaio 2019 – data in cui lui era stato rimosso prima della sua morte in carcere il 10 agosto dello stesso anno.

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Inoltre, secondo quanto riportato dal Washington Free Beacon alla fine del mese scorso, Epstein le aveva fatto doni di lusso, tra cui una borsa Hermès da 9.400 dollari, un Apple Watch con marchio Hermès e un pacchetto di trattamenti spa al Four Seasons Hotel di Washington.   La Ruemmler aveva negato di aver mai aiutato Epstein con le pubbliche relazioni, dichiarando al giornale: «Non ho mai sostenuto la sua causa presso terzi, né presso un tribunale, né presso la stampa, né presso il governo». Si è poi scoperto che si trattava di una smentita del tutto infondata.   Venerdì, il Dipartimento di Giustizia ha reso pubblici oltre 3 milioni di pagine di documenti su Epstein, tra cui uno in cui la Ruemmlerra aiutava a redigere dichiarazioni per contrastare le accuse secondo cui Epstein avrebbe ottenuto un «accordo vantaggioso» nel patteggiamento del 2007-2008 per accuse di traffico sessuale minorile coinvolgenti decine di ragazze minorenni.   Poco più di tre settimane fa, Goldman Sachs aveva smentito categoricamente qualsiasi piano per licenziare la Ruemmler. Evidentemente non era così.   Giovedì il Financial Times ha riportato che la Ruemmler si dimetterà il 30 giugno, ossia è stata licenziata ma le è stato concesso di annunciarlo come dimissioni volontarie), affermando in una dichiarazione al quotidiano: «Ho deciso che l’attenzione dei media su di me, in relazione al mio precedente lavoro come avvocato difensore, stava diventando una distrazione».   La sua uscita segue la dimostrazione, tramite documenti, di lunghe discussioni con Epstein tra il 2014 e il 2019, ben dopo la sua condanna del 2008 per favoreggiamento della prostituzione minorile. La Ruemmler era entrata in Goldman nel 2020.   L’amministratore delegato di Goldman, David Solomon, l’aveva difesa fin dall’emergere dei legami con Epstein nel 2023. In una dichiarazione rilasciata giovedì ha detto che «ci mancherà», secondo il FT.   La Ruemmler ha affermato di pentirsi di aver conosciuto Epstein e di non essere stata a conoscenza delle sue attività criminali – affermazione a cui a questo punto è dato di non credere.   È interessante notare che Ruemmler, in passato, negoziò un accordo vantaggioso per la famiglia Rothschild con il dipartimento di Giustizia durante l’amministrazione Obama: un patteggiamento in cui lei avrebbe ricevuto circa 10 milioni di dollari in onorari e Epstein 25 milioni di dollari per il suo ruolo di intermediario nel rappresentare la banca Edmond de Rothschild in un’indagine sulle violazioni bancarie svizzere.

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Legami tra Epstein e i Rothschild – di cui sembra si dichiarasse agente – sono emersi nell’ultimo batch di file desecretati. Secondo quanto reso noto, lo stesso Epsteino aveva proposta a Ariane Rothschild «molte opportunità» nell’Ucraina post-Maidan.   Goldman Sachs è una delle banche d’investimento più potenti al mondo, con un’influenza enorme su mercati finanziari, governi e politiche economiche globali. Fondata nel 1869, domina operazioni di M&A, collocamenti e consulenza strategica, spesso al centro di crisi e scandali per il suo ruolo nel plasmare l’economia.   In Italia il suo potere si manifesta attraverso una sorta di «porta girevole» con Palazzo Chigi: numerosi leader hanno lavorato o collaborato con la banca. Romano Prodi, due volte premier e presidente della Commissione Europea, è stato consulente Goldman Sachs negli anni Novanta e oltre. Mario Monti, premier tecnico 2011-2013, è stato international advisor dal 2005 al 2011, anno in cui divenne. Mario Draghi, governatore di Bankitalia, BCE e poi premier, ha ricoperto il ruolo di vice chairman e managing director di Goldman Sachs International dal 2002 al 2005. Anche Gianni Letta e Massimo Tononi hanno avuto legami con la banca in fasi chiave della loro carriera.   Questa rete ha alimentato dibattiti su conflitti d’interesse e influenza della finanza sulla sovranità politica italiana ed europea.   Matt Taibbi su Rolling Stone all’altezza della grandi crisi finanziaria di fine anni 2000 definì Goldman Sachs «una grande piovra vampiro che succhia il sangue da tutto ciò che odora di denaro».

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