Geopolitica
Israele lancia l’attacco alla città di Gaza
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno avviato «le prime fasi» di un’operazione per prendere il controllo di Gaza City, ha annunciato un portavoce militare.
Il piano del primo ministro israeliano Benjamino Netanyahu di impadronirsi della città per ottenere il pieno controllo di Gaza è stato approvato dal gabinetto di sicurezza dello Stato Ebraico due settimane fa.
Il portavoce delle IDF, il generale di brigata Effie Defrin, ha dichiarato mercoledì che le forze israeliane stanno già «controllando la periferia di Gaza City» e «intensificheranno» gli attacchi contro il gruppo armato palestinese Hamas nella zona densamente popolata.
Sostieni Renovatio 21
Netanyahu ha poi dichiarato di aver ordinato all’esercito di «abbreviare i tempi per la conquista delle ultime roccaforti del terrore e per la sconfitta di Hamas».
Secondo quanto riferito da fonti militari ai media locali, giovedì l’IDF dovrebbe presentare al primo ministro il suo piano per la conquista di Gaza City. All’inizio di questa settimana, l’IDF ha annunciato che avrebbe richiamato altri 60.000 riservisti in vista dell’operazione.
Secondo alcune indiscrezioni, Gerusalemme Ovest avrebbe deciso di non rispondere alla proposta di Hamas di lunedì, che include il rilascio di dieci ostaggi israeliani e un cessate il fuoco di 60 giorni. Secondo il gruppo, l’offerta si basava sul quadro proposto dall’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Steve Witkoff.
Hamas ha affermato che «l’avvio di un’operazione contro Gaza City e i suoi quasi un milione di residenti e sfollati… dimostra… un palese disprezzo per gli sforzi compiuti dai mediatori».
Mercoledì, tre soldati delle IDF sono rimasti feriti, uno dei quali gravemente, dopo che 15 combattenti di Hamas sono usciti dai tunnel e li hanno attaccati con armi da fuoco e missili anticarro nei pressi di Khan Younis, a sud di Gaza City.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di IDF Spokesperson’s Unit via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution Share Alike 3.0 Unported
Geopolitica
Trump trolla la Norvegia: non ho avuto il Nobel per la pace, allora mi prendo la Groenlandia
NEW: @potus letter to @jonasgahrstore links @NobelPrize to Greenland, reiterates threats, and is forwarded by the NSC staff to multiple European ambassadors in Washington. I obtained the text from multiple officials: Dear Ambassador: President Trump has asked that the…
— Nick Schifrin (@nickschifrin) January 19, 2026
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Putin ha ricevuto un’offerta per un posto nel consiglio di pace di Trump
La Russia ha ricevuto un invito formale a partecipare al nuovo «Consiglio per la pace» ideato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, organismo destinato a supervisionare la governance e la ricostruzione di Gaza nel dopoguerra, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Demetrio Peskov.
Trump ha lanciato la proposta del comitato verso la fine dello scorso anno, subito dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Il piano prevede la creazione di un consiglio internazionale che gestisca i fondi per la ricostruzione, definisca gli accordi di sicurezza e coordini gli aspetti politici a Gaza, collaborando con un’amministrazione tecnocratica palestinese durante una fase transitoria. Secondo la Casa Bianca, in futuro l’organismo potrebbe essere esteso per affrontare altri conflitti nel mondo.
Dalle bozze dei documenti emerge che i Paesi possono aderire al consiglio, ma la loro partecipazione sarebbe inizialmente limitata a tre anni, salvo il versamento di oltre 1 miliardo di dollari in contanti già entro il primo anno.
Aiuta Renovatio 21
Lunedì, rispondendo alle domande dei giornalisti, Peskov ha confermato che Vladimir Putin ha ricevuto l’invito tramite canali diplomatici. «Stiamo esaminando attentamente i dettagli della proposta. Ci auguriamo di avere presto un contatto con la controparte americana per chiarire tutti gli aspetti», ha detto, senza fornire ulteriori particolari sull’offerta.
Diversi Stati in Europa, Medio Oriente e Asia – compresi alleati storici degli Stati Uniti e potenze regionali – hanno confermato di aver ricevuto lettere d’invito. Tra questi, il primo ministro ungherese Viktor Orbán e il segretario generale del Partito Comunista del Vietnam To Lam hanno già accettato di aderire.
Tuttavia, numerosi Paesi hanno manifestato prudenza, chiedendo agli Stati Uniti chiarimenti precisi su cosa implichi concretamente l’adesione. Alcuni critici ritengono invece che il Consiglio rischi di sovrapporsi o addirittura di marginalizzare i meccanismi esistenti guidati dalle Nazioni Unite.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Perché Trump ha ritirato l’attacco all’Iran?
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Pensiero2 settimane faGli uomini invisibili di Crans-Montana
-



Vaccini6 giorni faGemelli di 18 mesi morti dopo la vaccinazione
-



Spirito2 settimane faConcilio Vaticano II, mons. Viganò contro papa Leone
-



Alimentazione2 settimane faRFK Jr. capovolge la piramide alimentare
-



Scienza2 settimane faChimico di fama mondiale smentisce la teoria dell’evoluzione
-



Salute1 settimana faI malori della prima settimana 2026
-



Spirito1 settimana faDifendere il patriarcato contro i princìpi infernali della Rivoluzione: omelia di mons. Viganò sulla famiglia come «cosmo divino»
-



Nucleare6 giorni faSappiamo che l’Europa potrebbe essere presto oggetto di lanci nucleari?












