Politica
La Moldavia mette in prigione la leader della Gagauzia, che è filorussa ed euroscettica
Un tribunale della Moldavia, paese candidato all’adesione all’UE, ha condannato il leader della regione autonoma della Gagauzia a sette anni di carcere con l’accusa di aver finanziato illegalmente un partito politico euroscettico.
Evgenia Gutsul, che ha negato le accuse e ha affermato che il caso era motivato politicamente, è stata condannata per aver ricevuto fondi elettorali illegali da un gruppo criminale organizzato e per averli convogliati al partito euroscettico SOR, che è stato messo al bando nel 2023.
Gutsul è stato anche accusato di aver pagato persone per partecipare alle proteste antigovernative organizzate dalla SOR nel 2022. Oltre alla pena detentiva, a Gutsul è stato anche ordinato di pagare 40 milioni di lei moldavi (1,97 milioni di euro) allo Stato.
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Svetlana Popan, ex segretaria dell’Ufficio Centrale della SOR, è stata condannata a sei anni di carcere nello stesso caso. Le sentenze sono impugnabili.
Commentando il verdetto, Sergiu Moraru, l’avvocato di Gutsul, ha affermato: «questo non è un processo, ma un’esecuzione pubblica… Non posso dire che ci siano prove, c’è finzione».
L’udienza in tribunale ha attirato una folla di manifestanti fuori dall’edificio, alcuni dei quali gridavano «Vergogna alla Maia Sandu», riferendosi alla presidente Moldava eurofila. Nelle vicinanze si è tenuta anche una contro-manifestazione, che ha spinto la polizia a istituire un cordone di sicurezza.
🇲🇩 🚨Moldova’s Gagauzia saw one of the largest protests yet erupted in defense of #Gagauzia leader Evghenia Gutul
Thousands (7K people as per media) gathered in Comrat united in one voice:
👉Gutul was democratically elected. Arresting her is an attack on the people pic.twitter.com/cEjyxBOwrs— Official Press Service of the Gagauzia Governor (@GagauziyaPress) August 4, 2025
Gutsul è a capo della Gagauzia, una regione autonoma a maggioranza russofona nella Moldavia meridionale, da quando ha vinto le elezioni del 2023 come candidato del SOR. Gutsul ha condotto la campagna elettorale promettendo legami più stretti con la Russia, in contrasto con la posizione filo-occidentale del governo della presidente Maia Sandu. Il partito è stato messo al bando lo stesso anno per accuse di finanziamenti illeciti dall’estero.
Gutsul ha accusato in numerose occasioni le autorità moldave di aver avviato un procedimento penale nei suoi confronti nel tentativo di estrometterla dal potere, insinuando che «non gradiscono il fatto che io stia cercando di aiutare i residenti» della regione autonoma.
La leader gagauza era stata arrestata ancora a marzo e piazzata in una prigione di massima sicurezza.
‘Gagauzia was beheaded today’
Evgeniya Gutsul, governor of Moldovan region of Gagauzia, tells journalists as she is being led away
She will be detained for at least 20 days over alleged campaign financing violations
Her lawyers say she will contest charges in the ECHR pic.twitter.com/eM6DLmNkS2
— Margarita Simonyan (@M_Simonyan) March 28, 2025
My imprisonment in one of the most brutal prisons in Europe, according to international human rights organizations, was today replaced with house arrest. pic.twitter.com/YBherjkGJu
— Evghenia Gutul (@EvgheniaGutul) April 9, 2025
La Russia ha condannato quella che ha descritto come una repressione moldava nei confronti di Gutsul, definendola un esempio di «anti-valori europei in azione».
La Gutsul ha denunciato la sua condanna come una repressione politica, avvertendo che il verdetto costituisce «un colpo alla democrazia» e una minaccia per chiunque sfidi la leadership filo-occidentale del Paese.
In una dichiarazione su Telegram pubblicata tramite i suoi avvocati, Gutsul ha affermato che la sentenza «non ha nulla a che fare con la giustizia», definendola «un’esecuzione politica, pianificata ed eseguita su ordine dall’alto».
La leader eletta gagauza ha affermato che la sentenza aveva lo scopo di intimidire i residenti della Gagauzia e mettere a tacere i critici. «Oggi sono io dietro le sbarre, domani potrebbe essere chiunque osi criticare le autorità. Questa non è una condanna per me, è una condanna per l’intero sistema democratico della Moldavia», ha scritto.
La Gutsul ha condotto la campagna elettorale promettendo di stringere legami più stretti con la Russia, in contrasto con le politiche pro-UE del governo della presidente Maia Sandu, accusando il partito della presidente PAS di aver inventato casi e fatto pressioni sui tribunali per mantenere il potere. Questo è un avvertimento per tutta l’opposizione: «opporsi al regime significa finire in prigione, essere confiscati e rovinarsi la vita».
La pasionaria gagauza è stato anche accusato di aver pagato persone per partecipare alle proteste antigovernative guidate dal SOR nel 2022 ed è stato condannato a pagare 2,3 milioni di dollari di danni. L’ex funzionaria del SOR Svetlana Popan è stata condannata a sei anni di carcere nello stesso caso. Gutsul ha promesso di presentare ricorso.
L’udienza ha suscitato proteste contrastanti fuori dal tribunale. La polizia ha creato un cordone di sicurezza mentre la folla si radunava, con alcuni che gridavano «Vergogna a Maia Sandu».
Il Cremlino si è rifiutato di riconoscere pienamente la vittoria di Sandu alle ultime elezioni, sostenendo che il processo elettorale non è stato né equo né democratico, a causa delle significative irregolarità procedurali che hanno ostacolato il diritto di voto dei cittadini moldavi residenti in Russia.
Come riportato da Renovatio 21, la settimana passata, prima del voto moldavo, il portavoce degli Esteri Maria Zakharova aveva dichiarato che la UE rende «schiavi» gli stati membri.
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Come riportato da Renovatio 21, l’opposizione moldava dice che la presidente è «controllata dall’estero».
Sotto la guida della Sandu, il governo moldavo è diventato sempre più critico nei confronti della Russia e ha represso i sentimenti filo-russi all’interno del Paese, bandendo di recente il partito Sor, che le autorità hanno accusato di essere uno strumento degli «oligarchi».
Come riportato da Renovatio 21, la Sandu ha accusato Mosca di complottare per rovesciare il suo governo e destabilizzare la situazione in Moldavia. Mosca ha respinto con veemenza tali affermazioni.
Vari canali TV sono stati bloccati in Moldavia, russi o considerati «filorussi». Durante l’agosto dello scorso anno la Moldavia aveva vietato l’ingresso nel Paese al noto musicista balcanico Goran Bregovic, ritenuto filorusso.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Politica
Il leader serbo bosniaco antioccidentale Dodik festeggia la vittoria elettorale
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Politica
Il Brasile va alle urne: Bolsonaro jr. vince su Lula
Il figlio di Bolsonaro ha vinto primo turno delle elezioni presidenziali in Brasile, superando il presidente uscente di sinistra Lula. Il ballottagio pre la carica di presidente del grande Paese sudamericano è previsto per il 25 ottobre,
Il 45enne Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex capo di Stato brasiliano, ha ottenuto il 47,06% dei voti, contro il 45,12% del veterano della sinistra Luiz Inacio Lula da Silva, 80 anni, a spoglio quasi concluso. Lo scarto ridotto dimostra che il più grande Paese dell’America Latina resta profondamente polarizzato, tra accuse reciproche di golpe o di brogli.
Se Flavio Bolsonaro dovesse prevalere al secondo turno, il Brasile si unirebbe all’ondata conservatrice che, incoraggiata dal presidente americano Donald Trump, ha già mietuto vittorie nella regione, in Argentina, in Colombia o in Perù.
Domenica sera si è detto «molto soddisfatto» del risultato e fiducioso nella vittoria. Ha ringraziato i suoi elettori per avergli dato «un voto di fiducia per il cambiamento», ritenendo che «il Brasile non ne possa più».
Si presenta come una versione «più moderata» di suo padre, l’ex presidente Jair Bolsonaro, che lo aveva designato candidato dopo essere stato condannato a 27 anni di carcere per un tentativo di colpo di Stato contro Lula nel 2022. A quasi 81 anni, lo storico leader della sinistra punta a un quarto mandato non consecutivo. Durante la campagna ha sventolato la bandiera della sovranità e ha invitato il suo omologo statunitense a non «immischiarsi» nelle elezioni brasiliane.
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Bolsonaro jr. ha mantenuto il sangue freddo anche dopo la notizia di essere indagato per corruzione e riciclaggio di denaro in relazione al finanziamento di un film in onore del padre, malato di cancro, che l’anno passato era stato arrestato dalla polizia a Brasilia mentre ancora era ai domiciliari. La Corte Suprema brasiliana, guidata dall’acerrimo nemico dei Bolsonaro giudice Alexandre de Moraes, aveva bloccato la richiesta di scarcerazione anticipata di Bolsonaro senior cinque mesi fa.
Il Brasile ha inoltre assistito a una vera e propria ondata conservatrice alle elezioni legislative, in particolare al Senato, dove l’ex first lady Michelle Bolsonaro è stata eletta a larga maggioranza, così come Carlos Bolsonaro, fratello di Flavio. Circa 160 milioni di elettori erano chiamati alle urne. L’astensionismo, in un Paese in cui il voto è obbligatorio, si è attestato al 21%, praticamente lo stesso dato del 2022.
Come riportato da Renovatio 21, il fratello Eduardo Bolsonaro, già deputato, tre mesi fa è stato condannato, sempre dalla Corte Suprema di De Moraes, a quattro anni di carcere per aver esercitato pressioni su autorità straniere – ovvero il governo degli Stati Uniti – al fine di ottenere sanzioni contro le istituzioni brasiliane, in particolare la magistratura e alcuni esponenti della Procura Generale.
La Corte federale suprema del Brasile aveva ampliato le restrizioni nei confronti dell’ex presidente Jair Bolsonaro, arrivando a vietare ora la diffusione delle sue interviste sulle piattaforme dei social media. Gli USA erano scesi ora in campo direttamente contro De Moraes, revocandogli il visto per il Paese, una mossa inaspettata ed inedita da parte della segreteria di Stato USA guidata da Marco Rubio.
A luglio 2025 il presidente statunitense Donald Trump – che durante il suo primo mandato aveva coltivato stretti legami con Bolsonaro – aveva definito la persecuzione dell’ex alleato da parte del governo Lula una «caccia alle streghe», imponendo dazi del 50% su alcuni prodotti brasiliani. Tuttavia, all’inizio di questo mese Washington ha iniziato a mitigare alcune di quelle tariffe.
Il padre jair Bolsonaro tre anni fa era era stato pure incriminato per falsificazione dello status vaccinale. L’opposizione di Bolsonaro ai vaccini mRNA si manifestò in proteste dirette con il direttore dell’OMS Tedros Ghebreyesus e con commenti subitanei che descrivevano l’impunità programmatica dei produttori di vaccini anti-COVID anche qualora i sieri possano «trasformarti in una donna barbuta, o in un alligatore jacaré».
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Immagine di Agência Senado via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Politica
Assassina nel braccio della morte sopravvive a una doppia iniezione letale: nuova eroina delle donne ripaganizzate?
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🚨 JUST IN: President Trump speaks out on the FAILED execution of Christa Pike in Tennessee last night
“That was an execution where the medication didn’t exactly work. It shouldn’t be very difficult!” We need to make this MUCH EASIER and just DISPATCH THE FIRING SQUAD! Come… pic.twitter.com/HbG95GO8HH — Nick Sortor (@nicksortor) October 1, 2026
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