Vaccini
«Ippocrate non è più un riferimento per i medici»
CL: Quando è nata la vostra Associazione e su quali presupposti?
RD: Nel Febbraio del 2011, con l’intento di restituire alla dottoressa Antonietta Gatti e al dott. Stefano Montanari il microscopio elettronico, quello acquistato mediante la raccolta fondi promossa da Beppe Grillo. Dopo la sottrazione dello strumento e il trasferimento presso l’Università di Urbino nel gennaio del 2010, ai dottori Gatti e Montanari fu impedito di utilizzarlo, nonostante ne fosse garantita la disponibilità per “almeno una volta alla settimana”. Fu veramente un duro colpo per tutti i donatori che sottoscrissero alla raccolta fondi “per acquistare un microscopio per i dottori Gatti e Montanari e nessun altro”. Decidemmo, quindi, con i sostenitori più inossidabili, di affiancarli in giudizio nel procedimento civile contro la Bortolani Onlus. Davanti ad un giudice, riuscimmo a far valere quel diritto. La Bortolani fu condannata alle spese e la ricerca riuscì ad andare di nuovo avanti . Questo è stato il nostro più grande successo.
CL: Avete molti membri all’interno di essa?
RD: Fare numeri non è la nostra specialità. Abbiamo puntato sempre alla qualità delle collaborazioni per realizzare il nostro scopo e sostenere la ricerca sulle nanopatologie.
CL: Possiamo dire che avete scelto di operare del volontariato su un campo piuttosto articolato a cui non sono risparmiati ostracismi…
RD: Chi ha scelto di affiancarci in questo compito, cioè quello di sostenere la ricerca dei dottori Gatti e Montanari, conosce esattamente tutti gli inconvenienti a cui va incontro, soprattutto sul piano dell’informazione. In Italia, ancora per molti, quello che non passa attraverso la televisione è totalmente sconosciuto. Se poi non hai degli sponsor tra gli attori, i cantanti, le soubrette, i campioni sportivi, non sei nessuno. E’ difficile essere credibili per chi naviga nell’ignoranza più totale, nel senso buono del termine. Ancora più difficile è combattere con l’ignoranza morale. Eppure Antonietta Gatti nel 2012 è stata nominata Fellow (riconoscimento importantissimo tra gli scienziati di tutto il mondo)dalla International Union of Societies for Biomaterials Science e Engineering, per il suo contributo nel campo delle Scienze di Biomateriali e di Ingegneria, ma in Italia era una perfetta sconosciuta, fino a qualche tempo fa…
CL: Fiancheggiate i ricercatori Gatti e Montanari costantemente, cosa vi ha spinti a questo forte interesse nel sostenere le loro ricerche?
RD: Sono gli unici ricercatori che possono garantirci la verità, perché la loro è una ricerca indipendente, non viene finanziata da nessuno, se non dal frutto del loro lavoro e dai risparmi di una vita. Con le loro scoperte sappiamo come tutelare la nostra salute, quella dei nostri figli, quella delle generazioni future e salvaguardare l’ambiente in cui viviamo. Chiunque abbia questo interesse dovrebbe sostenerli.
CL: Ora però rischiano di essere impossibilitati a continuare il lavoro…Potete spiegarci cosa sta per accadere con il microscopio e perché?
RD: Il contratto di comodato d’uso gratuito concesso all’ARPAM dall’Università di Urbino sta per scadere e non verrà rinnovato. Inoltre il microscopio attualmente in uso è in stato di rottamazione e non vi è alcuna possibilità che possa venir utilizzato in qualche altro posto.
CL: Beppe Grillo c’entra in tutto questo?
RD: Non lo so. Stefano Montanari e Antonietta Gatti hanno troppi nemici per identificarne uno solo.
CL: In ogni caso diversi genitori cosiddetti “No-Vax” o “Free-Vax” credono molto nella volontà dei 5 Stelle di contrastare la legge 119/2017…
RD: Personalmente ritengo che non ci sia nessun partito politico che abbia questo interesse. Mi ricrederò quando saranno i fatti a parlare.
CL: La ricerca da più fastidio della Medicina? Chiedo questo perché mi pare di capire che Gatti e Montanari siano più osteggiati di chiunque altro.
RD: Ippocrate 2500 anni fa diceva che “prevenire è meglio che curare”. Non credo che al giorno d’oggi Ippocrate sia più un riferimento per i medici. Dalle notizie di cronaca sulla malasanità il malato risulta più essere un cliente che una persona da curare. Quindi, una ricerca in grado di prevenire gravi patologie quali la leucemia, l’infarto cardiaco, l’ictus, la tromboembolia polmonare, il diabete, il morbo di Parkinson, il morbo di Alzheimer e altre patologie neurologiche, le malformazioni fetali, la sensibilità chimica multipla… quanto può infastidire gli interessi delle multinazionali farmaceutiche e di tutto il sistema sanitario internazionale?
“Ippocrate 2500 anni fa diceva che “prevenire è meglio che curare”. Non credo che al giorno d’oggi Ippocrate sia più un riferimento per i medici. Dalle notizie di cronaca sulla malasanità il malato risulta più essere un cliente che una persona da curare”
CL: Qualche giornalista di campagna è arrivato a sostenere che il dott. Stefano Montanari sia un infiltrato, addirittura una sorta di spia della NATO. Oltre alla sciocchezza in sé , possibili che certuni siano sempre pronti a gridare al complotto? Questo modus operandi non rischia di far passare la battaglia sul tema delle vaccinazioni come qualcosa di gestito da quattro invasati “dietrologisti” a tutti i costi?
RD: Purtroppo, per esperienza passata, non posso avere una buona opinione su chi cerca di screditare il dottor Montanari. Questo tipo di atteggiamento non giova alla causa. E’ un autogol. Montanari con le sue analisi scientifiche ci fornisce le prove per vincere le nostre cause nei tribunali. Prove, non chiacchiere. A questo punto mi chiedo chi è l’infiltrato… .
CL: Un fenomenologismo molto in voga tra i complottisti è la costante paura verso l’America, come se da questo colosso non potesse mai uscire niente di buono. Potenzialmente la cosa è certamente vera e fonda, tuttavia ci risulta che in America la battaglia sulle vaccinazioni sia affrontata con grande coraggio, soprattutto da Robert F. Kennedy Jr., incaricato dallo stesso Presidente Donald Trump. Non è così?
RD: Questo è quanto è accaduto quando Donald Trump è stato eletto presidente degli Stati Uniti. Siamo rimasti positivamente colpiti dalla scelta di mettere Robert Kennedy alla guida della commissione che vigila sulla sicurezza dei vaccini. Kennedy è un attivista anti vaccini e sostiene che questi farmaci siamo legati all’autismo. Non ha tardato a convocare i dottori Gatti e Montanari per relazionare su quanto scoperto sul loro contenuto. Ultimamente ha anche scritto un bell’articolo sui nostri due scienziati, mettendo in ridicolo chi tenta di screditarli. Credo, però, che sia presto per cantar vittoria.
CL: Siete in contatto con Kennedy?
RD: Sì, confidiamo in un suo aiuto per sostenere la ricerca.
CL: Veniamo al senso pratico: cosa proponete per fermare questa deriva?
RD: Nella soluzione politica non vedo alcuno spiraglio di luce, ma invito tutti a ricordare alle prossime elezioni i nomi di chi ci ha messo in questo inferno. L’altra strada che possiamo percorrere è quella giuridica. Bisogna avere coraggio ed esporsi per difendere la salute dei propri figli, il nostro diritto di scelta verso di loro. Abbiamo le prove, le abbiamo tutti, perché Gatti e Montanari le hanno messe a nostra disposizione scrivendo libri, articoli scientifici, rilasciando interviste. Però, per continuare a fornirci le prove scientifiche, indiscutibilmente esatte, dobbiamo sostenerli anche economicamente, perché loro hanno già dato tanto e non possono più permettersi di aiutarci.
CL: Molti genitori cadono però spesso nell’utilitarismo, una vera piaga moderna. Questo succede perché ognuno vorrebbe condurre la propria battaglia per sistemare la situazione personale, e una volta ottenuto il proprio contento – ovviamente solo apparente-, come si suol dire, chi si è visto si è visto! Rischia di diventare una mera battaglia legale, perdendo di vista, ipso facto, il cuore del problema. Quale messaggio vorreste lanciare ai genitori?
RD: E’ umano tirare l’acqua al proprio mulino. L’importante è che non si leda l’interesse di nessuno. Purtroppo molto spesso accade che alcuni genitori affidino le loro speranze a chi non ha gli strumenti necessari per aiutarli. Quindi, il messaggio che vorremmo inviare a tutti coloro che non vogliono vaccinare i propri figli o che hanno figli danneggiati dai vaccini o semplicemente vogliono avere informazioni esatte sull’argomento di rivolgersi a veri esperti, sia sul campo legale che sul campo scientifico. Informatevi sulla loro professionalità e non fatevi incantare dalle belle parole. Sono sempre i fatti che contano.
CL: Come si può aiutare la raccolta fondi e qual è il materiale utile per diffondere questa urgente campagna?
RD: Principalmente donando quello che si può e pensando alla donazione come ad un investimento per la propria salute e quella dei nostri cari. Poi divulgando il più possibile questa richiesta d’aiuto, attraverso i social network o utilizzando il volantino scaricabile a questa pagina pagina. E’ vitale che la ricerca sulle nanopatologie non si fermi.
CL: Per concludere: possiamo parlare di una “vita al microscopio” per difendere la Vita?
RD: Assolutamente sì.
CL: Grazie, per il prezioso tempo dedicatoci e per tutta la grande opera che con coraggio state portando avanti.
Vaccini
Padre australiano ha ricevuto un risarcimento di 4,5 milioni di dollari per danni causati dal vaccino anti-COVID
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
Chris Nemeth, padre di due figli di Melbourne, avrebbe ricevuto, secondo quanto riportato da diversi media, il più grande risarcimento individuale per danni da vaccino anti-COVID-19 mai erogato in Australia: 4,5 milioni di dollari. Nemeth ha sviluppato una polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica, una rara malattia neurologica autoimmune, in seguito alla sua prima dose del vaccino anti-COVID-19 di AstraZeneca, somministrata nel luglio 2021.
Chris Nemeth, padre di due figli di Melbourne, avrebbe ricevuto quello che diversi media descrivono come il più grande risarcimento individuale per danni da vaccino anti-COVID-19 mai concesso in Australia, evidenziando sia la rarità di gravi lesioni correlate al vaccino, sia le continue preoccupazioni relative al processo di risarcimento nel Paese.
Nemeth ha sviluppato una polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP), una rara malattia neurologica autoimmune che colpisce i nervi periferici, in seguito alla sua prima somministrazione del vaccino anti-COVID-19 di AstraZeneca nel luglio 2021.
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Secondo quanto riportato dai media australiani, la sua condizione è stata riconosciuta nell’ambito del programma federale di risarcimento per i vaccini anti-COVID-19, che prevede anni di valutazioni mediche e un’ampia documentazione prima che venga offerto un indennizzo.
Nemeth ha raccontato di aver dovuto reimparare a camminare dopo la malattia e ora necessita di continue infusioni di immunoglobuline.
La giornalista Aisling O’Loughlin ha recentemente riferito che l’accordo raggiunto da Nemeth ammontava a circa 6,5 milioni di dollari australiani (4,5 milioni di dollari statunitensi), descrivendolo come il più grande risarcimento individuale noto nell’ambito del programma australiano di risarcimento per i vaccini contro il COVID-19.
Tuttavia, né Services Australia né il Dipartimento della Salute, della Disabilità e dell’Invecchiamento hanno confermato pubblicamente l’importo del risarcimento riportato.
L’Australia ha istituito il suo sistema di risarcimento senza colpa per i vaccini COVID-19 nel 2021 per compensare le persone che hanno subito gravi eventi avversi ritenuti probabilmente collegati alla vaccinazione contro il COVID-19.
Il programma ha chiuso le nuove domande a settembre 2024, ma continua a elaborare le richieste già presentate. Secondo l’Australian Broadcasting Corporation (ABC), sono state presentate quasi 5.000 richieste, di cui circa 560 hanno portato a un risarcimento totale di oltre 40 milioni di dollari australiani (28 milioni di dollari statunitensi), mentre centinaia di richieste rimangono ancora irrisolte.
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Il caso di Nemeth è diventato emblematico delle più ampie critiche che circondano il programma di risarcimento. Le indagini dell’ABC hanno documentato le testimonianze dei richiedenti riguardo ai lunghi ritardi, alle complesse procedure amministrative e alle notevoli difficoltà finanziarie ed emotive affrontate in attesa di una decisione.
Le autorità australiane hanno riconosciuto la necessità di valutare gli insegnamenti tratti dal programma attuato durante la pandemia di COVID-19, nell’ottica di un quadro normativo permanente più ampio per il risarcimento dei danni da vaccino senza colpa.
Sebbene le autorità sanitarie pubbliche continuino a concludere che gli eventi avversi gravi successivi alla vaccinazione contro il COVID-19 rimangono rari e che la vaccinazione ha apportato notevoli benefici alla salute pubblica durante la pandemia, il caso di Nemeth sottolinea l’importanza di mantenere sistemi di risarcimento trasparenti, efficienti e credibili per il piccolo numero di individui i cui danni vengono riconosciuti come correlati al vaccino.
Originariamente pubblicato da TrialSite News.
© 22luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Vaccini
La campagna di vaccinazione contro l’HPV del governo indiano è oggetto di contestazione legale.
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Precedentemente classificato come «abuso su minori» da un’indagine governativa
A partire dal 2006, PATH ha violato le leggi indiane per testare segretamente Gardasil e il vaccino contro l’HPV Cervarix di GlaxoSmithKline su 24.000 ragazze indiane di età compresa tra i 10 e i 14 anni. Il progetto è stato finanziato anche da Merck e GlaxoSmithKline ed è stato condotto in collaborazione con l’Indian Council of Medical Research (ICMR) e i governi statali in cui il farmaco è stato testato. Il governo ha sospeso il progetto nel 2010 in seguito alle proteste per la morte di sette ragazze che avevano ricevuto il vaccino. La Commissione parlamentare permanente per la salute e il benessere familiare ha avviato un’inchiesta e ne ha pubblicato i risultati nel 2013. Il comitato ha riscontrato negligenza da parte di molte delle istituzioni coinvolte, tra cui PATH e l’ICMR. Sebbene gli sponsor avessero definito la campagna di vaccinazione un «progetto dimostrativo», il comitato ha stabilito che si trattava in realtà di una sperimentazione clinica. È emerso che il progetto «ha violato tutte le leggi e i regolamenti stabiliti dal governo per le sperimentazioni cliniche. Nel farlo, il suo unico scopo è stato quello di promuovere gli interessi commerciali dei produttori di vaccini contro l’HPV, che avrebbero tratto enormi profitti se PATH fosse riuscita a far includere il vaccino contro l’HPV nel Programma di Immunizzazione Universale (UIP) del Paese». Secondo il rapporto, non vi è stato alcun consenso informato né per le ragazze né per i loro genitori, e non sono stati effettuati né controlli di follow-up né segnalazioni adeguate degli eventi avversi e degli eventi avversi gravi associati al vaccino. La commissione ha concluso che il processo costituiva un «caso accertato di abuso su minori» e ha raccomandato al governo di intraprendere azioni contro PATH. PATH contestò le conclusioni della commissione. Non furono mai presentate accuse penali.Aiuta Renovatio 21
La storia si ripete: stesso vaccino, stesse domande senza risposta
La nuova campagna rappresenta un ulteriore passo avanti verso l’inclusione del vaccino contro l’HPV nel Programma di Immunizzazione Universale. Secondo il Business Standard, una versione indiana del vaccino, denominata Cervavac, è attualmente in fase di sperimentazione clinica e si prevede che verrà presa in considerazione per l’inclusione nel programma dopo il 2027. Quando la campagna è stata lanciata a febbraio, Donthi Narasimha Reddy, Ph.D., visiting senior fellow presso l’Impact and Policy Research Institute, ha richiesto una revisione scientifica indipendente dell’ultima campagna di vaccinazione contro l’HPV in una lettera del 1° marzo indirizzata al Ministro della Salute indiano JP Nadda. Reddy ha sollevato alcune delle stesse preoccupazioni delineate nella causa di interesse pubblico, sostenendo che in India esistono gravi e persistenti problemi relativi al vaccino contro l’HPV. Ha affermato che nella nuova campagna manca la trasparenza e non esiste un meccanismo chiaro per la segnalazione degli eventi avversi. Non sono state indicate misure a livello distrettuale per la segnalazione degli eventi avversi, né metodi di segnalazione cartacei per le aree non coperte dal servizio sanitario nazionale, né la divulgazione pubblica obbligatoria dei dati aggregati sugli eventi avversi. «L’assenza di segnalazioni non è sinonimo di sicurezza», ha scritto nella sua lettera al ministro della Salute. Il vaccino Gardasil è stato collegato a una miriade di eventi avversi. Alcuni dei danni più comuni includono patologie autoimmuni e neurologiche invalidanti in modo permanente, come la sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS), la fibromialgia e l’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica. Sono state segnalate migliaia di reazioni avverse in tutto il mondo. La letteratura scientifica peer-reviewed proveniente da Stati Uniti, Australia, Danimarca, Svezia, Francia e Giappone, nonché le statistiche pubblicate dalle agenzie di sanità pubblica di ciascuno di questi paesi, dimostrano plausibili associazioni tra la vaccinazione contro l’HPV e le malattie autoimmuni. Di recente, la Merck ha raggiunto un accordo extragiudiziale negli Stati Uniti in centinaia di cause intentate contro di lei per gravi effetti collaterali causati dal vaccino. Le vendite di Gardasil sono in caduta libera : -40% a livello globale tra il 2024 e il 2025, in parte a causa del crollo della domanda in Cina, poi un ulteriore calo del 22% nel primo trimestre del 2026, con cali notevoli in Giappone e negli Stati Uniti. Contemporaneamente, è in corso una campagna internazionale, finanziata in gran parte dalla Fondazione Gates, per vaccinare 86 milioni di ragazze nei paesi a basso e medio reddito contro l’HPV. Brenda Baletti Ph.D. © 23 luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Cancro
Moderna avvia la sperimentazione del vaccino antitumorale a mRNA mentre gli esperti mettono in guardia sui rischi
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Moderna sta sviluppando un vaccino a mRNA per pazienti affetti da tumori solidi in stadio avanzato o metastatico, ha annunciato la scorsa settimana l’azienda. Il prodotto è ancora nelle prime fasi della sperimentazione clinica di Fase 1, ma alcuni esperti avvertono già che l’iniezione potrebbe comportare dei rischi, tra cui quello di provocare la formazione di nuovi tumori.
Moderna sta sviluppando un vaccino a mRNA per pazienti affetti da tumori solidi in stadio avanzato o metastatico, ha annunciato la scorsa settimana l’azienda. Il prodotto è ancora nelle prime fasi della sperimentazione clinica di Fase 1, ma alcuni esperti avvertono già che l’iniezione potrebbe comportare dei rischi, tra cui quello di provocare la formazione di nuovi tumori.
In un comunicato stampa, Moderna ha affermato che l’mRNA-4200 si differenzia dagli altri vaccini contro il cancro in fase di sviluppo in quanto è concepito come una «terapia antigenica pronta all’uso» che può essere utilizzata su molti pazienti.
Secondo la casa farmaceutica, l’mRNA-4200 fornisce istruzioni alle cellule del corpo per produrre sette proteine comunemente presenti nei tumori. L’obiettivo è aiutare il sistema immunitario a imparare cosa attaccare.
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La sperimentazione clinica valuterà l’mRNA-4200 da solo o in combinazione con Keytruda (pembrolizumab), un anticorpo monoclonale approvato per i pazienti oncologici, in un gruppo di partecipanti. L’altro gruppo riceverà una dose di mRNA-4106, un altro vaccino antitumorale a mRNA sviluppato da Moderna.
Complessivamente, 42 pazienti affetti da diversi tipi di tumori solidi, tra cui melanoma, tumore alla vescica, tumore alla cervice uterina, tumore al colon-retto, tumore allo stomaco e tumore alle ovaie, parteciperanno alla sperimentazione clinica.
David Berman, MD, Ph.D., responsabile dello sviluppo di Moderna, ha dichiarato in un comunicato che la sperimentazione clinica di mRNA-4200 riflette «l’impegno costante dell’azienda nell’ampliare il potenziale dell’immunoterapia oncologica al di là degli approcci a bersaglio singolo».
Tuttavia, diversi esperti medici e scientifici avvertono che l’mRNA-4200 potrebbe comportare rischi significativi per la salute pubblica, rischi che Moderna non ha ancora rivelato completamente perché non ha specificato quali siano le sette proteine tumorali che il vaccino mRNA-4200 produrrà.
Secondo l’immunologa e biochimica Jessica Rose, Ph.D., «antigeni specifici non divulgati ostacolano una valutazione indipendente e completa» della sicurezza del prodotto. Ha definito «una cattiva idea» lo sviluppo di un vaccino antitumorale che potrebbe di per sé provocare la crescita di tumori.
Diversi altri esperti avvertono che il processo di sviluppo temporaneo di proteine o frammenti proteici, comuni anche a molti tumori, potrebbe a sua volta provocare lo sviluppo di tumori, altre forme di cancro o altri rischi per la salute.
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La piattaforma mRNA è considerata «non sicura e inefficace»
Nel vaccino mRNA-4200, l’mRNA ha lo scopo di istruire alcune cellule a produrre temporaneamente proteine comunemente associate ai tumori. Il sistema immunitario riconoscerebbe quindi e attaccherebbe le cellule associate a tali proteine.
Ma Brian Hooker, Ph.D., responsabile scientifico di Children’s Health Defense (CHD), ha avvertito che questo processo può a sua volta portare al cancro. Ha affermato:
«Sembra – ed è – controintuitivo promuovere una terapia contro il cancro che a sua volta causa il cancro. Esistono diversi modi in cui la tecnologia a mRNA può favorire lo sviluppo del cancro, e si è osservato un aumento senza precedenti di tumori aggressivi in tutto il mondo dall’introduzione del vaccino a mRNA contro il COVID-19».
«L’immunosoppressione innata, gli acidi nucleici esogeni e i contaminanti specifici in grado di replicarsi nei mammiferi presenti nelle fiale del vaccino anti-COVID sono già stati collegati al cancro, e presumibilmente nessuno di questi elementi cambierebbe in una nuova formulazione».
Altri scienziati hanno affermato che la crescita cellulare innescata dal vaccino mRNA-4200 di Moderna potrebbe non rimanere confinata in una sola parte del corpo o non mantenersi a livelli tali da consentire al sistema immunitario di contrastarla. Per questo motivo, l’analista Jon Fleetwood ha dichiarato che lo studio clinico di Moderna solleva «evidenti interrogativi sulla sicurezza e sul consenso informato».
Fleetwood ha citato due studi recenti: uno pubblicato nel 2021 sul Journal of Extracellular Vesicles e una revisione del 2023 sulla rivista Pharmaceutics. Gli studi indicano che le cellule che producono una proteina bersaglio possono rilasciare vescicole extracellulari – particelle delimitate da membrana – che potrebbero trasportare tale proteina al di fuori delle cellule e oltre la sede di destinazione nell’organismo.
La farmacologa e biologa Hélène Banoun, Ph.D., ha affermato che tutte le terapie antitumorali che prevedono l’immunizzazione del paziente contro gli antigeni presenti sulle cellule tumorali comportano dei rischi. Ha dichiarato:
«Le cellule mutanti resistenti agli anticorpi diretti contro specifiche proteine tumorali acquisiranno un vantaggio competitivo e prolifereranno. Dopo un certo periodo di tempo, il tumore sfuggirà agli effetti della terapia mirata».
«Questo è ciò che generalmente accade con questo tipo di terapia: si osserva una riduzione del tumore per alcune settimane o mesi, dopodiché la crescita del tumore riprende se il paziente non è riuscito a eliminarlo completamente».
Per gli enti regolatori, tuttavia, la differenza relativa nei tassi di sopravvivenza è in genere «sufficiente perché le autorità sanitarie approvino questo tipo di terapia», ha affermato Banoun.
Secondo Banoun, mRNA-4200 è un esempio di prodotto di terapia genica, e tali prodotti sono stati collegati all’insorgenza del cancro.
«Uno degli effetti collaterali attesi, da monitorare con particolare attenzione con le GTP, è l’induzione di tumori, il che è paradossale per un trattamento destinato a curare il cancro», ha affermato Banoun.
Per i prodotti di terapia genica, è importante «studiare nello specifico la loro biodistribuzione all’interno del corpo del soggetto trattato e la loro escrezione nell’ambiente», ha affermato Banoun. Tuttavia, la sperimentazione clinica di Moderna «non include queste indagini», almeno stando alle informazioni disponibili al pubblico.
Rose si è detta d’accordo. Ha affermato che prodotti come mRNA-4200 «rappresentano strategie “pan-tumorali”» intese a colpire il cancro in modo ampio, e che questo tipo di terapie comporta un rischio perché «la stessa piattaforma di nanoparticelle lipidiche e mRNA si è dimostrata pericolosa e inefficace» nei vaccini contro il COVID-19.
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La riprogrammazione del sistema immunitario comporta il rischio di indurre malattie autoimmuni.
Nei vaccini a mRNA contro il COVID-19, le nanoparticelle lipidiche (LNP) veicolano l’mRNA alle cellule umane. Tuttavia, è stato riscontrato che le LNP trasferiscono quantità eccessive di mRNA, proteina spike e contaminanti del DNA ad altre cellule e in tutto il corpo, anche al di fuori dell’area di trattamento prevista.
Rose ha affermato che tra i potenziali eventi avversi figurano le malattie autoimmuni e il rilascio di citochine, una condizione in cui il corpo rilascia troppe proteine di segnalazione immunitaria troppo rapidamente, causando una risposta immunitaria eccessiva che può danneggiare tessuti e organi sani.
Secondo Karl Jablonowski, Ph.D., ricercatore senior del CHD, «Riprogrammare il sistema immunitario comporta sempre il rischio di indurre malattie autoimmuni».
«Esiste un gruppo di proteine che sono spesso presenti sulle cellule cancerose. Le chiamiamo antigeni tumorali. Se si riesce a istruire il sistema immunitario a distruggere le cellule che esprimono queste proteine, il cancro potrebbe essere sconfitto dalle difese naturali» ha aggiunto.
Tuttavia, «una persona affetta da cancro avrà un rapporto rischio-beneficio drasticamente diverso»ì rispetto a una persona sana», ha affermato Jablonowski. «Moderna non ha mai ammesso un’eccessiva contaminazione da DNA nei vaccini contro il COVID-19, né una contaminazione da DNA all’interno delle nanoparticelle lipidiche (LNP), né il fallimento della DNasi [che degrada il DNA extracellulare] nel degradare tale contaminazione».
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Gli esperti mettono in guardia dal rischio di perdita di peso
Fleetwood ha scritto che ci sono anche dubbi sul fatto che il vaccino mRNA-4200 «o i suoi prodotti possano essere rilasciati dal ricevente originale ad altri attraverso esosomi o vescicole extracellulari nei fluidi corporei escreti».
Banoun ha concordato. Gli esosomi «possono passare nei fluidi corporei ed essere espulsi», ha affermato, un processo che è stato osservato con i vaccini a mRNA contro il COVID-19.
«Questo è ciò che accade con gli mRNA anti-COVID, che passano nel latte materno e probabilmente anche in altri fluidi corporei. È quindi teoricamente possibile che questi prodotti possano essere trasmessi ad altri individui attraverso il rilascio di sostanze», ha affermato Banoun.
Hooker ha affermato di dubitare che Moderna terrà conto dei noti problemi di sicurezza relativi alla tecnologia mRNA nelle sue sperimentazioni cliniche per i vaccini antitumorali a mRNA.
«Dubito che qualsiasi studio clinico sui vaccini antitumorali a mRNA tenga conto di tali problematiche, soprattutto per quanto riguarda le conseguenze a lungo termine di queste iniezioni».
«Purtroppo, abbiamo un intero settore che nega e/o mente sui pericoli della tecnologia mRNA, e l’inevitabile sviluppo di nuovi tipi di terapie e profilassi porterà con sé gli effetti collaterali delle iniezioni originali e potrebbe persino causare danni maggiori».
Il vaccino mRNA-4200 è uno dei diversi vaccini antitumorali a mRNA che Moderna sta sperimentando.
All’inizio di quest’anno, un vaccino antinfluenzale a mRNA della Moderna ha ricevuto l’approvazione unanime da un comitato della Food and Drug Administration (FDA) statunitense per la potenziale approvazione per gli adulti di età pari o superiore a 50 anni, nonostante le preoccupazioni sulla sicurezza e la bassa efficacia.
Le preoccupazioni relative alla sicurezza della tecnologia mRNA hanno indotto un gruppo di scienziati a presentare lo scorso anno una petizione alla FDA per la sospensione o il ritiro dal mercato dei prodotti a base di mRNA.
Michael Nevradakis
Ph.D.
© 20 luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Immagine di Governor Tom Wolf via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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