Geopolitica
323° giorno di guerra
– Le unità di PMC Wagner affermano di aver preso il controllo dell’intero territorio di Soledar. È stata pubblicata una foto di Prigozhin in una miniera di sale che rappresentava uno degli ultimi capisaldi ucraini in città. Le fonti ucraine, tuttavia, contestano che il luogo fotografato sia veramente la miniera in questione. Sempre secondo le fonti russe, nel centro della città si sarebbe formata una sacca in cui si troverebbero militari ucraini che non sono riusciti a lasciare la città. Arestovich, collaboratore di Zelensky, ha riconosciuto la perdita di Soledar, anche se è cercato di minimizzare la sua importanza strategica: la presa di Soledar apre all’esercito russo un’altra strada verso Bakhmut.
– La nomina del generale Gerasimov era necessaria per preparare l’offensiva russa contro l’Ucraina, scrive the Wall Street Journal. La decisione del Cremlino di far tornare il più alto comandante della Russia a guidare lo sforzo militare in Ucraina è un punto di svolta nel conflitto, che forse preannuncia una nuova offensiva russa.
– Lo Stato maggiore delle forze armate ucraine prevede che prossimamente le forze armate russe cercheranno di conquistare l’intero territorio della regione di Donetsk, dopodiché passeranno alla regione di Zaporozhye, ha affermato il vice capo dello Stato Maggiore ucraino Gromov.
– Gli Stati Uniti non vedono segni di preparativi per un attacco all’Ucraina dalla Bielorussia.
Lo ha detto il portavoce del Dipartimento della Difesa USA Pat Ryder.
– Il ministro della Difesa ucraino Reznikov ha dichiarato in un’intervista alla BBC che «il Paese è già de facto nella NATO».
– In un incontro con Zelens’kyj a Leopoli, il presidente polacco Duda ha annunciato la prossima consegna all’Ucraina carri armati Leopard.
– Il segretario alla Marina USA Carlos Del Toro dice che per sostenere ad oltranza l’Ucraina occorre mobilitare l’ industria militare.
– Secondo i media russi le perdite dell’Ucraina nei combattimenti per Soledar possono ammontare a 25 mila persone. Si tratta di una valutazione probabilmente «ottimistica» (dal punto di vista russo) di perdite sicuramente considerevoli.
– Orban ha espresso l’opinione che dal conflitto in Ucraina beneficeranno principalmente gli Stati Uniti, mentre gli europei rimangono la parte perdente nella sfera economica. A suo avviso, l’Europa può già essere definita l’unico perdente in tutto questo conflitto. In precedenza, l’Ungheria aveva espresso l’intenzione di sollevare la questione della revisione delle sanzioni contro la Russia da parte dell’Unione europea
– Importazioni di gasolio UE. In nero dalla Russia. Dal 5 febbraio l’import dalla Russia sarà vietato.
– Foreign Policy: La Turchia ha inviato all’Ucraina munizioni a grappolo progettate per distruggere veicoli corazzati e ha cercato di nascondere queste consegne. Le consegne sono state effettuate a novembre 2022. Si tratta di munizioni convenzionali avanzate a duplice uso prodotte in Turchia in accordo con gli Stati Uniti. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti, in conformità con la legge, non possono esportarli a causa dell’alto livello di difetti di produzione. La Turchia, come gli Stati Uniti, non fa parte della Convenzione sulle munizioni a grappolo, un trattato internazionale che ne proibisce l’uso, il trasferimento e lo stoccaggio.
– La nuova legge ucraina sui media minaccia la libertà dei media e il pluralismo di opinione, ha affermato la Federazione internazionale dei giornalisti (IFJ) e ha proposto di rivederla. Secondo il segretario generale della federazione Anthony Bellanger, la legge «può creare problemi sistematici per la democrazia in Ucraina, poiché espande il controllo statale sui media». «Siamo profondamente preoccupati per la svolta verso l’autoritarismo del governo ucraino per quanto riguarda i media e giornalisti. Non ci può essere democrazia senza giornalismo indipendente».
– Bakhmut/Artemovsk dopo i combattimenti
– Il clima in Europa occidentale è talmente caldo che i depositi sono pieni anche se è gennaio. Il flusso del «transito ucraino» sarebbe sceso negli ultimi 5 giorni da 40 a 35 milioni di metri cubi al giorno. Lo riferisce l’agenzia Reuters.
– Solita diatriba fra il Ministero della Difesa Russo e Prigozhin: entrambi rivendicano ai propri uomini il merito della conquista di Soledar (che peraltro gli Ucraini continuano a negare).
– Secondo il consigliere alla presidenza ucraina Podoljak i patriot forniti a Kiev entreranno in servizio a «metà della primavera». Attualmente è in corso l’addestramento del personale.
– Zelens’kyj ha annunciato di aver privato della cittadinanza ucraina quattro parlamentari del blocco di opposizione, fra cui il magnate Medvedchuk, amico personale di Putin.
Rassegna tratta dal canale Telegram La mia Russia
Immagine da Telegram
Geopolitica
I baltici negheranno lo spazio aereo all’aereo di Fico diretto a Mosca per la celebrazione del Giorno della Vittoria
La Lituania e la Lettonia hanno annunciato che negheranno al premier slovacco Robert Fico l’utilizzo del loro spazio aereo per recarsi a Mosca in occasione della Giornata della Vittoria, il 9 maggio. Fico ha comunque promesso di raggiungere la capitale russa, affermando che gli Stati baltici non gli impediranno di rendere omaggio a coloro che liberarono la Slovacchia dall’occupazione nazista.
Fico ha rivelato il rifiuto in un discorso tenuto sabato. «La Lituania e la Lettonia ci hanno già informato che non ci permetteranno di sorvolare il loro territorio sulla rotta per Mosca. Pazienza», ha affermato, sottolineando come sia anomalo che gli Stati membri dell’UE neghino il diritto di sorvolo al primo ministro di un altro Stato membro.
«Troverò sicuramente un’altra strada, come ho fatto l’anno scorso quando l’Estonia ci ha silurati», ha aggiunto Fico. «L’atteggiamento degli Stati baltici nei confronti della Seconda Guerra Mondiale non può impedirmi di esprimere la mia gratitudine per la liberazione della Slovacchia».
Il primo ministro di Bratislava ricordato che 10.000 soldati dell’Armata Rossa, dell’esercito rumeno e del 1° Corpo d’armata cecoslovacco persero la vita durante la liberazione del Paese. Fico ha inoltre annunciato l’intenzione di visitare il campo di concentramento di Dachau e la Normandia nell’ambito di un più ampio «pellegrinaggio per la pace».
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Nel 2025, gli Stati baltici hanno limitato l’accesso al proprio spazio aereo a diversi leader diretti alla parata per l’80° anniversario di Mosca, adducendo motivi di sensibilità politica, e alcuni di loro, tra cui Fico e il presidente serbo Aleksandar Vucic, sono stati costretti a cambiare rotta. Secondo l’agenzia TASS, l’aereo di Fico ha sorvolato Ungheria, Romania, Mar Nero e Georgia.
Come riportato da Renovatio 21, i due la sera prima della parata 2025 si fecero poi un video selfie dinanzi al Cremlini, il quale li definì «eroi».
La parata dello scorso anno a Mosca ha visto la partecipazione di quasi 30 leader mondiali, tra cui il presidente cinese Xi Jinping, il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, il presidente venezuelano Nicolás Maduro e il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Fico è stato l’unico leader dell’UE a presenziare alle celebrazioni. In seguito ha incontrato il presidente della Federazione Russa Vladimiro Putin.
Il portavoce del Cremlino, Demetrio Peskov, ha dichiarato che Mosca sarà lieta di accogliere quest’anno i rappresentanti dei paesi amici, ma che la lista degli invitati non è ancora stata definita.
L’anno scorso, l’Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, aveva messo in guardia i leader dal partecipare agli eventi del 9 maggio a Mosca, affermando che tali visite «non sarebbero state prese alla leggera dalla parte europea» e li aveva esortati a visitare invece Kiev.
All’epoca, Fico liquidò i suoi commenti come irrispettosi, chiedendosi se non si trattasse di «una forma di ricatto». Il primo ministro di Bratislava ha chiesto anche di recente la sostituzione della Kallas.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Il negoziatore iraniano: Trump ha mentito sette volte in un’ora
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Geopolitica
Trump: cessate il fuoco concordato tra Israele e Libano
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che, a seguito di colloqui tenutisi a Washington, è stato raggiunto un accordo per un cessate il fuoco di dieci giorni tra Israele e Libano.
In un post pubblicato giovedì su Truth Social, Trump ha dichiarato che la tregua sarebbe iniziata alle 17:00 EST (22:00 GMT), a seguito di quelle che ha definito «ottime conversazioni» con il presidente libanese Joseph Aoun e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
I colloqui, tenutisi a Washington DC, sono stati il primo incontro diretto tra le due nazioni «in 34 anni» e hanno visto la partecipazione del Segretario di Stato americano Marco Rubio, ha affermato Trump, aggiungendo di aver incaricato i funzionari statunitensi di collaborare con entrambe le parti per una «pace duratura».
Trump ha anche affermato che l’accordo sarebbe stato il suo «decimo» successo in tal senso. Trump non ha menzionato la guerra in corso tra Israele e Hezbollah, iniziata dopo l’invasione del Libano meridionale all’inizio di marzo, né il tentativo di Israele di annettere di fatto circa il 15% del Paese. La scorsa settimana, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno condotto la più grande ondata di attacchi in Libano dall’inizio del conflitto, bombardando il centro di Beirut poche ore dopo l’annuncio di un cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran.
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Secondo il Ministero della Salute libanese, Israele ha ucciso oltre 2.000 persone e ne ha ferite migliaia dal 2 marzo, tra cui centinaia di donne e bambini. Circa 1,2 milioni di persone sono state sfollate.
In un post successivo, Trump ha invitato Netanyahu e Aoun alla Casa Bianca, descrivendo l’incontro come il «primo colloquio significativo» tra i due Paesi dal 1983.
Secondo quanto riportato, funzionari israeliani avrebbero espresso «indignazione» dopo che Trump ha annunciato il cessate il fuoco prima della prevista riunione del gabinetto di sicurezza israeliano per discutere una tregua. Netanyahu avrebbe detto ai ministri che l’accordo sarebbe entrato in vigore «su richiesta di Trump», secondo Ynet, aggiungendo che le forze israeliane sarebbero rimaste nelle loro posizioni nel Libano meridionale.
L’annuncio di Trump giunge nel mezzo dei continui e mortali attacchi israeliani contro i civili libanesi. Mercoledì, Netanyahu ha dichiarato di aver ordinato un’espansione delle operazioni militari. Diversi raid sul villaggio di Mayfadoun, avvenuti lo stesso giorno, avrebbero causato la morte di quattro paramedici e il ferimento di altri sei.
Sono stati segnalati attacchi anche nei pressi di uno degli ultimi ospedali ancora funzionanti nel sud del Libano, nella città di Tebnine.
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