Vaccino COVID Oxford, quale è stata la reazione avversa?

 

 

Per alcune ore, nonostante i comunicati del Ministero della Salute britannico e della Big Pharma AstraZeneca, nulla si è saputo della malattia che avrebbe colpito una delle cavie umane del teste del vaccino per il Coronavirus.

 

L’articolo della testata medica Stat, che ha per primo rivelato il disastro, non ne faceva menzione. Il MIT Technology Review, house organ del superprestigioso Politecnico bostoniano, faceva spallucce scrivendo che insomma si trattava di qualcosa di normalissimo: «Don’t panic».

 

«È prassi normale sospendere gli studi clinici in questo scenario, con l’arruolamento di nuovi partecipanti e il dosaggio di quelli esistenti sospesi. Sebbene sia una battuta d’arresto, potrebbe essere solo temporanea».

La lingua di legno scientista, unita al fondamentalismo vaccinista e al suo sistema di omertà dà risultati sempre più inarrivabili

 

La lingua di legno scientista, unita al fondamentalismo vaccinista e al suo sistema di omertà dà risultati sempre più inarrivabili.

 

Di fatto, nessuno si chiede cosa abbia avuto il povero essere umano incappato in una reazione avversa tale da fermare lo studio che tutto il mondo sta aspettando – cioè, che tutto il mondo deve comprare, volente o nolente.

 

Va dato credito al New York Times di essere riuscito a reperire una fonte informata che ha nominato la malattia insorta nella cavia umana: mielite trasversa.

 

La mielite trasversa può avere disfunzioni motorie, sensoriali, urinarie, intestinali, respiratorie, stato febbrile , debolezza, ipostenia, affaticamento, intorpidimento degli arti inferiori, parestesia, dolore dicompressione a livello toracico, lieve atrofia muscolare, segni neurologici aspecifici, sofferenza muscolare, tremore, spasmi, contratture, crampi

La mielite trasversa (in acronimo MT) è una sindrome clinica immuno-mediata del sistema nervoso centrale  che provoca un danno neuronale al midollo spinale (mielopatia).

 

Come conseguenze, la mielite trasversa può avere  disfunzioni motorie, disfunzioni sensoriali, disfunzioni urinarie, disfunzioni intestinali,  stato febbrile continuato o episodico, debolezza, ipostenia, affaticamento, intorpidimento degli arti inferiori, parestesia, dolore simile ad una compressione a livello toracico (specie zona collo e schiena), lieve atrofia muscolare con segni neurogeni visibili all’elettromiografia, segni neurologici aspecifici, sofferenza muscolare, tremore, spasmi, contratture, crampi, financo disfunzioni ai muscoli respiratori.

 

La tecnologia vaccinale utilizzata è, anche nel caso del vaccino Oxford-AstraZeneca, una tecnologia nuova e mai testata, come nel caso del vaccino Moderna.

Il vaccino di AstraZeneca utilizza un vettore virale che trasporta i geni del coronavirus nelle cellule umane. Il vettore virale in questo caso è un adenovirus di scimpanzé modificato, alterato per renderlo innocuo per le persone.

I componenti del coronavirus del vaccino hanno lo scopo di innescare una risposta immunitaria protettiva che verrebbe nuovamente stimolata se il vero coronavirus tentasse di infettare un individuo vaccinato

In un documento pubblicato su Lancet a luglio, i ricercatori dietro la formulazione di AstraZeneca hanno riferito che la maggior parte dei partecipanti agli studi di fase 1/2 del vaccino, progettati per valutare la sicurezza del prodotto, aveva sperimentato alcuni effetti collaterali lievi o moderati, inclusi dolori muscolari e brividi.
Nessuna delle reazioni, tuttavia, è stata considerata grave o pericolosa per la vita e si è risolta rapidamente. Il vaccino è stato ritenuto sufficientemente sicuro per procedere a ulteriori test.

 

I virus della scimmia, tuttavia, dovrebbero ricordare agli uomini il caso della SV40, virus diffuso su miliardi di persone grazie al vaccino antipolio, fatto con reni di scimmia. L’SV40, come discusso da più parti, potrebbe essere alla base dell’impennata dei casi di cancro negli ultimi decenni.

 

I virus della scimmia, tuttavia, dovrebbero ricordare agli uomini il caso della SV40, virus diffuso su miliardi di persone grazie al vaccino antipolio, fatto con reni di scimmia. L’SV40, come discusso da più parti, potrebbe essere alla base dell’impennata dei casi di cancro negli ultimi decenni

La mielite trasversa è una malattia autoimmune, cioè una malattia in cui il sistema immunitario attacca il suo stesso organismo. Totale eterogenesi dei fini: invece che insegnare al proprio sistema immunitario a rispondere ad un’invasione, lo si converte in una guerra civile contro il corpo stesso che lo contiene.

 

Il sistema immunitario, del resto, è una realtà complessa non ancora spiegata (prendete, ad esempio, le allergie). L’idea di piegarlo al volere dell’uomo, così come preteso dal massone Jenner, fa pienamente parte di quell’istinto luciferico illuminista tipo del XVIII-XIX secolo: non Dio, ma l’uomo domina su ogni cosa, perfino sul suo stesso inspiegabile sistema immunitario.

 

È vedendo questa tracotanza spirituale e corporale – così evidente anche in questo ultimo episodio – che Renovatio 21 si convince dell’assolutà nefandezza della tecnologia vaccinale in sé.

 

È vedendo questa tracotanza spirituale e corporale – così evidente anche in questo ultimo episodio – che Renovatio 21 si convince dell’assolutà nefandezza della tecnologia vaccinale in sé

Una nota finale: la plasmaferesi, ossia le trasfusioni di plasma à la De Donni, sono considerate come una possibile terapia alla mielite trasversa. Alla fine, torniamo sempre lì.