Politica
«Glitch» in Michigan: «problema tecnico» del software ha erroneamente dato migliaia di voti a Biden in 47 contee compromesse
Il software utilizzato per classificare i voti espressi in 47 contee del Michigan ha erroneamente dato 6.000 voti a Joe Biden, secondo Laura Cox, la presidente del Partito Repubblicano dello Stato.
«Nella contea di Antrim, le schede elettorali per repubblicani sono state contate per i democratici, causando un’oscillazione di 6.000 voti contro i nostri candidati. L’impiegato della contea si è fatto avanti e ha detto che” il software di tabulazione ha avuto problemi e ha causato un errore di calcolo del voto”. Da allora, abbiamo scoperto che le 47 contee utilizzavano lo stesso software con la stessa capacità».
«Nella contea di Antrim, le schede elettorali per repubblicani sono state contate per i democratici, causando un’oscillazione di 6.000 voti contro i nostri candidati»
«La contea di Antrim doveva contare a mano tutte le schede elettorali e queste contee che hanno utilizzato il software devono esaminare attentamente i risultati per discrepanze simili» ha aggiunto la Cox.
Zerohedge nota che nel 2016 Trump ha vinto la contea di Antrim con il 62% dei voti contro il 33% di Hillary Clinton.
Nel frattempo, nella contea di Oakland, nel Michigan , è stato scoperto un altro problema tecnico del computer che ha dato la vittoria alla democratica Melanie Hartman. Una volta risolta, la sua vittoria è stata annullata e l’incumbent (candidato già in carica) Adam Kochenderfer è stato dichiarato vincitore.
Nel 2016 Trump ha vinto la contea di Antrim con il 62% dei voti contro il 33% di Hillary Clinton
Secondo il Detroit Free Press , i funzionari stanno indagando sull’errore .
One Michigan county clerk caught a glitch in tabulation software so they hand counted votes and found the glitch caused 6,000 votes to go to Biden + Democrats that were meant for Trump and Republicans. 47 MI counties used this software. All must check now! pic.twitter.com/21AXyJZDZi
— Robby Starbuck (@robbystarbuck) November 6, 2020
«A quanto pare, c’è stato un problema tecnico a Rochester Hills. E così, in realtà, ho vinto con poco più di 1.100 voti» ha detto Kochenderfer.
La Portavoce della Casa Bianca Kayleigh McEnany aveva twittato già venerdì sulle «irregolarità» del Michigan
Secondo la Free Press , «Il margine era di 1.127 voti, per l’esattezza. Questo gli ha dato una quota del 51,67% del totale (con il 48,23% al suo avversario, Hartman)».
«Sono molto grato ai funzionari che hanno colto l’errore, ma dobbiamo assicurarci di rilevare questi problemi, o prevenirli del tutto», ha aggiunto Kochenderfer.
Il procuratore generale dello Utah Sean Reyes afferma che le elezioni sono state «compromesse»
La Portavoce della Casa Bianca Kayleigh McEnany aveva twittato già venerdì sulle «irregolarità» del Michigan.
(1/3) In MICHIGAN, serious questions must be answered about concrete irregularities if not outright FRAUD:
➡️ In Rochester Hills, 2,000 votes were incorrectly double counted for Democrats
➡️ Election workers wore Biden shirts and clapped as GOP poll watchers were removed
— Kayleigh McEnany (@kayleighmcenany) November 6, 2020
Tutti i glitch vanno nella medesima direzione… E chissà perché
Il procuratore generale dello Utah Sean Reyes afferma che le elezioni sono state «compromesse» e sta prendendo un congedo personale per aiutare la campagna di Trump a indagare.
Come fa notare qualche osservatore, tutti i glitch vanno nella medesima direzione… E chissà perché.
Internet
La polizia tedesca fa irruzione nell’abitazione di un parlamentare dell’AfD per vecchi post sui social
Venerdì mattina, la polizia e la procura di Monaco hanno effettuato delle perquisizioni presso la residenza privata e l’ufficio del parlamentare bavarese dell’AfD René Dierkes, presumibilmente in relazione a presunti insulti e post sui social media risalenti a diversi anni fa. Lo riporta Remix News.
Dierkes, 34 anni, che rappresenta il collegio elettorale di Monaco Est nel landtag (il Parlamento regionale) bavarese, ha dichiarato che l’indagine riguarda post e meme satirici pubblicati circa due anni fa sul suo account X da un membro del suo staff che nel frattempo ha lasciato il lavoro. Ha aggiunto che le autorità stanno anche esaminando un presunto insulto a lui attribuito da un ex membro del partito, che risalirebbe a cinque anni fa.
In una dichiarazione rilasciata dopo la perquisizione, Dierkes ha descritto l’indagine come politicamente motivata e ha accusato i rivali di aver tentato di screditarlo.
«Il contesto è costituito da post sul mio account X risalenti a circa due anni fa, scritti da un dipendente che non lavora più per me», ha affermato, aggiungendo che un rivale interno al partito, che in passato si era candidato a una carica pubblica, aveva lanciato «una campagna diffamatoria contro la mia persona».
«Prenderò provvedimenti contro questa caccia alle streghe politica», ha dichiarato il politico della Baviera.
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Secondo quanto riportato dalla testata germanica Bild, agenti della Polizei si sono presentati sia presso la residenza di Dierkes a Monaco che presso il suo ufficio parlamentare nell’ambito dell’operazione. Inizialmente non era chiaro il fondamento giuridico preciso della perquisizione e la procura di Monaco non aveva immediatamente rilasciato una dichiarazione dettagliata per spiegare l’accaduto.
Il presidente regionale dell’AfD, Stephan Protschka, ha criticato aspramente la decisione, suggerendo che rifletta un pregiudizio politico da parte delle autorità. «Si tratterebbe presumibilmente di presunti insulti. A mio avviso, questa è una decisione umiliante da parte delle autorità nei confronti dell’opposizione», ha dichiarato Protschka al quotidiano Bild.
La perquisizione ha sollevato ulteriori interrogativi poiché il Parlamento bavarese non ha votato formalmente in anticipo per revocare l’immunità parlamentare di Dierkes. Secondo il quotidiano Bild, gli inquirenti hanno proceduto secondo una «procedura semplificata», un meccanismo legale che consente le perquisizioni senza una preventiva votazione parlamentare in determinati casi.
Dierkes, eletto al parlamento bavarese nell’ottobre 2023 e presidente della sezione di Monaco Est dell’AfD, è sotto osservazione da parte dei servizi segreti bavaresi dall’aprile 2025.
Il monitoraggio è seguito a una revisione da parte dell’Ufficio statale bavarese per la tutela della Costituzione, che ha concluso che la sorveglianza era «proporzionata». Secondo una risposta del governo bavarese alle interrogazioni parlamentari dei deputati dei Verdi e dei socialdemocratici, i funzionari hanno individuato dichiarazioni di Dierkes che avrebbero promosso «un concetto etnico di popolo contrario alla dignità umana» e richiesto «la remigrazione in modo incostituzionale», come riportato da BR24 lo scorso anno.
Le autorità hanno inoltre citato la sua notevole influenza sui social media e il suo ruolo di figura di spicco all’interno della struttura di leadership regionale dell’AfD. Il dato relativo alla sua influenza sui social media è controverso: Dierkes ha solo 6.800 follower su X e 5.600 follower su Facebook.
Il Dierkes ha respinto con fermezza l’interpretazione delle sue dichiarazioni fornita dall’ufficio statale e lo scorso anno ha minacciato azioni legali.
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Politica
Il ministro degli Esteri belga attacca il suo premier per le aperture alla Russia
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Politica
Orban: Bruxelles vuole che «i nostri figli muoiano per l’Ucraina»
Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha accusato Bruxelles di trascinare l’UE in una guerra diretta con la Russia attraverso il potenziale invio di truppe in Ucraina.
Intervenendo alla «Marcia per la Pace» di Budapest domenica, che ha riunito decine di migliaia di sostenitori, Orbán ha affermato che Bruxelles si è «assunta la guerra» e sta portando avanti una politica economica da tempo di guerra.
«Non vogliono tenere i problemi a distanza, vogliono affrontarli di petto: più soldi, più armi, più soldati. Non sappiamo il giorno né l’ora in cui il primo soldato di Bruxelles metterà piede sul suolo ucraino, ma accadrà. Non vedono l’ora che vengano inviati soldati con le insegne dell’UE», ha dichiarato.
Il premier magiaro sottolineato l’importanza di rinnovare «l’alleanza contro la guerra» promossa dal suo governo, impegnandosi a «preservare l’Ungheria come isola di sicurezza e tranquillità».
March 15th – Peace March Speech https://t.co/PXzIzFhFaj
— Orbán Viktor (@PM_ViktorOrban) March 15, 2026
Let there be no doubt in Kyiv: you cannot intimidate a thousand-year-old Hungarian state with oil blockades, blackmail, or threats. We will not be swayed. We will not be broken. Hungary will not bend. 🇭🇺 pic.twitter.com/qp076PTFFv
— Orbán Viktor (@PM_ViktorOrban) March 15, 2026
🇭🇺 What belongs to Hungary will remain in Hungarian hands. Our money, our sovereignty, our future. Neither Brussels, Ukraine, nor the global financial elites will take what is ours. Hungary will not yield an inch. Hungary will stay out of the war. pic.twitter.com/jbA6BBrs9h
— Orbán Viktor (@PM_ViktorOrban) March 16, 2026
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«I nostri figli non moriranno per l’Ucraina; vivranno per l’Ungheria», ha affermato Orban. «Proteggeremo il sostegno alle madri, proteggeremo i nostri figli e non permetteremo che i nostri colori nazionali vengano sostituiti con bandiere ucraine o arcobaleno».
Orban ha inoltre sostenuto che «forze enormi» stanno esercitando pressioni politiche ed economiche sull’Ungheria per «deviare il Paese dal suo stesso percorso», bloccando i finanziamenti e le forniture di energia a prezzi accessibili. Ha accusato Bruxelles di voler trasformare gli ungheresi in «servi del debito» per finanziare lo sforzo bellico, «usando l’Ucraina come pretesto», e di voler provocare un cambio di governo a Budapest perché la sua amministrazione si rifiuta di consegnare «le chiavi del tesoro».
Il governo Orban si è da tempo opposto alla politica dell’UE di armare e finanziare l’Ucraina contro la Russia, così come alla candidatura di Kiev all’adesione al blocco.
Le tensioni tra Budapest e Kiev si sono intensificate negli ultimi mesi dopo che l’Ucraina ha interrotto le forniture di petrolio russo a Ungheria e Slovacchia attraverso un oleodotto risalente all’epoca sovietica, mentre il presidente ucraino Zelens’kyj e perfino un ex generale di Kiev hanno rivolto anche minacce personali dirette a Orban.
Come riportato da Renovatio 21, tre settimane fa l’Ungheria ha dichiarato che schiererà truppe contro potenziali attacchi ucraini.
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Immagine screenshot da Twitter
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