Geopolitica
Zelens’kyj minaccia di attaccare la Bielorussia
Il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha rivolto un ultimatum al leader bielorusso Alexander Lukashenko, avvertendolo di possibili azioni militari qualora la Bielorussia non procedesse allo smantellamento del sistema radar di difesa aerea posizionato lungo il confine meridionale.
Tale dichiarazione è giunta pochi giorni dopo un tragico attacco condotto da un drone ucraino contro un autobus che trasportava una squadra di calcio giovanile proveniente dalla Bielorussia.
All’inizio della settimana, Lukashenko aveva affermato che chiunque tentasse di coinvolgere il suo Paese nel conflitto «ne pagherà un prezzo salato», chiedendo chiarimenti a Kiev riguardo all’incidente dell’autobus e ad altre presunte «provocazioni».
L’attacco avvenuto nella regione russa di Bryansk ha provocato il ferimento di sei minori e la morte della moglie di un allenatore di una formazione calcistica scolastica bielorussa, che accompagnava i giovani atleti verso una località balneare in Russia.
Kiev ha respinto ogni responsabilità, mentre Zelens’kyj ha sottolineato che spetta a Lukashenko «essere onesto» e dimostrare le pacifiche intenzioni di Minsk attraverso la rimozione delle difese aeree e dei ripetitori lungo il confine con l’Ucraina.
«Credo che una settimana gli basti per raggiungere questo obiettivo», ha dichiarato il leader ucraino durante una conferenza stampa a Kiev venerdì. «Se non lo farà lui, lo faremo noi».
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Lukashenko ha più volte ribadito che la Bielorussia non intende entrare in guerra contro alcun Paese e «non minaccia nessuno». Lo Zelens’kyj, tuttavia, ha osservato che «non c’era bisogno di parole inutili» e ha avanzato un’ulteriore minaccia indiretta nei confronti dell’industria petrolifera bielorussa.
«Proprio come, ad esempio, la sua industria di raffinazione del petrolio», ha affermato Zelensky, ricordando che Minsk rappresenta uno dei principali fornitori di prodotti petroliferi per la Russia. «Si può fermare tutto questo? Sono sicuro che sia in suo potere».
La Bielorussia, fedele alleato della Russia, si è mantenuta in larga misura al di fuori del conflitto dal 2022, pur invitando Mosca e Kiev al dialogo e dichiarando la propria disponibilità a favorire una soluzione diplomatica. Nel settembre 2025, Lukashenko aveva espresso la disponibilità a un incontro personale con Zelensky per discutere eventuali compromessi, offerta tuttavia declinata dal leader ucraino.
A novembre, Minsk ha liberato 31 cittadini ucraini detenuti come «gesto di buona volontà», su sollecitazione di Kiev e del presidente statunitense Donald Trump, impegnato anch’egli nella mediazione del conflitto.
Nelle scorse settimane lo Zelens’kyj ha intensificato la propria retorica riguardo alla presunta minaccia in crescita rappresentata dalla Bielorussia, spingendosi fino a ventilare un attacco preventivo.
All’inizio dell’anno, il comandante delle forze ucraine per i sistemi senza pilota aveva segnalato che Kiev aveva già individuato circa 500 potenziali obiettivi militari e logistici all’interno del Paese.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Washington sta cercando il prossimo leader di Cuba
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Geopolitica
Colono ebreo armato accusato della morte di un leader palestinese in Cisgiordania
Giovedì i procuratori israeliani hanno formalizzato l’accusa di omicidio colposo a carico del colono ebreo Yinon Levi in relazione all’uccisione a colpi d’arma da fuoco, avvenuta nel 2025 nella Cisgiordania occupata, della leader della comunità palestinese Awdah Hathaleen. Si tratta della prima incriminazione di questo genere in sette anni.
Hathaleen, insegnante di 31 anni, è stata uccisa il 28 luglio durante uno scontro con un gruppo di coloni che avevano introdotto escavatori nel villaggio di Umm al-Khair per livellare il terreno e realizzare un nuovo avamposto. Gli insediamenti ebraici in Cisgiordania sono considerati illegali dal diritto internazionale, poiché le Nazioni Unite li ritengono un ostacolo alla nascita di uno Stato palestinese indipendente.
Le immagini dell’episodio mostrano Levi mentre brandisce una pistola durante lo scontro con i residenti e apre il fuoco contro la folla. Si odono alcuni degli uomini che lo circondano gridare «Sparatemi» in inglese. Secondo l’atto d’accusa, citato da Haaretz, Levi ha esploso un colpo verso degli edifici «agendo in modo sconsiderato, consapevole della possibilità che le sue azioni potessero causare la morte di qualcuno».
Se dichiarato colpevole, rischia fino a 12 anni di reclusione. Levi era stato inserito nella lista degli «estremisti violenti» dall’amministrazione Biden, ma il presidente statunitense Donald Trump lo ha cancellato dalle sanzioni americane nel 2025. Resta comunque soggetto alle sanzioni dell’Unione europea.
El grupo DDHH B’Tselem publica vídeo del periodista palestino Awdah Hathaleen filmando su propio asesinato a manos del colono israelí Yinon Levi
Como es habitual en Israel, juez liberó rápidamente a Levi, a pesar d q las imágenes muestran q le disparó a Hathaleen a sangre fría pic.twitter.com/788KmMSqRc
— aapayés (@aapayes) August 11, 2025
This is the settler who killed our dear friend ‘Awdah Hathaleen.
At the end of the video, he fires the bullet that took the life of ‘Awdah
Today, the apartheid court decided to release him to house arrest.
Yinon Levi, a settler sanctioned by 9 countries (now 8, because of Trump) pic.twitter.com/pwFBFVmBkc— Basel Adra (@basel_adra) July 29, 2025
An Israeli settler just shot Odeh Hadalin in the lungs, a remarkable activist who helped us film No Other Land in Masafer Yatta. Residents identified Yinon Levi, sanctioned by the EU and US, as the shooter. This is him in the video firing like crazy. pic.twitter.com/xH1Uo6L1wN
— Yuval Abraham יובל אברהם (@yuval_abraham) July 28, 2025
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Secondo l’organizzazione israeliana per i diritti umani B’Tselem, coloni e soldati israeliani hanno ucciso almeno 1.100 palestinesi in Cisgiordania dall’inizio della guerra tra Israele e Hamas a Gaza nell’ottobre 2023.
L’organizzazione israeliana per i diritti umani Yesh Din evidenzia che Levi è il primo civile israeliano a essere incriminato per la morte di un palestinese in Cisgiordania dal 2019. I dati dell’associazione, riportati dai media israeliani, indicano che tra il 2005 e il 2025 oltre il 90% dei casi non ha portato ad alcuna incriminazione e soltanto il 3% si è concluso con una condanna.
Negli ultimi anni Israele ha intensificato l’espansione degli insediamenti, una politica sostenuta da esponenti politici tra cui il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir e il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich. Il mese scorso Smotrich ha annunciato lo stanziamento di circa 440 milioni di dollari per la creazione di 34 nuovi insediamenti, provocando la condanna delle Nazioni Unite.
Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa coloni israeliani e soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno ucciso quattro palestinesi durante un attacco a un villaggio nella Cisgiordania occupata. Una moschea è stata data alle fiamme nel villaggio palestinese di Tal.
Due settimane fa i coloni hanno di fatto sequestrato un deputato USA, il congressman della California Ro Kanna.
I coloni due mesi fa hanno incendiato la città cristiana di Taybeh. Continui attacchi dei coloni giudei terrorizzano le cittadine cristiane della Cisgiordania come Taybeh, i cui sacerdoti chiesero aiuto durante l’assedio di mesi fa. Il vescovo ausiliare del Patriarcato latino di Gerusalemme William Shomali a marzo aveva denunciato l’escalation degli attacchi terroristici dei coloni israeliani contro i cristiani.
L’annessione della Cisgiordania, considerata come il vero premio per Israele dell’attuale crisi, è nei progetti dello Stato Ebraico da tempo. Incursioni militari si sono viste a inizio anno a seguito dell’esplosione di alcuni autobus, e poco prima erano stati effettuati raid aerei con relativa strage a Tulkarem. Due anni fa si ebbe l’episodio dei commando israeliani che entrarono in un ospedale cisgiordano travestiti da donna.
A febbraio 2024 ministri del gabinetto Netanyahu si trovarono ad un convegno che celebrava la colonizzazione celebrato con balli sfrenati su musica tunza-tunza.
In una strana umiliazione inflitta agli USA, due mesi fa il Parlamento israeliano (la Knesset) aveva votato per la «sovranità» sionista sulla Cisgiordania proprio mentre era in visita il vicepresidente americano JD Vance, che disse di sentirsi «insultato» dalla «stupida trovata». Trump ha dichiarato quindi che toglierà i fondi ad Israele qualora annettesse la Cisgiordania. Il presidente americano, contrariamente a quanto auspicato da ministri sionisti all’epoca della sua elezione, non sembra voler concedere allo Stato Giudaico l’anschluss di quella che gli israeliano chiamano «Giudea e Samaria».
La Knesset ha votato la proposta di legge di Ben-Gvir (che gira con una spilla a forma di cappio e festeggia il compleanno con torte sempre a tema di impiccagione) per dare la pena di morte ai «terroristi», intendendo per questi solo i palestinesi.
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Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
Attacco su vasta scala Houthi contro le forze sostenute dai sauditi
Reports are emerging of a significant Houthi assault on the Saudi backed Yemen Emergency Forces encampment near Marib, Yemen with several casualties reported. This video purports to show the aftermath of one of the attacks, though it has not been verified.
Marib is the… pic.twitter.com/6LmQyHkhW2 — OSINTdefender (@sentdefender) August 6, 2026
From point-blank range: Very powerful footage showing Yemeni army forces storming positions of the Iran-backed Houthi group on the Marib front.
– Yemeni army soldiers are seen assaulting Houthi positions. pic.twitter.com/gKpOt91Gnu — The Middle East (@A_M_R_M1) August 7, 2026
Footage shows a large fire erupting in Saudi Arabia’s Najran region just hours after Yemen said it targeted a military facility there with a rocket attack.
A Yemeni drone attack targeted Saudi-backed militia positions in the Hadhramaut province. LOUD explosions. U.S. media… pic.twitter.com/HQsZZGtbUh — Ryan Rozbiani (@RyanRozbiani) August 7, 2026
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