Persecuzioni
Vescovi indiani: «Angoscia e condanna» per l’aumento di attacchi ai cristiani a Natale
Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
In una nota la Conferenza episcopale condanna l’escalation «allarmante» di assalti e violenze alla vigilia della festa. Fra gli episodi anche insulti e molestie contro una donna ipovedente. Nel Kerala arrestato un 24enne legato al Rashtriya Swayamsevak Sangh che ha aggredito bambini che intonavano canti natalizi.
Profonda angoscia e una ferma condanna. È quanto esprime in una nota la Conferenza episcopale indiana (CBCI), in riferimento a quello che definiscono «allarmante aumento» di attacchi contro i cristiani »in vari Stati del nostro Paese durante il periodo natalizio».
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«Questi episodi mirati, in particolare contro cori natalizi pacifici e congregazioni riunite nelle chiese per pregare, minano gravemente» prosegue la dichiarazione dei vescovi «le garanzie costituzionali indiane di libertà di religione e il diritto di vivere e praticare il proprio culto senza timore». La CBCI si dice «sconvolta» da un filmato diventato virale in rete e proveniente da Jabalpur, nel Madhya Pradesh. »Una donna ipovedente» denunciano i prelati «che partecipava a un programma natalizio è stata pubblicamente insultata e molestata fisicamente» dal vice-presidente locale del BJP (Bharatiya Janata Party) Anju Bhargava e da gruppi di facinoroso che «hanno interrotto le riunioni natalizie».
«Alla luce di tale condotta egregia e disumanizzante, la CBCI» prosegue la nota «chiede l’immediata espulsione di Anju Bhargava dal BJP». Altrettanto inquietante è la diffusione di manifesti pieni di odio nel Chhattisgarh, che invitano a un bandh [forma di protesta pubblica] il 24 dicembre contro i cristiani, che può inasprire le tensioni e fomentare ulteriori violenze.
I vescovi condannano «questi atti di odio» e si appellano ai governi degli Stati e all’esecutivo centrale perché adottino «misure urgenti e visibili contro tutti gli individui e le organizzazioni che diffondono odio e violenza». La CBCI, conclude la dichiarazione a firma di padre Robinson Rodrigues, chiede al ministro degli Interni Shri Amit Shah jj «di garantire la rigorosa applicazione della legge e la protezione delle comunità cristiane» perché la festa del Natale sia celebrata in un clima di pace, armonia e sicurezza.
Nel frattempo la polizia del Kerala ha arrestato un membro del Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS), legato anche al BJP, con l’accusa di aver aggredito un gruppo di bambini che intonavano canti natalizi nel distretto di Palakkad. Secondo quanto riferito, l’indagato avrebbe spaventato i bambini dopo averne aggrediti un paio e aver danneggiato il tamburo che il gruppo stava utilizzando. La persona arrestata è stata identificata come Ashwin Raj, 24enne originario di Kalandithara, Puthussery. L’incidente è avvenuto la sera di domenica 21 dicembre, quando un gruppo di dieci studenti è arrivato nella zona fra canti natalizi e note di strumenti musicali.
Secondo la denuncia, gli attivisti RSS-BJP che si erano radunati nella zona hanno fermato gli studenti, li hanno minacciati e hanno chiesto che i gruppi di piccoli cantori non entrassero nella cittadina. Durante il confronto, Ashwin Raj avrebbe aggredito alcuni di loro e danneggiato gli strumenti musicali. Terrorizzati, i bambini hanno immediatamente informato i familiari e, insieme a loro, si sono recati alla stazione di polizia per sporgere denuncia. A seguito di un’inchiesta, la polizia ha arrestato l’imputato che si trova ora in custodia cautelare con accuse previste ai sensi della Sezione 308 del Bharatiya Nyay Sanhita (il nuovo Codice penale indiano).
Domenica, il ministro dell’Istruzione del Kerala V. Sivankutty ha segnalato alcuni episodi in cui le direzioni scolastiche hanno annullato le celebrazioni natalizie sotto pressione, presumibilmente da parte di gruppi dell’estrema destra indù fedeli al Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS). L’alto funzionario ha reagito con veemenza dopo che il quotidiano Deshabhimani, organo di stampa del CPM(Communist Party of India), ha affermato che alcune scuole gestite dal Sangh Parivar e un’altra con una «direzione indù» hanno deciso di non organizzare programmi natalizi.
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Secondo quanto riferito dal Times of India (TOI), almeno un istituto avrebbe raccolto contributi prima di revocare la decisione. Alcuni genitori hanno presentato una petizione congiunta al ministro contro una scuola di Thiruvananthapuram che ha annullato le celebrazioni dopo averle pianificate, mentre gruppi indù di estrema destra sui social media hanno preso di mira i cristiani: fra intimidazioni e minacce, il monito ricorrente è di interrompere le feste dei Natale per non incorrere in «conseguenze non specificateÐ.
Sivankutty ha accusato l’RSS e le sue affiliate di cercare di espellere le pratiche religiose e le celebrazioni delle minoranze cristiane e musulmane dalla vita culturale del Kerala, per «creare divisioni nella società». Per il ministro i radicali indù vorrebbero replicare nel Kerala il «modello del Nord» di «emarginazione delle minoranze» ma ha aggiunto che ogni tentativo di divisione o di odio verrà respinto con forza.
Il TOI riferisce inoltre che i vertici della scuola “filo-indù” citata nell’articolo non avrebbero vietato di celebrare i Natale. «Tuttavia» prosegue il racconto « stata imposta una restrizione sul taglio della torta in considerazione dei timori di possibili intossicazioni alimentari. Le celebrazioni natalizie si terranno comunque», ha affermato un funzionario.
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Immagine della cattedrale di San Tommaso a Madras
Immmagine di Joe Ravi via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Persecuzioni
Frammento di missile iraniano colpisce vicino al Monte del Tempio a Gerusalemme
Another video shows the moment a fragment from an Iranian ballistic missile struck Jerusalem’s Old City this afternoon. pic.twitter.com/qNvTXmRDr6
— Emanuel (Mannie) Fabian (@manniefabian) March 20, 2026
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Il Monte del Tempio riveste un’importanza fondamentale per il cristianesimo ed è uno dei luoghi sacri più importanti sia per gli ebrei che per i musulmani; l’attacco è avvenuto proprio mentre la festività islamica di Eid al-Fitr segna la fine del Ramadano. «Gerusalemme è un simbolo globale di santità; danneggiare l’area in cui si trovano i luoghi sacri dell’ebraismo, del cristianesimo e dell’islam è un atto grave e inaccettabile», ha dichiarato in un comunicato il rabbino del Muro Occidentale Shmuel Rabinowitz, dopo la caduta di frammenti nella Città Vecchia all’inizio di questa settimana. «Il mondo intero riconosce che i luoghi sacri devono rimanere al di fuori di qualsiasi conflitto», ha aggiunto. L’episodio ha fatto pensare tuttavia alle recenti parole di un altro rabbino, Yosef Mizrachi, che in un video ampiamente circolato in rete invoca un’operazione sotto falsa bandiera per distruggere la moschea di Al-Aqsa.🚨🚨 BREAKING: IRANIAN BALLISTIC MISSILE LANDS JUST A FEW METERS FROM THE WESTERN WALL AND THE AL-AQSA MOSQUE IN JERUSALEM. pic.twitter.com/9dXg4J9q5B
— Breaking911 (@Breaking911) March 20, 2026
Rabbi Yosef Mizrachi
“Missiles will hit the mosque and clear the place for the Jewish Temple Mount. If it was up to me, the last time when they shot hundreds of missiles, I would pretend that one missile came from Iran and shoot it” He asking for false flag to destroy Al-Aqsa pic.twitter.com/9AI6Tz705y — Ounka (@OunkaOnX) March 2, 2026
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Persecuzioni
Israele rifiuta di riaprire la moschea di Al-Aqsa per la fine del Ramadano
La moschea di Al-Aqsa, uno dei siti più sacri per i musulmani a Gerusalemme, è rimasta chiusa dalle autorità israeliane, nonostante i musulmani di tutto il mondo stiano celebrando l’Eid al-Fitr, l’ultimo venerdì del Ramadano che segna la fine del digiuno.
Il complesso è stato chiuso durante l’attuale guerra con l’Iran e, per la prima volta dal 1967, ai fedeli non è stato concesso di celebrare la festività in quel luogo.
Venerdì, decine di persone si sono radunate a Gerusalemme per pregare, ma i loro tentativi di avvicinarsi alle porte della Città Vecchia sono stati respinti con gas lacrimogeni dalle forze di sicurezza israeliane dislocate ai posti di blocco, come documentano le immagini girate sul posto.
🚨Israeli Forces Attack Worshippers In Occupied Jerusalem
When a group of Palestinians congregated for prayer at Bab Al-Amoud (Damascus Gate) of the Old City, they were viciously attacked.
They were praying there because of a bad on entering Al-Aqsa Mosque during Ramadan. pic.twitter.com/oTBnqrYiiN
— MintPress News (@MintPressNews) March 18, 2026
💔🇵🇸 NOW: The Israeli occupation forces are firing live ammunition at Palestinians & preventing them from advancing towards the Al-Aqsa Mosque to perform the Eid al-Fitr prayer pic.twitter.com/ORNy5eSvzX
— Jackson Hinkle 🇺🇸 (@jacksonhinklle) March 20, 2026
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Il 28 febbraio, Israele ha imposto restrizioni all’accesso alla Città Vecchia, incluso il complesso della moschea di Al-Aqsa, motivandole con ragioni di sicurezza in concomitanza con l’attacco congiunto contro l’Iran da parte di Israele e Stati Uniti. La moschea resta inaccessibile mentre il conflitto entra nella sua quarta settimana. All’inizio di marzo, un gruppo di otto nazioni a maggioranza musulmana – Egitto, Giordania, Indonesia, Pakistan, Qatar, Turchia, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti – ha diffuso una dichiarazione congiunta di condanna per la chiusura.
«Le restrizioni di sicurezza all’accesso alla Città Vecchia di Gerusalemme e ai suoi luoghi di culto, unitamente alle restrizioni di accesso discriminatorie e arbitrarie agli altri luoghi di culto nella Città Vecchia, costituiscono una flagrante violazione del diritto internazionale», ha affermato il gruppo, sottolineando che Israele «non ha alcuna sovranità su Gerusalemme occupata o sui suoi luoghi sacri islamici e cristiani».
Con l’approssimarsi della Pasqua, le misure di sicurezza imposte da Israele nella Città Vecchia mettono a rischio anche le celebrazioni cristiane. La Chiesa del Santo Sepolcro, il luogo più sacro del cristianesimo, rimane inaccessibile, alimentando timori per la cerimonia del Fuoco Santo, un rito ortodosso di grande importanza che si svolge ogni anno il Sabato Santo.
Come riportato da Renovatio 21, la cerimonia del fuoco sacro subisce restrizioni da parte dello Stato Ebraico che le chiese definiscono «irragionevoli».
Quest’anno la cerimonia è prevista per l’11 aprile e non è ancora chiaro se ai gerarchi cristiani e ai fedeli sarà permesso l’accesso alla chiesa. Per i cristiani ortodossi, l’impossibilità di ottenere il Fuoco Sacro è considerata un cattivo presagio e potenzialmente un segnale dell’avvicinarsi della fine dei tempi.
Come riportato da Renovatio 21, quattro anni fa emersero immagini preoccupanti di un raid delle forze israeliane nella Moschea di Al-Aqsa, dove rimasero feriti molti fedeli musulmani palestinesi.
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La moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme è il terzo luogo più sacro dell’Islam, dopo la Kaaba (la pietra nera) alla Mecca e la Moschea del Profeta a Medina. Il suo nome deriva dal Corano (Sura al-Isra’ 17:1), che descrive il viaggio notturno (Isra’ e Mi’raj) del profeta Maometto, che secondo il credo musulmano fu trasportato miracolosamente dalla Mecca ad Al-Aqsa, lì guidò in preghiera tutti i profeti precedenti, poi ascese al cielo.
Per i musulmani rappresenta un simbolo di unità profetica, santità e connessione divina. Fu la prima qibla (direzione della preghiera) prima di volgersi verso la Mecca.
Oggi è al centro del complesso del Monte Majid, detto anche al-Haram al-Sharif (il «Nobile Santuario»), considerato benedetto e vicino al paradiso. Rappresenta fede, identità e resistenza per i musulmani, specialmente palestinesi, e suscita profonda emozione globale quando la sua integrità è minacciata.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Persecuzioni
Islamabad, la tragedia dei rifugiati cristiani afghani
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