Bioetica
Vaccini e obiezione di coscienza: come producono le linee cellulari da feto abortito
Pubblichiamo la trascrizione dell’ intervento della dottoressa Martina Collotta al convegno organizzato da Renovatio 21 «Fede, Scienza e Coscienza» tenutosi a Roma il 13 marzo 2019.
Buona sera a tutti,
come avete sentito io sono un medico e una quasi mamma tutti gli effetti, quindi l’invito che farò in questo incontro è quello all’obiezione di coscienza per quanto riguarda i vaccini ottenuti da linee cellulari provenienti da feti abortiti, [invito] che non va unicamente ai genitori ma anche agli operatori sanitari e ai medici prima di tutto, che sono coloro che sono chiamati a somministrare questi vaccini.
Vorrei spiegarvi brevemente e come vengono ottenute queste linee cellulari a partire dalle tecniche di aborto, che vedremo, sono a dir poco degli omicidi efferati.
È vero che da un punto di vista della ricerca scientifica, per ottenere dei vaccini da virus, vaccini contro dei virus, sono necessarie delle cellule. Questo perché i virus non possono crescere da soli se non hanno un macchinario della cellula in cui replicarsi.
Queste cellule devono essere delle cellule sane: i feti provengono quindi da aborti volontari e non da aborti spontanei
Quello che non è vero, come è stato detto anche nella relazione precedente, è che queste cellule debbano essere umane, tanto meno che debbano essere necessariamente cellule di feti.
Questo fa ovviamente comodo perché, come abbiamo visto, una cellula proveniente da un feto abortito è una cellula estremamente giovane, cioè una cellula che in laboratorio per il ricercatore ha una resa grandissima perché si può replicare molte più volte rispetto alla cellula di un individuo anziano. Ma si tratta di una questione che è meramente economica.
L’altro punto fondamentale è che queste cellule devono essere delle cellule sane: i feti provengono quindi da aborti volontari e non da aborti spontanei. Un aborto spontaneo, soprattutto a delle età gestazionali così basse come quelle da cui sono state ottenute le linee cellulari, è un aborto che in molti casi è dovuto a degli errori genetici importanti e questo, da un punto di vista meramente utilitaristico, dal punto di vista del ricercatore, significa che quelle cellule sono inutili.
Un aborto spontaneo quindi non è materia utile. Cercano aborti esclusivamente volontari.
L’altro motivo è che gli aborti volontari permettono di essere organizzati, pianificati. Permettono di avere a disposizione un ricercatore o un tecnico di laboratorio che immediatamente va, preleva quei tessuti quegli organi, stacca le cellule le separa chimicamente e le prepara per essere coltivate in laboratorio. Se tutto questo non fosse stato organizzato prima, per il ricercatore non ci sarebbe nulla da fare.
Questo quindi non solo ci porta a dire che l’aborto è ovviamente un omicidio, ma in questo caso è un omicidio premeditato, il che è una aggravante.
Ora vi voglio spiegare brevemente le tecniche perché alcune sono state già citate, e sono essenzialmente quella dell’isterotomia addominale, che possiamo tradurre semplicemente con un taglio cesareo. Solo che in questo caso il bambino non viene tolto dal grembo per essere lasciato vivere ma per essere ucciso.
Gli aborti volontari permettono di essere organizzati, pianificati. Permettono di avere a disposizione un ricercatore o un tecnico di laboratorio che immediatamente va, preleva quei tessuti quegli organi, stacca le cellule le separa chimicamente e le prepara per essere coltivate in laboratorio
Gli altri casi sono ancora più crudeli e qui mi permetto di dire che utilizzerò delle parole che sono dei tecnicismi, ma questo non significa che non si riconosca quello che chiamo o embrione o feto come persona umana, perché lo è dal concepimento. Non ci sono immagini anche perché le immagini di questo tipo di aborti sono veramente cruente e quindi se qualcuno ha interesse le guardi separatamente.
Le due tecniche infatti che sono principalmente utilizzate prevedono, sostanzialmente, lo smembramento del corpo del feto, perché il canale cervicale viene dilatato o meccanicamente o con l’ausilio di farmaci e all’interno di esso vengono introdotti degli strumenti come il forcipe o delle pinze, attraverso cui il feto viene afferrato generalmente per un arto, una gamba o un braccino e viene estratto a forza dal corpo della mamma.
Questo significa che non certo in tutti i casi il corpo del feto esce integro, e anche qualora uscisse integro viene semplicemente lasciato morire perché in quel momento il bambino è vivo.
In molti casi invece succede che viene di fatto dilaniato: un feto muore per smembramento ma questo poco importa chi sta raccogliendo quelle cellule, perché i metodi vengono definiti non traumatici per i tessuti fetali che non significa affatto che non siano traumatici per il feto.
L’altra tecnica invece, quella che si usa addirittura fino alle ultime settimane di gravidanza, prevede di praticare un foro con delle forbici nel cranio del piccolo bambino e di aspirarne il contenuto: questo permette alla testa di collassare. La testa è la parte più voluminosa e quindi tutto il corpo può essere quindi estratto dall’utero della madre.
Queste due procedure, lo sottolineo, sono fatte con il feto che è vivo: alcuni abortisti dicono che cercano di tagliare il cordone ombelicale, come atto di misericordia in qualche modo, per provocare prima la morte del feto in utero, ma nella maggior parte dei casi questo non avviene perché di fatto è una complicazione tecnica e che ben poco interessa a chi sta praticando l’aborto in quel momento.
Isterotomia addominale, che possiamo tradurre semplicemente con un taglio cesareo: in questo caso il bambino non viene tolto dal grembo per essere lasciato vivere ma per essere ucciso
Per di più se pensiamo all’utilizzo in cui servono dei tessuti o degli organi che sono vivi, vitali, perfusi, tagliare prima del tempo il cordone ombelicale significherebbe esporre inutilmente le cellule, che sono questo prezioso materiale, a un danno da asfissia.
In tutto questo il feto che è vivo sente dolore.
E il tema del dolore fetale, che è molte volte trascurato, ha delle prove scientifiche che sono forti. Alle obiezioni come il feto sta dormendo, il feto è in uno stato di sonno, è facile rispondere che anche noi durante il sonno da un forte stimolo, a maggior ragione doloroso, veniamo risvegliati e comunque il sogno del feto non copre tutto il tempo della sua vita nel grembo uterino, nel grembo materno.
Ancor più sappiamo che il feto ha una sensibilità al tatto molto molto sviluppata: è vero questo addirittura nel neonato fino a un anno di vita, quindi possiamo immaginarci, non solo che senta in maniera ancora più intensa di noi il tocco o la presa delle pinze, ma che senta ancora più fortemente uno stimolo doloroso che gli venga comunicato proprio attraverso la cute.
Un’altra obiezione che viene fatta e che apparentemente sembra più scientifica è che il feto non ha ancora una corteccia cerebrale sviluppata, ma basta uno studio della neuroanatomia per dire che le vie del dolore sono in realtà delle vie molto profonde che in coinvolgono il talamo, coinvolgono dei nuclei che nel feto si sviluppano prestissimo. Quindi di fatto il dolore viene avvertito o perlomeno nulla ci permette di dire che non ci sia stato di coscienza nel feto, quindi nel momento in cui quel bimbo viene ucciso con queste tecniche così crudeli è vivo.
Abbiamo dunque parlato di un aborto che è di fatto un omicidio premeditato, con in più l’aggravante dell’efferatezza. C’è una crudeltà estrema nelle tecniche di aborto che vengono utilizzate in questi casi. Tanto più se il feto dovesse essere estratto vivo, essere sopravvissuto, a queste tecniche, di fatto viene vivisezionato perché quello che conta è raccogliere gli organi, raccogliere i tessuti. Altrimenti viene lasciato morire di fame di sete e di freddo perché in quel momento il bambino non ha nessuna protezione nessuna difesa contro l’ambiente esterno.
In tutto questo il feto che è vivo sente dolore
La crudeltà di un aborto eseguito in questo modo, di un aborto che è un omicidio, neanche di fronte alla legge potrebbe cadere in prescrizione: un omicidio premeditato con l’aggravante dell’efferatezza non cade in prescrizione.
Un omicidio non cade in prescrizione e questo è valido anche dal punto di vista morale eppure c’è qualcosa che lascia sconcertati: c’è stato un cambio di paradigma, possiamo dire, dal documento della Pontificia Accademia per la Vita del 2005 [che vi è stato appena presentato] a un documento della nuova Pontificia Accademia per la Vita del luglio del 2017.
Io vi cito testualmente quello che c’è scritto in questo documento:
«le linee cellulari attualmente utilizzate sono molto distanti dagli aborti originali e non implicano più quel legame di cooperazione indispensabile a una valutazione eticamente negativa del loro utilizzo».
Non appare più quel legame di cooperazione indispensabile per una valutazione eticamente negativa: sulla base di che cosa?
Si dice che queste linee cellulari sono distanti. Io mi sono interrogata sul possibile significato di questo distanti sotto due punti di vista: uno diciamo così filosofico e l’altro prettamente biologico. Possiamo dire innanzitutto che non c’è una distanza se non nel tempo, nel senso che si ha una perfetta continuità: per il principio di continuità, dal momento stesso del concepimento che è l’unico momento in cui sia un cambio sostanziale, tutto il resto del processo di crescita dell’embrione prima del feto poi del bambino e dell’adulto è in perfetta continuità.
Non c’è una distanza tanto più che lo riprova anche la biologia stessa: la genetica ci dice che quelle cellule sono le stesse, 50 anni fa come oggi, sono semplicemente invecchiate. Se a quel bambino fosse stata data la possibilità di venire al mondo sarebbe lo stesso di 50 anni fa, solo più vecchio.
C’è una crudeltà estrema nelle tecniche di aborto che vengono utilizzate in questi casi. Tanto più se il feto dovesse essere estratto vivo, essere sopravvissuto, a queste tecniche, di fatto viene vivisezionato perché quello che conta è raccogliere gli organi, raccogliere i tessuti
Quindi questa distanza non sembra essere una valida giustificazione per dire che non c’è più un appiglio per questa valutazione eticamente negativa.
In questo documento, oltre a ripetersi che gli aborti fatti sono stati solo due, mentre abbiamo visto questo contraddice ogni evidenza, si dice anche che esiste un obbligo morale che è quello di garantire la copertura vaccinale.
È scomparso un obbligo morale che era presente nel primo documento del 2005 [ed è quello che siamo qui a ribadire], cioè l’obbligo morale di richiedere un’alternativa etica a questi vaccini, perché se [da un lato] c’è un rischio significativo è vero che questa è una giustificazione, perché:
- la cooperazione che viene esercitata da parte dei genitori o degli operatori sanitari che somministrano i vaccini è esclusivamente una cooperazione di tipo materiale, cioè non formale, che non condivide l’intenzione
- è una cooperazione mediata cioè in cui non si ha partecipazione diretta all’atto in sé malvagio dell’aborto
- ed è una cooperazione remota nello spazio e nel tempo e anche concettualmente.
[Dall’altro lato] tutto questo però non esonera dall’obbligo morale di chiedere un’alternativa.
Per di più sembra esserci un apertura inquietante in questa frase:
«Il male in senso morale sta nelle azioni non nelle cose o nella materia in quanto tale».
Il male sta nelle azioni non nelle cose o nella materia. Attenzione che se leggiamo questa frase suona un po’ come il fine giustifica i mezzi, ma quel che è peggio è che qui stiamo parlando di una materia che non è assolutamente moralmente neutra, la materia qui sono delle cellule che provengono da degli esseri umani uccisi.
Qui stiamo parlando di una materia che non è assolutamente moralmente neutra, la materia qui sono delle cellule che provengono da degli esseri umani uccisi
Quella materia può diventare, se così concepita, come qualcosa di fatto ridotto a neutro o qualcosa che non è né bene né male, può diventare oggetto di scambio di trattative commerciali: già sappiamo che Planned Parenthood ha fatto una serie di cataloghi, sostanzialmente dei prezzari, di parti del corpo fetali.
Quindi il primo dovere morale, seppure non esista questa cooperazione formale, questa volontà di condividere l’intento che scusa, giustifica l’utilizzo di vaccini in assenza di un’alternativa etica, è quella di chiedere questa alternativa e di farlo a gran voce.
Il diritto dovere dell’obiezione di coscienza ce lo ribadisce quello che è il magistero di sempre in un documento, l’Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II, al numero 73: troverete proprio l’invito, il forte invito, che suona proprio come un dovere morale all’obiezione di coscienza nei casi di aborto, per tutto quello che riguarda l’aborto di esseri umani.
Se poi ci rifacciamo a quello che è l’insegnamento che, grazie a Dio finora non è stato messo in discussione, sugli embrioni umani [e] sulla ricerca per esempio sulle staminali embrionali, dove troviamo un forte divieto da parte del magistero della Chiesa, dobbiamo dire lo stesso per tutto quello che riguarda la ricerca sui feti umani, perché come ho detto, non c’è differenza, non c’è soluzione di continuità tra il concepito, l’embrione, il feto e il bambino poi.
Quindi ancora una volta, e lo dico prima di tutto a me stessa, il nostro diritto ma soprattutto il nostro dovere è quello di chiedere un’alternativa etica.
Martina Collotta
Bioetica
Porto Rico: una legge riconosce la personalità giuridica dei bambini non ancora nati
Il 22 dicembre 2025, Jenniffer González, governatrice di Porto Rico, ha firmato la legge 183-2025 che riconosce la personalità giuridica dei nascituri. Redatto dal presidente del Senato Thomas Rivera Schatz, il testo specifica che «il nascituro, in qualsiasi fase della gestazione nel grembo materno, è una persona fisica».
Porto Rico è un territorio degli Stati Uniti. La sua Costituzione ne regola il funzionamento interno, ma è subordinata alla Costituzione degli Stati Uniti. Pertanto, le decisioni della Corte Suprema degli Stati Uniti, come la sentenza Roe contro Wade, ora annullata , che ha legalizzato l’aborto in tutti gli Stati Uniti, si applicano anche a Porto Rico.
Tuttavia, questa nuova legge non modifica la legislazione sull’aborto. A Porto Rico, l’aborto è legale per proteggere la vita o la salute della donna incinta, indipendentemente dallo stadio della gravidanza.
Il 20 dicembre, il governatore aveva promulgato un altro testo riguardante i nascituri, redatto sempre da Thomas Rivera Schatz. La legge 166-2025 riconosce come «omicidio di primo grado» qualsiasi crimine «commesso contro una donna incinta, che provochi la morte del nascituro, in qualsiasi fase della gestazione nel grembo materno», o «quando il nascituro muore a seguito dell’uso della forza o della violenza contro la donna incinta».
Queste due leggi si aggiungono alla firma, il 30 ottobre 2025, della Legge 122-2025 sull’aborto. Il testo stabilisce che almeno uno dei genitori o tutori legali di un minore di 15 anni debba dare il proprio consenso scritto in caso di aborto. Inoltre, le autorità devono essere informate in caso di sospetto stupro.
Un quarto testo, redatto dal Presidente del Senato, la Legge 63-2025, proibisce anch’esso «interventi chirurgici o trattamenti medici che alterino il sesso biologico di un minore con il pretesto della transizione di genere o come parte del trattamento della disforia di genere».
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«Questa legge rappresenta un freno assoluto all’uso di minori per promuovere idee non scientifiche e innaturali che causano loro danni fisici irreversibili», ha sottolineato la senatrice Joanne Rodríguez Veve, coautrice di due delle proposte di legge.
Il 2025 è stato un anno storico per la difesa della vita, «segnato da progressi senza precedenti», ha affermato la senatrice. Intervistata da ACI Prensa il 1° gennaio 2026, Joanne Rodríguez Veve ha spiegato che «nonostante la maggioranza della popolazione abbia costantemente espresso il proprio sostegno alla protezione della vita dei bambini non ancora nati, la classe politica, dominata principalmente da fazioni progressiste, si è rifiutata di autorizzare qualsiasi legislazione che rappresentasse anche un piccolo passo avanti nella difesa del diritto umano alla vita».
Pertanto, con queste leggi, «il cambiamento fondamentale risiede nel riconoscimento esplicito della dignità della vita umana fin dal concepimento, ripristinando così il fondamento morale che, come popolo, abbiamo stabilito quando abbiamo redatto la nostra Costituzione nel 1952».
«È partendo dal nostro patrimonio culturale e spirituale che cerco di continuare a difendere i valori che sono stati la culla e il fondamento dell’identità portoricana», spiega. «La famiglia non è un concetto astratto, ma l’istituzione e la spina dorsale di una società. L’infanzia richiede una protezione speciale da parte delle autorità pubbliche e la vita umana, fin dalla sua fase più vulnerabile, merita rispetto legale e morale».
«Riconoscendo il nascituro come persona fisica e giuridica, e classificando un attacco a una donna incinta che provoca la morte del bambino come omicidio di primo grado, riconosciamo non solo la natura umana del bambino nel grembo materno, ma anche la dignità della sua umanità», osserva Joanne Rodríguez.
Conclude: «Il messaggio è chiaro: nel grembo di una donna incinta non c’è un oggetto indefinito, ma un soggetto, un essere umano in via di sviluppo, il cui valore è intrinseco alla sua natura umana».
Si spera che questa legge sostituisca completamente la legge sull’aborto, che rimane in vigore nei casi in cui la vita o la salute della madre siano a rischio. Poiché tali circostanze sono diventate rare in un Paese con un sistema sanitario sufficientemente sviluppato, l’uccisione di un feto dovrebbe ora essere solo un evento sporadico.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine di Mtmelendez via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Bioetica
Aborti traumatici nei file di Epstein
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Bioetica
JD Vance paragona l’aborto al «sacrificio umano» pagano nel discorso alla Marcia per la vita di Washington
Il vicepresidente JD Vance, durante il suo discorso alla Marcia nazionale per la vita del 2026, ha ribadito il suo sostegno al movimento pro-life, ha sottolineato il fatto che ogni vita è un dono di Dio, non un peso o un inconveniente, ha paragonato l’aborto al sacrificio umano delle società pagane e ha elogiato le numerose vittorie pro-life ottenute durante il primo anno dell’amministrazione Trump-Vance. Lo riporta LifeSite.
«Dobbiamo essere chiari, non possiamo essere neutrali, il nostro Paese non può essere indifferente se le sue prossime generazioni vivranno o moriranno», ha detto il vicepresidente. «Pensateci, cosa dà in definitiva significato e vita agli Stati Uniti d’America? Ogni civiltà è stata costretta a rispondere (a questa domanda). Oggi marciamo perché avete una risposta a questa domanda, su che tipo di civiltà siamo, che tipo di civiltà diventeremo in futuro».
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Vance ha osservato che i maya e molte altre società pagane erano soliti sacrificare i propri figli, paragonando questo al modo in cui oggi i nascituri vengono trattati come un inconveniente.
«Nell’antico mondo pagano, scartare i bambini era una prassi comune», ha affermato, menzionando «il sacrificio dei bambini da parte dei maya» ha detto il presidente. Vale la pena di ricordare al lettore come la cultura maya sia improvvisamente emersa anche nella Chiesa cattolica con Bergoglio, che ha istituito un «rito maya».
«Il segno della barbarie è che trattiamo i bambini come fastidi da scartare, anziché come benedizioni da custodire gelosamente. Ma l’eredità della nostra civiltà è un’altra cosa: il fatto che, come ci dice la Scrittura, ogni vita è ‘fatta in modo stupendo e meraviglioso’ dal nostro Creatore» (Salmo 139,14).
Come riportato da Renovatio 21, il Vance già in passato aveva equiparato l’aborto al sacrificio umano dei bambini.
«La Marcia per la Vita… non riguarda solo una questione politica… Riguarda se rimarremo una civiltà guidata da Dio o se alla fine torneremo al paganesimo che ha dominato il passato», ha continuato dal palco della manifestazione di Washington.
“The March For Life, my friends, is not about just a political issue… it is about whether we will remain a civilization under God, or whether we will ultimately return to the paganism that dominated the past.” – @VP JD Vance 🇺🇸 pic.twitter.com/CbqQPlpyo4
— The White House (@WhiteHouse) January 23, 2026
Vance ha sottolineato come oggi ai giovani venga spesso detto che avere figli e crescere una famiglia sono un peso, ma i pro-life sanno che, in realtà, sono un dono di Dio.
«Oggi, l’estrema sinistra in questo Paese dice ai nostri giovani che il matrimonio e i figli sono ostacoli, che è irresponsabile, persino immorale, a causa del ‘cambiamento climatico’ o per qualche altro motivo, incoraggiare i nostri giovani a crescere una famiglia. Ci dicono che la vita stessa è un peso, ma noi qui a questa marcia… sappiamo che è una bugia», ha detto. «Sappiamo che la vita è un dono, sappiamo che i bambini sono preziosi perché li conosciamo, li amiamo e vediamo come possono trasformare le nostre famiglie».
«Sappiamo che la famiglia non è solo fonte di grande gioia, ma fa parte del disegno di Dio per gli uomini e le donne, un disegno che si estende alla nostra famiglia, ai nostri quartieri, alle nostre comunità e agli stessi Stati Uniti d’America», ha aggiunto. «E qui sappiamo che trattare tutti con dignità non è sempre facile, non è sempre conveniente, ma è la cosa giusta da fare».
Vance sa bene quanto sia prezioso il dono della vita, dato che lui e la sua Second Lady Usha Vance hanno annunciato questa settimana che aspettano il loro quarto figlio a fine luglio. Il vicepresidente ha aperto il suo discorso commentando la notizia.
«Alcuni di voi ricorderanno che nel mio discorso dell’anno scorso, vi ho detto che una delle cose che più desideravo negli Stati Uniti d’America era più famiglie e più bambini», ha detto il vicepresidente. «Quindi, che sia messo agli atti, avete un vicepresidente che pratica ciò che predica».
Nel discorso di Vance alla marcia del 2025, il suo primo discorso pubblico dopo l’insediamento come 50° vicepresidente, aveva sottolineato il suo desiderio di vedere nascere più bambini e crescere più famiglie in tutto il Paese.
«Voglio più bambini negli Stati Uniti. Voglio più bambini felici nel nostro Paese. E voglio uomini e donne giovani e belli che siano ansiosi di accoglierli nel mondo e di crescerli», disse all’epoca. «È compito del nostro governo rendere più facile per le giovani mamme e i giovani papà permettersi di avere figli, portarli al mondo e accoglierli come le benedizioni che sappiamo che sono».
Vance ha anche elogiato diverse importanti politiche pro-life attuate sotto l’amministrazione Trump-Vance, come il taglio dei fondi pubblici destinati agli aborti, la fine degli arresti governativi di attivisti pro-life semplicemente per aver pregato fuori dagli aborti e l’applicazione di tutele di coscienza per le persone di fede.
«Mettere in prigione preti e nonne per aver pregato fuori da una clinica, è finita. L’abbiamo fermata», ha detto. «Laddove la precedente amministrazione imponeva il finanziamento pubblico degli aborti, comprese le spese di viaggio, in tutto il governo, questa amministrazione vi ha posto fine».
»Abbiamo ampliato le tutele di coscienza per gli operatori sanitari e difeso l’affidamento e l’adozione basati sulla fede», ha aggiunto. «Abbiamo smantellato le regole dell’era Biden e fatto in modo che nessuna suora, nessun infermiere, nessun farmacista e nessun medico debba mettere a nudo la propria fede e i propri valori all’ingresso del proprio posto di lavoro».
Nel suo discorso alla Marcia per la vita dello scorso anno, Vance ha elogiato in modo analogo la pronta inversione di tendenza da parte dell’amministrazione Trump nei confronti delle azioni penali mirate intraprese dall’amministrazione Biden contro i sostenitori della vita.
«Il governo federale non dirigerà più le incursioni dell’FBI nelle case di persone come Mark Houck e altri attivisti cattolici e cristiani che lottano ogni giorno per i nascituri», ha affermato Vance l’anno scorso.
Vale la pena notare che, nonostante i suoi commenti, Vance, un convertito cattolico, in passato ha rotto sia con il movimento pro-life che con la dottrina cattolica, esprimendo il suo sostegno alle eccezioni all’aborto. In precedenza aveva suggerito di sostenere l’ accesso alla pillola abortiva e aveva ribadito che l’amministrazione Trump-Vance non avrebbe sostenuto un divieto federale sull’aborto.
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L’amministrazione Trump 2 è stata anche duramente criticata dai pro-life statunitensi per non aver revocato la decisione dell’amministrazione Biden di non applicare la legge federale contro la spedizione di pillole abortive oltre i confini statali, nonostante la tattica indebolisca le leggi pro-life degli Stati.
I pro-life USA speravano che la posizione potesse cambiare con l’impegno dell’amministrazione di rivedere i dati sulla sicurezza delle pillole abortive, ma sono rimasti frustrati dalla mancanza di aggiornamenti, tra le accuse (che l’amministrazione nega) secondo cui la revisione sarebbe stata ritardata fino a dopo le elezioni di medio termine del 2026.
Come riportato da Renovatio 21, il tema dell’aborto come sacrificio umano era già stato discusso pubblicamente dall’influente giornalista Tucker Carlson, suo grande fiancheggiatore nella corsa alla vicepresidenza.
Si tratta, come sa il lettore, il ritorno del sacrificio umano (non solo con l’aborto, ma anche con la fecondazione in vitro, la predazione degli organi, l’eutanasia, insomma la Necrocultura) di uno dei principali temi del lavoro di Renovatio 21, che ora vediamo andare verso il pensiero mainstream.
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