Animali
Turista trascinata fuori dalla tenda e sbranata a morte dagli orsi: la Russia avvia programma di abbattimento
Le autorità della Repubblica dell’Altai, situata nella Siberia meridionale, hanno avviato un’operazione di abbattimento degli orsi dopo che una turista di 29 anni è stata trascinata fuori dalla tenda e uccisa. Lo riporta la stampa russa.
L’episodio si inserisce in una serie di violenti attacchi di orsi che hanno interessato il Paese durante l’estate.
Mercoledì una turista proveniente dalla regione di Novosibirsk dormiva in tenda insieme al fidanzato nei pressi del villaggio di Artybash quando un orso ha irrotto nella tenda e l’ha trascinata nella foresta. Il fidanzato e alcuni abitanti del luogo hanno tentato di scacciare l’animale, ma questo li ha attaccati più volte. La donna è deceduta prima di poter ricevere soccorso.
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L’episodio rappresenta l’ultimo di una serie di gravi attacchi di orsi registrati in Russia negli ultimi mesi. A luglio un uomo di 62 anni è stato sbranato a morte alla periferia del villaggio di Ola, nella regione di Magadan, nell’Estremo Oriente russo. Un mese prima un pescatore era stato ucciso da un orso in Kamchatka, sulla costa pacifica della Russia. Le autorità hanno abbattuto l’animale dopo averlo trovato accanto al corpo della vittima.
Diverse altre persone sono scampate per poco a recenti incontri con i violenti plantigradi. Il 19 agosto un pescatore nella regione di Kemerovo, in Siberia sudoccidentale, è riuscito a respingere un’orsa che lo aveva morso a una gamba, mentre un raccoglitore di funghi nella regione di Novgorod, nella Russia nordoccidentale, ha riportato diverse ferite in un attacco il 13 agosto, ma è sopravvissuto.
Secondo un’analisi di resoconti regionali, dall’inizio dell’estate si sono verificati almeno una dozzina di attacchi di orsi in tutta la Russia. Un altro conteggio dei media indica un totale di almeno 17 attacchi dall’inizio del 2026, di cui sei mortali.
Dopo l’attacco nell’Altai le autorità regionali hanno avviato un’operazione di controllo della popolazione di orsi e rilasciato ulteriori permessi di caccia per tutelare residenti e turisti.
Dodici orsi sono stati uccisi vicino al luogo dell’attacco e, secondo le autorità, uno di questi potrebbe essere l’animale responsabile della morte della turista. Vengono inoltre impiegati droni per monitorare i predatori, mentre l’abbattimento selettivo prosegue.
Il distretto è stato posto in stato di massima allerta, con restrizioni alla circolazione tra le 20:00 e le 10:00 e divieto di campeggio in tenda nelle zone interessate. Polizia e cacciatori hanno organizzato pattuglie, mentre l’accesso ad alcuni siti turistici è stato limitato.
La popolazione di orsi bruni in Russia è cresciuta notevolmente negli ultimi decenni. I dati del ministero delle Risorse Naturali russo, citati questa settimana, indicano una popolazione di circa 308.000 esemplari, più del doppio rispetto al 1990, con le maggiori concentrazioni in Siberia e nell’Estremo Oriente. Si stima che circa 4.700 esemplari vivano nella Repubblica dell’Altai.
Le autorità hanno invitato le persone che incontrano orsi a non correre e a non avvicinarsi ai cuccioli. Consigliano di indietreggiare lentamente, evitare il contatto visivo prolungato e fare rumore se l’animale continua ad avvicinarsi. Se un attacco non può essere evitato, le autoritù russe raccomandano di proteggere la testa e il collo e, se l’orso continua ad attaccare, di difendersi con qualsiasi mezzo a disposizione.
Anche solo quest’ultimo consiglio pare completamente incompatibile con l’anarco–tirannide animale italiana, dove gli orsi – ripiazzati nei nostri boschi da programmi statali scellerati e spiegabili solo con la segreta agenda di sacrificio totemico dei cittadini – quando sbranano una persona che magari solo cammina sul ciglio della strada vengono immediatamente difesi da orde di animalisti isterici, dai giornalisit tronfi e peracottari e dalle istituzioni stesse.
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Altri Paesi non completamente degenerati nella Necrocultura di Stato continuano a vederla secondo la legge naturale: se l’orso fa male all’uomo, va abbattuto.
Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato soldati della Forza di Autodifesa Terrestre giapponese (nome dell’esercito nipponico, che secondo la Costituzione «pacifista» del Paese scritta dagli americani nel dopoguerra, in teoria non dovrebbe esistere…) sono stati inviati nella regione per collaborare con i cacciatori locali e tenere sotto controllo la situazione ursina, che aveva messo in difficoltà le autorità di prefetture del Nord con un’ondata di attacchi ad esseri umani senza precedenti.
Il terrore scatenato del Sol Levante dai malvagi tardigradi era stato già descritto da Renovatio 21 due anni fa. Aveva fatto notizia anche l’impiego dell’Intelligenza Artificiale per arginare il fenomeno, ma a quanto pare l’opzione migliore è mandare l’esercito, o meglio, il suo surrogato nipponico (per Costituzione, il Paese è pacifista e privo di forze armate ufficiali).
Resta da capire, a questo punto, cosa un giapponese un russo, che assiste nel suo Paese a centinaia di attacchi ursini e se ne difende, possa pensare dell’Italia che gli orsi li importa dall’Estero – per poi vedere i suoi cittadini danneggiati, impauriti, aggrediti e perfino sbranati a morte.
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Squalo sulle strade alluvionate di una città
Shark 🦈 on the Streets of Atlantic City New Jersey 😳 pic.twitter.com/vtMFT6OZt6
— Wake Up NJ 🇺🇸 New Jersey (@wakeupnj) September 27, 2026
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Animali
Torna Chunk, l’orso ciccione
Sono iniziate martedì le votazioni online per l’edizione 2026 della Fat Bear Week (la «settimana dell’orso grasso»), competizione annuale organizzata dal Parco Nazionale e Riserva di Katmai, in Alaska, giunta alla sua dodicesima edizione. L’iniziativa, nata nel 2014, celebra la resilienza dei circa 2.200 orsi bruni che popolano la riserva sulla penisola dell’Alaska, dall’angolo sud-ovest dello stato fino alle isole Aleutine.
Il torneo, a eliminazione diretta, coinvolge quest’anno 16 esemplari. Tra i favoriti figura il Chunk (Bear 32), vincitore dell’edizione 2025 con un peso stimato di circa 544 kg, che dovrà vedersela con avversari come il Gully (Bear 903), figlio del due volte campione Grazer. Le votazioni si svolgono sul sito ufficiale dell’evento e il vincitore sarà proclamato il 29 settembre; nel frattempo il pubblico può seguire gli orsi in diretta streaminga.
La competizione premia la capacità degli orsi di accumulare riserve di grasso nutrendosi dei salmoni che risalgono il fiume Brooks a partire da fine giugno, arrivando a consumarne fino a 30 al giorno. In piena estate i maschi adulti pesano in media tra i 270 e i 410 kg, ma in vista del letargo i più grandi possono superare i 454 kg; le femmine sono generalmente più piccole di circa un terzo. Durante l’inverno gli orsi non si alimentano e perdono fino a un terzo del peso corporeo.
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Gli animali non vengono pesati fisicamente: i partecipanti al voto confrontano fotografie scattate a inizio e fine estate, scegliendo il proprio favorito anche in base all’aspetto o alla storia personale dell’esemplare. Per concorrere, gli orsi devono frequentare abitualmente l’area del fiume.
L’edizione 2024 era stata segnata da un episodio drammatico, ripreso dalle telecamere di Brooks Falls: il cucciolo dell’orsa Grazer era scivolato nella cascata finendo nel punto di pesca occupato da Chunk, che lo aveva attaccato ferendolo mortalmente nonostante il tentativo di difesa della madre. L’episodio aveva spinto i votanti ad assegnare il titolo a Grazer, prima che Chunk tornasse a vincere nel 2025.
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Come riportato da Renovatio 21, il peso di Chunk è stato stimato in circa 550 kg dagli organizzatori. Anche se gli orsi non vengono pesati durante la gara per motivi di sicurezza, in passato Chunk e altri sono stati sottoposti a scansioni di densità con tecnologia laser LIDAR per validare le stime del peso.
La competizione gode di grande popolarità. Quest’anno ha raccolto oltre 1,5 milioni di voti da parte dei fan, che hanno osservato gli orsi rimpinzarsi di salmoni autunnali in una stagione record nel fiume Brooks, a circa 483 chilometri da Anchorage.
Nell’edizione 2025 i punti di pesca a Brooks Falls erano spesso deserti, con gli orsi che cacciavano a monte e a valle. C’era spazio anche per gli umani: una telecamera aveva mostrato due persone pescare tranquillamente lungo il fiume, mentre gli orsi bruni si muovevano lentamente nelle vicinanze.
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Immagine screenshot da YouTube
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Tre minuti in compagnia di un asino possono salvare gli adolescenti dalla depressione. Nel senso dell’animale
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