Connettiti con Renovato 21

Politica

Trump nomina Kennedy come segretario della nuova Sanità USA

Pubblicato

il

Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald J. Trump ha nominato Robert F. Kennedy Jr. segretario del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS).

 

Si tratta di una scelta che può avere conseguenze cataclismiche nell’intero sistema sanitario, farmaceutico, alimentare, agricolo degli USA, con ovvie ripercussioni che potranno estendersi in ogni angolo della Terra.

 

Kennedy, nipote del defunto presidente John F. Kennedy e figlio del defunto procuratore generale Robert Kennedy, è un attivista ambientale di lunga data noto anche come avversario di Big Pharma, che inizialmente ha tentato di sfidare il presidente Joe Biden per la nomination democratica, è passato a una candidatura indipendente contro sia Biden che Trump dopo mesi di accuse alla dirigenza del partito di aver «truccato» le primarie democratiche contro di lui, e alla fine si è ritirato e ha appoggiato Trump ad agosto.

Sostieni Renovatio 21

Da sempre sostenitore delle cause della salute americana in declino, Kennedy, 70 anni, aveva corso come candidato presidente indipendente prima di allearsi a Trump lo scorso agosto, raccontando di aver ricevuto una telefonata di Donald a poche ore dall’attentato di Butler.

 

«Ho chiesto a Dio per 19 anni di mettermi in una posizione in cui avrei potuto porre fine all’epidemia di malattie croniche e riportare la salute ai nostri figli, e ad agosto Dio mi ha mandato Donald Trump» ha dichiarato il Kennedy.

 

Acquista la t-shirt DONALD KRAKEN

Con la sua vicepresidente (e, come ex moglie del cofondatore di Google Sergej Brin, munifica sostenitrice della sua campagna) Nicole Shanahan aveva quindi coniato lo slogan MAHA, «Make America Healthy Again», «rendi l’America di nuovo sana».

 

L’alleanza di MAGA e MAHA è stata quindi ripetuta in modo martellante negli ultimi mesi di campagna, con lo stesso Trump ed altri (il figlio Don jr. in particolare) ad insistere sulla necessità di avere Kennedy per risolvere il problema delle malattie croniche che affliggono la popolazione.

 

In varie occasioni, Trump aveva affermato che lo lascerebbe «scatenare» qualora avesse vinto le elezioni del 5 novembre, come poi è successo, ma con il caveat che non avrebbe avuto voce in capitolo riguardo all’«oro liquido», cioè il petrolio.

 

«Ci aiuterà a far tornare in salute l’America… Vuole fare alcune cose e glielo lasceremo fare», ha detto Trump durante il suo discorso di vittoria. «Vai a divertirti, Bobby».

 

Ieri in un post sul social trumpiano Truth, il nuovo presidente ha scritto:

 

«Sono entusiasta di annunciare Robert F. Kennedy Jr. come Segretario della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS). Per troppo tempo, gli americani sono stati schiacciati dal complesso alimentare industriale e dalle aziende farmaceutiche che hanno commesso inganni, disinformazione e informazioni errate quando si tratta di Salute Pubblica».

 

«La sicurezza e la salute di tutti gli americani sono il ruolo più importante di qualsiasi Amministrazione e l’HHS svolgerà un ruolo importante nell’aiutare a garantire che tutti siano protetti da sostanze chimiche nocive, inquinanti, pesticidi, prodotti farmaceutici e additivi alimentari che hanno contribuito alla travolgente Crisi Sanitaria in questo Paese».

 

«Il signor Kennedy ripristinerà queste Agenzie alle tradizioni della Ricerca Scientifica Gold Standard e ai fari della Trasparenza, per porre fine all’epidemia di Malattie Croniche e per Rendere l’America di Nuovo Grande e Sana!»

 

L’incontro tra Kennedy e Trump ha sconvolto i piani dei democratici, che hanno portato Kennedy in tribunale per impedirgli di ritirare il suo nome dalle schede elettorali, nella speranza di danneggiare Trump.

 

La macchina del fango dei media dell’establishment è partita a tutta birra, con poco effetto, perché sono anni, se non lustri e decenni, che la stampa di regime attacca Kennedy, in ispecie per la sua posizione sui vaccini. Da notare come a pochi giorni dalle elezioni, quando Trump si è recato a Dearborn, in Michigan a trovare la locale comunità libanese (Donald ha vinto il voto arabo-americano), le domande dei giornalisti per Trump erano su Kennedy e le sue idee sulla vaccinazione.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Varie testate, come il New York Times e Politico, ora ipotizzano che Kennedy «potrebbe ancora dover affrontare una dura strada verso la conferma» per la sua lotta riguardo ai vaccini.

 

Kennedy sta rispondendo che non toglierà i vaccini a nessuno: vuole solo assicurarsi che siano sicuri. «Mi assicurerò che siano disponibili studi scientifici sulla sicurezza e l’efficacia, in modo che le persone possano valutare individualmente se quel prodotto farà bene a loro», ha dichiarato alla MSNBC il giorno dopo le elezioni.

 

RFK jr. afferma inoltre che sconsiglierà di aggiungere fluoro all’acqua potabile, poiché secondo alcuni studi è «quasi certamente» causa di una perdita di quoziente intellettivo nei bambini.

 

Dopo la vittoria, Trump ha continuato a dare a Kennedy un ruolo nel suo team di transizione presidenziale, con la loro alleanza che ha suscitato la speranza che Trump potesse finalmente riconsiderare la sua posizione sul COVID.

 

Segnali contrastanti sono seguiti, con Kennedy che ha affermato nel suo appoggio che le differenze rimanevano tra i due uomini ma che erano uniti su questioni «esistenziali» come le malattie croniche nei bambini o la guerra nucleare. La campagna di RFK, dentro e fuori dal team di Trump, si è focalizzata su argomenti anche diversi dal COVID, come gli additivi chimici «velenosi» negli alimenti comuni.

 

Da membro del partito democratico di lunga data, Kennedy ha sostenuto e continua a sostenere opinioni di sinistra sulla maggior parte delle questioni, tra cui l’aborto e il diritto alla vita, ma ha goduto di sostegno lungo linee non tradizionali e persino tra alcuni conservatori per le sue forti critiche ai lockdown, ai mandati e alle iniezioni per il COVID-19, al punto che c’è una certa sovrapposizione tra i fan di Kennedy e i fan di Trump, la cui amministrazione inizialmente ha sostenuto i lockdown e che abbraccia le iniezioni fino ad oggi (pur opponendosi al fatto di renderle obbligatorie).

 

Kennedy ha anche espresso opposizione alle pratiche di «transizione di genere» per i minori, tra cui bloccanti della pubertà, ormoni e interventi chirurgici per transgender.

 

Durante un’intervista di fine ottobre su CNN, il co-presidente del team di transizione presidenziale di Trump, Howard Lutnick, ha affermato che Kennedy non avrebbe avuto una posizione formale nell’agenzia, ma che gli sarebbero stati forniti i dati necessari per dimostrare i suoi sospetti. Lutnick ha anche raccontato come Kennedy lo abbia convinto della tesi secondo cui i vaccini convenzionali causano l’autismo, ma non ha discusso l’attuale posizione del team di Trump sui vaccini COVID.

 

La scorsa settimana, Kennedy ha detto all’emittente pubblica NPR che «il presidente Trump mi ha dato tre istruzioni: vuole che la corruzione e i conflitti escano dalle agenzie di regolamentazione. Vuole riportare le agenzie al gold standard della scienza e della medicina basate sull’evidenza e sull’empirica per cui erano un tempo famose. E vuole porre fine all’epidemia di malattie croniche con impatti misurabili sulla diminuzione delle malattie croniche entro due anni».

Iscriviti al canale Telegram

Kennedy si è speso in questi anni per mostrare i piani globali di personaggi come Anthony Fauci (sul quale ha pubblicato un libro di più di mille pagine di accuse tremende, come quella di aver usato bambini come cavie in crudeli esperimenti sull’AIDS, senza venire però denunziato dal vecchio zar della sanità USA) e soprattutto Bill Gates, di cui Kennedy ha spiegato con dettaglio l’agenda su vaccini, agricoltura, stampa e comunicazione elettronica (manipolate con milioni di dollari per operare la censura), insomma un quadro generale di dominio del pianeta e degli esseri umani che talvolta Kennedy ha definito «un colpo di Stato».

 

Gli scritti di Kennedy negli anni pandemici, tutti ripubblicati da Renovatio 21 (e qui sopra linkati), rivelano una lucidità di visione impressionante, basata su dati e analisi di estrema precisione.

 

Tre anni fa RFK ha definito la partnership tra Fauci e Gates «formidabile e nefasta».

 

In un video ampiamente condiviso su X, Robert F. Kennedy Jr. ha spiegato il lavoro di Gates in Africa sui vaccini DPT, su altri vaccini e in agricoltura.

 


In realtà, l’idea di dare a Kennedy un ruolo nella sanità era già partita nel tardo 2016, quando da presidente eletto Donald convocò Kennedy alla Trump Tower e gli disse di cominciare un’operazione di indagine istituzionale sui vaccini. Kennedy incontrò quindi Fauci, che non fu in grado di produrre documentazione richiesta che pure diceva di avere.

 

Durante un’intervista con il comico Theo Von di qualche anno fa, Kennedy fa capire che più tardi Trump, divenuto presidente, perse interesse nella materia.

 

Come riportato da Renovatio 21, è emerso in questi anni che Trump avrebbe cercato di far incontrare Bill Gates e Kennedy, dicendo al magnate informatico che voleva presentargli RFK di modo che potessero parlare di vaccini. Gates si sarebbe sottratto all’invito. Chissà perché.

 

Trump negli scorsi mesi ha ammesso la questione dei danni da vaccino COVID ed ha attaccato Big Pharma.

Aiuta Renovatio 21

Come riportato da Renovatio 21, Kennedy due mesi fa ha chiesto una «resa dei conti» per i crimini «immorali e omicidi» legati al COVID.

 

La situazione è più complicata del solo attacco a Big Pharma: Robert Kennedy jr. è convinto che il padre e lo zio siano stati assassinati con il coinvolgimento della CIA. Parte di queste accuse sono contenute nell’autobiografia famigliare di RFJ jr., American Values. Lessons I Learned from My Family. Quello che può succedere anche in questo ambito, con le rivelazioni dei documenti secretati promesse da Trump, è difficile da immaginare.

 

A pochi passi da una meta storica, che potrebbe ridefinire la sanità anche in Italia – dove i nostri figli sono obbligati a subire 10 vaccini per poter entrare a scuola – vale la pena di ricordare come è iniziata la parabola di Kennedy.

 

Sei figli, una bella moglie star della TV americana, Kennedy era amato dall’élite americana, sia nel Partito Democratico (che è la casa politica della sua dinastia), che a Hollywood (vive a Los Angeles, e va ricordato che è imparentato, via la cugina Maria Shriver, pure con l’ex governatore e massiva star Arnoldo Schwarzenegger, che aiutò a far rieleggere al secondo mandato).

 

Kennedy ha battuto la dipendenza da droga, che lo aveva angustiato dopo la morte del padre, che fu assassinato dinanzi a lui quando correva da presidente nel 1969. Si era quindi fatto notare come avvocato campione delle cause ambientali: si dice che alcuni fiumi americani siano tornati balneabili (con i pescatori che possono quindi venderne il pesce) grazie alle azioni legali di Kennedy contro le multinazionali che li inquinavano. (In un caso Kennedy denunziò anche Trump per un campo da golf costruito in riva al mare; ora racconta che Donald gli diede un passaggio in aereo perfino durante la querela).

 

Poi, nella sua vita dorata, accadde qualcosa di inaspettato: una signora con figli autistico si presentò davanti a casa sua con un pacco di fogli: erano studi sugli effetti del mercurio sul corpo umano. Disse che non si sarebbe levata dal suo cancello fino a che Kennedy non avesse letto il malloppo.

 

«Visto che lei si occupa di quanto faccia male il mercurio nei pesci, provi a guardare gli studi sul mercurio negli esseri umani»: la donna deve aver detto una cosa del genere. Come noto, una forma di mercurio era – ed è ancora, secondo alcuni – contenuta nei vaccini. E metalli pesanti sono presenti persino nel cibo per bambini

 

Quel giorno, Kennedy invece che mandar via la signora intrusa e tornare a godersi la giornata, prese quell’ammasso di fogli e se lo lesse tutto.

 

Seguì quello che lui stesso ha definito un viaggio in un rabbit-hole, la «tana del bianconiglio», in cui la sua idea sulla vaccinazione fu ribaltata, e dove si generò, organicamente, il senso di emergenza, la necessità di combattere quell’ingiustizia patente e terrificante.

 

Ciò costò molto a RFK jr. I giornali cominciarono a chiamarlo «complottista» o anche semplicemente «pazzo», a vangare nel suo passato di tossicodipendente, a insultarlo in tutti i modi. Alcuni dei fratelli (non tutti: ne ha dieci) e dei parenti gli si scagliarono contro, con la stampa a scrivere della sua condizione di paria all’interno della «famiglia reale» kennediana.

 

Renovatio 21 può testimoniare l’ostracismo e la repressione attiva nei confronti di Kennedy non solo per averla riportata in tutti questi anni, ma anche per aver considerato che, in una telefonata fatta da Newsguard (ente con direttori CIA nel board e lavori con Microsoft, il cui compito è bollare i siti come fake news) nel 2019 per censire (censurare…?) il sito che state leggendo, pareva che uno dei punti che stavano più a cuore dell’inquisitore era il fatto che Renovatio 21 ripubblicava gli articoli di Kennedy e del suo gruppo, un tempo chiamato Mercury Project e ora Children’s Health Defense.

 

Nonostante la pressione totale arrivatagli addosso, Robert jr. non mollò di un centimetro, anzi: raddoppiò gli sforzi, formò enti dedicati al tema, siti di informazione, organizzò manifestazioni e cause legali.

 

Il perché lo ha spiegato in fine al podcast di svariate ore fatto con Joe Rogan l’anno passato. Quando Rogan gli ha domandato riguardo al dolore subito per la sua battaglia sui vaccini, Kennedy ha risposto che ciò passa lui non è niente rispetto a quello dei genitori con figli autistici, la cui vita è segnata da difficoltà continue tremende.

 

Una risposta da eroe – anzi da re. Un re migliore di quelli delle corrotte e inutili aristocrazie europee, un re che sente il dolore del suo popolo, e lotta per guarirlo.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

 

Immagine di Gage Skidmore via Flickr pubblicata su licenza CC BY-SA 2.0

 

Politica

La Le Pen avvia ricorso contro il divieto di candidarsi alla presidenza

Pubblicato

il

Da

Marine Le Pen ha lanciato un appello che determinerà se potrà candidarsi alla presidenza nel 2027. Leader del partito di destra Rassemblement National (RN), la Pen figlia del patriarca della destra transalpina Giammaria Le Pen era ampiamente considerata la favorita per le elezioni del 2027, finché non le è stato imposto un divieto di cinque anni di candidarsi.   Lo scorso marzo è stata dichiarata colpevole di appropriazione indebita di quattro milioni di euro di finanziamenti UE. I giudici hanno affermato che tra il 2005 e il 2016 Le Pen e altri avevano utilizzato fraudolentemente i fondi UE per pagare i dipendenti del suo partito. Le Pen ha accusato la magistratura di averla presa di mira per motivi politici.   «Nel Paese dei diritti umani, i giudici hanno messo in atto pratiche che pensavamo fossero riservate ai regimi autoritari», ha dichiarato Le Pen al canale televisivo francese TF1.   Al momento della sentenza, la Le Penna aveva ricevuto il sostegno del presidente Trump e dei membri più importanti del suo team elettorale.

Aiuta Renovatio 21

«La caccia alle streghe contro Marine Le Pen è un altro esempio di come la sinistra europea utilizzi il lawfare per mettere a tacere la libertà di parola e censurare il proprio avversario politico», aveva scritto Trump su Truth Social. «È lo stesso ‘manuale’ che è stato usato contro di me».   JD Vance ha affermato che le relazioni tra Stati Uniti e Unione Europea sarebbero «sottoposte a stress» e «messe alla prova se si continuasse a cercare di gettare in prigione i leader dell’opposizione».   Si dice che i funzionari di Trump abbiano anche discusso la possibilità di sanzioni contro il governo francese. Si prevede che la sentenza d’appello verrà emessa entro l’estate, il che significa che Le Pen ha ancora una possibilità di candidarsi alle elezioni del 2027.   Se non potrà candidarsi, il suo protetto, il trentenne presidente del partito Jordan Bardella, prenderà il suo posto. In effetti, i guai legali della Le Pen sembrano aver favorito Bardella. Un sondaggio dello scorso autunno suggeriva che avrebbe vinto la presidenza, indipendentemente da chi fosse il suo avversario.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
 
Continua a leggere

Politica

Il capo dello gabinetto di Netanyahu arrestato nell’ambito di un’indagine sulle fughe di notizie

Pubblicato

il

Da

Il capo dello staff del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, Tzachi Braverman, è stato arrestato e sottoposto a interrogatorio dalla polizia per presunti tentativi di ostacolare un’inchiesta sulla fuga di notizie di un documento classificato al tabloide tedesco Bild.

 

L’interrogatorio di Braverman è durato circa 13 ore domenica, come riferito dal Times of Israel. Al termine è stato rilasciato con l’imposizione di misure restrittive, tra cui il divieto di accedere per 15 giorni agli uffici del Primo Ministro e il divieto di uscire dal Paese per 30 giorni.

 

Queste limitazioni potrebbero ritardare l’insediamento di Braverman nel ruolo di ambasciatore israeliano a Londra, nomina per la quale aveva già ricevuto l’approvazione l’anno scorso.

 

Nel settembre 2024, la Bild aveva pubblicato un documento riservato dell’intelligence militare israeliana, presentandolo come dimostrazione del fatto che il gruppo armato palestinese Hamas non avesse alcuna intenzione di concludere un accordo per il rilascio degli ostaggi con Israele.

 

L’ex portavoce di Netanyahu, Eli Feldstein – arrestato nell’ottobre 2024 e accusato di aver diffuso il documento al tabloide – ha dichiarato in un’intervista il mese scorso che il primo ministro aveva appoggiato l’utilizzo del documento per rafforzare nell’opinione pubblica l’idea che servisse maggiore pressione su Hamas.

Sostieni Renovatio 21

Feldstein ha inoltre sostenuto che Braverman era al corrente di un’indagine riservata sulla fuga di notizie di Bild già da mesi prima che la vicenda diventasse di dominio pubblico, e gli avrebbe garantito che sarebbe riuscito a «chiuderla».

 

Secondo quanto riportato da Channel 12, i due hanno avuto un breve incontro faccia a faccia durante l’interrogatorio di domenica del capo dello staff. L’avvocato di Braverman ha successivamente dichiarato che il suo assistito «ha risposto a tutte le domande degli inquirenti e ha negato ogni versione inventata dei fatti avanzata dall’imputato», cioè Feldstein.

 

Il partito Likud di Netanyahu ha qualificato l’interrogatorio di Braverman come una «campagna di persecuzione» e un «tentativo di phishing» diretto contro il primo ministro e i suoi più stretti collaboratori.

 

Il deputato dell’opposizione del partito democratico Gilad Kariv ha invece affermato che chiunque pensi che il capo dello staff possa aver agito all’insaputa di Netanyahu «vive in un’illusione», sostenendo che dovrebbe essere il primo ministro stesso a essere interrogato, e non Braverman.

 

Lo scandalo legato a Bild si sviluppa in un contesto di forte erosione del consenso verso il governo Netanyahu: un sondaggio diffuso a fine dicembre dall’Israel Democracy Institute (IDI) indica che soltanto un quarto degli ebrei israeliani e poco più del 17% degli arabi israeliani ripone fiducia nell’attuale esecutivo.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di pubblico domino CC0 via Flickr

Continua a leggere

Gender

Transessuale attacca la casa del vicepresidente americano JD Vance: è figlio di un donatore del Partito Democratico

Pubblicato

il

Da

Il figlio di 26 anni di un importante donatore democratico, con un’identità di genere incerta, è stato accusato di aver vandalizzato la casa di famiglia del vicepresidente JD Vance in Ohio.   William DeFoor, che a quanto pare si faceva chiamare «Julia» e usava i pronomi «lei/sua», avrebbe usato un martello per mandare in frantumi quattro finestre sulla facciata della casa dei Vance e avrebbe danneggiato anche un’auto appartenente al vicepresidente.   La famiglia Vance non era a casa durante l’attacco di lunedì mattina presto, dopo essere tornata domenica alla residenza ufficiale del vicepresidente a Washington, DC, residenza principale della famiglia dal gennaio 2025.

Sostieni Renovatio 21

DeFoor è stato arrestato dai servizi segreti statunitensi e successivamente portato al centro di giustizia della contea di Hamilton.   Lunedì sera, il giudice distrettuale statunitense Dominick Gerace ha accusato DeFoor di danneggiamento di proprietà governativa, di violenza fisica contro persone o proprietà in un edificio o in un terreno riservato e di aggressione, resistenza o impedimento nei confronti di ufficiali federali.   Secondo l’agenzia di stampa locale Fox19, i danni stimati alla proprietà di Vance ammontano a circa 28.000 dollari.   Il vicepresidente Vance ha reagito alla notizia dell’attacco alla sua proprietà tramite una dichiarazione pubblicata su X:  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Il padre di DeFoor, urologo pediatrico, è laureato ad Harvard e professore presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Cincinnati.   Secondo il New York Post, «il DeFoor senior ha donato migliaia di dollari alla fallita campagna presidenziale di Kamala Harris nel 2024» e «ha donato più di 5.000 dollari alle rispettive campagne dell’ex presidente Joe Biden e dell’ex vicepresidente Harris nel 2020 e nel 2024».   Si prevede che il DeFoor verrà processato martedì.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine da Twitter
Continua a leggere

Più popolari