Geopolitica
Soldati israeliani irrompono negli uffici di Al Jazeera
Soldati israeliani in tenuta da combattimento completa sono entrati nell’ufficio di Al Jazeera a Ramallah, in Cisgiordania, nelle prime ore di domenica. I militari dello Stato Ebraico hanno ordinato la chiusura dello studio per 45 giorni, ha affermato il canale.
La clip pubblicata dal canale qatariano mostra truppe armate delle Forze di difesa israeliane (IDF) che camminano nei corridoi ed entrano negli uffici, mentre vengono riprese dalla troupe di Al Jazeera.
«C’è una sentenza del tribunale per la chiusura di Al Jazeera per 45 giorni», dice un soldato nel filmato. «Vi chiedo di prendere tutte le telecamere e di lasciare l’ufficio in questo momento».
قوة من جيش الاحتلال الإسرائيلي تقتحم مكتب قناة #الجزيرة برام الله وتغلقه بموجب أمر عسكري#حرب_غزة #الأخبار pic.twitter.com/EyAx3GTrt2
— قناة الجزيرة (@AJArabic) September 22, 2024
A maggio il governo israeliano aveva vietato ad Al Jazeera di operare in Israele, accusando il canale di aiutare il gruppo militante palestinese Hamas.
A giugno un tribunale di Tel Aviv ha stabilito che i giornalisti di Al Jazeera nella Striscia di Gaza hanno agito come «assistenti e partner di fatto» di Hamas.
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La rete di Doha ha negato le accuse. «La continua soppressione della stampa libera da parte di Israele, vista come un tentativo di nascondere le sue azioni nella Striscia di Gaza, è in contrasto con il diritto internazionale e umanitario», aveva affermato Al Jazeera all’epoca.
Gli scontri tra Israele e l’emittente del Qatar vanno avanti da anni.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa la polizia israeliana attaccò il corteo funebre della giornalista cristiana di Al Jazeera Shireen Au Akleh. Le immagini fecero il giro del mondo.
Due mesi fa l’IDF ha ammesso di aver ucciso un giornalista di Al Jazeera, sostenendo che Ismail al-Ghoul fosse un terrorista che aveva preso parte all’attacco di Hamas allo Stato ebraico dell’anno scorso.
Nel conflitto in corso scoppiato lo scorso 7 ottobre almeno 113 giornalisti e operatori dei media sono stati confermati uccisi al 1° agosto 2024, la maggior parte dei quali palestinesi, ha riferito il Committee to Protect Journalism.
Secondo inchieste giornalistiche, Israele avrebbe ucciso il 75% di tutti i giornalisti morti nel 2023 mentre coprivano zone di conflitto.
Secondo quanto riportato, molti dei giornalisti assassinati da Israele nel 2023 non avevano nulla a che fare con Hamas. Uno di loro, Hamza Dahdouh, figlio del capo dell’ufficio di Al Jazeera Wael Dahdouh, è stato bombardato a morte in un attacco aereo dell’IDF il 7 gennaio.
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Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
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Animali
Il capo della NATO Rutte rivela di aver parlato con un cane
Il segretario Generale della NATO Mark Rutte ha affermato di aver avuto un dialogo con un cane nel corso del suo più recente viaggio a Kiev, mentre insisteva sulla necessità di proseguire con gli aiuti militari all’Ucraina. Queste parole sono state pronunciate durante un dibattito congiunto con il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera, svoltasi sabato.
Rutte si era recato nella capitale ucraina all’inizio di febbraio, occasione in cui aveva garantito che i paesi occidentali avrebbero mantenuto il proprio impegno, arrivando persino a ipotizzare l’invio di truppe in Ucraina, ipotesi giudicata inaccettabile da Mosca.
Sabato ha rievocato quella visita, menzionando in particolare l’incontro con un cane addestrato alla ricerca di esplosivi di nome Patron, il cui nome in ucraino significa «cartuccia di proiettile».
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Il Jack Russell Terrier del Servizio di emergenza statale ucraino è diventato una vera e propria mascotte per Kiev nel contesto del conflitto con la Russia ed è stato protagonista di una serie di cartoni animati su YouTube, finanziati attraverso i programmi di sovvenzioni dell’USAID e successivamente sospesi dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sciolto l’agenzia.
«Ho persino guardato il cane negli occhi e mi ha detto: “Non cederemo mai”», ha dichiarato Rutte, ribadendo l’urgenza di un sostegno più deciso a Kiev. Ha poi proseguito sottolineando che il conflitto ha provocato numerose perdite alla Russia, invitando i sostenitori occidentali di Kiev ad «assicurarsi» che l’Ucraina disponga «degli strumenti offensivi di cui ha bisogno… per colpire qualsiasi cosa debba colpire in Russia».
L’anno scorso il Rutte aveva suscitato perplessità quando, durante il vertice NATO all’Aia, aveva chiamato Trump «papà», così come per i suoi messaggi personali di adulazione al presidente statunitense, resi pubblici dallo stesso Trump in più occasioni.
Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso l’eurodeputata francese Nathalie Loiseau ha soprannominato il Rutte«dipendente del mese di McDonald’s», dopo che Rutte aveva assicurato a Trump il proprio impegno a individuare una «via d’uscita» al progetto del presidente statunitense di acquisire la Groenlandia.
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Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
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