Gender
Sito del sinodo vaticano celebra l’omosessualità e l’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali
Il sito web del Sinodo sulla sinodalità, legato al Segretariato generale del Sinodo dei vescovi, lo scorso venerdì ha descritto come lodevoli tre storie di adozione LGBT. Lo riporta Lifesitenews.
Le storie di sono state condivise da una leader del sinodo della Parrocchia dell’Immacolata Concezione a Hendersonville, nella Carolina del Nord (USA).
L’articolo, datato 6 maggio 2022, si intitola «Tre testimonianze di coppie omosessuali».
La prima storia, intitolata «La storia pro-life di Parker», racconta come una donna che stava per abortire decise di dare in adozione suo figlio quando vide che una sua amica, che aveva una relazione omosessuale , volevo un figlio. La storia attribuisce alla relazione omosessuale il merito di aver salvato la vita del bambino, concludendo: «Oggi Parker è un bambino di otto anni con due genitori amorevoli, Karl e Diego, la cui relazione ha salvato questo bambino dall’aborto».
La seconda, intitolata «La storia di una sessualità che dà vita», racconta come una coppia omosessuale «sposata» abbia adottato adolescenti locali con disabilità mentali.
L’ultima storia racconta come un uomo che insegna in una scuola cattolica e il suo «sposo» decidono di «affidare, amare e adottare i bambini a livello internazionale e, così facendo, di sollevarli dall’estrema povertà».
La «più grande tristezza del maestro è che deve nascondere la sua sessualità per mantenere il suo lavoro in un istituto ecclesiastico e che non si sente accolto nella Chiesa cattolica proprio a causa della sua sessualità che considera donata da Dio, e questo nonostante la sua tentare di amare i poveri e gli indigenti attraverso la sua decisione pro-vita di adottare», scrive l’articolo.
Come noto, la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, che è «direttamente soggetta al Romano Pontefice»
La Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) ha affermato, secondo l’allora prefetto della CDF Joseph Ratzinger, che «Consentire l’adozione di bambini da persone che vivono in unioni [dello stesso sesso] significherebbe in realtà fare violenza a questi bambini» ponendoli «in un ambiente che non è favorevole al loro pieno sviluppo umano».
La testata cattolica americana Church Militant aveva notato che il Segretariato generale del Sinodo dei Vescovi sembrava sostenere l’omosessualità in molti altri modi attraverso la sua newsletter , lanciata nel gennaio 2022.
In una dichiarazione pubblicata sul sito web del Sinodo, la Fondazione ha scritto di vedere le «riunioni di consultazione preparatoria» del Sinodo sulla sinodalità «come una buona opportunità per adeguare ulteriormente la posizione della Chiesa cattolica romana riguardo all’omosessualità».
Il sito web Synodrsources.org, si legge sulla pagina About, «è un’iniziativa del Segretariato Generale del Sinodo dei Vescovi per riferire sul viaggio sinodale nel mondo e facilitare lo scambio di esperienze, risorse e informazioni tra coloro che hanno iniziato il processo sinodale. È stato creato in seguito all’apertura del processo sinodale nelle diocesi di tutto il mondo».
Nella stessa pagina è incluso un disclaimer:
«La pubblicazione di qualsiasi contributo non deve essere intesa come un avallo del suo contenuto; né si deve interpretare tale pubblicazione come un atto di riconoscimento formale da parte della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi del gruppo o della comunità che presenta il contributo».
«Synodresources.org è uno strumento di ascolto e una piattaforma di condivisione che non sostituisce il sito ufficiale del Sinodo 2021-2023 (synod.va)» continua la pagina. Il sito web ufficiale è tuttavia ricordato nel footer, cioè nella parte in fondo al sito web.
Sempre nel footer è possibile leggere il contatto, che risulta essere il «Segreteriato Generale per il Sinodo dei Vescovi Via della Conciliazione 34 VA – 00120 Città del Vaticano»
Immagine screenshot dal sito
Gender
Sei giocatori di hockey si rifiutano di mettere il nastro arcobaleno omotransessualista sulle mazze
Il campione primatista di hockey professionista Alex Ovechkin ha attirato l’attenzione sui social media domenica dopo aver deciso di non partecipare a un’iniziativa pro-LGBT prima della partita dei Washington Capitals contro i Florida Panthers.
Ovechkin, nato in Russia, è uno degli atleti più vincenti nella storia della NHL. È l’unico giocatore ad aver segnato più di 900 gol in stagione regolare, avendo superato il grande Wayne Gretzky nell’aprile 2025.
Ovechkin, 40 anni, è sceso sul ghiaccio senza il nastro arcobaleno sulla mazza. Cinque dei suoi compagni di squadra dei Capitals hanno seguito il suo esempio.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Il sottile gesto di protesta di Ovechkin ha ottenuto sostegno sui social media, ed è stato anche in contrasto con l’account X dei Capitals, che ha promosso numerose grafiche pro-LGBT e foto «pride» ai suoi 744.500 follower.
Le «Pride Night» nella NHL risalgono ai primi anni del 2010. Negli ultimi anni, un numero crescente di giocatori ha protestato in vari modi. Nel 2023, lo stesso Ovechkin si è rifiutato di partecipare al riscaldamento pre-partita. Sempre nel 2023, Ivan Provorov è stato l’unico membro dei Philadelphia Flyers a rifiutarsi di indossare una maglia color arcobaleno per le attività pre-partita.
Anche altri si sono opposti all’ideologia LGBTQ+ quell’anno. Eric e Marc Staal dei Florida Panthers dichiararono in una dichiarazione che «indossare una maglia dell’orgoglio… va contro le nostre convinzioni cristiane». Anche il portiere dei San Jose Sharks, James Reimer, si rifiutò di indossare una maglia color arcobaleno. «Scelgo di non sostenere qualcosa che è contrario alle mie convinzioni personali, basate sulla Bibbia, la massima autorità nella mia vita», ha dichiarato.
La frustrazione dei giocatori ha infine spinto il commissario della lega Gary Bettman ad ammettere in un’intervista con CTV che la «Pride Night» è «diventata più una distrazione ora» e che «penso che sia qualcosa che dovremo valutare nella offseason».
Sebbene la NHL non abbia abolito le «Pride Nights», ha eliminato le maglie a tema che i giocatori indossavano durante il riscaldamento pre-partita. La decisione è stata presa principalmente dopo che i giocatori russi di fede ortodossa hanno espresso obiezioni religiose.
L’esempio di Ovechkin e dei suoi compagni di squadra merita di essere menzionato anche perché è in netto contrasto con i messaggi woke e con i giocatori più progressisti di altri sport, come il Football americano.
Sostieni Renovatio 21
I tentativi di omotransessualizzare l’hockey, considerato lo sport più «bianco» e «maschio» del Nordamerica, sono risalenti.
Come riportato da Renovatio 21, tre anni fa anche Ivan Provorov, un altro atleta russo che gioca nella NHL aveva rifiutato di mettersi una maglietta pro-LGBT dicendo «la mia scelta è rimanere fedele a me stesso e alla mia religione». Negli stessi mesi il giocatore Louie Rowe dei Peoria Rivermen (che giocano nella lega minore) aveva preso in giro i Kalamazoo Wings con sede nel Michigan per aver promosso la bandiera transgender sui suoi account sui social media. Rowe fu mollato dall’organizzazione nel giro di poche ore.
“I respect everybody and I respect everybody’s choices. My choice is to stay true to myself and my religion.”
Flyers defenseman Ivan Provorov on refusing to wear a rainbow jersey for warm ups during “Pride Night” due to his Russian Orthodox faith.
pic.twitter.com/wCUl8slmRB— Greg Price (@greg_price11) January 18, 2023
L’hockey è visibilmente anche uno sport dove alberga un certo nazionalismo, come dimostra la recente partita della nazionale americana contro il Canada, dove ad apertura partita si videro tre risse in nove secondi dopo che il pubblico canadese aveva fischiato l’inno USA.
Come riportato da Renovatio 21, un evento di hockey transessuale portò al ferimento per trauma cranico di una donna che si presentava come maschio che si era scontrata con un maschio che si presentava come donna.
“Get a stretcher! Get a medic!”
Words heard at the first NHL All-Trans Draft Tournament after a male player casually bumps into a female player. The contact doesn’t look serious on video. But the size diff between players is so great that the female suffers a concussion. 🧵 pic.twitter.com/U4y0huo0oA
— WomenAreReal (@WomenAreReals) December 9, 2022
Come riportato da Renovatio 21, poco dopo aver raggiunto il record di goal segnati, l’Ovechkin è stato messo nella kill list ucraina Mirotvorets.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Michael Miller via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Gender
Assassino transessuale non può essere riportato in carcere femminile dopo aver minacciato le detenute e il personale
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Gender
Il giornale dei vescovi italiani difende la transessualità nei bambini
Che un giornale difenda la transessualità non sorprende, ma ciò che è molto più preoccupante in questo caso è che lo faccia Avvenire, di proprietà della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Fondato nel 1968, vende oggi oltre 100.000 copie.
Gli articoli pubblicati su questo quotidiano sono scritti con l’approvazione dell’episcopato italiano. Pertanto, questo nuovo articolo a favore della transessualità – purtroppo non il primo – che si spinge fino a difenderla anche nei minori, è avallato dall’autorità episcopale.
Il giornalista responsabile è sempre lo stesso (…) Luciano Moia, che si occupa da anni di tematiche LGBTQ+, autore del libro Chiesa e omosessualità e, in particolare, direttore della rivista Noi, famiglia e vita, supplemento del quotidiano Avvenire.
L’articolo utilizza diversi espedienti per sviluppare la sua argomentazione. In particolare, il titolo, «Come crescere un figlio che non riconosce il proprio corpo», sembra già ammettere l’esistenza di un’anomalia.
Inoltre, utilizza «casi di studio», una manovra ben collaudata che è già stata utilizzata per approvare leggi «compassionevoli», come quelle sull’aborto e l’eutanasia. Il quotidiano menziona un’«identità di genere» diversa dal sesso biologico in due bambini. In uno di questi due casi, il bambino alla fine decide di non «cambiare» sesso, mentre nell’altro lo fa.
Il vocabolario utilizzato esalta il secondo approccio: la bambina «ha intrapreso serenamente il cammino di affermazione del proprio genere ed è ora un’adolescente che vive la sua vita con maggiore serenità». I pronomi utilizzati corrispondono all’«identità di genere» della bambina.
Sostieni Renovatio 21
Assenza di argomentazioni contrarie
Il giornalista si astiene dal citare studi scientifici che potrebbero mettere in discussione la sua tesi, pur essendone a conoscenza. Inoltre, ignora completamente ciò che una sana filosofia morale potrebbe offrire. Infine, e cosa più grave, ignora la dottrina della Chiesa in materia. Non vengono invocati né la Sacra Scrittura né l’insegnamento morale.
Questo consente al giornalista di presentare questi casi come «complessi», aggiungendo che esiste «un limite oltre il quale chi osserva dall’esterno non ha il diritto di andare”. Ma è comunque chiaro che chi crede che la transessualità sia una cosa buona ha tutto il diritto di dirlo.
(…) una volta eliminata l’opposizione, la tattica rimane quella della fenomenologia etica: qualunque cosa accada è buona, indipendentemente dalle circostanze.
Vale la pena notare a questo proposito, come sottolinea InfoCatolica, che il grande sostenitore di questo approccio è stato papa Francesco. Nella sua esortazione postsinodale Amoris Laetitia, egli nega l’esistenza di atti intrinsecamente cattivi. E il suo «Chi sono io per giudicare?» ha definitivamente giustificato questo approccio.
La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) è responsabile
Avvenire è il quotidiano della CEI e questo articolo riflette fedelmente la sua posizione sull’argomento. Moia cita anche il documento finale dell’Assemblea sinodale della Chiesa italiana: «le Chiese locali, superando l’atteggiamento discriminatorio talvolta prevalente negli ambienti ecclesiastici e nella società, si impegnano a promuovere il riconoscimento e il sostegno delle persone omosessuali e transgender, nonché dei loro genitori, che già appartengono alla comunità cristiana».
La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) chiede non solo legami più stretti con le persone omosessuali e transgender, ma anche il riconoscimento della validità del loro orientamento sessuale. Non sorprende quindi che un articolo del genere appaia sul quotidiano di sua proprietà.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da YouTube
-



Vaccini2 settimane faGemelli di 18 mesi morti dopo la vaccinazione
-



Nucleare2 settimane faSappiamo che l’Europa potrebbe essere presto oggetto di lanci nucleari?
-



Spirito2 settimane faDifendere il patriarcato contro i princìpi infernali della Rivoluzione: omelia di mons. Viganò sulla famiglia come «cosmo divino»
-



Spirito1 settimana faMons. Viganò: «l’Unione Europea va rasa al suolo»
-



Autismo1 settimana faEcco la Barbie autistica: il mondo verso la catastrofe sanitaria (e il Regno Sociale di Satana)
-



Immigrazione1 settimana faEva Vlaardingerbroek bandita dalla Gran Bretagna
-



Spirito6 giorni fa«Sinodalità e vigile attesa»: mons. Viganò sul mito del Concilio Vaticano II «sicuro ed efficace»
-



Vaccini2 settimane faI ricercatori trovano DNA residuo, non rilevato dai test standard, nei vaccini mRNA contro il COVID












