Animali
Serpente muore per il morso di un uomo
Un uomo nello stato indiano del Bihar ha fatto assaggiare il proverbiale veleno a un serpente mordendolo a morte, hanno riferito venerdì testate giornalistiche locali.
Secondo quanto riportato da fonti locali, Santosh Lohar, un lavoratore impiegato in un progetto ferroviario a Rajouli, stava dormendo nel suo campo base all’inizio di questa settimana quando si è verificato l’incidente. Un serpente, presumibilmente velenoso, ha deciso di fare uno spuntino sull’uomo addormentato, entrando nella tenda e mordendolo.
Santosh si è svegliato portando immediatamente un poderoso attacco contro il rettile, colpendolo con una sbarra di ferro e mordendolo più volte. Il serpente è stato ferito al punto tale dal morire sul colpo.
L’operaio si è giustificato affermando di aver reagito in quel modo in conformità con un’usanza locale.
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«Nel mio villaggio c’è la credenza che se un serpente ti morde, devi morderlo a tua volta due volte per neutralizzare il veleno», ha dichiarato l’intrepido bihariano.
Data la dubbia affidabilità del rimedio popolare, molti abitanti del posto dubitavano che il rettile fosse velenoso in primo luogo. Il Santosh è stato ricoverato in ospedale per la ferita da morso di serpente e ora si sta riprendendo.
Il lettore di Renovatio 21 capisca la tentazione a pubblicare una notizia come questa: il giornalismo insegna che «cane morde uomo» non è una notizia, mentre «uomo morde cane» sì. Se si tratta di ofidi, che sono bestie infide sin dai tempi del Giardino dell’Eden, il valore di un articolo come questo più che raddoppia.
Come riportato da Renovatio 21, al Santosh è andata comunque bene, visto che in India è stato trovato un serpente preistorico i cui resti fanno pensare che sia lungo come uno scuolabus, ma tuttavia potenzialmente, dopo la vaccinazione mRNA, meno pericoloso.
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Immagine generata artifizialmente
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Marche, ancora un uomo aggredito dai lupi
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Poliziotto ammanetta emù
Un veterano di 25 anni in servizio presso un dipartimento di polizia della Florida ha vissuto una situazione decisamente fuori dal comune quando, a seguito di una chiamata per un animale vagante, si è trovato costretto ad ammanettare un emù.
L’ufficio dello sceriffo della contea di St. Johns ha raccontato l’episodio sui propri canali social, spiegando che il caporale Keisler è intervenuto venerdì dopo la segnalazione di un emù in libertà.
«Keisler ha provato a catturare l’emù, ma il grosso uccello non ha obbedito ai suoi ordini, ha scalciato ripetutamente con i suoi potenti artigli e si è dato alla fuga correndo in modo sconsiderato», si legge nel comunicato.
Alla fine il poliziotto è riuscito a bloccare l’animale con un lazo e ha utilizzato le manette per immobilizzargli le zampe.
Policing teaches you to expect the unexpected.
Even a handcuffed emu! pic.twitter.com/fuxKgzg3mr
— Bill Bratton (@CommissBratton) January 16, 2026
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«In 25 anni di carriera non ho mai ammanettato un emù», ha commentato Keisler, riportato dalle parole dell’ufficio dello sceriffo. «Questa è proprio una prima volta.»
L’emù non ha riportato ferite ed è stato regolarmente riconsegnato al legittimo proprietario. «Tutte le accuse penali nei confronti dell’emù sono state ritirate», ha concluso con ironia il post.
Gli emù (Dromaius novaehollandiae) sono uccelli ratiti originari dell’Australia, secondi per altezza dopo lo struzzo: raggiungono i 190-200 cm e un peso di 30-55 kg.
Tale specie di pennuti dispone di un piumaggio doppio con struttura particolare (due rachidi per ogni stelo), occhi di grandi dimensioni, zampe molto lunghe e muscolose. Le creature raggiungono una velocità massima di circa 50 km/h, con falcate fino a 3 metri. Il maschio incuba le uova per circa 56 giorni senza alimentarsi, perdendo fino al 25% del peso corporeo. L’emù possiede una sacca tracheale che produce suoni gravi e rimbombanti.
Normalmente riservati, tali uccelloni possono diventare aggressivi se si sentono minacciati, durante il periodo riproduttivo o in difesa della prole. I calci, inferti con zampe dotate di artiglio centrale affilato e forza notevole, provocano ferite lacero-contuse gravi, fratture o, in casi estremi, lesioni potenzialmente letali, sebbene gli incidenti mortali restino rari – per il momento.
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Immagine di Sean Keller via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
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Padre ammette di aver ingannato il figlio sull’amore per i trichechidi. I quali per galleggiare usano i loro gas
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