Spirito
Schedatura dei cattolici della Messa antica: parla Mons. Viganò
Renovatio 21 pubblica questo testo di Mons. Carlo Maria Viganò.
ET DORMIUNT MULTI
A proposito della schedatura dei Cattolici da parte dell’Autorità civile
Ideo inter vos multi infirmi et imbecilles, et dormiunt multi.
I Cor 11, 30
Il totem della libertà di culto consente agli adoratori di Satana di erigere un blasfemo monumento a Bafometto dinanzi al Campidoglio dell’Arkansas a Little Rock o una statua di un demone sulla facciata del Palazzo di Giustizia di New York per celebrare un giudice abortista della Corte Suprema; mentre nel Nuovo Messico il Tempio Satanico inaugura una clinica che compie aborti rituali e beneficia del riconoscimento dello Stato, i Servizi Segreti dell’Amministrazione Biden non hanno nulla di meglio da fare che schedare i Cattolici tradizionali e tenere sotto osservazione le comunità in cui si celebra la Liturgia in latino, quasi costoro rappresentassero una minaccia per l’ordine costituito e un potenziale pericolo per le istituzioni dello Stato.
Questa notizia va letta, a mio parere, come logica e necessaria conseguenza di un altro evento analogo e speculare: il culto idolatrico reso dai vertici della Gerarchia cattolica al demone della Pachamama nella Basilica di San Pietro e in altre chiese cattoliche, e la contestuale persecuzione dei Cattolici tradizionali da parte dell’Autorità ecclesiastica con il Motu Proprio Traditionis Custodes e con le sue ulteriori restrizioni, date come imminenti.
Questa operazione di criminalizzazione del dissenso da parte del potere temporale e di quello spirituale non è casuale e deve suscitare una fermissima condanna e una decisa opposizione tanto da parte dei cittadini e dei loro rappresentanti nelle istituzioni civili quanto dei fedeli e soprattutto dei loro pastori; una condanna che non può limitarsi a questo episodio recente, pur di per sé gravissimo, ma che va estesa alla inquietante congiura di parti deviate dello Stato con parti deviate della Chiesa: da un lato il deep state e dall’altro la deep church, entrambi corrotti e asserviti con finalità eversive all’élite globalista, le cui basi ideologiche sono accomunate dall’odio verso Cristo, verso la Chiesa e verso la Santa Messa.
Come ho avuto modo di spiegare nel mio intervento La religione di Stato, è evidente che la separazione tra Stato e Chiesa e la pretesa «laicità« del governo temporale rispetto alle questioni religiose hanno costituito il pretesto ingannevole e doloso con cui estromettere Dio dalla società allo scopo di farvi entrare Satana.
La Rivoluzione ha sovvertito l’ordine sociale capovolgendone i principi e i fini, ma ha mantenuto e sfruttato a proprio vantaggio quell’alleanza tra Trono e Altare – ossia tra potere temporale e potere spirituale – che connotava la società cristiana e in particolare le Monarchie cattoliche.
Chi accusava l’ancien régime di tirannide non ha mai avuto intenzione di abolire, ad esempio, la censura dei media in nome della libertà di opinione: voleva semplicemente appropriarsene per uno scopo opposto, in modo da censurare la verità e propagandare l’errore.
Chi criticava il potere temporale dei Papi non voleva impedire le ingerenze della Chiesa nella cosa pubblica, ma appropriarsene – come oggi vediamo – per usare l’autorità e l’autorevolezza del Papato per demolire la Chiesa e assecondare le istanze del Nuovo Ordine Mondiale.
Il dogmatismo che veniva avversato in Pio IX o in Pio XII perché opposto al pensiero moderno si è evoluto e pervertito nel dogmatismo ecumenico e sinodale del Vaticano II e di Bergoglio, dimostrando che la questione era pretestuosa, non vertendo essa sul mezzo ma sul fine.
Così oggi non ci si scandalizza dell’autoritarismo con cui lo Stato impone controlli e limitazioni delle libertà fondamentali – che sino a ieri erano esecrati come espressione di totalitarismo nazista – né dell’autoritarismo con cui la Gerarchia asseconda l’ideologia globalista e collabora con i governi asserviti al World Economic Forum e all’Agenda 2030.
Se continuiamo a credere che sia possibile adottare un atteggiamento di presunta «neutralità» dinanzi alla questione religiosa, condanniamo la nostra Civiltà all’estinzione, perché neghiamo quella battaglia tra Bene e Male che fa parte della storia dell’umanità e dell’eterno destino dei singoli.
Nessuno può servire a due padroni, ci insegna Nostro Signore nel Vangelo (Mt 6, 24); e non possiamo nemmeno decidere di non servire nessuno dei due, quando siamo dinanzi ad uno scontro in cui la nostra neutralità è già di per sé un aiuto al Nemico. E qui dovremmo chiederci quale responsabilità si assumano i politici e i Prelati che rimangono inerti a guardare, limitandosi a deplorare gli eccessi del Male e non le sue cause.
Ostinarsi a salvare ad ogni costo la laicità dello Stato quando essa si è dimostrata una illusoria chimera per distruggerlo dalle fondamenta, o insistere a difendere le istanze del Vaticano II quando ne vediamo il clamoroso fallimento e l’incalcolabile danno alla Chiesa è un palliativo di chi considera il proprio ruolo di governante e di pastore esclusivamente a tutela dell’istituzione che rappresenta, rifiutandosi di coglierne le gravi infedeltà e precludendosi così la possibilità di giovare tanto ai cittadini quanto ai fedeli. Un medico è chiamato a curare il malato, non a limitarsi a diagnosticarne il male o addirittura a dissimularlo, solo perché non vuole ammettere che le autorità sanitarie sono corrotte o non osa disobbedire a ordini irragionevoli affrontandone le conseguenze.
Ciò a cui stiamo assistendo in questa fase cruciale è il venir meno dei pretesti che sinora erano stati addotti a giustificazione delle «conquiste sociali» – democrazia, libertà di opinione e di culto, rispetto delle minoranze etc. – e contestualmente la manifestazione arrogante delle vere ragioni dell’élite criminale che usurpa l’autorità nello Stato e nella Chiesa: l’inconciliabilità tra il modello cristiano di società in cui Nostro Signore Gesù Cristo regna nella sfera civile e in quella religiosa per condurci liberamente a compiere il Bene e farci così partecipi della beatitudine eterna, e il modello distopico di società in cui la tirannide di Satana impone il caos e la ribellione per costringerci, violentando la nostra libertà, a compiere il Male e dannarci per l’eternità.
La schedatura dei Cattolici tradizionali da parte dei servizi di intelligence appare ingiustificata solo se partiamo erroneamente dal presupposto che gli attuali governanti perseguano il bene comune e la sicurezza della Nazione; ma si mostra ampiamente giustificata nel momento in cui essi hanno come scopo l’imposizione del culto globalista, intrinsecamente anticristico e inconciliabile con la Fede cristiana.
Parallelamente, la persecuzione dei fedeli legati alla Liturgia tridentina da parte della Gerarchia cattolica è inaudita e impensabile solo se ci ostiniamo a presupporre nei Pastori lo zelo per la gloria di Dio e per la salvezza delle anime.
Se li vediamo per ciò che sono, ossia come lupi travestiti da agnelli o come mercenari, la loro avversione alla Messa apostolica è più che comprensibile e ci stupirebbe se non la manifestassero con tale furore. In un certo senso, ai loro occhi costituiamo il «gruppo di controllo» dei non vaccinati dinanzi alla moltitudine degli inoculati col siero genico.
È vero: noi Cattolici siamo una minaccia per chi vuole un mondo ribelle a Dio e una «chiesa sinodale» asservita allo spirito di questo mondo. I Martiri testimoniano l’eroismo della presenza del nome cristiano nella società, un eroismo che sa affrontare i tormenti e la morte inflitti a chi un’autorità pervertita considera nemici perché conosce e teme il loro esempio, e soprattutto la potenza dirompente del Vangelo.
Se comprendiamo che non vi è una terza via, una sorta di sintesi che componga la tesi del Bene e l’antitesi del Male, e che dobbiamo scegliere lo schieramento in cui combattere – così come lo scelgono i malvagi – abbiamo qualche possibilità di resistenza e di vittoria. Voi siete il sale della terra (Mt 5, 13).
Chiedere tolleranza in un mondo malato non ci preserva dal contagio, ma serve solo a differire la nostra cancellazione, privandoci del sapore e destinandoci ad essere calpestati dagli uomini.
Carlo Maria Viganò
Arcivescovo
19 Febbraio MMXXIII
Dominica Quinquagesimæ
Renovatio 21 offre questa omelia di Monsignor Viganò per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Immagine di Servus Tuus via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)
Spirito
Mons. Strickland: cattolici ingiustamente accusati di antisemitismo per aver difeso gli insegnamenti della Chiesa
L’arcivescovo emerito di Tyler, Texas, monsignor Joseph Strickland ha pubblicato su X un accorato appello contro la montante forza anti-cattolica in USA, dove soprattutto i tradizionalisti sono ora accusati di antisemitismo. Il messaggio di Strickland sembra raccogliere la richiesta di aiuto di Carrie Prejean Boller, ex miss California che è stata espulsa dalla Commissione sulla libertà religiosa di Trump – unica donna cattolica della compagine – per il suo rifiuto di vedersi imposto il sionismo al credo religioso cattolico.
Quando il mondo richiede compromessi
In questi giorni di grande confusione, molti cattolici fedeli si sentono turbati – alcuni persino scossi – dall’intensità della pressione politica, dalle accuse pubbliche e dalla crescente ostilità verso coloro che semplicemente si attengono all’insegnamento perenne della Chiesa cattolica.
Permettetemi di parlare con chiarezza, come un pastore di anime: se senti che la terra sotto i tuoi piedi trema, non è perché la verità è cambiata, ma perché molti, senza saperlo, si sono ancorati a cose che non possono reggere.
I partiti politici non possono salvarci. I governi non possono definire la verità. E nessun movimento terreno, per quanto potente, può sostituire la regalità di Gesù Cristo.
Il nostro fondamento non si trova a Washington, né in alcuna amministrazione, né in alcuna identità politica. Il nostro fondamento è Gesù Cristo.
Come dichiara il Signore stesso: «Perchè chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà paragonato all’uomo saggio, che si è fabbricato la casa sulla roccia» (Mt 7, 24).
Quella Roccia non è un partito. Quella Roccia non è un’ideologia. Quella Roccia non è un’agenda geopolitica. Quella Roccia è Cristo, e solo Cristo.
WHEN THE WORLD DEMANDS COMPROMISE
In these days of great confusion, many faithful Catholics are feeling unsettled – some even shaken – by the intensity of political pressure, public accusations, and the growing hostility toward those who simply hold to the perennial teaching of… pic.twitter.com/Rst1Hed59Q
— Bishop Joseph Strickland @ Pillars of Faith (@BishStrick) March 18, 2026
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Sulle false accuse e sulla confusione
Stiamo assistendo a una tendenza preoccupante: i cattolici fedeli vengono etichettati come «antisemiti» semplicemente per essersi rifiutati di adottare determinate posizioni teologiche o politiche, in particolare quelle legate a forme di sionismo cristiano moderno.
Vorrei essere assolutamente chiaro: la Chiesa cattolica rifiuta l’odio verso qualsiasi popolo, compreso il popolo ebraico. L’antisemitismo è un peccato. È ingiusto. È contrario al Vangelo. Tuttavia è altrettanto ingiusto accusare i cattolici di odio semplicemente perché non accettiamo posizioni teologiche estranee alla fede cattolica.
La Chiesa non insegna che la ricostruzione di un tempio o l’adesione a un particolare programma politico siano necessarie per il ritorno di Cristo. Nostro Signore ha già adempiuto l’alleanza.
Il popolo di Dio non è definito dall’etnia, né dalle alleanze politiche, ma dalla fede in Gesù Cristo e dall’obbedienza alla sua volontà.
Sulla guerra, la sofferenza e la dignità umana
La Chiesa cattolica non plaude alla guerra. Non santifica la violenza. Non ignora la sofferenza degli innocenti, in nessun luogo. Che sia a Gaza, in Israele o in qualsiasi altra parte del mondo, ogni vita umana è sacra.
Parlare della sofferenza, piangere la perdita di vite innocenti, invocare giustizia: questo non è odio. È Vangelo. Il nostro Signore disse: «Beati i pacifici, perchè saranno chiamati figli di Dio.» (Mt 5,9).
La coscienza cattolica non deve mai essere messa a tacere dalle pressioni politiche o dalla paura di essere accusati.
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La nostra idolatria politica
Molti cattolici oggi vivono un periodo di grande turbamento perché la loro identità si è legata troppo strettamente a un partito o a un movimento politico. Questo è un errore pericoloso. Nessun partito politico rappresenta pienamente la verità del Vangelo. Nessun governo è il Regno di Dio.
Quando ci ancoriamo alla politica, prima o poi verremo scossi, perché la politica è in continua evoluzione. Ma quando siamo ancorati a Cristo, rimaniamo saldi, anche quando il mondo trema.
Una parola ai fedeli
Se ti senti insicuro…
Se ti senti sotto pressione…
Se ti senti accusato o frainteso…
Ascolta bene: non ti trovi in una situazione instabile se resti con Cristo. Ti senti scosso solo se le tue fondamenta sono altrove.
Ritornate a Lui. Rimanete in Lui. Rimanete saldi nella verità della Sua Chiesa.
Esortazione finale
Non è tempo di paura. È tempo di chiarezza. Dobbiamo respingere l’odio. Dobbiamo respingere le false accuse. Dobbiamo respingere ogni tentativo di costringere la Chiesa a conformarsi alle ideologie mondane.
E dobbiamo proclamare, senza compromessi:
GESÙ CRISTO È IL SIGNORE.
Non Cesare. Non alcun partito. Non alcun movimento. Solo Cristo.
Perciò, rimanete saldi in Lui. Non lasciatevi scuotere, non lasciatevi mettere a tacere e non lasciatevi sviare. Rimanete fedeli, rimanete radicati e tenetevi saldi alla verità, a qualunque costo.
+ Joseph
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Spirito
Germania, perdita di oltre mezzo milione di fedeli cattolici nel 2025
307.000 abbandoni: il dato più basso dal 2020
Nel 2025 sono state registrati 307.117 abbandoni formali, il dato più basso dal 2020 e in linea con il calo iniziato dopo il record di oltre 520.000 abbandoni del 2022. Tuttavia, questa cifra rimane elevata: l’ultima volta che è scesa al di sotto di questo livello è stato nel 2019, con circa 270.000 abbandoni. Le differenze regionali sono significative. I maggiori cali nel numero di abbandoni si sono registrati nelle diocesi di Eichstätt (-15%), Aquisgrana e Limburgo (-9% in entrambi i casi). Al contrario, cinque diocesi hanno visto un aumento: Speyer (+1,8%), Paderborn (+2,3%), Magdeburgo (+3%), Görlitz (+4,8%) e Passau (+9,1%). A questi dati vanno aggiunti 203.000 decessi, portando la perdita netta, tenendo conto di battesimi, nuove iscrizioni e riammissioni, a 549.636 membri. I cattolici rappresentano ora il 23% della popolazione totale del Paese, con 19.219.601 persone registrate come membri della Chiesa.Sostieni Renovatio 21
Partecipazione alla Messa: la percentuale aumenta, il numero effettivo diminuisce.
Il tasso di partecipazione alla Messa domenicale è salito dal 6,6% al 6,8%, ma questo aumento percentuale maschera una leggera diminuzione: 1,304 milioni di fedeli nel 2025 rispetto a 1,306 milioni dell’anno precedente. Ciò si spiega con il fatto che la popolazione cattolica totale è diminuita più rapidamente della partecipazione effettiva. La cifra rimane ben al di sotto del 9,1% registrato prima della pandemia nel 2019.Battesimi in calo
I battesimi sono diminuiti da poco più di 116.000 a circa 109.000, con una diminuzione di oltre 7.000 unità. Le prime comunioni (152.300) e le cresime (105.000) sono rimaste stabili, con lievi aumenti. I matrimoni canonici, invece, sono diminuiti da 22.500 a 19.500. Le nuove iscrizioni e i rinnovi delle iscrizioni sono stati 7.700, con un aumento di 1.100 rispetto all’anno precedente. L’87% dei nuovi membri proviene dalla Chiesa evangelica.Solo 25 ordinazioni sacerdotali in tutta la Germania
Uno dei dati più sorprendenti di queste statistiche riguarda le ordinazioni sacerdotali: appena 25 in tutta la Germania entro il 2025, una cifra paragonabile a quella dell’Austria, un paese considerevolmente più piccolo. Alcuni non hanno esitato ad attribuire la responsabilità di questo crollo al Cammino sinodale. Mons. Heiner Wilmer, presidente della Conferenza episcopale tedesca (DBK) e vescovo di Hildesheim, ha commentato questi dati, lodando «l’impegno dei professionisti della nostra Chiesa e la qualità della cura pastorale». Ha descritto il lieve aumento della partecipazione alle funzioni religiose come «un buon segno» e ha considerato «positivo» il fatto che il numero di persone che si sono accostate alla Prima Comunione e alla Cresima sia rimasto stabile. Tuttavia, ha lamentato «l’elevato numero di persone che abbandonano la Chiesa», affermando che «ogni abbandono ci ferisce». Wilmer ha sottolineato che il calo del numero di cristiani in Germania non impedisce loro di «testimoniare la nostra fede con un forte impegno personale». Ha esortato a «non nascondere la testa sotto la sabbia, ma a guardare al futuro e a cercare insieme, anche nell’ambito dell’unione ecumenica, modi per essere cristiani e godere di una maggiore accettazione nella società odierna». Questo commento del progressista vescovo di Hildesheim sottolinea, ancora una volta, la cecità delle autorità ecclesiastiche, che continuano a credere che le direzioni sbagliate intraprese dal Concilio Vaticano II siano quelle giuste, nonostante i risultati negativi che le condannano. Dovremo forse aspettare che non ci siano più fedeli cattolici in Germania prima che i vescovi di quel paese aprano finalmente gli occhi? Articolo previamente apparso su FSSPX.NewsIscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Spirito
Foto del 1995 mostra Leone XIV mentre partecipa al rituale idolatrico della Pachamama
Una foto del 1995 ora riemersa mostra l’allora padre agostianiano Robert Francis Prevost, ora papa Leone XIV, partecipare ad un rituale agricolo pagano dell’idolo della Pachamama, la «Madre Terra» della cultura sudamericana. Il rituale idolatrico si sarebbe tenuto durante un simposio teologico agostiniano ufficiale. Il futuro pontefice appare inginocchiarsi assieme ad altri partecipanti.
Lo scoop è un’esclusiva di LifeSite, un cui collaboratore, padre Charles Murr, sta scrivendo un libro su Leone XIV. Tre sacerdoti agostiniani hanno ora confermato indipendentemente a padre Murr che Robert Prevost è chiaramente visibile tra i partecipanti inginocchiati nella fotografia centrale. Sebbene nessuno dei tre fosse presente al rituale del 1995, hanno riconosciuto immediatamente e senza ombra di dubbio il loro confratello dall’immagine pubblicata.

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L’immagine appare negli atti ufficiali del IV Simposio-Taller Lectura de San Agustín desde América Latina (San Paolo, 23-28 gennaio 1995), pubblicato nel libro (Messico, 1996). La didascalia ufficiale sotto la foto dei partecipanti in ginocchio recita «Celebración del Rito de la pachamama (madre tierra), che è un rito agricolo offerto dalle culture del Sur-Andino in Perù e Bolivia», ossia «Celebrazione del rito di Pachamama (Madre Terra), un rito agricolo praticato dalle culture della regione sud-andina del Perù e della Bolivia».
Lo stesso volume include una grande fotografia di gruppo con la didascalia esplicita «Foto de todos los participantes del Simposio Sao Paulo Brasil», che colloca il futuro Papa a pieno titolo tra i partecipanti a un evento che celebrava apertamente il rituale della Pachamama come parte del suo programma di «ecoteologia».

Immagine da LifeSiteNews
«L’uomo che ora è Leone XIV è stato ripreso mentre si inginocchiava durante un rituale pagano dedicato a una dea della terra, in una riunione ufficiale del suo stesso ordine religioso. Le implicazioni per la direzione della Chiesa sotto questo pontificato sono profonde» ha detto don Murr al programma di Lifesite Faith&Reason. Padre Murr ha ottenuto scansioni ad alta risoluzione degli atti (compresa la nitida fotografia con Prevost inginocchiato per la Pachamama) dalla Biblioteca Centrale Salesiana di Buenos Aires.
Un’altra immagine tratta dal libro mostra che, oltre alla cerimonia della Pachamama, i partecipanti hanno celebrato una Messa, e si può vedere Prevost in piedi, mano nella mano con altri partecipanti come in un cerchio, nello stesso punto in cui si è svolto il rituale della Pachamama.

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Un’altra foto dell’evento, che ritrae tutti i partecipanti al simposio, conferma ulteriormente la presenza di Prevost.
LifeSite ha confermato che le foto di Leone al rituale lo ritraevano effettivamente, confrontandole con immagini dello stesso periodo trovate nella rivista agostiniana in lingua spagnola OALA , dove è indicato con il nome di «Roberto Prevost».
L’autore dello scoop don Murr ha sottolineato come ciò violi il Primo Comandamento e come i martiri della Chiesa abbiano dato la vita piuttosto che partecipare, anche minimamente, a cerimonie dedicate a falsi dèi.
Il culto della Pachamama ha con ogni evidenza radici più antiche del papato bergogliano, quantomeno nel sistema ecclesiale sudamericano, di cui lo statunitense Robert Prevost è pienamente parte: ha vissuto talmente tanti anni in Perù da ricevere la cittadinanza del Paese, e ci si chiede se è la sua seconda nazionalità che ha pesato al conclave per continuare l’opera del sudamericano Bergoglio.
La chiesa di fatto insiste con lo spirito sudamericano su più livelli: bisogna pensare al rito amazzonico e al rito maya ( la cui bozza finale conteneva azioni liturgiche basate su azioni pagane) spuntati durante il papato di Bergoglio, che fece un giro anche sul paganesimo spiritista nordamericano, appassionatamente abbracciato da Bergoglio nel suo viaggio in Canada. Episodi di catto-sciamanismo visti anche in Nordamerica.
Ricordiamo, en passant, come un rito pagano amazzonico sia stato eseguito sul palco di una recente edizione World Economic Forum di Davos, al quale partecipano prelati di alto grado dopo che il papa Francesco aveva mandato lettere di augurio a Klaus Schwab.
La Pachamama è con evidenza la versione del vaticano paganizzato di Gaia, il pianeta reso ente senziente superiore teorizzato da James Lovelock, cioè la Terra divinizzata, deificata a discapito dell’uomo suo parassita: un’inversione totale della Genesi biblica, per cui il creato ruota intorno all’uomo.
Ci troviamo ancora una volta dinanzi a quello che Renovatio 21 a più riprese ha definito catto-paganesimo papale, adulterazione idolatrica se non demoniaca del rito spinta dallo stesso vertice del papato.
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Tantissimi sanno della venerazione della Pachamama da parte del papa e dei membri del sinodo amazzonico nel 2019, ma ben pochi ricordano un altro importante episodio di paganizzazione nel cuore della Santa Sede: nell’estate del 2017 si era tenuta in Vaticano, per l’anniversario dei rapporti diplomatici con il Giappone, una rappresentazione del Teatro Nō, con il dramma classico Hagoromo a cui aggiungeva un secondo momento dello spettacolo, chiamato Okina, una rappresentazione rituale in cui gli attori interpretano delle divinità, che danzano per la pace e la prosperità.
Andando più indietro, Giovanni Paolo II, il più longevo dei papi conciliari, prese parte a quantità di riti pagani: per esempio la preghiera nella Foresta sacra in Togo con l’invocazione degli spiriti da parte di uno stregone, e una purificazione rituale con partecipazione attiva del defunto romano pontefice. Nel 1986 in India Wojtyla fu ricevuto con il canto di inni vedici (quindi pagani e apertamente panteisti) e numerose cerimonie di chiarissima natura induista, mischiate anche alla celebrazione della Messa.
Prima ancora, si ricorda come Paolo VI nel settembre 1974 divenne il copricapo di piume indiano fu addirittura Paolo VI.
Tirando le somme, è più che mai evidente al lettore di Renovatio 21 che la chiesa leonina intenda portare avanti un progetto di paganizzazione della chiesa cattolica, e quindi la sua riprogrammazione verso il ritorno del sacrificio umano.
Come Renovatio 21 ha già avuto modo di scrivere, la chiesa non sta solo suicidandosi: si sta pervertendo sino a trasformarsi in un’immane macchina di morte. Le aperture verso la contraccezione e soprattutto la produzione di esseri umani in laboratorio – dove per ogni bimbo in braccio ne vengono sacrificati dozzine – stanno a significare proprio questo. Come non pensare, poi al vaccino propagato e imposto con prepotenza dal pontefice, incontrovertibilmente ottenuto tramite il sacrificio umano di feti innocenti.
È, quindi, la chieda degli dèi dei gentili– dei demoni perché come dice il Salmo omnes dii gentium daemonia – e cioè la chiesa dello sterminio, la chiesa della fine degli esseri umani – previa la loro sottomissione ai demoni pagani che, come scrive la preghiera a San Michele Arcangelo, «ad perditionem animarum pervagantur in mundo».
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Immagine da LifesiteNews.
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