Politica
Il primo ministro finlandese si scusa per i post razzisti dei parlamentari della coalizione
Il primo ministro finlandese Petteri Orpo ha presentato le sue scuse ai cittadini di Cina, Giappone e Corea del Sud in seguito alle foto pubblicate da alcuni parlamentari, inclusi esponenti della sua coalizione di governo, in cui si ritraevano tirando gli angoli degli occhi per simulare tratti asiatici.
La polemica è scoppiata a novembre, quando la ventiduenne Sarah Dzafce, incoronata Miss Finlandia, è stata privata del titolo dopo la diffusione di un’immagine in cui appariva mentre compiva lo stesso gesto, considerato da molti una derisione nei confronti delle persone asiatiche. I detrattori della decisione hanno ritenuto la sanzione eccessiva e hanno reagito condividendo foto analoghe in segno di solidarietà.
Tra quanti hanno postato tali selfie vi erano deputati del Partito dei Veri Finlandesi (PS), tra cui Kaisa Garedew, Juho Eerola e Sebastian Tynkkynen.
Hey Human Rights Ambassador Katja Pehrman, are there human rights of Asian people in Finland? I don’t think so!https://t.co/k8ia6pzU1Y pic.twitter.com/lAKocl7L6q
— 🇯🇵Sachi ダーウィンAus.🇦🇺 (@sachihirayama) December 13, 2025
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L’Orpo guida un esecutivo di coalizione a quattro partiti, nel quale i Veri Finlandesi detengono dieci ministeri, inclusa la vicepresidenza del governo. In una dichiarazione resa pubblica mercoledì attraverso le ambasciate finlandesi in Cina, Giappone e Corea del Sud, Orpo ha precisato che tali post «non riflettono i valori di uguaglianza e inclusione della Finlandia», aggiungendo che il suo governo «prende sul serio il razzismo ed è impegnato a combattere il problema».
Il Partito dei Veri Finlandesi (Perussuomalaiset, PS)è una formazione politica nazionalista, populista di destra ed euroscettica, fondata nel 1995 come erede del Partito Rurale Finlandese. La sua piattaforma politica si basa su valori patriottici e cristiani-sociali, con enfasi sulla difesa dell’identità nazionale, della sovranità finlandese e del benessere dei cittadini autoctoni.
Al centro del programma vi è una forte opposizione all’immigrazione di massa, specialmente da Paesi non europei, vista come minaccia alla cultura e al sistema welfare. Il partito propone restrizioni severe: priorità ai finlandesi per servizi sociali e sanitari, rifiuto del multiculturalismo forzato e protezione delle tradizioni cristiane, come feste natalizie e inni scolastici tradizionali, contro quella che definisce «propaganda ideologica».
Sul piano economico, i Veri Finlandesi sostengono un welfare chauvinista: stato sociale robusto ma riservato principalmente ai cittadini finlandesi, con tasse moderate usate per benefici nazionali. Criticano il neoliberismo elitario e promuovono imprenditorialità, innovazione e tecnologie pulite, ma in modo sostenibile per l’economia e l’arredo quotidiano, senza misure climatiche «isteriche» che penalizzino classi medie e rurali.
Riguardo all’UE, il partito è critico verso l’integrazione eccessiva: difende la sovranità nazionale, oppone trasferimenti di potere a Bruxelles e vede l’Europa come casa dei popoli europei, con enfasi su civiltà occidentale e cristiana. Pur eurorealisti, non propongono uscita immediata ma riforme profonde.
I Veri Finlandesi si presentano come difensori del quivis de populo comune contro élite mondialiste, immigrazione e burocrazia UE, combinando nazionalismo, conservatorismo sociale e elementi di giustizia sociale. Dal 2023 fanno parte del governo di coalizione, influenzando politiche su immigrazione e finanze.
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Immagine screenshot da Twitter
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Il leader serbo bosniaco antioccidentale Dodik festeggia la vittoria elettorale
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Il Brasile va alle urne: Bolsonaro jr. vince su Lula
Il figlio di Bolsonaro ha vinto primo turno delle elezioni presidenziali in Brasile, superando il presidente uscente di sinistra Lula. Il ballottagio pre la carica di presidente del grande Paese sudamericano è previsto per il 25 ottobre,
Il 45enne Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex capo di Stato brasiliano, ha ottenuto il 47,06% dei voti, contro il 45,12% del veterano della sinistra Luiz Inacio Lula da Silva, 80 anni, a spoglio quasi concluso. Lo scarto ridotto dimostra che il più grande Paese dell’America Latina resta profondamente polarizzato, tra accuse reciproche di golpe o di brogli.
Se Flavio Bolsonaro dovesse prevalere al secondo turno, il Brasile si unirebbe all’ondata conservatrice che, incoraggiata dal presidente americano Donald Trump, ha già mietuto vittorie nella regione, in Argentina, in Colombia o in Perù.
Domenica sera si è detto «molto soddisfatto» del risultato e fiducioso nella vittoria. Ha ringraziato i suoi elettori per avergli dato «un voto di fiducia per il cambiamento», ritenendo che «il Brasile non ne possa più».
Si presenta come una versione «più moderata» di suo padre, l’ex presidente Jair Bolsonaro, che lo aveva designato candidato dopo essere stato condannato a 27 anni di carcere per un tentativo di colpo di Stato contro Lula nel 2022. A quasi 81 anni, lo storico leader della sinistra punta a un quarto mandato non consecutivo. Durante la campagna ha sventolato la bandiera della sovranità e ha invitato il suo omologo statunitense a non «immischiarsi» nelle elezioni brasiliane.
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Bolsonaro jr. ha mantenuto il sangue freddo anche dopo la notizia di essere indagato per corruzione e riciclaggio di denaro in relazione al finanziamento di un film in onore del padre, malato di cancro, che l’anno passato era stato arrestato dalla polizia a Brasilia mentre ancora era ai domiciliari. La Corte Suprema brasiliana, guidata dall’acerrimo nemico dei Bolsonaro giudice Alexandre de Moraes, aveva bloccato la richiesta di scarcerazione anticipata di Bolsonaro senior cinque mesi fa.
Il Brasile ha inoltre assistito a una vera e propria ondata conservatrice alle elezioni legislative, in particolare al Senato, dove l’ex first lady Michelle Bolsonaro è stata eletta a larga maggioranza, così come Carlos Bolsonaro, fratello di Flavio. Circa 160 milioni di elettori erano chiamati alle urne. L’astensionismo, in un Paese in cui il voto è obbligatorio, si è attestato al 21%, praticamente lo stesso dato del 2022.
Come riportato da Renovatio 21, il fratello Eduardo Bolsonaro, già deputato, tre mesi fa è stato condannato, sempre dalla Corte Suprema di De Moraes, a quattro anni di carcere per aver esercitato pressioni su autorità straniere – ovvero il governo degli Stati Uniti – al fine di ottenere sanzioni contro le istituzioni brasiliane, in particolare la magistratura e alcuni esponenti della Procura Generale.
La Corte federale suprema del Brasile aveva ampliato le restrizioni nei confronti dell’ex presidente Jair Bolsonaro, arrivando a vietare ora la diffusione delle sue interviste sulle piattaforme dei social media. Gli USA erano scesi ora in campo direttamente contro De Moraes, revocandogli il visto per il Paese, una mossa inaspettata ed inedita da parte della segreteria di Stato USA guidata da Marco Rubio.
A luglio 2025 il presidente statunitense Donald Trump – che durante il suo primo mandato aveva coltivato stretti legami con Bolsonaro – aveva definito la persecuzione dell’ex alleato da parte del governo Lula una «caccia alle streghe», imponendo dazi del 50% su alcuni prodotti brasiliani. Tuttavia, all’inizio di questo mese Washington ha iniziato a mitigare alcune di quelle tariffe.
Il padre jair Bolsonaro tre anni fa era era stato pure incriminato per falsificazione dello status vaccinale. L’opposizione di Bolsonaro ai vaccini mRNA si manifestò in proteste dirette con il direttore dell’OMS Tedros Ghebreyesus e con commenti subitanei che descrivevano l’impunità programmatica dei produttori di vaccini anti-COVID anche qualora i sieri possano «trasformarti in una donna barbuta, o in un alligatore jacaré».
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Immagine di Agência Senado via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Politica
Assassina nel braccio della morte sopravvive a una doppia iniezione letale: nuova eroina delle donne ripaganizzate?
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🚨 JUST IN: President Trump speaks out on the FAILED execution of Christa Pike in Tennessee last night
“That was an execution where the medication didn’t exactly work. It shouldn’t be very difficult!” We need to make this MUCH EASIER and just DISPATCH THE FIRING SQUAD! Come… pic.twitter.com/HbG95GO8HH — Nick Sortor (@nicksortor) October 1, 2026
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