Geopolitica
Orban: i burocrati UE «vogliono la guerra con la Russia»
I funzionari dell’UE stanno spingendo l’Unione verso una guerra con la Russia, trascurando gli interessi del proprio popolo, ha affermato il primo ministro ungherese Viktor Orban.
In un editoriale pubblicato sabato sul quotidiano Magyar Nemzet, Orban ha avvertito che l’UE si trova ad affrontare una serie di crisi, tra cui sfide economiche e la crescente minaccia del terrorismo.
«A peggiorare le cose, la burocrazia di Bruxelles che vive in una bolla ha preso una serie di cattive decisioni politiche negli ultimi anni», ha sostenuto il primo ministro. «L’Europa viene sempre più trascinata in una guerra, in cui non ha nulla da guadagnare e tutto da perdere».
Il primo ministro ungherese ha rilasciato le sue dichiarazioni poco dopo che i leader dell’UE hanno nominato Ursula von der Leyen per un terzo mandato come presidente della Commissione Europea.
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Nello stesso momento, il primo ministro estone Kaja Kallas è stato nominato per sostituire Josep Borrell come massimo diplomatico del blocco. Nota per la sua politica estera aggressiva, Kallas è stata una delle principali sostenitrici di sanzioni più severe contro la Russia e di maggiori spedizioni di armi all’Ucraina. È anche una sostenitrice dell’uso di beni russi congelati per gli aiuti a Kiev.
I burocrati di Bruxelles vogliono questa guerra, la vedono come loro e vogliono sconfiggere la Russia. Continuano a mandare i soldi del popolo europeo in Ucraina, hanno sparato alle aziende europee con le sanzioni, hanno fatto salire l’inflazione e hanno reso difficile guadagnarsi da vivere per milioni di cittadini europei.
Orban ha anche accusato la leadership dell’UE di «imporre le proprie ideologie» alle popolazioni degli Stati membri, invece di «occuparsi degli interessi delle persone».
Orban è un critico esplicito dell’approccio dell’UE al conflitto ucraino, favorendo una soluzione diplomatica attraverso i negoziati. A differenza di molti altri membri della NATO, l’Ungheria ha rifiutato di inviare armi a Kiev e ha fatto pressioni contro l’assistenza finanziaria incondizionata.
In precedenza aveva affermato che gli Stati Uniti e l’UE erano «le fonti» della «follia bellica» che dilagava nel continente e aveva accusato Bruxelles di pericolosa politica del rischio calcolato con la Russia.
Come riportato da Renovatio 21, recentemente Orban ha dichiarato che l’UE potrebbe fermare il conflitto in Ucraina in 24 ore e che «l’occidente vuole la guerra alla Russia per questione di soldi».
Da mesi il premier magiaro accusa l’UE di essere in istato di «psicosi di guerra». Orban nelle scorse settimane ha dichiarato che la NATO si sta preparando alla guerra con Mosca ed ha collegato l’attentato al premier slovacco Fico ai preparativi bellici dell’Occidente.
L’anno passato il premier magiaro ha detto che solo Trump, che ha incontrato a Mar-a-Lago di recente e sul cui ritorno alla Casa Bianca egli scommette, può salvare l’Occidente e gli uomini di tutto il mondo.
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Immagine screenshot da YouTube
Geopolitica
Lavrov: l’Europa ha perso l’occasione di mediare nel conflitto ucraino
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Geopolitica
Rubio: Trump non ha ancora deciso se effettuare nuovi attacchi contro l’Iran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha ancora deciso se colpire nuovamente l’Iran, nonostante i colloqui di pace siano ancora in una fase di stallo, ha dichiarato sabato il segretario di Stato americano Marco Rubio.
«Possiamo raggiungere gli obiettivi militari se ci impegniamo», ha dichiarato Rubio ai giornalisti durante una conferenza stampa ad Atlanta, in Georgia, dove ospitava i ministri degli esteri del G20 per una riunione di due giorni.
Tuttavia, ha sottolineato che Trump «non ha preso una decisione» su ulteriori azioni militari, in un contesto di notizie secondo cui Washington potrebbe riprendere gli attacchi dopo le elezioni di metà mandato statunitensi di martedì.
«Non ho alcun annuncio da farvi oggi a riguardo, e non prendiamo la questione alla leggera», ha detto Rubio.
Il segretario ha accusato Teheran di prendere di mira «attivamente e apertamente» navi mercantili, ma ha sottolineato che Trump preferisce una soluzione diplomatica. Si è rifiutato di valutare lo stato di avanzamento dei negoziati o di fornire una tempistica per un possibile accordo.
«Non intendo descrivere i progressi di questi colloqui né le tempistiche previste, se non per dire che, qualora si giungesse a una soluzione diplomatica, saremmo aperti ad essa», ha affermato Rubio.
Le sue dichiarazioni sono giunte mentre i negoziatori iraniani tenevano colloqui con i mediatori del Qatar a Doha sabato, nel tentativo di prevenire una ripresa delle ostilità, ha riferito Reuters, citando una fonte a conoscenza delle discussioni.
L’incontro ha fatto seguito a oltre 12 ore di negoziati tra funzionari iraniani e qatariani a Teheran, venerdì. Secondo la fonte, gli sforzi diplomatici sono stati coordinati attraverso contatti regolari con Washington.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato sabato ad Al Jazeera che Teheran ha esaminato una lettera del vicepresidente statunitense JD Vance e ha descritto il tentativo di Washington di riaprire il dialogo come un «passo positivo».
«Il mio collaboratore si trova attualmente in Qatar per proseguire le consultazioni», ha dichiarato Araghchi, confermando la partecipazione di una delegazione iraniana agli sforzi di mediazione.
La lettera, presumibilmente inviata a un alto funzionario della sicurezza iraniana all’inizio di questa settimana, è stata interpretata come un tentativo di esplorare la possibilità di riavviare i negoziati. Trump, tuttavia, ne ha minimizzato l’importanza, affermando di aver autorizzato discussioni riguardanti la fornitura di materiale medico all’Iran.
Secondo Reuters, il Qatar ha proposto un piano di sette giorni che prevede misure reciproche di rafforzamento della fiducia tra Washington e Teheran in vista di negoziati di pace più ampi. I funzionari iraniani avrebbero ritenuto la proposta insoddisfacente.
Teheran ha invece proposto un proprio piano, che richiederebbe a Washington di revocare il blocco dei porti iraniani, sbloccare i beni congelati e approvare un accordo di navigazione sostenuto dall’Iran attraverso lo Stretto di Hormuz prima che la strategica via navigabile possa essere riaperta.
Nel frattempo, la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha messo in guardia Washington e Israele dal lanciare ulteriori attacchi, ordinando alle forze armate del Paese di prepararsi a una risposta immediata.
In una dichiarazione pubblicata sabato dal suo ufficio, Khamenei ha richiesto la «massima deterrenza» attraverso la preparazione a «una risposta immediata ed efficace, senza limitazioni geografiche» qualora il Paese venisse nuovamente attaccato.
Trump, che insieme a Israele ha lanciato la campagna militare contro l’Iran a febbraio, ha ripetutamente suggerito che Washington potrebbe riprendere gli attacchi. Di recente ha affermato di stare valutando se «dare il colpo di grazia», alimentando le speculazioni su una ripresa delle azioni militari dopo le elezioni di metà mandato statunitensi.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
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