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Droni

Non solo Intelligence: la Russia fornisce armi all’Iran

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La Russia starebbe fornendo all’Iran armamenti per combattere gli Stati Uniti e Israele. Lo riporta il Wall Street Journal.

 

Mosca condividesse informazioni di intelligence sugli obiettivi con Teheran, ma a quanto pare la relazione va ben oltre la semplice condivisione di informazioni. Una linea di rifornimento nel Mar Caspio permette il trasporto di munizioni, droni e altri armamenti tra i due Paesi.

 

«L’attacco della scorsa settimana è stato il primo in assoluto condotto da Israele sul più grande mare interno del mondo. Ben oltre la portata della Marina statunitense, questo mare collega porti russi e iraniani distanti circa 965 chilometri, offrendo ai due Paesi un luogo dove scambiarsi liberamente armi e merci come grano e petrolio», ha scritto martedì il WSJ. «La rotta è diventata particolarmente importante per il trasferimento dei droni iraniani Shahed, ora prodotti in entrambi i Paesi, che la Russia ha utilizzato per bombardare città ucraine e che Teheran ha impiegato per colpire aeroporti, impianti energetici e basi statunitensi in tutto il Golfo Persico».

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Il 18 marzo Israele ha colpito decine di obiettivi iraniani nel Mar Caspio, tra cui navi da guerra, un porto, un centro di comando e un cantiere navale utilizzato per la riparazione e la manutenzione delle imbarcazioni. «L’obiettivo principale di questo attacco era limitare il contrabbando russo e dimostrare agli iraniani che non dispongono di difese marittime nel Mar Caspio», ha dichiarato Eliezer Marum, ex comandante della marina israeliana.

 

Le foto, verificate dal Wall Street Journal e da Storyful, di proprietà di News Corp, la società madre del WSJ di proprietà della famiglia Murdock, mostravano danni al quartier generale della marina iraniana nel porto, insieme a navi militari distrutte, sebbene l’entità completa dei danni al porto stesso non fosse immediatamente chiara.

 

Sebbene la marina iraniana sia stata in gran parte distrutta, si ritiene che i trasferimenti di armi continueranno. Russia e Iran hanno firmato un accordo di difesa congiunta nell’aprile del 2025. Nonostante ciò, e nonostante gli Stati Uniti abbiano fornito armi all’Ucraina per combattere la Russia per anni, il Wall Street Journal definisce il commercio di armi tra Mosca e Teheran «contrabbando».

 

È probabile che Russia e Iran continuino a contrabbandare armi attraverso diverse rotte, sebbene Israele abbia dato il via libera a condurre ulteriori attacchi, se necessario, per interrompere ulteriormente tali operazioni, ha affermato Marum.

 

Poiché il contrabbando di materiale bellico nel Mar Caspio è strettamente legato al commercio di beni essenziali come il grano, l’attacco ha minacciato anche l’approvvigionamento alimentare dell’Iran, segnalando la capacità di Israele di infliggere ulteriori sofferenze alla popolazione, se necessario, secondo quanto riferito da persone a conoscenza dei fatti.

 

Nel Mar Caspio, gli scambi di natura militare sono stati reciproci. La Russia ha tratto vantaggio militare, nel corso della guerra in Ucraina, dalla sua relazione con l’Iran.

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Dopo l’invasione dell’Ucraina del 2022, il Mar Caspio si è rivelato una fonte di approvvigionamento cruciale per la Russia. Secondo quanto riportato dal WSJ, Mosca ha utilizzato il Mar Caspio per trasportare grandi quantità di proiettili di artiglieria e altre munizioni iraniane, al fine di rifornire le truppe in prima linea.

 

Nel 2023, le navi che solcavano il Mar Caspio trasportavano dall’Iran alla Russia oltre 300.000 proiettili di artiglieria e un milione di munizioni, secondo i documenti visionati all’epoca dal giornale economico neoeboraceno. La rotta ha rappresentato una sfida crescente per gli Stati Uniti e i loro alleati, impegnati a ostacolare la cooperazione tra Mosca e Teheran. Secondo gli analisti, le navi russe e iraniane spesso disattivavano i transponder durante la navigazione, rendendone ancora più difficile il tracciamento.

 

La relazione tra Iran e Russia non è l’unica a tessere una trama che rischia di innescare una guerra mondiale. Domenica, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha esortato altre nazioni a unirsi alla guerra contro l’Iran. Allo stesso tempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj, in difficoltà, ha annunciato il suo coinvolgimento nella guerra contro l’Iran, oltre al suo conflitto personale in corso.

 

Come riportato da Renovatio 21, quattro mesi fa il dipartimento del Tesoro statunitense ha annunciato l’intenzione di iscrivere nella lista nera due società ucraine, accusandole di aver rifornito componenti cruciali per droni a un produttore statale di UAV in Iran.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia; immagine modificata

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Droni

L’Iran distrugge un drone-spia marino americano a Ormuzzo

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Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (i pasdaran ) ha dichiarato di aver distrutto un sommergibile da ricognizione statunitense Saildrone Explorer all’imboccatura dello Stretto di Hormuz, diffondendo un filmato che mostra il velivolo senza equipaggio in fiamme in mare.   La Marina delle Guardie Rivoluzionarie ha detto giovedì che l’imbarcazione, identificata con il numero di scafo 5838, è stata colpita mentre operava vicino alla via navigabile strategica. I media statali iraniani l’hanno presentata come un drone di sorveglianza americano, ma l’esercito statunitense non ha confermato la perdita.   «L’esercito americano, terrorista e aggressore, negli ultimi giorni, per timore di avvicinarsi e affrontare i combattenti dell’Islam, ha inviato i suoi droni nello Stretto di Hormuz», ha dichiarato il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.   La via navigabile strategica resta sotto il controllo e la «sorveglianza dei servizi segreti» di Teheran, hanno aggiunto i pasdaran, avvertendo che «qualsiasi presenza ostile in questo stretto strategico sarà presa di mira».   Il Saildrone Explorer, lungo circa sette metri, è un’imbarcazione di superficie senza equipaggio dotata di telecamere, sensori e sistemi di comunicazione per la sorveglianza e la ricognizione marittima. La Marina degli Stati Uniti ha già usato questa piattaforma con la Task Force 59 della Quinta Flotta, con base in Bahrein, che integra sistemi senza equipaggio e intelligenza artificiale nelle operazioni regionali.  

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L’ultimo incidente arriva appena due giorni dopo che i pasdarani hanno catturato un drone sottomarino statunitense all’imboccatura dello Stretto di Ormuzzo. Il filmato diffuso da Teheran mostra quello che sembra un veicolo sottomarino autonomo Dive-LD, costruito da Anduril e entrato in servizio nel 2025. Il Pentagono ha ammesso di aver perso il sommergibile, ma ha detto che era vecchio e guasto e che non trasportava dati sensibili o apparecchiature classificate.   Gli incidenti si inseriscono in un quadro di crescente tensione marittima tra Stati Uniti e Iran.   Gli Stati Uniti hanno distrutto diverse petroliere iraniane dopo aver accusato le Guardie Rivoluzionarie di aver lanciato missili balistici contro navi da guerra statunitensi. L’Iran, a sua volta, ha attaccato navi e petroliere commerciali americane accusate di violare le restrizioni sullo Stretto ormusino.   Lo scontro ha interrotto in modo grave il traffico su uno dei corridoi energetici più importanti del mondo e ha spinto il petrolio Brent oltre i 107 dollari al barile, mentre più a ovest le forze Houthi, allineate con l’Iran, stanno rafforzando la presa su Bab al-Mandeb, un altro snodo strategico che collega il Mar Rosso e l’Oceano Indiano.

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Immagine screenshot da Twitter  
   
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Droni

L’Iran sequestra il più moderno drone sottomarino USA

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Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) ha annunciato il sequestro di «uno dei sottomarini senza equipaggio più moderni e sofisticati» in possesso delle forze armate statunitensi. Il Pentagono ha minimizzato l’incidente, affermando che si trattava di un vecchio drone privo di apparecchiature sensibili.

 

Martedì le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno pubblicato un video di quello che hanno definito un drone sottomarino statunitense di ultima generazione, in grado di svolgere un’ampia gamma di compiti, dalla mappatura dei fondali marini alle operazioni di intelligence e sorveglianza, dall’ispezione di oleodotti al supporto nella guerra antisommergibile.

 

Il filmato mostra un veicolo sottomarino cilindrico, grigio e metallico, a forma di siluro, lungo circa 5,8 metri e largo 1,2 metri, con un peso di circa 2,7 tonnellate. Secondo quanto dichiarato dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane, il sottomarino può rimanere sott’acqua fino a 10 giorni e raggiungere una profondità massima di 6.000 metri.

 

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L’esercito iraniano lo ha identificato come un drone Dive-LD sviluppato dall’azienda di difesa statunitense Anduril Industries, entrato in servizio nell’aprile del 2025.

 

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha cercato di ridimensionare l’incidente, sostenendo che l’Iran si era impossessato di un drone di vecchio modello malfunzionante che non trasportava alcuna apparecchiatura sensibile.

 

Il sottomarino stava sorvegliando le acque regionali e «non ha raccolto dati sensibili né trasportato apparecchiature sonar o radar classificate», ha dichiarato in un comunicato il capitano della Marina statunitense Tim Hawkins, portavoce del CENTCOM.

 

L’incidente si verifica nel contesto di un’ulteriore escalation tra Stati Uniti e Iran. Martedì sera l’Iran ha lanciato missili balistici contro basi militari statunitensi in Medio Oriente, in quella che ha definito una rappresaglia per un precedente attacco statunitense contro petroliere iraniane vicino all’isola di Kharg. I pasdarani hanno inoltre emesso un «avviso urgente» martedì sera, intimando agli equipaggi delle petroliere nei pressi dei porti e delle zone di ancoraggio del Bahrein e del Kuwait di abbandonare immediatamente le proprie navi in previsione di potenziali attacchi.

 

La Anduril è un’industria di armi fondata e portata avanti dal geniale giovanissimo imprenditore tecnologico Palmer Luckey, già inventore del visore di realtà virtuale Oculus che rivoluzionò il settore e fu comprato poi da Facebook, che poi licenziò il Luckey a causa del suo supporto a Donald Trump. Luckey è inoltre il cognato dell’ex rappresentante floridiano Matt Gaetz.

 

Il miliardario investitore Peter Thiel è stato tra i primi a fornire capitale ad Anduril (un altro nome Tolkeniano, come Palantir, o Mithril…) che produce dispositivi militari che sembrano usciti da un videogioco tipo Metal Gear Solid, di cui il Luckey è appassionato.

 

Il suo prodotto centrale è Lattice OS, una piattaforma di comando e controllo basata su Intelligenza Artificiale che integra sensori, droni, sottomarini e altri asset difensivi in un’unica rete operativa.

 

Attorno a Lattice ruota una famiglia crescente di sistemi autonomi: il drone Ghost, l’intercettore riutilizzabile Roadrunner, il caccia da combattimento autonomo Fury e il programma di visori AR IVAS, ereditato da Microsoft. A questi si aggiungono i missili da crociera della famiglia Barracuda e i droni Altius per missioni in sciame.

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Nel campo sottomarino, Anduril produce i veicoli autonomi Dive-LD e Dive-XL, piattaforme di grandi dimensioni pensate per missioni di sorveglianza e per il trasporto di sistemi più piccoli. Da questi possono essere lanciati i Copperhead, droni-siluro presentati nel 2025 in due varianti (Copperhead-100 e Copperhead-500), capaci di superare i 30 nodi e dotati di sensori, sonar e magnetometri. Nella versione armata, chiamata Copperhead-M, il sistema funziona come un vero siluro autonomo, pensato per costare molto meno delle soluzioni tradizionali legate a sommergibili e navi da guerra.

 

Sul fronte indossabile, Anduril ha sviluppato EagleEye, presentato nel 2025 dopo aver rilevato dall’Esercito USA il programma IVAS, originariamente affidato a Microsoft. È una famiglia modulare di dispositivi (casco integrale, visiera, occhiali) con realtà mista, sensori e connessione diretta a Lattice: proietta mappe, identificazione di minacce e dati tattici direttamente nel campo visivo del soldato, con l’obiettivo di ridurre drasticamente i costi rispetto a IVAS.

 

Nel 2026 l’azienda ha avviato la produzione presso Arsenal-1, un impianto produttivo vicino Columbus, Ohio, con oltre 5 milioni di piedi quadrati e più di 4.000 lavoratori previsti. Ha inoltre firmato con l’Esercito USA un contratto quadro decennale fino a 20 miliardi di dollari, consolidando l’ecosistema Lattice come infrastruttura unificata per la difesa multi-dominio.

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Immagine screenshot dal sito di Anduril

 

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Droni

Lavrov: la reazione tedesca alla bufala del drone «l’inizio di una vera guerra»

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In un’intervista rilasciata al corrispondente di Vesti Pavel Zarubin il 6 settembre, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha condannato le reazioni tedesche al presunto «drone russo» rinvenuto all’aeroporto di Lipsia. I tedeschi avevano «trovato» un drone carico di esplosivo all’aeroporto di Lipsia e hanno immediatamente iniziato ad accusare la Russia.   In risposta, il governo tedesco ha chiuso il consolato russo e il centro culturale russo, misure estremamente draconiane che, secondo Lavrov, precedono generalmente l’inizio di una guerra.   «Lipsia, l’aeroporto… Hanno trovato un drone. Hanno detto che era un drone russo e nessuno ha indagato. Questo è a tutti gli effetti l’inizio di una vera guerra. Hanno cacciato il Console Generale da Bonn e annunciato la rescissione dell’accordo. Stanno chiudendo la Casa Russia a Berlino. Ricordo che prima dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale, o meglio della Grande Guerra Patriottica, anche i tedeschi chiusero le loro missioni diplomatiche», ha affermato Lavrov.   Il ministro degli Esteri russo definito le azioni «assolutamente inaccettabili», sostenendo che i Paesi occidentali «vogliono di nuovo la guerra».   Il presidente americano Donald Trump ha inoltre alimentato la tensione sull’intera vicenda di Lipsia quando, il 4 settembre, un giornalista tedesco gli ha posto una domanda in merito durante una conferenza stampa alla Casa Bianca, ribadendo la sua convinzione che Putin non abbia alcuna intenzione di attaccare alcuna nazione europea.

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La notizia potrebbe avere un senso preciso nella nuova narrazione del riarmo tedesco – ed europeo.   Come riportato da Renovatio 21, la Germania ad ottobre ha annunciato che investirà 10 miliardi di euro in droni militari nei prossimi anni per potenziare significativamente la sua flotta di droni militari. Ciò mentre la crisi economica attanaglia il Paese, con Volkswagen che sta per licenziare 100.000 lavoratori.   A fine 2025 era emerso che la Germania stava approntando un budget di rimilitarazzione per quasi 400 miliardi di euro, mentre la coscrizione viene reintrodotta con divieti di espatrio per i giovani e pure una grottesca lotteria.   Significativamente, in ballo c’è anche un accordo di condivisione di armi atomiche anche britanniche in Germania.   Come riportato da Renovatio 21, il neocancelliere Federico Merz ha promesso, appena eletto, di escludere le armi atomiche, ma non è facile credergli. Credere ad un cancelliere tedesco, in una Germania che ripudia le centrali atomiche ma invoca le bombe atomiche, potrebbe essere difficilissimo, soprattutto ora che ha perso rovinosamente le elezioni in laender importanti a favore di un partito, AfD, che non vuole in alcun modo la guerra con Mosca.  

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Immagine di pubblico dominio CCO via Wikimedia  
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