Spirito
Mons. Viganò: Messaggio alla Resistenza Cattolica in Polonia
Renovatio 21 pubblica il messaggio di monsignor Carlo Maria Viganò alla Resistenza Cattolica in Polonia intitolato «Resistite Fortes» ed emesso il 31 maggio 20124..
Eccellenza Reverendissima, caro Mons. Michal, Reverendi sacerdoti e chierici, carissimi fedeli: permettetemi anzitutto di ringraziarvi per avermi invitato ad intervenire al vostro convegno, a difesa della Fede Cattolica e a denuncia delle deviazioni della Gerarchia modernista. La vostra comunità in Polonia costituisce il nucleo della futura rinascita del Cattolicesimo nella vostra amata Patria.
La vostra fedeltà, e la fedeltà ancor più coraggiosa dei vostri Pastori vi rende oggi privilegiati: perché con gli occhi della Fede, e con l’ammaestramento della vostra Storia patria, siete in grado di riconoscere quell’epocale battaglia in corso tra Dio e Satana, che si concluderà alla fine dei tempi con la vittoria di Cristo sull’Anticristo, proprio nel momento in cui il regno del figlio dell’iniquità sembrerà al suo apogeo.
Sostieni Renovatio 21
Una battaglia senza quartiere, che oggi in altre Nazioni è combattuta in modo ancor più aspro e cruento, e che voi conoscete da un tempo più recente, e in particolare dopo che le epurazioni bergogliane hanno messo a tacere le voci di Vescovi non totalmente asserviti alla tirannide del Gesuita Argentino.
Nel frattempo, crisi di governo e diktat politici dell’Unione Europea hanno portato nel vostro Parlamento e fatto assurgere a ruoli di governo gli emissari del World Economic Forum, principale artefice dell’agenda globalista.
Le riforme che costoro vi stanno già imponendo sono chiaramente volte a distruggere la Polonia colpendola nella Fede, nella morale, nel suo patriottismo, nella sua memoria storica, nella sua identità.
Parlare di Polonia senza parlare di Chiesa Cattolica è impossibile. La Polonia è, tra tutte le nazioni slave, la più grande a professare la Fede cattolica. Sin dal Battesimo di Miecislao I, nel 966, e con lui di tutta la sua Corte – e questo grazie alle preghiere e alla testimonianza della Regina Dubrawka di Boemia – la Polonia è una nazione cattolica e tale rimase attraverso i secoli, nonostante le numerose guerre che si trovò a combattere contro i pagani, contro gli idolatri islamici, contro gli eretici protestanti e infine contro il materialismo ateo del Comunismo bolscevico. Ma in tutte quelle battaglie, la fiamma della Fede non fu mai affievolita, né messa a rischio di spegnersi come in questi ultimi, sventuratissimi decenni.
Per grazia di Dio, le grandi celebrazioni per il Millenario del Battesimo della Polonia nel 1966 – ma già iniziate nel 1957 con una Novena preparatoria di digiuno e penitenza cui aderirono tutti i Cattolici polacchi – ebbero il merito di oscurare le tristi vicende che in quegli anni travagliarono la Chiesa universale, vittima di quel colpo di stato modernista che fu il Concilio Vaticano II.
Il Sacrum Poloniæ Millennium portò i vostri nonni e i vostri padri ad accompagnare in processione per tutta la vostra Patria la vuota cornice dell’icona della Vergine di Częstochowa, in coraggiosa testimonianza cristiana dinanzi ai divieti del governo comunista.
Voi avevate sotto gli occhi gli orrori di un regime tirannico e anticristiano, e secoli di memoria di guerre e di caduti per difendere la Polonia dall’invasione maomettana. Parlare a voi Cattolici polacchi di ecumenismo, di dialogo con gli eretici e di laicità dello Stato vi avrebbe fatti insorgere con sdegno contro chi avesse cercato di convincervi a rinnegare la vostra Fede e la vostra identità nazionale, intrinsecamente cattolica.
Eppure oggi sono i vertici della Chiesa a chiedervi di cancellare quei mille anni di Storia patria, in nome di un’inclusività che in altre Nazioni sta distruggendo la loro identità cristiana e riportando la barbarie.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Pochi, in quegli anni di rivoluzione, compresero quello cui pure in ambito civile avevano assistito: la spartizione della Polonia tra Germania e Unione Sovietica avvenuta nel 1939 – quando gli Alleati vi promisero un sostegno che poi colpevolmente non vi vollero garantire – sembrava ripetersi in ambito religioso trent’anni dopo, quando la Gerarchia modernista vi lasciò spiritualmente disarmati dinanzi all’assalto sempre più feroce dei due principali nemici della Chiesa: il Liberalismo e il Comunismo, entrambi partoriti dalla Massoneria.
Vi tolse – ci tolse – la Messa Cattolica, e con essa l’intero tesoro di spiritualità e dottrina della Liturgia apostolica. Al suo posto vi offrì, come un tozzo di pane rancido gettato a chi si è visto privare del proprio posto alla mensa del Re, un rito plagiato dagli eretici e pensato per compiacere loro, a detrimento dell’adorazione dovuta alla Maestà di Dio.
Vi tolse la purezza della dottrina cattolica, per darvi i sassi del Concilio e gli scorpioni dei modernisti. Ed oggi vi chiede di riconoscere come Padre comune un eresiarca apostata, che ha infestato la Curia Romana di suoi protetti o di personaggi che tiene sotto ricatto.
Vi chiede di conservare la comunione con il primo demolitore della comunione cattolica, minacciandovi che se non riconoscete la sua autorità usurpata e il suo magistero ereticale sareste separati dalla Chiesa Cattolica, cui costui palesemente non appartiene, ma che osa rivendicare su di essa la sacra Autorità di Cristo.
Avrete ormai compreso, cari fedeli, che questo è un attacco che non si limita ad una crisi interna alla Chiesa cattolica, ma che coinvolge l’umanità intera, i governi delle nazioni, i leader delle organizzazioni sovranazionali, le grandi famiglie usuraie dell’alta finanza e con essi tutto il seguito di cortigiani e servi, convinti che servendo il potente potranno salvarsi dalla rovina incombente.
Siamo dinanzi ad un colpo di Stato globale, in cui una minoranza di traditori e di corrotti è riuscita a salire sino ai vertici delle istituzioni, spartendosi il potere tra deep state in ambito civile e deep church in ambito ecclesiale. Entrambi obbediscono alla medesima lobby satanica, alle medesime Logge, agli stessi personaggi votati al Male.
E gli orrori che lentamente ma inesorabilmente vanno diventando normalità nella vostra Patria, noi li abbiamo già veduti da tempo: l’Italia, la Francia, la Spagna, il Portogallo, l’Irlanda – tutte nazioni un tempo cattoliche – sono ostaggio di eversori che abusano del proprio potere per nuocere scientemente ai propri sudditi.
I cittadini si trovano ad essere considerati come nemici dallo Stato, mentre i fedeli sono considerati nemici della Chiesa; e chi li accusa ostenta i propri vizi, la propria corruzione, l’irridente presunzione di impunità, l’illusione di aver già vinto.
Avete dei Ministri che vi impongono l’ideologia woke e tutto il ciarpame LGBTQ+, che vogliono costringervi ad accettare l’aborto, l’eutanasia, la maternità surrogata, la transizione di genere, la sostituzione etnica, le nozze sodomitiche, la distruzione dell’agricoltura e dell’allevamento, la follia green, l’avvelenamento dell’aria e delle acque con la geoingegneria, il vostro impoverimento in nome di guerre per procura e di continue emergenze, la vostra trasformazione in schiavi mediante il controllo totale e in malati cronici mediante i sieri genici e finti vaccini.
Ma avete anche una Gerarchia che tace, come ha taciuto in Italia, in Francia, in Irlanda, in Spagna, in Portogallo e ovunque il piano infernale del Nuovo Ordine Mondiale potesse essere in qualche modo ostacolato dalla Fede e dalla Morale del popolo.
E sul Soglio che fu del Beato Pio IX oggi siede – abominazione della desolazione – il Gesuita Argentino, il piazzista di BigPharma, l’apostolo del cambiamento climatico, l’adoratore della Pachamama, il fautore della persecuzione dei Cattolici cinesi, il difensore di pornografi e pervertiti, il promotore del business dell’invasione islamica, il servo del World Economic Forum, il manovratore della farsa sinodale, il nemico della Messa di San Pio V, il liquidatore fallimentare della Chiesa di Cristo.
Ma in questa oscena ostentazione di quanto più alieno al Papato si possa pensare; in questa sfrontata offesa a Dio, ai Martiri e ai Santi della Chiesa di tutti i tempi; in questa desolante prova di pavidità e di vile cortigianeria di tanti cardinali, vescovi e sacerdoti; e nella evidenza che la congiura del sinedrio globalista vede come complici gli eversori nello Stato e quelli infiltrati nella Gerarchia cattolica, gli occhi del popolo e di tanti sacerdoti vanno finalmente aprendosi.
Aiuta Renovatio 21
Il baratro che separa i cittadini dai loro governanti è lo stesso di quello che divide i fedeli dai loro Pastori. L’asservimento all’élite da parte di chi è costituito in autorità è ormai talmente evidente da sconcertare anche i più moderati.
Per questo è indispensabile che comprendiate il pericolo che incombe sulla Polonia, e che lo facciate comprendere a chi si illude di poter evitare ciò che altrove si è già verificato.
Perseverate, cari fratelli! Perseverate, resistite fortes in fide! Perché il nostro avvicinarci agli ultimi tempi richiede una testimonianza eroica ma ci riserva anche grandi consolazioni.
Come le pecore riconoscono la voce del Buon Pastore, così le anime seguono i Ministri di Dio che si fanno docili strumenti della Grazia e che ardono del fuoco della Carità. Se siamo pochi ora, saremo in numero sempre maggiore, e potremo creare delle comunità diffuse in cui educare cristianamente i nostri figli e trasmettere loro ciò che li renderà forti e determinati.
Se oggi siete derisi, domani vi renderanno onore. Se vi emarginano, domani verranno a bussare alla vostra porta. Ma proprio perché avete compreso e dovrete tramandare ai posteri quel nucleo di resistenza che domani permetterà di ricostruire e riconvertire la Polonia, avete il dovere di vivere coerentemente alla Fede Cattolica che professate, essendo per gli altri modello di buoni Cristiani.
Questo, carissimi fratelli, è il mio più sincero auspicio per tutti voi.
Questa dev’essere la vostra determinazione.
Questa la Grazia che invochiamo insieme alla Beata Vergine Maria di Częstochowa, Regina della Polonia.
+ Carlo Maria Viganò
Arcivescovo
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da YouTube
Spirito
Mons. Viganò sull’annuncio delle consacrazioni della FSSPX
La decisione della Fraternità Sacerdotale San Pio X di consacrare nuovi Vescovi il prossimo primo luglio dimostra l’impossibilità di qualsiasi dialogo con la Santa Sede.
Il rifiuto del Vaticano di assecondare le richieste della Fraternità conferma un doppio standard: da una… pic.twitter.com/2VGZTMjq4e — Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) February 2, 2026
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Spirito
Don Davide Pagliarani: «delle consacrazioni episcopali per fedeltà alla Chiesa e alle anime»
Renovatio 21 pubblica l’omelia del superiore generale della Fraternità sacerdotale San Pio X don Davide Pagliarani del 2 febbraio 2026 presso il Seminario Saint-Curé-d’Ars, dove si comunica la decisione di procedere alla consacrazione dei vescovi della FSSPX.
Cari confratelli, cari seminaristi, care sorelle e cari fedeli,
quale gioia poter benedire l’abito di ventidue nuovi seminaristi in questo giorno benedetto nel quale Nostro Signore, per la prima volta, si reca al Tempio per presentare Sé stesso davanti al Suo altare, per manifestare esteriormente l’offerta di Sé stesso, della Sua vita. «Eccomi per fare la Tua volontà». «È per questo motivo che Mi sono incarnato e oggi Mi manifesto». Per quanto possibile, queste disposizioni perfette di Nostro Signore devono essere le disposizioni di un giovane che vuole donare la propria vita a Nostro Signore per salire, un giorno, all’altare.
Che bell’esempio! È il modello da seguire per tutta la nostra vita. E ciò avviene nell’unità: l’unità della Madonna e l’unità di Nostro Signore. La Madonna, l’Immacolata, la Vergine perpetua, accetta il rito della purificazione secondo la legge di Mosè. Mai nessuna creatura è stata né sarà mai pura quanto la Vergine, eppure per umiltà ella accetta questo rituale. Vengono offerte due colombe, una per l’olocausto e una per il peccato; ed ella viene purificata. Era l’offerta dei poveri.
E Nostro Signore stesso viene riscattato perché, in quanto primogenito, apparteneva a Dio, e viene riscattato pagando una piccola somma di cinque sicli, cinque monete. Egli, che era Egli stesso il Redentore, Egli che era Egli stesso il prezzo del nostro riscatto, accetta di essere riscattato per poche monete. Che umiltà! Non era strettamente obbligato a recarsi a Gerusalemme per questo rituale. I Giudei che abitavano molto lontano potevano farlo per procura. Ma essi vogliono, la Sacra Famiglia vuole compiere appieno la legge per obbedienza.
Quale esempio magnifico! Nostro Signore ci si mostra già obbediente, obbediente fino alla morte. Conosciamo la perfezione delle Sue disposizioni interiori. Egli è già pronto a dare tutto per il nostro riscatto. Per compiere l’obbedienza verso Suo Padre, per compiere la Sua volontà. In questo contesto di immolazione già perfetta, abbiamo un preludio della Croce, della Passione.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Nostro Signore non può lasciarci indifferenti
È in questa scena così semplice, apparentemente così ordinaria, ma agli occhi di Dio così unica, perché in essa la Redenzione è già iniziata, è in questa scena che appare Simeone. Questo anziano prende la parola e il suo discorso è diviso in due parti opposte l’una all’altra. Innanzitutto la gioia, la gioia di vedere Nostro Signore, di prenderlo tra le braccia. Una gioia proporzionata al desiderio che aveva avuto fino a quel giorno. «Ho visto, finalmente ho visto il salvatore, la salvezza d’Israele, l’ho visto».
Nell’eternità non faremo altro che contemplare ciò che Simeone ha contemplato tra le sue braccia durante quei pochi istanti: questa salvezza, questo salvatore, che è stato preparato dalla divina Provvidenza da sempre. L’Incarnazione era nella mente di Dio, se così si può dire, per tutto il popolo, ante faciem omnium populorum, lumen ad revelationem gentium: è l’unico salvatore che viene dato, che viene proposto a tutti i popoli, a tutte le razze senza distinzione. Quale gioia! Quale gioia negli occhi e nelle parole di questo anziano: questa luce per insegnare la verità, unica via di salvezza.
Ebbene questa gioia di Simeone, questa luce, viene improvvisamente come interrotta bruscamente da questo annuncio fatto alla Madonna e a San Giuseppe. Egli si volge verso di loro, li benedice e dirà loro qualcosa con un altro tono – che ha un legame con ciò che precede, naturalmente. Cosa dirà loro concretamente? Dirà loro che questa redenzione del genere umano da parte di questo bambino avverrà nella sofferenza, avverrà nella croce, avverrà attraverso la Passione. Questo bambino sarà un segno di contraddizione. È una bellissima definizione di Nostro Signore. È un segno di contraddizione.
Cosa significa questo in un linguaggio un po’ più moderno? Significa che Nostro Signore non si nasconde. È un segno di contraddizione. Nostro Signore afferma la verità. La manifesta con la Sua parola e la conferma con i Suoi miracoli. La propone e dice chiaramente che è l’unica via di salvezza. Non ce ne sono altre. Perché dice questo? Perché non può ingannare le anime. Non è venuto in questo mondo per ingannare le anime. È venuto per salvarle. Egli manifesta la verità. Sarà perseguitato. E anche coloro che lo seguiranno saranno anch’essi un segno di contraddizione. Bisogna scegliere. Non si può restare indifferenti davanti a Nostro Signore. Non si può restare indifferenti davanti alla Redenzione. Chi resta indifferente ha già scelto da che parte stare. Chi resta indifferente ha rifiutato Nostro Signore.
E Simeone lo dice in modo assai chiaro. Cosa dice nella sua profezia? Dice: tutto questo, tutte le manifestazioni di Nostro Signore nella Sua Redenzione, tutto ciò avverrà affinché siano svelati i pensieri di molti cuori. Cosa significa? In che senso i pensieri dei cuori degli uomini saranno svelati? In questo senso: che nessuno potrà restare realmente indifferente davanti a Nostro Signore. Bisognerà scegliere. È un segno di contraddizione. E Nostro Signore stesso lo dirà un giorno: «Chi non è con Me è contro di Me. E chi non raccoglie con Me, disperde».
E questa rivelazione del mistero della Redenzione che avverrà attraverso le sofferenze di Nostro Signore sarà accompagnata da un’altra sofferenza. Vedete dunque la prima manifestazione di questo mistero della Redenzione attraverso la sofferenza di Nostro Signore. Dio ha voluto che la Madonna fosse associata a quest’opera e che il suo ruolo accanto a Nostro Signore fosse rivelato nello stesso momento in cui il ruolo di quest’ultimo viene rivelato agli uomini. Simeone, rivolgendosi alla Vergine, le dice: «Una spada di dolore trafiggerà il tuo cuore. La tua anima sarà attraversata da una spada». Quale mistero legato a questa frase! Un mistero che possiamo penetrare, un mistero estremamente caro alla Chiesa: è il mistero della Corredenzione, dell’associazione della Madonna all’opera di Nostro Signore.
Sostieni Renovatio 21
Il posto della Madonna nella Redenzione
Qui si capisce bene perché l’angelo abbia chiesto il consenso della Vergine, il suo fiat. La Vergine comprendeva bene che diventare la Madre di Dio significava diventare la madre di un Dio sofferente, di un Dio redentore, di un Messia sofferente, così come era stato descritto nell’Antico Testamento. Ed ella ha detto: «Sì, lo accetto, se è la volontà di Dio, lo accetto». Dio si incarna per uno scopo ben preciso. E la Madonna lo sapeva e lo ha accettato. Ma perché? Perché, nella Sua saggezza divina, Dio ha voluto associare in questo modo la Madonna alla passione di Nostro Signore? Perché?
Perché Nostro Signore salverà le anime, ma chiederà a ogni anima la propria cooperazione. Chiederà a ciascuno la sua adesione alla fede, la sua parte di sofferenza. E la Madonna, preservata dal peccato originale prima del suo concepimento, la Madonna era in un certo modo la riscattata più perfetta, unica, mai sfiorata dal peccato e, logicamente, Dio ha chiesto alla Madonna una cooperazione all’opera della Redenzione proporzionale alla sua santità. Quale mistero! È una visione della Vergine profondamente cristiana, profondamente cattolica. Dio vuole la cooperazione della Sua creatura e ha fatto della Madonna il prototipo di questa cooperazione.
Non vedete nulla di tutto ciò nel protestantesimo, che distrugge ogni cooperazione e per il quale è solo Dio che salva i predestinati. È la teologia di Lutero. E di conseguenza, i protestanti, che cosa rifiutano? Poiché questa cooperazione non è necessaria, cosa rifiuta il protestante, logicamente? Rifiuta la vita religiosa, le mortificazioni, rifiuta la messa, perché la santa messa, a detta dei protestanti, è uno sforzo, una cooperazione umana a un’opera che è soltanto divina. Rifiuta il culto dei santi, perché non c’è bisogno di intercessori, di intermediari. E rifiuta soprattutto il culto della Madonna. È terribile: significa distruggere, in qualche modo, la Redenzione così come Dio l’ha voluta. Ma è logico.
E bisogna dirlo: a un altro livello, in un modo diverso, il modernismo ha fatto la stessa cosa. Il modernismo, senza negare tutto ciò, lo snatura. Dietro lo scudo mal posto a difesa di un cristocentrismo mal compreso – vale a dire il falso timore di togliere a Nostro Signore la Sua centralità – anche il modernismo sminuisce tutto questo, sminuisce la cooperazione umana, gli sforzi, le mortificazioni; la vita religiosa non è più compresa, la messa è compresa in un modo del tutto diverso. Così anche la Madonna: viene un po’ messa da parte, insieme a quel ruolo che ha nella Redenzione, quel ruolo centrale. È terribile!
Quando si ha un bellissimo quadro, cosa si fa per metterlo in risalto? Si cerca di trovargli una cornice che sia degna di tale quadro. Ed è esattamente ciò che Dio ha fatto con la Santissima Vergine. Questo quadro magnifico della Redenzione è incorniciato dalla Corredenzione, è incorniciato dalla Madonna stessa. Che sapienza! E ora ci viene detto che, per apprezzare meglio la bellezza di questo quadro, per non perderla, bisognerebbe levare la cornice.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
La Madonna accompagna Nostro Signore nella sofferenza
Per tre volte, Maria Santissima accompagna Nostro Signore a Gerusalemme. Oggi la Presentazione al Tempio, la Purificazione di Maria, rappresenta il primo viaggio della Vergine con Gesù a Gerusalemme. In altre due occasioni la Madonna lo accompagna, e questi tre episodi sono concatenati l’uno all’altro, sono sullo stesso asse, hanno un denominatore comune.
Oggi Gesù, presentato al Tempio, offre al Padre la sua esistenza. A dodici anni, accompagnato ancora dalla Madonna, Gesù offre al Padre la sua sapienza. A dodici anni Gesù manifesta la sua sapienza divina e la offre al Padre, presentato al Tempio ancora una volta accompagnato dalla Madonna. La terza volta sarà al Calvario: Gesù di fatto è accompagnato dalla Madonna per offrire ancora una volta al Padre la propria vita e il proprio sangue.
Che cos’hanno in comune questi tre episodi così diversi e perché Maria Santissima è sempre presente? Accompagna Nostro Signore, e lo accompagna per tre volte, nel dolore e nella sofferenza. La prima volta, oggi, il 2 febbraio: l’annuncio di Simeone: «Una spada ti trapasserà il cuore». A dodici anni lo accompagna ancora una volta al Tempio. E ancora lo strazio terribile, il dolore di aver perso Nostro Signore; è la prova più inimmaginabile per Maria. La terza volta lo accompagna ancora nel dolore, nel dolore del Calvario.
Ma perché ogni volta che lo accompagna deve farlo nel dolore? Perché è Corredentrice, perché partecipa sistematicamente alla Passione di Nostro Signore. La prepara con Nostro Signore. La Passione di Nostro Signore è pure la sua. È evidente.
E qual è la conseguenza di questa verità – che è nel Vangelo, non è un’invenzione –, qual è la conseguenza di questo? Che così come Maria è stata presente per tutta la vita di Nostro Signore e lo ha seguito nella sua Passione, in tutto ciò che preparava e si riferiva alla sua Passione, così oggi Maria – è logico – continua a essere alleata di Nostro Signore e a dispensare le grazie che sono frutto della Passione che è stata pure la sua, alla quale è stata associata sin da oggi, sin dall’annuncio di Simeone. Che grande mistero racchiuso in questa spada!
Sostieni Renovatio 21
Di fronte alla domanda di Nostro Signore al Giudizio: che cosa hai fatto di mia Madre?
Un’ultima considerazione. Come ha potuto la Madonna offrire suo figlio, e un tale figlio? Si arriva a comprendere che abbia offerto a Dio se stessa, la sua esistenza, la sua verginità, ma un tale figlio? Come ha potuto offrirlo? Questo figlio, concepito verginalmente, partorito verginalmente, di cui lei era l’unico genitore; la natura umana di Nostro Signore viene tutta dalla Madonna, integralmente. È la sua carne immacolata, è il suo sangue immacolato che hanno formato l’umanità di Nostro Signore. Ed è logicamente questo figlio perfetto che lei adora. Come ha potuto offrirlo? Come ha potuto dire «sì»? Non solo «dico sì e resto a Nazareth», ma «dico sì e lo accompagno, dico sì positivamente». Come ha potuto fare questo? Come spiegare ciò?
La risposta è molto semplice: l’ha fatto per amore verso di noi. Non è una favola! È il Vangelo. Rinunceremo a questa dottrina, dimenticheremo questa spada piantata nel cuore della Madonna, dimenticheremo ciò che essa significa, dimenticheremo ciò che la Madonna ha fatto ai piedi della Croce? Dimenticheremo la Corredenzione? Niente affatto, è la nostra fede. È il cuore della nostra fede. È ciò che abbiamo di più caro. Il giorno del giudizio, Nostro Signore ci mostrerà le Sue piaghe; Nostro Signore, giudice dell’umanità, mostrandoci le Sue piaghe, chiederà a ogni uomo: «Che cosa hai fatto delle mie piaghe, che cosa hai fatto della mia Passione? Ti sei rifugiato nel mio costato o hai preferito il mondo? Che ne hai fatto del mio sangue versato sulla croce? Che ne hai fatto della Santa Eucaristia? Che ne hai fatto della mia grazia?».
E ci porrà anche un’ultima domanda: «Che cosa hai fatto di mia madre? Non avevo più nulla, ero spogliato di tutto, abbandonato da tutti, non avevo più una goccia di sangue nel mio corpo, non avevo nient’altro che mia madre con me. E non una madre qualunque, una madre che avevo preparato, una madre immacolata, una madre piena di grazia, la madre di Dio. L’avevo preparata per me, per incarnarmi, per venire in questo mondo. Una madre che mi ha accompagnato dalla presentazione al Tempio fino alla croce. Nel mio operato, ella non mi ha mai abbandonato. Non avevo più che lei e l’ho data a te affinché potesse continuare a formare nella tua anima qualcosa dei miei tratti, qualcosa che, in un modo o nell’altro, possa somigliarmi. Ti ho dato mia madre. Che cosa hai fatto di mia madre? Ti aveva generato in me nella mangiatoia senza dolore, circondata da cantici celesti, nella povertà ma senza dolore; ti ha generato ai piedi della croce. Cosa ne hai fatto di lei? Quando l’hai festeggiata, onorata, l’hai trattata veramente come una madre?».
Non si scappa. È la domanda che Nostro Signore ci porrà. Possiamo rinunciare a questa dottrina così bella? Così profonda, che ci manifesta all’eccesso la carità di Nostro Signore? Abbiamo paura che trattando la Madonna come merita, come Corredentrice, ella ci allontani dal mistero della Redenzione nel quale ella stessa è totalmente immersa? Può un cristiano avere questo timore? Inammissibile, è inammissibile! Si possono ingannare le anime in questo modo? È inammissibile! Si possono allontanare le anime dalla Madonna, mentre il suo ruolo non è solo quello di portarci a Nostro Signore, ma è ancora quello di formare Nostro Signore nelle nostre anime? È inammissibile!
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Delle consacrazioni episcopali per fedeltà alla Chiesa e alle anime
Pensiamo che sia giunto il momento di pensare al futuro della Fraternità San Pio X, al futuro di tutte le anime, che non possiamo dimenticare, che non possiamo abbandonare, e soprattutto al bene che possiamo fare alla Chiesa. E ciò solleva una domanda che ci poniamo da tempo e alla quale oggi forse bisogna dare una risposta. Bisogna aspettare ancora prima di pensare a consacrare dei vescovi? Abbiamo aspettato, pregato, osservato l’andamento della situazione nella Chiesa, abbiamo chiesto consiglio. Abbiamo scritto al Santo Padre per presentare in tutta semplicità la situazione della Fraternità, spiegare queste necessità e allo stesso tempo per confermare al Santo Padre la nostra unica ragion d’essere: il bene delle anime.
Abbiamo scritto al Santo Padre: Santo Padre, non abbiamo che un’unica intenzione, quella di fare di tutte le anime che si rivolgono a noi dei veri figli della Chiesa cattolica e romana. Non avremo mai altra intenzione e la manterremo sempre. E il bene delle anime corrisponde al bene della Chiesa. La Chiesa non esiste tra le nuvole: la Chiesa esiste nelle anime. Sono le anime che formano la Chiesa, e se si ama la Chiesa, si amano le anime, si vuole la loro salvezza e si vuole fare il possibile per offrire loro i mezzi per operare la propria salvezza. Dunque abbiamo pregato il Santo Padre di comprendere questa situazione molto particolare in cui si trova la Fraternità e di lasciargli prendere i mezzi per continuare quest’opera in una situazione eccezionale, lo riconosciamo, ma quest’opera ancora una volta non ha altro scopo se non quello di preservare la Tradizione per il bene delle anime.
Ebbene, queste ragioni purtroppo non sembrano interessare, non sono convincenti, diciamo che queste ragioni non hanno trovato per il momento una porta aperta presso la Santa Sede. Lo rimpiangiamo molto, ma allora cosa faremo? Abbandoneremo le anime? Diremo loro che in fondo non c’è necessità che la Fraternità continui la propria opera? Che in fondo tutto va più o meno bene, che in altre parole che non c’è più quello stato di necessità nella Chiesa che giustificherebbe il nostro apostolato, la nostra esistenza per soccorrere la Chiesa? Non per sfidarla, mai! Siamo qui per servire la Chiesa e la serviamo predicando la fede, dicendo la verità alle anime e non raccontando loro delle favole.
Aiuta Renovatio 21
Possiamo dire alle anime che nonostante tutto va tutto bene? No! Significherebbe tradire le anime, e tradire le anime significherebbe tradire la Chiesa. Non possiamo farlo. È per questo che pensiamo che il prossimo 1° luglio possa essere una buona data, una data ideale: è la festa del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore. È la festa della Redenzione. Non abbiamo nient’altro che ci interessi. È ciò che abbiamo di più caro, è il sangue di Nostro Signore che scorre dai Suoi piedi sotto la croce, sotto il legno della croce, e che è stato adorato innanzitutto dalla Madonna ai piedi di questa croce e che noi continuiamo ad adorare ai piedi dell’altare. È l’unica cosa che ci interessa, è l’unica cosa che vogliamo dare alle anime. E le anime hanno diritto a questo, non è un privilegio, le anime hanno diritto a questo. Non possiamo abbandonarle.
Nei prossimi giorni, naturalmente, contiamo di darvi maggiori informazioni, maggiori spiegazioni. Bisogna ben comprendere il perché. Bisogna ben comprendere la posta in gioco di tutto questo. È capitale. Ma allo stesso tempo, bisogna comprendere ciò nella preghiera. Non basta preparare le intelligenze. Non basta, direi, un approccio apologetico, puramente apologetico a tutto ciò. Bisogna preparare i cuori, i nostri cuori; è una grazia, è una grazia e bisogna aggrapparsi a questa grazia. Bisogna ringraziare il Buon Dio, bisogna che ci prepariamo. Sì, delle consacrazioni, delle consacrazioni, ancora una volta. Non per sfidare la Chiesa, non è una sfida. Consacrazioni per fedeltà alla Chiesa e alle anime.
E aggiungo un’ultima considerazione. Mi assumo, mi assumo pienamente la responsabilità di questa decisione. La assumo innanzitutto davanti a Dio, la assumo davanti alla Santissima Vergine, davanti a San Pio X. La assumo davanti al Papa. Mi piacerebbe un giorno poter incontrare il Papa, prima del 1° luglio. Mi piacerebbe spiegargli, fargli capire le nostre reali, profonde intenzioni, il nostro attaccamento alla Chiesa; che lo sappia, che lo comprenda. E mi assumo questa responsabilità davanti alla Chiesa, naturalmente. E davanti alla Fraternità, a tutti i membri della Fraternità e davanti, lo ripeto ancora, a tutte le anime che in un modo o nell’altro ricorrono a noi, ci chiedono aiuto o ci chiederanno aiuto, tutte queste anime, tutte queste vocazioni che la Provvidenza ci ha inviato e che continua a inviarci. Assumo questa responsabilità anche davanti a loro. Tutte e ciascuna in particolare, perché un’anima ha un valore infinito.
E nella Chiesa – non dimenticatelo mai – nella Chiesa, la legge delle leggi, la legge che prevale su tutte le altre, è la salvezza delle anime. Non è il chiacchiericcio, non è il sinodo, non è l’ecumenismo, non sono le sperimentazioni liturgiche, le nuove idee, le nuove evangelizzazioni: è la salvezza delle anime. È la legge delle leggi. E questa legge abbiamo il dovere, tutti, ciascuno al proprio posto, di osservarla e di spenderci totalmente per questo. Perché? Concludo: perché oggi la Madonna e Nostro Signore ci insegnano che durante la loro esistenza quaggiù sulla terra non hanno avuto nessun altro pensiero, nessun altro scopo se non quello di salvare le anime. E come dicevamo, in un modo o nell’altro, ognuno di noi secondo i propri talenti, secondo il proprio posto, deve fare tutto ciò che può, deve dare il proprio contributo per salvare la propria anima e quella degli altri. Così sia.
Don Davide Pagliarani
FSSPX
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Spirito
La FSSPX annuncia la consacrazione di vescovi senza l’approvazione del Vaticano
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Immigrazione2 settimane faLe nostre città ridisegnate dagli immigrati
-



Armi biologiche1 settimana faI vaccini COVID mirano a ridurre la popolazione mondiale avvelenando miliardi di persone: parla un medico sudafricano
-



Geopolitica1 settimana fa«L’ordine basato sulle regole» non era reale: ora siamo nell’era della fantasia geopolitica imperiale. Cosa accadrà al mondo e all’Italia?
-



Salute1 settimana faI malori della 3ª settimana 2026
-



5G2 settimane faKennedy: le radiazioni wireless sono un «grave problema di salute»
-



Pensiero6 giorni faCaschi blu attaccati, carabinieri umiliati, cristiani uccisi: continua il privilegio di sangue di Israele
-



Persecuzioni2 settimane faUomo profana l’altare e il Santissimo Sacramento all’interno della Basilica di San Pietro
-



Pensiero2 settimane faIl discorso di Trump a Davos














