Pensiero
Mons. Viganò: la gerarchia cattolica è ora la serva del Nuovo Ordine Mondiale e della Religione dell’Umanità massonica
Renovatio 21 pubblica il commento dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò su Twitter in merito alla lezione tenuta dalla «vescovessa» anglicana Jo Bailey Wells in Vaticano dinanzi allo stesso papa e ai 9 cardinali che compongono il C9. La notizia è stata data, con tanto di fotografie, dagli stessi canali ufficiali della Santa Sede.
Bergoglio intende modificare sostanzialmente il concetto di Ordine Sacro, affiancando al Sacerdozio (riservato agli uomini) forme di ministero «non ordinato» per le donne, in vista della loro ordinazione sacramentale.
Il difensore d’ufficio dirà che no, Bergoglio non vuole fare le donne diacono o le donne prete, e men che meno le donne vescovo, e che queste sono speculazioni messe in giro da chi semina la divisione tra i fedeli.
Se così fosse, perché Bergoglio ha invitato alla riunione del Consiglio dei Cardinali una «vescovessa» anglicana, ossia una donna eretica, scismatica, invalidamente ordinata, a parlare di «parità di genere e del ruolo delle donne nella Chiesa»?
Ormai il Gesuita Argentino non cerca nemmeno di dissimulare i suoi intenti, ed è grottesco vedere con quale sfrontatezza i cortigiani di Santa Marta celebrino la sua apostasia.
La gerarchia della «chiesa sinodale» bergogliana ha totalmente eclissato la Gerarchia Cattolica, per diventare la serva del Nuovo Ordine Mondiale e della Religione dell’Umanità massonica.
Questa conventicola di eretici non può continuare impunemente ad usurpare l’Autorità di Cristo in terra, e chi continua a difendere degli eversori dichiarati si rende loro complice.
+ Carlo Maria Viganò
Arcivescovo
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Geopolitica
Le bande degli stupratori pakistani e oltre. Intervista video al direttore di Renovatio 21
Il direttore di Renovatio 21 Roberto Dal Bosco è stato intervistato sulla questione delle grooming gang dalla trasmissione YouTube «Spunti di Riflessione» condotta dal giornalista Paolo Arigotti.
Nell’intervista è stato spiegato il fenomeno delle ghenghe degli stupratori pedofili pakistani che tormentano l’Inghilterra e il Galles analizzandone storia e morfologia, discutendo se si tratti di un fenomeno organico e decentrato o, per pura ipotesi, di qualcosa che ha una regia altrove.
Nel video si discute inoltre la posizione del Pakistan, Stato islamico terzomondiale e potenza atomica, negli equilibri sociali britannici e pure in quelli geopolitici mondiali.
Inoltre si è parlato della natura degli atti di violenza sessuale, e il ruolo sociomilitare degli stupri nei conflitti contemporanei, con similiarità di elementi tra i fatti britannici ed episodi rivoltanti usciti dalle cronache di Gaza.
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«Lo stupro non è solo la sottomissione di un membro del gruppo avversario, ma è anche il danno che fai all’intero insieme: una volta che hai stuprato ripetutamente sei andato ad interrompere il tessuto sociale contro cui combatti (…) rimandi in società un elemento grandemente traumatizzato» dichiara il direttore.
«Ciò fa parte di una tendenza sempre più chiara, vista anche in politica, che è quella della disumanizzazione dell’avversario (…) l’effetto politico militare della disumanizzazione del nemico è quello di rendere sacrificabile l’intero suo gruppo sociale».
«Questo non riguarda più solo temi militari ed etnici (…) la disumanizzazione dell’avversario riguardano la nostra società: se io ritengo che l’altro non è un essere umano, io posso eliminarlo. Se io ritengo – l’espressione tedesca è lebensunwertes leben – che un bambino anche alle ultime settimane di gravidanza non è davvero vivo perché non ancora nato, lo posso uccidere, eliminare, prima che nasca. Un vecchio che non è in grado di vivere da solo, può essere eliminato» sostiene il Dal Bosco.
«È una cultura, questa, che chiamo Necrocultura (Giovanni Paolo II la chiamava Cultura della Morte) che si è impadronita del mondo moderno, si è impadronita del mondo. Per cui la svalutazione della vita umana e della sua dignità è visibile in guerra ma soprattutto in pace».
«Questa trasformazione della società in senso di morte sta succedendo. E le sue manifestazioni sono di tutti i tipi: criminali, militari, geopolitiche, bioetiche, politiche in senso stretto, sociali. Ovunque è visibile che la barriera della dignità umana sta cadendo o è già caduta in alcuni del caso del tutto».
«Ciò rende possibile non solo uccidere la gente, ma ancora prima sfruttarla, stuprarla, farla lavorare senza pagarla nulla. Finché ti servono. Finché non arrivano i robot» conclude il direttore di Renovatio 21.
«È un grande disegno in cui è visibile la volontà di rendere l’uomo sacrificabile. Che significa, essenzialmente, tornare ai sacrifici umani. A ciò che precedeva la civiltà cristiana, dove invece l’uomo è ad immagine di Dio, e Dio si fa uomo».
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Immagine screenshot da YouTube
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