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Mons. Viganò, la donna «epocale nemica» di Satana. Omelia nella festa dell’Immacolata Concezione

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Renovatio 21 pubblica l’omelia di monsignor Carlo Maria Viganò per la solennità dell’Immacolata Concezione

 

Tu gloria Jerusalem, tu lætitia Israël,
tu honorificentia populi nostri. 

Jud 15, 10

 

Carissimi figli,

 

la festa odierna rappresenta un luminoso raggio di luce divina che anticipa il Santo Natale, nel quale quella Luce si mostra in tutto il suo splendore al mondo per rischiararlo.

 

Et tenebræ eam non comprehenderunt (Gv 1, 5): la luce risplende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta. Non stupiamoci dunque se questo raggio che ci illumina nella festa dell’Immacolata è ancor meno compreso del Sole divino di cui è riflesso; nel contemplare le meraviglie che la Santissima Trinità si è degnata di compiere nella Vergine Madre preservandoLa dal peccato originale è infatti indispensabile avere gli occhi limpidi di chi non appartiene alle tenebre del peccato, o meglio: di chi pur peccatore ha l’umiltà di elevare lo sguardo verso Colei che proprio perché Immacolata è così cara al Signore, e grazie a quell’umile consapevolezza del proprio nulla vede in Lei l’Avvocata e la Mediatrice presso il trono di Dio.

 

La purezza virginale di Maria Santissima è purezza del corpo e dell’anima, una purezza che è prerogativa di una creatura che non conosce colpa ereditaria né personale, come uno specchio limpido e lucido nel quale nessuna appannatura impedisce alla Grazia del Signore di riflettersi e riverberarsi inalterata: speculum justitiæ; come un prato sul quale si è posata una candida coltre di neve immacolata che nessuno ha osato calpestare.

 

E se rimaniamo ammirati dal Suo singolare privilegio di essere esente dalla colpa dei nostri Progenitori, la nostra ammirazione è ancor maggiore nel comprendere che il miracolo dell’Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria è stato voluto dalla sapiente onnipotenza di Dio perché Ella potesse essere il Tabernacolo vivente dell’Altissimo, Domus aurea, reggia imperiale, sicché ogni fibra, ogni tessuto, ogni cellula che ha formato il corpo di Nostro Signore in quel seno benedetto provenisse da una creatura purissima e dall’azione dello Spirito Santo. Benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Jesus.

 

È infatti in vista dell’Incarnazione, della Passione e della Morte di Nostro Signore propter nos homines et propter nostram salutem, per noi uomini e per la nostra salvezza, che la Vergine Madre è Immacolata.

 

Quel dono soprannaturale e unico, che ha reso Maria Santissima l’unica creatura preservata dal peccato originale, è un miracolo ordinato alla nostra Redenzione: ex morte ejusdem Filii tui, come abbiamo appena cantato nell’orazione. Comprendiamo così il motivo per il quale la Chiesa ha scelto come Epistola di questa festa il passo del libro della Sapienza: Ab æterno ordinata sum, et ex antiquis, antequam terra fieret (Prov 8, 23).

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La promessa del Protoevangelo, dopo la caduta di Adamo ed Eva, si compie nella Donna dell’Apocalisse, e l’inimicizia tra la stirpe di Lei e la stirpe del Serpente – che nella visione escatologica vede affrontarsi Cristo e l’Anticristo – è motivata anzitutto dalla inconciliabilità ontologica tra l’umiltà e la purezza di Nostra Signora e l’orgoglio e il peccato di Satana. Umiltà e purezza sono le gemme più preziose che ornano la corona regale di Colei che gli Angeli e i Santi riconocono come loro Regina, che Nostro Signore ama come propria Madre – la Παναγία Θεοτόκος – e che lo Spirito Santo ha scelto come castissima Sposa.

 

L’inimicizia tra la Donna con il capo coronato di stelle e il Serpente infernale si mostra in tutta la sua realtà quanto più si avvicina il giorno e l’ora della definitiva sconfitta di Satana, il cui capo sarà schiacciato dal piede virginale di Lei e – come vediamo in alcune raffigurazioni sacre – dal piccolo piede del Bambino Gesù.

 

Questa inconciliabilità emerge evidente nel tentativo di stravolgere e pervertire la figura femminile, che nell’ordine divino è sposa e madre, per strappare da ogni donna la verginità che la prepara al matrimonio, la fedeltà allo sposo, la santimonia coniugale, la maternità feconda nella famiglia. Troviamo così la donna avvilita e abbruttita a oggetto di piacere, a strumento ribelle di vizio e dannazione, a sterile propagatrice di morte.

 

E cos’altro potremmo attenderci da Satana, che nella donna vede la sua epocale Nemica, la custode del focolare domestico, la compagna amorevole dell’uomo, l’educatrice alla santità di tante giovani anime? Non diversamente ha agito contro l’uomo, corrompendone la virtù e l’onestà, svirilizzandone la forza e il coraggio, rendendolo schiavo delle passioni più abbiette e pavido dinanzi a chi minaccia la Chiesa, la società e la famiglia.

 

Quest’opera infernale di distruzione dell’ordine naturale e di sovversione dell’ordine soprannaturale non si limita alla donna sposa e madre, ma si allarga anche alla giovane vergine, perché nella corruzione dei costumi e nella folle rivendicazione di una impossibile indipendenza dall’uomo essa perda quella castità dell’anima che è necessaria premessa della santità, dell’amore di Dio sopra ogni cosa.

 

I conventi e i monasteri femminili sono vuoti perché in una visione priva di slancio soprannaturale è impossibile comprendere l’immolazione della propria femminità – e quindi della vocazione al matrimonio e alla maternità – nell’unione sponsale della vergine consacrata allo Sposo divino.

 

C’è da rabbrividire, quando le deliranti istanze del femminismo – la cui matrice è intrinsecamente satanica e anticristica – sono fatte proprie dalla stessa Gerarchia, i cui membri dimostrano di non aver compreso né la complementarietà di uomo e donna nel piano della Creazione, né tantomeno la sua intrinseca coerenza con l’economia della Redenzione.

 

Mezzi uomini, corrotti nell’intelletto dall’eresia e nella volontà dalla fornicazione, pretendono di manomettere l’opera di Dio imponendo alla donna un ruolo che il Signore ha stabilito per l’uomo, come ci insegna San Paolo: Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti, come al Signore, perché il marito è capo della moglie, come Cristo è capo della Chiesa, che è il suo corpo (Ef 5, 22-23).

 

Se la Rivoluzione è riuscita a demolire la società civile scardinando l’ordine gerarchico tra uomo e donna proprio perché congruente con la superiorità di Nostro Signore rispetto al Corpo Mistico, essa spera di ottenere altrettanto introducendo la stessa sovversione anche nella Chiesa, ben sapendo che il Sacerdozio separato dal sacerdote uomo a immagine di Cristo non può esistere, come non può esistere un Ministero femminile che la Provvidenza non ha voluto riconoscere a Maria Santissima, che per la Sua purezza e la Sua umiltà l’avrebbe meritato ben più di tanti uomini pur santi. E così l’uomo ribelle – laico o chierico che sia – osa violare l’ordine divino usurpando un ruolo che non ha, mentre abdica a quello che Dio gli ha dato per cederlo indebitamente alla donna.

 

Maria Santissima, novella Eva, ripristina nell’umiltà e nella intemerata Verginità l’ordine infranto dalla Progenitrice, così come Gesù Cristo, nuovo Adamo, ripristina nell’obbedienza al Padre e nell’Incarnazione la disobbedienza orgogliosa del Progenitore, tentato dal Serpente per essere come Dio. Eritis sicut dii: l’inganno di Satana voleva illudere le creature di poter diventare creatori, mentre il Figlio di Dio assume la natura umana e ci rende veramente partecipi della Sua natura divina mediante la Grazia santificante.

 

In Maria Semprevergine si compie qualcosa di simile, perché proprio nella Sua umiltà Ella è divenuta onnipotente per Grazia. Non dimentichiamo che la vittoria di Cristo, per decreto divino, avverrà per mezzo della Madre di Dio, perché sia una creatura docile alla Sua volontà – e umile, e castissima – a vendicare la ribellione di una creatura orgogliosa e ribelle.

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Dum medium silentium tenerent omnia, et nox in suo cursu medium iter haberet, omnipotens sermo tuus, Domine, de cælis a regalibus sedibus venit. Nel silenzio si è compiuto il Mistero dell’Incarnazione. Nel silenzio della grotta di Betlemme nasce il Re Bambino. Nel silenzio. Un silenzio divino, un’armonia semplicissima e ineffabile che rifugge lo strepito e la confusione. Un silenzio che ritroviamo nel momento della Resurrezione e quando lo Spirito Santo scende sugli Apostoli e su Maria Santissima nel cenacolo. È lo stesso silenzio che accompagna i Santi Misteri e in particolare il sacro momento della Consacrazione, quando tutto ciò che è umano tace intorno all’altare e nemmeno le parole del sacerdote possono essere udite dai fedeli e tantomeno dai profani.

 

Questo silenzio fu l’unico testimone, nell’eternità del tempo, della Santissima Trinità, quando decretò che a riparazione delle nostre colpe il Figlio eterno del Padre si sarebbe incarnato nel seno della Vergine Maria, e che questa Vergine, di stirpe regale, fosse preservata dalla colpa originale per essere dignum habitaculum dell’Uomo-Dio. Basterebbe guardare al caos di questo mondo per comprendere quanto esso sia lontano dal silenzio di Dio. Ed è sufficiente ritrovare quel sacro silenzio in una piccola chiesa, un una comunità religiosa, in una famiglia cristiana per capire dove il Signore si degna di abitare.

 

Noi dimentichiamo troppo spesso, pur essendo Cattolici, una realtà fondamentale, e cioè che il Signore è onnipotente, che può fare tutto. Tutto. E questo tutto, coerente con l’essenza di Dio, può essere solo sommo Bene mosso da assoluta Verità. È per l’onnipotenza di Dio che la colpa di Adamo si è mutata in felix culpa, meritandoci l’Incarnazione e la Redenzione della Seconda Persona della Santissima Trinità.

 

È per l’onnipotenza di Dio che la Vergine Madre è insignita dei più ineffabili privilegi, tali da fare di Lei la benedetta fra le donne, la nostra Corredentrice e la Mediatrice di tutte le Grazie. È per l’onnipotenza di Dio che la Grazia riesce a vincere la nostra inclinazione al male e a guidare la nostra anima immortale verso l’eternità beata del Cielo. E sarà per l’onnipotenza di Dio che il pusillus grex, il piccolo gregge, sarà preservato nel momento della tribolazione e che i Suoi e nostri nemici saranno dispersi al soffio delle Sue labbra (Is 11, 4).

 

Non smettiamo mai, cari figli, di onorare l’augusta Regina del Cielo, la Vergine Immacolata, con la nostra vita: una vita casta, umile, santa sul modello che Ella ci ha dato.

 

AscoltiamoLa nel monito della Sapienza: Ora, figli, ascoltatemi: beati quelli che seguono le mie vie! Ascoltate l’esortazione e siate saggi, non trascuratela! Beato l’uomo che mi ascolta, vegliando ogni giorno alle mie porte, per custodire gli stipiti della mia soglia. Infatti, chi trova me trova la vita e ottiene il favore del Signore; ma chi pecca contro di me fa male a se stesso; quanti mi odiano amano la morte. (Prov 8, 32-36).

 

E così sia.

 

+ Carlo Maria Viganò

Arcivescovo

8 Dicembre 2023
In Conceptione Immaculata B.M.V.

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Diego Velázquez, Immacolata concezione (1618), National Gallery, Londra

Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

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Spirito

Mons. Eleganti: «La clericalizzazione dei laici» è «molto dannosa per la Chiesa»

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Renovatio 21 pubblica questo testo del vescovo Marian Eleganti apparso su LifeSiteNews.   La relativizzazione del ruolo di mediazione di Gesù Cristo è un fenomeno diffuso e preoccupante anche all’interno della Chiesa cattolica.   Il principio di «extra ecclesia nulla salus» (nessuna salvezza al di fuori della Chiesa) è stato notevolmente relativizzato ai nostri tempi. È vero che Dio può condurre alla salvezza persone innocenti che hanno deviato (la coscienza) in modi noti solo a Lui. Dio offre la salvezza a ogni essere umano e desidera che tutti siano salvati e giungano alla conoscenza della verità. Le persone che non hanno mai sentito parlare di Cristo o che non Lo conoscono veramente per qualsiasi motivo non formano semplicemente una «massa damnata» (una massa di persone che non raggiungerà mai la salvezza eterna).   Dobbiamo anche pensare agli innumerevoli bambini innocenti che vengono uccisi nel grembo materno. Tuttavia, tutte le distinzioni necessarie a questo riguardo non relativizzano l’assoluta necessità della mediazione di Gesù Cristo e del Suo strumento di salvezza per eccellenza: la Chiesa o il battesimo!

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Perché non c’è altro nome dato agli uomini per cui possano ereditare la salvezza se non il nome di Gesù, davanti al quale ogni ginocchio si piegherà (in cielo, in terra e sotto terra). E la Chiesa è il Suo fondamento e il Suo mezzo nel tempo per venire alle persone e camminare nella storia.   Il desiderio universale e inclusivo di Dio di salvare ogni essere umano e di condurlo alla conoscenza della verità è quindi connesso anche con l’indispensabile missione della Chiesa. La Chiesa non ha bisogno di imparare dalle altre religioni, ma deve insegnare ciò che ha ricevuto da Cristo.   In altre parole, deve andare secondo il mandato missionario del Risorto e fare di tutte le nazioni suoi discepoli e battezzarli. Questa è la parola di Dio! La Chiesa è «Mater et Magistra» («Madre e Maestra») delle nazioni. Essa custodisce la rivelazione data da Dio nel tempo e la porta inalterata a tutti gli uomini. I suoi sacramenti sono la fonte soprannaturale di vita da cui ogni essere umano sarà guarito.   Nella Santa Eucaristia, l’amore di Cristo ci tocca direttamente e riceviamo la vita divina. Cosa c’è di più grande dell’unione eucaristica con Lui? Forme alternative di culto (liturgia della Parola) non possono in alcun modo sostituire la Santa Messa («fonte e culmine della vita della Chiesa»). Guai a chi cerca di farlo per sottolineare l’importanza dei laici nella Chiesa.   La clericalizzazione dei laici e la desacralizzazione del sacerdote sono molto dannose per la Chiesa. Questo sta accadendo in molti luoghi.   Il processo di sostituzione dei sacerdoti con laici è osservabile in molti luoghi. Coloro che originariamente avrebbero dovuto assistere il sacerdote (l’assistente pastorale è stata la realizzazione postconciliare per eccellenza degli anni Settanta) non vogliono essergli subordinati o assegnati, ma sostituirlo.   Tuttavia, rimane vero: senza il sacerdote, non ci sarà Chiesa. Dove scompare o viene emarginato, la Chiesa è alla sua fase finale. Ciò è legato alla centralità della Santa Eucaristia, che non esiste senza il sacerdote.   In linea con la tradizione, la Chiesa ha conservato e trasmesso la fede nella sua forma incontaminata. E continua a farlo ancora oggi. Il punto di riferimento rimane il Catechismo della Chiesa Cattolica , redatto dai vescovi della Chiesa universale con un sorprendente processo redazionale e autorizzato dal Papa (Giovanni Paolo II).   La Chiesa non ha bisogno di interpreti che vogliano riscrivere la Sacra Scrittura in riferimento a «nuove» scoperte delle scienze umane, cosiddette scoperte scientifiche che saranno nuovamente riviste domani. La Rivelazione non può essere falsificata come le scoperte scientifiche. Se anche le affermazioni di Gesù sono ora considerate vincolate al tempo e bisognose di correzione, la soglia del dolore è stata sicuramente raggiunta.   Il battesimo e la fede nella Chiesa sono necessari per la salvezza. Attraverso di essi, siamo resi capaci di essere figli di Dio. Questo significa anche che non siamo automaticamente e naturalmente figli di Dio. Come possono coloro che espressamente rifiutano e combattono contro la divinità di Gesù avere il Padre? Come possono essere «figli di Dio» nel pieno senso della parola mentre combattono contro la Sua auto-rivelazione nel Suo Figlio?   Secondo le parole di Gesù, solo chi ha il Figlio ha il Padre, e viceversa. Quindi non c’è via verso Dio se non attraverso Gesù. In Lui, con Lui e per mezzo di Lui siamo figli di Dio. Per mezzo di Lui, con Lui e in Lui ci rivolgiamo al Padre. Egli ci ha dato il potere di essere figli di Dio, come scrive Giovanni nel prologo del suo Vangelo. Le relativizzazioni non sono appropriate qui e paralizzano lo zelo missionario della Chiesa. Sono un’eresia.   Missionari come San Francesco Saverio fecero incredibili sacrifici personali per salvare le persone alla vita eterna attraverso la fede e il battesimo. Non erano sulla strada sbagliata, ma lo siamo noi se pensiamo di poter fare concessioni e rinunciare a questo, poiché presumibilmente ognuno può essere salvato attraverso la propria religione.   Perché Dio si è fatto uomo? Perché si è rivelato in Suo Figlio e ci ha rivelato in Lui la piena verità su di Sé? Perché ha fondato una Chiesa? Affinché i Gentili potessero rimanere nella loro tradizionale socializzazione religiosa? Gesù non è forse una singolarità assoluta perché è il Figlio di Dio incarnato, che esiste una sola volta e riguarda tutti gli uomini? Non porta forse alcun progresso nella conoscenza di Dio rispetto alle altre religioni, qualunque sia il loro nome? «Filippo, chi vede me vede il Padre!»   Sì, Dio è misericordioso, ma anche veritiero e giusto. Gesù ne parla in molte parabole sul giudizio. Non c’è paradiso senza passare per la porta stretta. Chi non supera la prova (come in aeroporto con i metal detector) viene respinto. Deve rimuovere o sbarazzarsi degli ostacoli che impediscono loro di passare. Un termine per questa realtà nell’insegnamento della Chiesa è il cosiddetto «purgatorio», un «luogo» della misericordia divina. E poi, secondo la testimonianza della Sacra Scrittura, ci sono anche coloro che perdono la loro salvezza.   In ogni caso, il Signore parla di una divisione nell’esito del giudizio ed esorta i Suoi discepoli: «aforzatevi con tutte le vostre forze di entrare!». Questo sforzo include l’impegno della Chiesa nel portare il Vangelo e i sacramenti della salvezza a tutti gli uomini! Nient’altro è la sua missione prioritaria, non l’assistenza sociale, per quanto abbia sempre fatto quest’ultima.   Il peccato è reale e le sue conseguenze per la nostra vita in Dio sono ostacolanti e spiritualmente mortali. Se non ci si pente, portano alla perdita della grazia e della salvezza eterna. Dovremmo imparare di nuovo ad aborrire il peccato.   In nessuna circostanza dovremmo prendere il peccato alla leggera, anche se la misericordia di Dio è più grande del peccato in ogni caso. Il peccatore deve riconoscerlo e pentirsi per ricevere la misericordia di Dio con tutti i suoi effetti curativi. Questo è anche ciò che Gesù intende con «rinascita» dall’alto, dall’acqua e dallo Spirito.

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C’è una verità. A volte viene chiamata la «dura verità» perché non tiene conto dei nostri sentimenti. Si applica a prescindere. Rimane anche immutabile come verità, indipendentemente dal succedersi delle generazioni e dalle loro false opinioni. Il nostro tempo ha perso il suo senso di oggettività.   Ognuno crea il proprio mondo, la propria «verità», che è «vera» solo per lui, ma non è riconosciuta da Dio. Se qualcosa è vero, rimane vero per tutti per definizione, altrimenti non è verità. Parte di questa verità rivelata è che Dio ha creato gli esseri umani come maschio e femmina, e il corpo ci definisce come tali.   Oggi domina una sorta di «religione emozionale»: ciò che sento è vero. Tutt’altro! L’unità è emotivamente simulata, ma non esiste in una verità comunemente riconosciuta.   Quanto più il Vangelo e la fede della Chiesa ci sfidano a trascendere la nostra mentalità, tanto meglio. La fede della Chiesa non si riferisce a opinioni personali che esprimiamo in una determinata occasione, ma piuttosto a ciò che la Chiesa ha insegnato fin dall’inizio e preservato per tutte le generazioni.   La verità, o le parole di Gesù, sono inconfutabili e, secondo la Sua stessa testimonianza, rimarranno per sempre. La durezza della verità non proviene da coloro che sostengono e insegnano la verità della fede. La durezza deriva dalla chiusura del cuore che la verità incontra.   Lo stesso vale per la divisione degli spiriti in nome della verità. In questo contesto, Gesù parlò di una spada che avrebbe diviso le famiglie per causa Sua. Questo aspetto non deve essere omesso nell’annuncio. Non si può attenuare la verità senza distorcerla. Gesù rimane la verità esigente e, a seconda della situazione, scomoda, senza compromessi. Questo vale anche per la fede della Chiesa. È sbagliato pensare di poter impedire la polarizzazione. La verità polarizza. Rivela il modo in cui l’individuo si pone in relazione ad essa. In altre parole, divide gli spiriti.   Nemmeno il Papa può ricondurre tutti gli spiriti a un denominatore comune. È importante difendere la verità e proclamarla, a prescindere da cosa ci risulti conveniente o meno. La Chiesa possiede questa verità. Non ha bisogno di cercarla e ridefinirla costantemente in un processo sinodale quando si tratta di questioni esistenziali di salvezza. Come dimostrano le tavole rotonde del Sinodo sulla sinodalità, la Chiesa ruota attorno a se stessa in questo processo. Queste tavole ci impediscono di uscire e parlare di Cristo.   Gesù Cristo è la Via, la Verità e la Vita. Egli è lo stesso ieri, oggi e domani. In questo senso, non può esserci alcun cambiamento di paradigma nella Chiesa che conosce lo Sposo, nessun nuovo insegnamento, nessuna illuminazione che superi o oscuri ogni conoscenza precedente. Non ci sono intuizioni rivoluzionarie a questo riguardo che siano ancora in sospeso o recenti. Né esiste una Chiesa nuova e diversa nel senso di: «Il vecchio è passato; il nuovo è arrivato: la sinodalità!»

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Finora si parlava di «discernimento dello Spirito» per riconoscere la volontà di Dio. Ciò che va oltre è una parola d’ordine (sinodalità) utilizzata per avviare processi revisionisti e raggiungere gli obiettivi desiderati: il cambiamento delle posizioni morali e dogmatiche in linea con lo spirito dei tempi e una democratizzazione della leadership della Chiesa attraverso comitati egualitari (comitato cattolicesimo).   Nel suo discorso di tre minuti al concistoro, il cardinale Joseph Zen ha definito ridicola, persino blasfema, l’invocazione costante dello Spirito Santo, in particolare quando il proprio spirito si identifica con lo Spirito Santo. Secondo lui, il metodo della tavola rotonda serve a orientare il processo nella direzione desiderata. Neutralizza voci che dovrebbero essere ascoltate da tutti, ma che con questo metodo non possono più essere ascoltate da tutti.   Oggi non conosciamo Gesù meglio dei credenti che ci hanno preceduto. Non abbiamo una comprensione più profonda della verità soprannaturale rispetto ai santi di un tempo o alla Chiesa degli apostoli. Il progresso tecnologico non ci ha elevato a un livello morale più elevato.   Filosoficamente e moralmente parlando, siamo persino degli ignoranti e dei diseredati rispetto alle generazioni precedenti. In ogni caso, non è la fede della Chiesa che ha bisogno di revisione. Siamo noi. (…)

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Sinodalità: un rimedio alla «polarizzazione»? Conferenza di padre Alain Lorans

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Nell’ambito del congresso del Courrier de Rome del 2026, in collaborazione con DICI, la newsletter della FSSPX, tenutosi sabato 10 gennaio 2026 a Parigi, padre Alain Lorans, caporedattore di DICI, ha tenuto una conferenza sulla questione della sinodalità nella Chiesa e sul suo presunto ruolo nell’affrontare le tensioni interne descritte da Papa Leone XIV come «polarizzazione». Questa presentazione faceva parte del tema generale del congresso: «Leone XIV, figlio di Leone XIII e Francesco?»

 

Attraverso la riflessione dottrinale ed ecclesiologica, padre Alain Lorans ha esaminato i fondamenti, gli obiettivi e le implicazioni del processo sinodale promosso nella Chiesa contemporanea.

 

Il convegno ha evidenziato gli interrogativi sollevati da questo nuovo orientamento: si tratta di un autentico mezzo per ristabilire l’unità e la comunione ecclesiale, oppure di un fattore che rischia di esacerbare le divisioni alterando il tradizionale equilibrio tra autorità, magistero e trasmissione della fede?

 

(Video in lingua francese)

 

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.News

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Arnoldo Schwarzenegger ha rifiutato l’offerta di confessione di Leone

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Arnoldo Schwarzenegger ha affermato che Papa Leone XIV si è offerto personalmente di ascoltare la sua confessione, ma lui ha rifiutato.   Durante un evento chiamato «Cena per l’azione contro il cambiamento climatico» in Tirolo, in Austria, l’ex attore e governatore della California ha ricordato il suo incontro con il Papa all’inizio di ottobre dello scorso anno.   Parlando sul palco durante la cena al ristorante Stanglwirt, ha detto: «il papa mi ha chiesto se potevamo allontanarci per qualche minuto in modo che potessi confessarmi. Gli ho detto: “meglio di no, ci vorrebbero tre ore”».   Secondo il quotidiano tedesco Bild, i circa 170 invitati sono scoppiati a ridere.   Schwarzenegger ha affermato di voler continuare a collaborare con la Chiesa cattolica e Papa Leone per combattere il «cambiamento climatico» e l’inquinamento ambientale.   «Sette milioni di persone muoiono ogni anno in tutto il mondo a causa dell’inquinamento ambientale», ha detto l’ex cinque volte Mister Olympia. «Dobbiamo fare di meglio. Per questo ho incontrato Papa Leone e abbiamo avuto una conversazione meravigliosa. Anche la Chiesa cattolica vuole dare il suo contributo. Ha 200.000 chiese, 400.000 preti e 650.000 suore. Pensate a quanto potere hanno. Insieme, possiamo fare qualcosa di grande per combattere l’inquinamento ambientale».   L’evento vaticano Raising Hope for Climate Justice tenutosi lo scorso anno a Castel Gandolfo suscitò polemiche quando papa Leone XIV, in un momento di cringe assoluto, benedisse sul palco un gigantesco blocco di ghiaccio che si stava sciogliendo. Il gesto bizzarro fu interpretato dai critici come la firma del papa sull’agenda allarmistica sul clima.   Leone sembra agire qui con quello che talvolta si è chiamato il «ritardo cattolico»: più tardi, nell’ottobre dello stesso anno, persino l’arci-globalista ed ex allarmista climatico miliardario Bill Gates aveva ammorbidito la sua posizione sulla questione, affermando che il cambiamento climatico non porterà alla «scomparsa dell’umanità».

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Schwarzenegger è cattolico, ma ha dimostrato negli anni opinioni contrarie alla dottrina cattolica. Durante il suo mandato da governatore della California, era considerato un «repubblicano moderato», «socialmente progressista», sostenitore dell’aborto legale e dei cosiddetti »diritti degli omosessuali». Il governatori aveva persino celebrato un «matrimonio tra persone dello stesso sesso» da governatore. Lui e sua moglie, Maria Shriver, dalla quale ha quattro figli, si sono separati nel 2011 e hanno divorziato nel 2021, a causa della scoperta di un figlio illegittimo (peraltro fisicamente molto simigliante al padre) avuto da Arnoldo con la donne delle pulizie della loro villa losangelina.   Chi conosce la storia dello Schwarzenegger sa che dovrebbe essere impossibile sminuire la vita di quello che, poche cadute a parte, è da considerarsi uno degli uomini di maggior successo del pianeta: partito da umili origini in Stiria, con il padre che torna dalla guerra pieno di problemi, Arnoldo è dapprima riuscito a dominare una disciplina tremenda, per difficoltà e sacrifizio, come il bodybuilding, settando di fatto lo standard per il fisico del culturismo: un’intera categoria di Mister Olympia, il premio mondiale che vinse cinque volte, è ora dedicata al cosiddetto Classic Physique, che altro non è che il tipo corporeo mesomorfo ideale dello Schwarzeneggero, il cui fisico è ritenuto da molti come l’apice del «classico» nel body buildingo.   Dopo essere divenuto incontestabilmente il bodybuilderro numero uno al mondo, il nostro ha scalato Hollywood, mantenendo non solo l’impronunziabile nome, ma anche l’ineliminabile accento germanico: ebbene, anche qui, è arrivato al top dei top, divenendo praticamente la star più pagata del mondo.   Non pago, Arnoldo ha deciso di avventurarsi anche in politica, venendo subito eletto a capo del più popoloso e ricco Stato degli USA (con un PIL superiore a quello dell’Italia), la California, terreno pure pubblicamente difficile: divenuto negli anni un feudo del Partito Democratico, lo Scharzeneggerro riuscì ad espugnarlo da Repubblicano.   Mettiamoci pure dentro anche un primato matrimoniale: è riuscito ad entrare nell’unica vera famiglia reale americana, i Kennedy, sposando Maria Shriver, figlia di Eunice Kennedy Shriver, sorella di JFK e RFK, all’epoca decisamente la più bella principessa della dinastia.   Jesse Ventura, coprotagonista del capolavoro schwarzeneggeriano Predator, lo definisce quindi, giustamente, come l’uomo più focalizzato del mondo.   È di grande istruzione quindi vedere anche come un uomo così capace possa agire con così poca saggezza: respingere una proposta di confessione del papa…?   Non dimentichiamoci il suo comportament, anche lì poco saggio sino al grottesco, durante la pandemia: dentro la sua megavilla con i suoi cavalli nani e muletti faceva video in cui diceva alla gente comune di non uscire di casa, arrivando perfino a dire «fuck your freedom», «vaffanculo la tua libertà».

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