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Manoscritto della Bibbia copta venduto all’asta
Uno dei manoscritti biblici più antichi è stato esposto da Christie’s a New York dal 2 al 9 aprile e sarà messo all’asta a Londra l’11 giugno 2024. Il testo, scritto in copto su papiro, risale agli anni 250-350 d.C. La sua stima ammonta a 3,5 milioni di euro.
Il manoscritto di 102 pagine o 51 fogli di papiro è il più antico libro conosciuto in mano a privati e uno dei libri più antichi esistenti. Contiene il testo completo più antico di due libri della Bibbia: la prima epistola di San Pietro e il libro del profeta Giona.
Conserva ancora uno dei testi più antichi e completi del trattato di Melitone di Sardi sulla Pasqua (seconda metà del II secolo). Infine, è uno dei più antichi testimoni del libro dei Maccabei, tutte le lingue combinate.
Sarebbe stato copiato in uno dei primi monasteri cristiani dell’Alto Egitto; i fogli sono tenuti dietro il plexiglas.
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«Tutte le principali scoperte di manoscritti cristiani che abbiamo avuto tra la fine del XIX secolo e il XX secolo sono concentrate in Egitto per le sue condizioni climatiche molto specifiche», ha detto a Reuters Eugenio Donadoni, che guida la squadra. Attribuisce, infatti, la conservazione del manoscritto al clima secco dell’Egitto.
Questo cosiddetto manoscritto «Crosby-Schøyen» – dal nome del collezionista norvegese Martin Schøyen che lo acquistò nel 1988 – fa parte dei cosiddetti papiri «Bodmer».
Scoperta in Egitto negli anni ’50, questa raccolta di testi, che porta il nome del suo acquirente Martin Bodmer, comprende numerosi scritti cristiani, estratti della Bibbia, ma anche testi secolari come l’ Iliade di Omero.
I lotti messi in vendita, presenta Christie ‘s, sono i pezzi forti di una delle collezioni di manoscritti più grandi e complete mai riunite: la collezione Schøyen.
La vendita abbraccia 1.300 anni di storia e comprende, tra gli altri manoscritti, il Codice Crosby-Schøyen, la Bibbia ebraica di Holkham, il Codex Sinaiticus Rescriptus e la Bibbia di Geraardsbergen.
Articolo previamente apparso su FSSPX.news.
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Foto del 1995 mostra Leone XIV mentre partecipa al rituale idolatrico della Pachamama

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Pensiero
«Danno alla Chiesa, svilimento del pensiero e dell’azione di papa Leone XIV»: lettera del prof. Sinagra al cardinale Zuppi
Renovatio 21 pubblica la lettera circolante in rete che al segretario CEI cardinale Matteo Zuppi ha scritto l’eminente giurista .Augusto Sinagra, Il professor Augusto Sinagra (Catania, 1941) è un eminente giurista italiano, professore ordinario di Diritto dell’Unione Europea e Internazionale, noto per il suo lungo ruolo accademico alla Sapienza di Roma (fino al 2013) e la sua attività come avvocato patrocinante davanti alle magistrature superiori e alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Egregio Cardinale,
con molto disagio mi rivolgo a lei con il suo titolo ecclesiastico di alto rango.
Il mio disagio è motivato dal fatto che io sono cattolico e lei mi pare di no; sia nel senso della doverosa e corretta testimonianza dei Vangeli, sia nel senso della liturgia e della tradizione. E ora anche nel suo modo diplomaticamente denigratorio nei confronti dell’attuale Pontefice.
È vero che lei è «figlio» del Concilio Vaticano II che tanti guasti, divisioni e contrasti ha provocato nella Chiesa cattolica. Bastano due esempi: il Vescovo Marcel Lefebvre e l’Arcivescovo Carlo Maria Viganò.
Quel che lei dice e fa mi ricorda le parole del prof. Franco Cordero nel suo famoso libro Risposta a Monsignore (si trattava di monsignor Colombo responsabile spirituale della Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano), quando ammonì – anche lui in controtendenza rispetto agli esiti nefasti del Concilio Vaticano II – che il «Messaggio» sarebbe rimasto e lo si sarebbe raccolto nelle piccole chiesette di lontana periferia.
Lei, Signor Zuppi, (chiamandola così mi sento più a mio agio) non si rende conto del danno che fa alla Chiesa cattolica svilendo ingiustamente il pensiero e l’azione di papa Leone XIV che, secondo lei e secondo un’espressione romanesca a lei nota, «non se lo filerebbe più nessuno».
Si dice che lei è un diplomatico ma la sua non è un’espressione diplomatica ma è qualcosa che somiglia di più a un siluro subacqueo, e questo, Signor Matteo Zuppi, non è commendevole per l’apparente finalità che lei vuol perseguire.
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Attingendo ancora al linguaggio romanesco che lei conosce, penso che a lei ancora «rode» (non dico cosa per decenza) il fatto di non essere stato eletto papa. Ma la sua mancata elezione conferma la presenza in Conclave dello Spirito Santo.
Lei è degno «figlio» di Bergoglio da me sempre chiamato «il pampero argentino». Peraltro a lei manca qualsiasi capacità diplomatica se solo penso che, nominato dal suo dante causa Bergoglio mediatore per la guerra in Ucraina, nonostante i suoi plurimi viaggi e contatti, le sue parole si persero nel vento. E ora lei si permette di criticare Leone XIV del quale non può negarsi quantomeno la grande cultura agostiniana.
Lei dice che i fedeli non gli danno retta. Se la cosa la può tranquillizzare, i fedeli per fortuna non danno retta neanche a lei ma sono obiettivo: i fedeli non danno retta e le Chiese sono vuote non per colpa sua o di altri ma per colpa proprio del Concilio Vaticano II.
Un ultimo commento alla sua omelia del 17 marzo 2026 nella Cattedrale di San Pietro a Bologna. In tale circostanza lei, ormai intriso di «santegidiismo» e dunque più di politica che di fede, ha affermato che l’azione delle FF.AA. per essere efficace «deve essere accompagnata dall’intesa» in mancanza di che la F.A. non sarebbe un «deterrente«, mancando il dialogo e il confronto.
Egregio Zuppi, ma lei cosa pensa che le FF.AA. debbano rapportarsi al nemico dialogando in vista di un’intesa? Oppure che il ricorso alle FF.AA. debba essere deciso all’esito di un’intesa o di un dialogo? Ma con chi? Non le basta il Parlamento?
Devo concludere, mio buon Zuppi, nel senso che lei non si rende conto di quel che dice.
E il bello è che lei dice che la «storia insegna» anche perché lei per primo non conosce la storia e dovrebbe studiarla perché la storia non è quella di cui si discute nella Comunità di Sant’Egidio della quale lei è coerentemente parte.
Augusto Sinagra
Renovatio 21 offre questo testo per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
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