Militaria
L’UE spinge per l’«autarchia» per armare l’Ucraina
L’UE vuole trattenere i proventi derivanti dai beni russi congelati introducendo un incentivo «Compra Europeo» per la propria industria della difesa mentre arma l’Ucraina, e si sta muovendo per consolidare rigide regole di appalto per un potenziale prestito a Kiev. Lo riporta Bloomberg.
I membri dell’UE dibattono da tempo sulla possibilità di attingere ai fondi della banca centrale russa congelati in Occidente come parte di un «prestito di riparazione» a Kiev. I leader dell’Unione sperano di concludere il piano in occasione di un vertice questa settimana. Mosca ha condannato qualsiasi utilizzo dei suoi fondi immobilizzati come «furto».
La bozza destinerebbe fino a 210 miliardi di euro nei prossimi cinque anni ai fornitori di difesa con sede nell’UE e in Ucraina, con una deroga limitata per i Paesi terzi come la Norvegia. Secondo quanto riferito, Bruxelles starebbe cercando di garantire che qualsiasi aumento della capacità militare dell’Ucraina sostenga direttamente l’industria della difesa del blocco, ha affermato mercoledì l’agenzia, citando una proposta diffusa agli Stati membri questa settimana.
La partecipazione dei Paesi extra-UE sarebbe severamente limitata e regolamentata, una condizione che limiterebbe drasticamente la capacità di Kiev di utilizzare il prestito per acquistare armi prodotte negli Stati Uniti, ha affermato l’agenzia, citando la proposta.
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All’inizio di quest’anno, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato un nuovo schema di fornitura di armi all’Ucraina, in base al quale Washington vende le armi richieste da Kiev ai membri della NATO, che poi le consegnano al Paese.
A novembre, Trump ha affermato che gli Stati Uniti non stavano più «spendendo» soldi per l’Ucraina, ma che stavano invece ricevendo fondi attraverso la vendita di armi ai Paesi della NATO.
La proposta segnalata darebbe inoltre alla Commissione europea il potere di imporre ai produttori europei di armi di dare priorità agli ordini per l’Ucraina e di imporre sanzioni in caso di inadempienza.
La scorsa settimana, gli Stati membri dell’UE hanno votato l’ultimo congelamento temporaneo dei fondi sovrani russi. La leadership dell’Unione ha dovuto invocare poteri di emergenza per superare l’opposizione degli Stati membri, tra cui Ungheria e Slovacchia.
L’iniziativa ha incontrato una crescente resistenza da parte di diversi Stati membri, i quali sostengono che la mossa rischia di minare le basi giuridiche del blocco, di danneggiare la fiducia nell’Eurozona e di esporre le istituzioni europee a costose cause legali.
La Russia si è opposta fermamente alle iniziative dell’UE volte a «rubare» i fondi, mettendo in guardia dalle conseguenze economiche e legali. La scorsa settimana, la Banca di Russia ha intentato una causa per ottenere un risarcimento di 230 miliardi di dollari da Euroclear. La prima udienza è stata fissata per il 16 gennaio.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Le start-up militari israeliane traggono profitto da due anni di guerra
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Intelligenza Artificiale
Il Pentagono vuole un’intelligenza artificiale killer senza garanzie
Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti è coinvolto in una controversia con la società di Intelligenza Artificiale Anthropic riguardo alle restrizioni che limiterebbero l’impiego dei suoi sistemi da parte dell’esercito, inclusi il puntamento autonomo delle armi e la sorveglianza interna.
Il disaccordo ha bloccato un contratto da 200 milioni di dollari, poiché i funzionari militari si oppongono a quelli che ritengono vincoli eccessivi imposti dall’azienda con sede a San Francisco sull’utilizzo della sua tecnologia, secondo quanto riportato da Reuters, che cita sei persone informate sulla vicenda.
Fonti citate da Reuters hanno riferito che Anthropic nutre timori sul fatto che i suoi strumenti di AI possano essere impiegati per condurre operazioni letali senza un’adeguata supervisione umana o per monitorare i cittadini americani.
I rappresentanti del Pentagono, tuttavia, sostengono che i sistemi di IA commerciali debbano poter essere utilizzati per scopi militari, indipendentemente dalle politiche interne di utilizzo stabilite dall’azienda, a patto che rispettino la legislazione statunitense.
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La disputa si colloca nel quadro più ampio degli sforzi dell’amministrazione Trump per integrare con rapidità l’AI artificiale nelle forze armate. All’inizio di questo mese, il Dipartimento della Difesa ha presentato una nuova strategia finalizzata a trasformare l’esercito statunitense in una forza «AI-first», cioè prioritariamente basata sull’Intelligenza Artificiale.
Il Pentagono considera essenziale mantenere il pieno controllo sull’impiego degli strumenti di IA sia sul campo di battaglia sia nelle operazioni di Intelligence. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato che non verranno adottati modelli che «non consentono di combattere guerre».
Un portavoce di Anthropic ha precisato che l’Intelligenza Artificiale dell’azienda è «ampiamente utilizzata dal governo degli Stati Uniti per missioni di sicurezza nazionale» e che sono in corso «discussioni produttive con il Dipartimento della Difesa su come proseguire tale collaborazione». Il Pentagono non ha ancora commentato ufficialmente la presunta rottura.
Il CEO di Anthropic, Dario Amodei, ha più volte espresso preoccupazione sui rischi legati a un uso incontrollato dell’IA, in particolare nella sorveglianza di massa e nei sistemi d’arma completamente autonomi. In un recente saggio ha affermato che l’azienda dovrebbe sostenere la difesa nazionale «in tutti i modi, tranne quelli che ci renderebbero più simili ai nostri avversari autocratici».
Lo stallo rappresenta un rischio significativo per Anthropic, che ha investito notevolmente nel conquistare clienti governativi e del settore della sicurezza nazionale e si sta preparando a una possibile quotazione in borsa. L’azienda è stata tra i principali sviluppatori di IA – insieme a OpenAI, Google e xAI di Elon Musk – ad aggiudicarsi contratti con il Pentagono nel corso dell’anno scorso.
Come riportato da Renovatio 21, ancora tre anni fa la Repubblica Popolare stava investendo in piattaforme abilitate all’Intelligenza Artificiale completamente senza input o controllo umano. La Cina vuole l’implementazione militare di robot killer già per la prossima guerra. Pochi mesi fa Israele ha dichiarato l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale negli attacchi aerei.
L’Intelligenza Artificiale è oramai montata, con diversi gradi di realizzazione, su droni, caccia, armi teleguidate, carrarmati, «slaughterbots» e altro ancora.
Come riportato da Renovatio 21, lo scorso giugno è stato rivelato che durante una simulazione un sistema di Intelligenza Artificiale dell’aeronautica americana ha agito per uccidere il suo teorico operatore umano. A gennaio era emerso che caccia cinesi alimentati da Intelligenza Artificiale avevano battuto la concorrenza umana in un arco di soli 90 secondi.
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