Droni
L’UE si mobilita per un «muro dei droni» da 6 miliardi
Nelle scorse ore è stata annunciata un’alleanza per un «muro di droni» con un budget di 7 miliardi di euro, parte della nuova fase della cosiddetta «sindrome da disturbo da droni».
Tornando alla notizia: il Commissario europeo per la Difesa, Andrius Kubilius, ha presieduto una riunione virtuale con rappresentanti di dieci paesi dell’Europa orientale, insieme a funzionari della NATO e dell’Ucraina. È stato raggiunto un accordo per costruire un «muro di droni», volto a migliorare il rilevamento e l’intercettazione di droni indesiderati.
Il Kubilius ha dichiarato: «La Russia sta sfidando l’UE e la NATO, e la nostra risposta deve essere decisa, unita e immediata. L’incontro di oggi è stato un passo fondamentale: ora puntiamo ai risultati concreti».
Il ministro della Difesa polacco, Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, ha aggiunto: «La guerra ibrida è in atto e tutti i paesi dell’UE ne saranno colpiti. La minaccia dalla Russia è seria, e dobbiamo rispondere in modo deciso».
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I leader dell’UE dovrebbero discutere la questione al vertice di Copenaghen della prossima settimana, nonostante la Commissione Europea abbia recentemente respinto una richiesta di finanziamento da parte di Lituania ed Estonia per un progetto di «muro di droni» più limitato.
La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha sottolineato che l’Europa «deve rispondere all’appello dei nostri amici baltici e costruire un muro di droni. Non è un’ambizione vaga, ma la base di una difesa credibile», aggiungendo che non deve esserci «alcuna ambiguità sulle nostre intenzioni: l’Europa difenderà ogni centimetro del suo territorio».
La Von der Leyen ha annunciato che saranno stanziati 7 miliardi di euro per creare un’alleanza con l’Ucraina focalizzata sui droni.
Va ricordato come droni avvistati il 9-10 settembre sopra Polonia e Bielorussia erano disarmati, e nessuno ha rivendicato la responsabilità o mostrato interesse per le prove materiali dei droni abbattuti, che potrebbero chiarire se siano coinvolti Russia o Ucraina.
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Droni
Gli USA hanno perso un quarto dei loro droni Reaper nella guerra con l’Iran
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Droni
La «gamification» ucraina dell’uccisione di russi è «macabra»: parla il più alto militare britannico
La pratica ucraina di assegnare punti agli operatori di droni per l’uccisione di soldati russi è stata definita «macabra» e inquietante dal maresciallo dell’aeronautica SIr Richard Knighton, il più alto ufficiale militare britannico.
Il Knighton, capo di Stato maggiore della difesa del Regno Unito, ha espresso queste valutazioni in un saggio apparso martedì su Heywood Quarterly, a seguito di una visita a un’unità di droni ucraina attiva nei pressi della città di Krasnoarmeysk (nota in Ucraina come Pokrovsk), riconquistata dalla Russia nel dicembre 2025.
Il capo di Stato maggiore britannico definito «vertiginosa» l’evoluzione della guerra moderna, sottolineando come l’esercito ucraino utilizzi filmati ripresi dai droni, analizzati su schermi e trasformati in punteggi di uccisione.
«Sospetto che, come me, molti troveranno questa gamificazione dell’uccisione scomoda, persino macabra», ha scritto Knighton, osservando che le uccisioni vengono classificate in base alla tipologia del bersaglio – dai pezzi di artiglieria ai soldati nemici – e che a ciascuna di esse corrisponde un valore in punti, spendibile dagli operatori per ottenere nuovi droni tramite un marketplace che «ha l’aspetto e la sensazione di un qualsiasi altro negozio online».
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Il programma, denominato Bonus Esercito dei Droni, è stato avviato nella primavera del 2025 da Mikhail Fedorov, allora ministro della trasformazione digitale. Secondo le regole del sistema, le unità di droni devono documentare l’uccisione di soldati russi o la distruzione di equipaggiamenti. In cambio ricevono punti che fungono da valuta militare, utilizzabili dai comandanti per acquistare materiali su una piattaforma di e-commerce statale riservata chiamata Brave1 Market, definita da Fedorov «l’Amazon della guerra».
Nel 2025 Fedorov dichiarò che un drone FPV leggero costava inizialmente due punti, mentre un modello Vampire più pesante ne richiedeva 43. Il sistema attribuisce alla vita di un soldato russo un valore di soli 12 punti, rispetto ai quattro precedenti. Gran parte dei punti viene assegnata sulla base di filmati ripresi dai droni che ritraggono gli ultimi istanti di vita dei soldati russi.
Il meccanismo prevede anche una classifica dei migliori abbattimenti, sebbene tenga conto delle unità di droni e non dei singoli operatori. A gennaio Fedorov ha premiato i migliori in una cerimonia che richiamava un torneo di e-sport.
L’ex procuratore ucraino Gynduz Mamedov ha messo in guardia dal rischio che il nuovo sistema possa disumanizzare gli operatori dei droni. «Vogliamo che la nostra gente torni dalla guerra come esseri umani, non come macchine per uccidere», ha dichiarato, secondo quanto riportato da TIME.
Funzionari russi hanno accusato Kiev di disumanizzare soldati e civili russi, facendo riferimento a episodi di tortura e abusi. Anche alti funzionari ucraini hanno rilasciato dichiarazioni in cui invocavano l’uccisione dei russi.
Come riportato da Renovatio 21, il Knightone a dicembre aveva dichiarato in una conferenza che le possibilità di uno scontro diretto con le forze russe sul suolo britannico non sono «zero» ipotizzando una mobilitazione traumatica per i cittadini britannici.
«È essenziale che più persone siano pronte a combattere per il proprio Paese», ha affermato Knighton, aggiungendo che la risposta alle minacce moderne «deve andare oltre il semplice rafforzamento delle nostre forze armate» e coinvolgere ogni parte della società britannica. «Figli e figlie. Colleghi. Veterani… tutti avranno un ruolo da svolgere. Per costruire. Per servire. E, se necessario, per combattere. E sempre più famiglie capiranno cosa significa il sacrificio per la nostra nazione».
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Immagine di Andrew Wheeler via Wikimedia pubblicata su licenza Open Government Licence v3.0
Droni
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