Politica
L’UE istituisce un gruppo di lavoro su Trump
L’UE ha istituito un team dedicato di funzionari per preparare il possibile ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Lo riporta il Financial Times, che cita alcune fonti.
La Commissione Europea sta cercando di valutare le implicazioni di possibili cambiamenti di politica che potrebbero verificarsi dopo le elezioni statunitensi di novembre, in particolare per quanto riguarda la questione del sostegno all’Ucraina, hanno detto al quotidiano tre persone informate sulla questione.
Il team determinerà anche quale impatto potrebbe avere una vittoria della presunta candidata del Partito Democratico, la vicepresidente Kamala Harris, sugli aiuti all’Ucraina, scrive FT. Bruxelles ritiene che le politiche di Harris «potrebbero non rappresentare una continuità completa» con quelle dell’attuale presidente degli Stati Uniti Joe Biden, aggiunge.
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I leader dell’UE si sono impegnati a continuare a fornire supporto militare e finanziario all’Ucraina. Quasi 108 miliardi di euro sono già stati stanziati a Kiev tramite il fondo Solidarity with Ukraine dall’inizio dell’operazione militare russa nel febbraio 2022.
Finora l’amministrazione Biden ha impegnato più di 55 miliardi di dollari in aiuti alla sicurezza a Kiev.
Trump, il candidato repubblicano, ha tuttavia ripetutamente minacciato di ridurre gli aiuti all’Ucraina se eletto. Ha anche proposto di strutturare gli aiuti come un prestito.
Inoltre, si è impegnato a porre fine al conflitto entro 24 ore dal suo ritorno in carica. Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato il mese scorso di aver preso «seriamente» l’impegno di Trump.
I Paesi dell’UE sono inoltre preoccupati per le precedenti minacce di Trump di ritirare gli Stati Uniti dalla NATO o di indebolire significativamente la clausola di difesa reciproca per i paesi che non raggiungono gli obiettivi di contributo dell’organizzazione, ha affermato il FT.
I consiglieri di Trump hanno lanciato l’idea di chiedere agli alleati della NATO di spendere il 3% del loro prodotto interno lordo per la difesa, un obiettivo più elevato rispetto a quello concordato dai membri del blocco, ha riportato Bloomberg a luglio.
«È un forum di discussione discreto per pensare a come prepararsi al meglio per Trump», ha detto la testata citando una delle sue fonti. «È semplicemente intelligente farlo».
Tra i piani su cui si concentrerà la Commissione c’è la necessità che i contribuenti dell’UE contribuiscano maggiormente alla difesa dell’Ucraina, scrive il giornale.
Dopo che Biden si è ritirato dalla corsa presidenziale il mese scorso e ha sostenuto Harris come suo sostituto, lei e Trump erano testa a testa nei sondaggi. Tuttavia, alcuni degli ultimi sondaggi di questa settimana mostrano Harris in testa con un margine risicato.
Commentando all’inizio di quest’anno le imminenti elezioni negli Stati Uniti, Putin ha affermato che la Russia era pronta a collaborare con qualsiasi presidente americano.
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Anche la Russia ha ripetutamente avvertito che nessuna quantità di aiuti o armi straniere è in grado di cambiare la situazione sul campo di battaglia e che tali forniture non fanno altro che prolungare il conflitto.
Del panico europeo per un eventuale vittoria elettorale di Trump si parla da mesi.
Come riportato da Renovatio 21, il ministero degli Esteri di Berlino già ha istituito un «gruppo di crisi» in caso di ritorno di Trump alla Casa Bianca.
Secondo alcuni, se rieletto Trump potrebbe portare Washington fuori dall’altra grande istituzione transnazionale con sede a Bruxelles, la NATO.
Trump ha incontrato nelle scorse settimane nella sua magione di Mar-a-Lago il premier ungherese Vittorio Orban che ha così concluso da una «missione di pace» a Kiev, Mosca e Pechino. Le strutture europee, che evidentemente desiderano ardentemente la guerra mondiale, hanno pensato di minacciaredi togliere a Budapest il semestre di presidenza di turno.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Politica
Automobile contro una sinagoga a Nuova York
Secondo i testimoni, l’autista gridava alle persone di spostarsi mentre puntava verso la struttura, e un portavoce di Chabad ha dichiarato che l’atto «sembra intenzionale». Dopo lo scontro, l’uomo è sceso dal veicolo ed è stato immediatamente bloccato dai presenti. In un video si sente chiaramente gridare: «Non lo so, è scivolato! È scivolato, stronzo!», mentre indicava gesticolando la propria auto. I passanti lo hanno indicato agli agenti del Dipartimento di Polizia di Nuova York (NYPD) giunti sul posto, che lo hanno arrestato senza indugio.BREAKING: A psycho driver just rammed his car into a Synagogue in Brooklyn, New York pic.twitter.com/4aKz3mv6nV
— Libs of TikTok (@libsoftiktok) January 29, 2026
A car intentionally drove into the side doors of 770 Eastern Parkway, Chabad-Lubavitch world headquarters, in Crown Heights. There are no injuries. Police have the driver in custody and are investigating his motives pic.twitter.com/w9rRAnnAAo
— Rabbi Chanina Sperlin (@ChaninaSperlin) January 29, 2026
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Politica
Il vicepresidente americano afferma che un «caos progettato» sta causando disordini a Minneapolis
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha dichiarato che le proteste e i disordini scoppiati a Minneapolis sono il frutto di quello che ha definito «caos progettato».
La città ha vissuto giorni di intense manifestazioni in seguito a una vasta operazione federale per l’applicazione delle norme sull’immigrazione in Minnesota. Il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) ha dispiegato migliaia di agenti nella più imponente azione interna mai condotta fino a oggi, finalizzata all’arresto di immigrati irregolari. Le tensioni si sono aggravate dopo due episodi di sparatorie mortali che hanno coinvolto agenti federali nel corso del mese di gennaio.
This level of engineered chaos is unique to Minneapolis. It is the direct consequence of far left agitators, working with local authorities.
— JD Vance (@JDVance) January 25, 2026
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L’ultimo episodio si è verificato sabato, quando agenti della Polizia di Frontiera statunitense durante l’arresto hanno sparato e ucciso Alex Pretti, 37 anni, residente di Minneapolis e infermiere di terapia intensiva. Il Pretti, ora considerato martire ed eroe dalla stampa dell’establishment, anche in Italia, si portava dietro, legalmente, una pistola Sig Sauer.
«Questo livello di caos progettato è unico a Minneapolis», ha scritto Vance su X domenica, accusando quelli che ha indicato come agitatori di estrema sinistra di agire in combutta con le autorità locali per alimentare i disordini dopo la sparatoria.
La morte di Pretti – la seconda vittima fatale di un intervento federale in città questo mese, dopo l’uccisione della lesbica Renee Good il 7 gennaio mentre questa sfuggiva all’arresto investendo un agente – ha provocato nuove proteste e un’ondata di critiche.
Il DHS ha sostenuto che Pretti si è avvicinato agli agenti armato di pistola e ha opposto resistenza ai tentativi di disarmarlo, inducendo un agente a fare uso delle armi per legittima difesa. Tuttavia, un video circolato online sembra mostrare Pretti con un telefono in mano poco prima di essere immobilizzato e colpito, circostanza confermata anche da testimonianze oculari riportate da varie testate giornalistiche.
Funzionari locali, tra cui il governatore del Minnesota Tim Walz e il sindaco di Minneapolis Jacob Frey, hanno condannato l’accaduto e criticato duramente la presenza federale sul territorio, chiedendo entrambi il ritiro immediato degli agenti.
I manifestanti si sono scontrati con le forze di polizia e hanno chiesto un’inchiesta indipendente sull’uso della forza letale. Le posizioni dei leader politici si sono rivelate profondamente divise.
Esponenti repubblicani – tra cui Vance e il presidente Donald Trump – hanno difeso l’operato degli agenti, attribuendo i disordini a carenze nella gestione locale e a manovre di agitazione politica.
Di fatto Minneapolis sembra finita in mano alla teppa progressista radicale, che avrebbe pure costituito una zona autonoma dove nessuno può entrare – come era accaduto con la CHAZ di Seattle. La polizia locale, guidata da sindaco e governatore dello Stato democratici, sembra non esistere più – lo stesso sindaco aveva addirittura detto che i poliziotti dovevano impegnarsi contro gli agenti dell’immigrazione ICE in città.
Il giornalista sotto copertura James O’Keefe ha mostrato un video sconvolgente della sua truppe bersagliata da manifestanti che di fatto agiscono come polizia del territorio, chiedendo documenti e cercando il linciaggio. Più tardi l’ora ha attaccato l’hotel dove era la sua troupe e fatto arrivare, non si sa in che modo, un SMS di minaccia in cui si diceva che se non lasciavano il Minnesota entro un’ora sarebbero morti.
🚨 HOLY CRAP. They tried to KILL James O’Keefe and his team in Minneapolis!
“They just threw a frozen ice brick at the car!” 🤯
“Shut the door!”
It’s like a 3rd world WAR ZONE.
This is what Tim Walz and Jacob Frey caused. Unbelievable.pic.twitter.com/sQbOZGCA0u
— Eric Daugherty (@EricLDaugh) January 26, 2026
Un’altra rivelazione riguarda l’uso dell’app Signal da parte dei manifestanti, dove vi sarebbero gruppi coordinati che assegnano ruoli a vari agitatori.
Secondo alcuni si tratta di un livello di sofisticazione dietro cui può esserci solo un’insurrezione altamente organizzata, lontanissima da una protesta spontanea. Il fine potrebbe essere il salvataggio del sistema di frode, perpetrato in ispecie dagli immigrati somali, che foraggia il bacino elettorale del Partito Democratico e le sue strutture profonde.
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Immagine di Chad Davis via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Politica
Fulmine colpisce la manifestazione pro-Bolsonaro in Brasile
A quem interessar possa:
O raio atinge exatamente no momento em que a música falava: “Bolsonaro, homem de garra, honesto e imorrível da verdade e de fé.”pic.twitter.com/joyWg6YSCm — Jéferfon Menezes (@JefinhoMenes) January 25, 2026
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