Geopolitica
L’esercito dello Stato Ebraico dice: nessuna missione di salvataggio per i tifosi israeliani in Olanda
Le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno fatto marcia indietro sull’invio di una missione di soccorso ad Amsterdam per aiutare i tifosi di calcio attaccati durante le rivolte seguite alla partita di Europa League tra Maccabi Tel Aviv e Ajax.
I sostenitori della squadra israeliana sono stati aggrediti nella capitale olandese giovedì sera mentre uscivano dalla Johan Cruyff Arena. Secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri israeliano, almeno dieci persone sarebbero rimaste ferite nella colluttazione.
In seguito all’incidente, il primo ministro israeliano Beniamino Netanyahu ha dichiarato di aver ordinato l’invio di due aerei nella capitale olandese per riportare indietro i tifosi israeliani aggrediti in quello che è stato descritto come un attacco «antisemita».
Le IDF hanno anche annunciato sul loro canale Telegram ufficiale che si stavano preparando a «schierare immediatamente una squadra di soccorso con il coordinamento del governo olandese», aggiungendo che questa missione sarebbe stata dispiegata «utilizzando aerei cargo e includendo squadre mediche e di soccorso».
Diverse ore dopo, tuttavia, l’esercito israeliano ha rilasciato un aggiornamento, affermando che «seguendo le direttive del livello politico, la missione delle IDF non partirà per Amsterdam». Le IDF non hanno fornito una spiegazione per l’improvviso dietrofront.
Ajax-fans feesten mee met Maccabi-supporters op de Dam pic.twitter.com/CLoFikGJUv
— AT5 (@AT5) November 7, 2024
Nel frattempo, l’ambasciatore israeliano all’ONU Danny Danon ha condannato la violenza di giovedì definendola un «pogrom» e ha accusato coloro che hanno attaccato i tifosi di rappresentare i «veri volti dei sostenitori del terrorismo radicale» che Israele sta combattendo.
Anche il primo ministro olandese Dick Schoof ha definito gli attacchi «completamente inaccettabili» e «antisemiti». Ha anche affermato di essere stato in contatto con Netanyahu e di avergli promesso che i responsabili sarebbero stati trovati e perseguiti.
La polizia locale ha riferito che cinque persone sono state ricoverate in ospedale e circa 62 sono state arrestate in relazione alle aggressioni, con almeno dieci persone fermate prima ancora dell’inizio della partita.
In Amsterdam, after a football match between Maccabi “tel aviv” and Ajax, Muslim diaspora started chasing zionist settler fans, threatening to st4b them, beating them up and robbing them
One of the men says: ‘This is for the children in Gaza, you motherfucker’ pic.twitter.com/lfUAviw3kh
— 𓂆 مايا 🇵🇸🇱🇧🪂 (@AlAndalus384) November 8, 2024
Israeli football fans getting attacked by Dutch-Moroccan football fans during the Ajax-Maccabi Tel Aviv match pic.twitter.com/hVHnOdYJYJ
— LogKa (@LogKa11) November 8, 2024
Prima delle violenze di giovedì, anche il sindaco di Amsterdam Femke Halsema aveva vietato qualsiasi protesta filo-palestinese nei pressi dello stadio, temendo che potessero scoppiare scontri tra dimostranti e sostenitori di Tel Aviv.
07.11.2024, Ajax🇳🇱 – Maccabi Tel-Aviv🇮🇱,
Info Maccabi Fanatics: Jews will be everywhere, always! We have only one thing to say to all those rats who ran away from us all over the city during the last week and attacked normal people alone and even families and children’s, you are… pic.twitter.com/eY1XHEaoai— Hooligans.cz Official (@hooliganscz1999) November 9, 2024
Le autorità cittadine hanno anche segnalato un incidente in cui una bandiera palestinese è stata strappata nel centro della città. Inoltre, alcuni organi di informazione, tra cui i media statali iraniani, hanno affermato che gli hooligan israeliani potrebbero aver provocato parte della violenza cantando insulti anti-arabi e deturpando le bandiere palestinesi durante la marcia attraverso la città mercoledì sera.
Maccabi Tel Aviv hooligans tore down Palestinian flags from outside of apartment windows in #Amsterdam and chanted “death to Arabs” and other anti-Palestine and Islamophobic chants before and after their team’s Europa League match against Ajax in Amsterdam on Thursday. The… pic.twitter.com/dnhJ2pxOJ9
— KUWAIT TIMES (@kuwaittimesnews) November 8, 2024
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Secondo alcuni utenti in rete, avrebbero anche fischiato durante il minuto di silenzio per le morti di Valenzia.
🇳🇱🇮🇱 There was a moment of silence for victims of the Spanish floods before the Europa League match between Ajax and Israel’s Maccabi Tel Aviv.
The Jews present disrupted the silence with chants, whistles and fireworks. Truly vile.
— Keith Woods (@KeithWoodsYT) November 8, 2024
Non si tratta del primo piano di infiltrazione militare dell’Olanda escogitato da uno Stato moderno.
Come riportato da Renovatio 21, nel suo recente libro di memorie l’ex premier britannico Boris Johnson ricorda di quando il suo gabinetto aveva discusso di mandare una squadra di commando SAS presso gli stabilimenti di AstraZeneca nei Paesi bassi per sequestrare e portare in patria i preziosi sieri anti-COVID, ora ritirati dal mercato in tutto il mondo dopo che in tribunale sono stati visti documenti sugli effetti collaterali.
Essendo che il gabinetto del Johnson (qui nel senso del vero e proprio water) era stato trovato con una microspia israeliana dopo che Netanyahu aveva insistito per usarlo, non è da escludere che l’idea di invadere l’Olanda sia stata copiata.
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Trump snobba la Corea del Sud per favorire l’«ottimo rapporto» con Kim
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Geopolitica
Israele vuole che l’AI promuova la sua narrativa su Gaza
Israele ha investito decine di milioni di dollari per migliorare la propria immagine negli Stati Uniti, tentando di influenzare il modo in cui le piattaforme di intelligenza artificiale rappresentano il Paese. Lo riporta Politico.
L’opinione pubblica americana nei confronti di Israele è peggiorata negli ultimi anni, inizialmente a causa della sua risposta agli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 e più di recente a causa della guerra israelo-americana contro l’Iran e del relativo costo per i contribuenti. Secondo un sondaggio del Pew Research Center di giugno, sei adulti statunitensi su dieci nutrono oggi un’opinione piuttosto o molto negativa di Israele, rispetto al 53% dell’anno scorso e al 42% del 2022.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu risulta ancora meno popolare, con il 65% degli intervistati che esprime poca o nessuna fiducia nelle sue politiche.
In un articolo pubblicato venerdì, Politico ha descritto nel dettaglio una campagna israeliana da 100.000 dollari volta a influenzare le risposte dei modelli linguistici più diffusi, come ChatGPT, alle domande su Gaza e sulla guerra tra Israele e Hamas.
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L’iniziativa si concentra sull’Istituto di Hannover per le Politiche Pubbliche, un sito web che pubblica report anonimi sull’antisemitismo e sulle questioni geopolitiche. Il progetto è stato realizzato tramite l’agenzia di pubbliche relazioni francese Havas Media, che gestisce gran parte delle attività di influenza israeliane negli Stati Uniti, registrate ai sensi del Foreign Agents Registration Act (FARA), e il suo subappaltatore, l’agenzia pubblicitaria Piro Inc, per conto dell’Agenzia pubblicitaria del governo israeliano (LaPam).
L’Istituto Hanover presenta il proprio lavoro come «documentaristico, non dichiarativo» e sostiene che la sua ricerca è puramente accademica. Politico, tuttavia, ha citato documenti FARA depositati presso il Dipartimento di Giustizia statunitense la scorsa settimana che collegano oltre una dozzina dei suoi articoli a una campagna di pubbliche relazioni che prevedeva «la creazione e la diffusione di materiale informativo fattuale e supportato da fonti» con l’intento di «educare» il pubblico americano su Israele.
Il sito web ospita numerosi reportage non attribuiti, formulati come domande, tra cui «La tortura dei prigionieri palestinesi è un crimine di guerra?» e «Chi è l’aggressore nel conflitto israelo-palestinese?». Secondo la testata americana, il materiale sarebbe stato concepito per essere ripreso e citato dai mediatori culturali. La testata ha inoltre affermato che alcuni indicatori tecnici collegano il sito web a Res, una startup di intelligenza artificiale con sede a Seattle che aiuta i clienti a ottenere raccomandazioni da modelli di IA. Il collegamento è stato confermato via e-mail dal CEO di Res, Hai Tran.
Sebbene i documenti FARA di Piro non identifichino esplicitamente l’influenza sui LLM come obiettivo, Politico ha affermato che sia ChatGPT che Perplexity hanno citato materiale dell’Istituto di Hannover in risposta a domande neutrali su Gaza e Israele.
Non è la prima volta che Israele, tramite Havas, tenta di influenzare l’opinione pubblica, anche con l’intelligenza artificiale. Secondo un’inchiesta del Wall Street Journal pubblicata il mese scorso, l’azienda aveva precedentemente ingaggiato Brad Parscale, ex responsabile della campagna elettorale del presidente statunitense Donald Trump, per una campagna da 46,5 milioni di dollari che includeva messaggi filo-israeliani generati dall’IA e rivolti agli americani, oltre a siti web e post progettati per ottenere risposte più favorevoli dalle piattaforme di intelligenza artificiale.
Lo scorso autunno, Responsible Statecraft ha riportato che Havas Media gestiva anche una «campagna di influencer» che prevedeva un compenso di 900.000 dollari per la produzione di contenuti favorevoli a Israele.
Come riportato da Renovatio 21, Israele ha finanziato influencer per pubblicare contenuti sui social media al fine di migliorare la propria immagine negli Stati Uniti, arrivando a pagare 7000 dollari a post.
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Come riportato da Renovatio 21, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha recentemente evidenziato l’importanza dei creatori di contenuti per mantenere il supporto allo Stato Ebraico, incontrando, a margine della sua problematica apparizione all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, gli influencer filosionisti.
Netanyahu aveva dichiarato in conferenza stampa che è essenziale rafforzare la «base di sostegno di Israele negli Stati Uniti» attraverso gli influencer, soprattutto su piattaforme come TikTok – di cui si è beato per l’acquisto da parte del miliardario filo-israeliano Larry Ellison – e X, posseduto dall’«amico» Elone Musk.
La frustrazione degli Stati Uniti nei confronti di Israele si è estesa oltre l’opinione pubblica, coinvolgendo anche i politici, divenuti sempre più critici. Il mese scorso, oltre 100 deputati democratici hanno appoggiato un emendamento che avrebbe tagliato 3,3 miliardi di dollari di aiuti statunitensi a Israele. La misura è fallita a causa dell’opposizione dei repubblicani, ma ha evidenziato una crescente spaccatura tra i partiti: poco più di due anni fa, soltanto 37 deputati democratici avevano sostenuto un’iniziativa simile.
Trump ha generalmente sostenuto Israele, ma ha ripetutamente criticato Netanyahu, che ha attaccato il cessate il fuoco con l’Iran annunciato dal presidente statunitense all’inizio dell’estate e ha respinto il suo piano di pace in 15 punti per Gaza. Secondo quanto riportato dai media, Trump non ha ancora espresso il suo appoggio a Netanyahu in vista delle elezioni di ottobre e ha ripetutamente eluso le domande sulla sua rielezione.
Due alti funzionari statunitensi hanno dichiarato ad Axios questa settimana che, sebbene Trump apprezzi Netanyahu a livello personale, è sempre più frustrato dalle sue politiche e ha definito Netanyahu «il suo peggior nemico».
Come riportato da Renovatio 21, lo scorso ottobre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, pur continuando a sostenere Israele, ha recentemente ammesso che l’influenza della lobby israeliana, che un tempo aveva un «controllo totale» sul Congresso, è diminuita.
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Hamas promette a Kushner che smilitarizzerà Gaza
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