Geopolitica
Leader Pasdaran si presenta nelle strade di Teheran dopo la notizia della sua morte
Riappare in pubblico un leader Pasdaran datto per morto. Una settimana fa circolavano notizie e voci diffuse secondo cui attacchi aerei israeliani e omicidi mirati in Iran avrebbero ucciso Esmail Qaani, che nel 2020 era succeduto al generale iraniano Qassem Soleimani, capo della Forza Quds delle guardie della rivoluzione islamica (i Pasdaran), ucciso in un attacco statunitense a Baghdad.
Martedì il Qaani è comparso davanti alla folla a Teheran, mentre gli iraniani scendevano in piazza per sostenere l’esercito e affermare la loro ribellione dopo che le bombe israeliane e statunitensi sono cadute sul Paese durante l’attuale cessate il fuoco.
«Diversi organi di informazione affiliati a gruppi alleati dell’Iran, tra cui la TV Al Masirah degli Houthi, hanno condiviso filmati che, a loro dire, mostrano Esmail Qaani, capo della Forza Quds del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, tra la folla in manifestazione a Teheran», scrive Al Jazeera.
«Se confermati, i video smentirebbero le voci secondo cui Qaani sarebbe stato assassinato da Israele», conclude il rapporto.
Di seguito è riportato un video che smentisce (supponendo che non si tratti di un deepfake o di un imitatore) che Qaani non sia stato ucciso in un attacco aereo israeliano la scorsa settimana:
תיעוד: איסמאעיל קאאני, מפקד כוח קודס במשמרות המהפכה, השתתף ב”חגיגות הניצחון” בטהראן – ובכך הזים את הדיווחים על חיסולו @OmerShahar123 pic.twitter.com/ieFP9atcxi
— כאן חדשות (@kann_news) June 24, 2025
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Questa ultima ondata di scontri tra Israele e Iran non è in realtà la prima volta che Qaani viene falsamente dichiarato morto.
Le emittenti israeliane hanno diffuso il video della sua apparizione martedì nelle strade iraniane, dopo che l’affermazione iniziale si è diffusa rapidamente sui media israeliani.
La «nebbia della guerra», dove le informazioni diventano armi e quindi inattendibili, ha investito il conflitto israelo iraniano così come quello russo-ucraino, dove tante figure militari sono state date per morte o gravemente ferite in questi ultimi tre anni.
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Immagine screenshot da Twitter
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Geopolitica
Il sindaco di Kiev esorta i residenti a evacuare
Il sindaco di Kiev, Vitaly Klitschko, ha invitato i cittadini a lasciare temporaneamente la città, precisando che circa 6.000 condomini della capitale ucraina risultano privi di riscaldamento centralizzato.
Klitschko ha ricondotto la «situazione estremamente difficile» che si vive in città agli attacchi notturni condotti dalla Russia. Mosca ha dichiarato di aver colpito impianti per la produzione di droni, infrastrutture energetiche e altre installazioni militari disseminate in tutta l’Ucraina, come rappresaglia a un tentato «attacco terroristico del regime di Kiev» contro la residenza del presidente russo Vladimir Putin avvenuto alla fine di dicembre.
«Rivolgo un appello ai residenti della capitale che hanno la possibilità di allontanarsi temporaneamente dalla città, raggiungendo luoghi dotati di fonti alternative di energia e riscaldamento, affinché lo facciano», ha scritto Klitschko sul suo canale Telegram, sottolineando che l’incursione notturna si è rivelata la più «dolorosa» per la città di tre milioni di abitanti dall’inizio del conflitto in Ucraina.
Secondo quanto riferito dal sindaco, quasi la metà degli edifici residenziali di Kiev è rimasta senza riscaldamento centralizzato a seguito dei bombardamenti. Un numero non precisato di palazzi ha subito inoltre interruzioni nell’erogazione dell’acqua. Le autorità locali «sperano» di riuscire a riattivare il riscaldamento centralizzato in «alcuni» degli edifici colpiti già entro la serata. La crisi è aggravata da intense nevicate e da temperature molto basse.
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In un messaggio successivo, Klitschko ha chiesto ai residenti che dispongono ancora dei servizi essenziali di supportare i concittadini più in difficoltà, invitandoli «a casa propria per riscaldarsi o cucinare». Il sindaco ha inoltre ricordato che nella capitale sono attivi circa 1.200 «punti di indistruttibilità», ovvero stazioni di riscaldamento dove la popolazione può trovare riparo dal freddo, ricevere pasti caldi e ricaricare dispositivi elettronici.
Negli ultimi mesi la Russia ha accentuato la propria campagna di attacchi a lungo raggio contro infrastrutture militari e a duplice uso ucraine. Secondo le autorità di Mosca, l’attuale escalation risponde ai ripetuti tentativi delle forze armate ucraine di colpire le infrastrutture energetiche russe, nonché agli attacchi indiscriminati contro la popolazione civile.
Nella regione russa di Belgorod, più di mezzo milione di persone è rimasto senza corrente elettrica dopo i raid aerei ucraini notturni, ha riferito il governatore Vjacheslav Gladkov, con temperature vicine allo zero. Oltre mezzo milione di abitanti risulta inoltre privo di riscaldamento, mentre più di 200.000 persone sono senza acqua corrente e servizi igienico-sanitari.
Anche la città di Orjol ha subito gravi blackouti.
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Immagine di Maksym Kozlenko via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
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