Misteri
Le teorie di Tucker Carlson: l’Intelligence statunitense sta proteggendo la rete di Epstein, non il presidente Trump
Tucker Carlson sta sollevando nuove preoccupazioni circa un possibile insabbiamento da parte dell’intelligence del caso Jeffrey Epstein, questa volta coinvolgendo agenzie statunitensi e israeliane, nonché l’alleata di Trump ed ex procuratore generale della Florida Pam Bondi.
Durante una recente trasmissione, Carlson ha parlato del rifiuto del procuratore generale degli Stati Uniti Bondi di rendere pubblici i fascicoli sigillati su Epstein, insieme all’annuncio dell’FBI e del Dipartimento di Giustizia secondo cui Epstein non aveva una lista di clienti e si era effettivamente suicidato.
Carlson ha proposto due teorie per le parole di Bondi. La prima: «Trump è coinvolto, Trump è sulla lista, hanno una registrazione di Trump che fa qualcosa di orribile».
Ma Carlson ha subito respinto l’ipotesi, sottolineando di aver parlato con Trump di Epstein e di ritenere che non fosse coinvolto in attività «inquietanti», sottolineando che l’amministrazione Biden detiene le prove e probabilmente avrebbe agito se ci fossero stati i presupposti.
La seconda teoria di Carlson: i servizi segreti sono «al centro di questa storia» e sono protetti. Il suo ospite, il giornalista Saagar Enjeti (cui Tucker offrì il suo primo lavoro nel settore anni fa), ha concordato: «questa è la spiegazione più ovvia», ha detto Enjeti, riferendosi a precedenti casi di pedofilia legati alla CIA. Ha osservato che l’agenzia aveva evitato di essere perseguita per paura che i sospettati rivelassero «fonti e metodi» in tribunale.
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Lo scambio è andato in onda mentre i critici accusavano Bondi di aver alterato la sua versione dei fatti. In precedenza aveva fatto riferimento a «decine di migliaia di video di Epstein con bambini», ma in seguito aveva affermato che si trattava di video di pornografia infantile scaricati da Epstein. Gli osservatori affermano che questa revisione modifica la posta in gioco legale e narrativa, sollevando dubbi sulla credibilità.
Anche Donald Trump è apparso impaziente. «State ancora parlando di Jeffrey Epstein? È incredibile», ha detto in un video accanto a Bondi. Il video ha scatenato le reazioni negative dei sostenitori di lunga data di Trump, tra cui l’ex consigliere di Trump Elon Musk, che ha ripubblicato commenti critici sui commenti di Trump e Bondi su X:
Musk aveva precedentemente affermato che Trump stesso fosse implicato nei dossier Epstein. Pur avendo ritrattato e scusato le accuse, di recente ha ipotizzato che anche Steve Bannon fosse coinvolto.
Tuttavia, l’ospite di Carlson ha suggerito che i commenti di Bondi avessero un altro scopo. «La bugia è un segnale per tutti gli altri coinvolti», ha detto. «La bugia non è per te e per me. La bugia serve a far sì che coloro che sono coinvolti dicano: “Non importa cosa accada, noi vi proteggeremo”».
I documenti in questione rimangono secretati. Non è chiaro se verranno alla luce ulteriori rivelazioni su Epstein, ma le dichiarazioni di Trump non risolveranno la questione.
Durante il podcast, Tucker e il suo ospite hanno sottolineato il ruolo di Israele nelle trame della politica profonda americana.
Come riportato da Renovatio 21, vari osservatori stanno spiegando che il caso Epstein non andrà da nessuna parte perché profondamente legato a oscure dinamiche di Intelligence.
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Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Misteri
Le indagini sull’Arca di Noè entrano in una nuova fase con le trivellazioni vicino all’Ararat
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Good morning from the outer rims of Noah’s ark!
Core drilling has begun and the Big Bang Evolutionists are already on damage control mode. No other study in the history of the Durupinar site has been conducted with official permits and oversight of Turkish Universities.… pic.twitter.com/rJn2z75JUZ — Lauren Witzke (@LaurenWitzkeDE) September 21, 2026
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Misteri
UFO avvistato sopra Teheran
Filmati girati a Teheran, capitale iraniana, mostrerebbero un oggetto volante non identificato fermo in cielo sopra la città, dopo le minacce del presidente americano Donald Trump di far esplodere l’intero Paese.
Alcuni video diffusi in rete riprendono un velivolo dalla sagoma simile a un pallone da calcio che sorvola l’abitato ad alta quota, con luci colorate intermittenti nella parte inferiore. I filmati condivisi su X hanno superato i milioni di visualizzazioni.
Teheran letzte Nacht – was vielleicht aussieht wie ein UFO könnte meiner Meinung nach eine chinesische Chengdu J-36 sein – ein Stealth-Bomber der neuesten Generation zu dem es so gut wie keine Angaben gibt. Die Frage ist nur was die Chinesen da machen und die Flugeigenschaften… pic.twitter.com/kZhvaBaBsV
— Michael 🇩🇪 (@Bundeskanz50246) September 21, 2026
Another angle Of the UAP over Tehran 🇮🇷 🛸
pic.twitter.com/7GEq0xP61R https://t.co/4MD7rLxOq1— UAP 𓂀 Luigi 👁️⃤ 🇺🇸 κρυπτός W.👽MJ12 SOM1-01 (@UAPLuigi) September 21, 2026
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«Non c’è stata alcuna conferma da parte di fonti ufficiali circa la velocità, l’altitudine, la distanza o le dimensioni dell’oggetto», riferisce IndianExpress.com.
Sui social si è speculato che gli Stati Uniti abbiano mandato in volo un aereo militare di ultima generazione come operazione psicologica per intimidire Teheran, dopo le parole di Trump del fine settimana: «La mia domanda è: se e quando farò saltare in aria l’intera nazione?».
Il presidente ha aggiunto che le alternative sul tavolo sono: «annientare l’Iran, lasciarlo marcire economicamente o raggiungere un accordo».
Altri hanno archiviato le ipotesi con un gesto di sufficienza, sostenendo che potrebbe trattarsi di un aquilone, di un drone militare o di più droni insieme.
Il filmato arriva a quasi cinquant’anni esatti da un altro avvistamento aereo registrato a Teheran nel settembre 1976. Allora l’Iran, ancora sotto lo scià, fece decollare due F-4 per verificare; uno dei due perse strumentazione e radio quando si trovò a circa 40 chilometri dall’oggetto.
Mentre il secondo caccia indagava, un piccolo corpo sferico si sarebbe staccato dall’oggetto principale e si sarebbe diretto verso l’aereo. Quando l’F-4 tentò di fare fuoco, armi e strumenti di bordo smisero di funzionare. Entrambi i velivoli rientrarono illesi alla base.
Le luci ricordano quelli dell’ondata di avvistamenti nel Nuovo Jersey dell’autunno 2024, in piena stagione elettorale, quando enormi oggetti furono registrati dai civili.
All’epoca le ipotesi si sprecarono: una di esse insisteva sulla possibilità che le macchine volanti fossero droni avanzati americani, forse alla cerca di materiale radioattivo (una bomba sporca?) che sarebbe stato fatto detonare possibilmente da una potenza straniera per manipolare le elezioni americane.
Un’altra teoria sosteneva che fossero mezzi iraniani partiti da una nave-madre al largo della costa atlantica.
Trump promise che una volta eletto avrebbe risolto il mistero, della cui verità celata, ammiccava, era a conoscenza.
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Immagine generata artificialmente
Misteri
Storie misconosciute dell’11 settembre
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