Connettiti con Renovato 21

Militaria

L’aborto per l’esercito americano è «un obbligo sacro», dice l’ammiraglio del Consiglio per la Sicurezza Nazionale USA

Pubblicato

il

Il Coordinatore per la Comunicazione Strategica del Consiglio Nazionale della Casa Bianca John Francis Kirby ha dichiarato che consentire alle donne soldato di abortire è un obbligo sacro per l’Esercito USA.

 

Durante una conferenza stampa, un giornalista ha chiesto a Kirby, un ammiraglio in pensione, perché l’aborto fosse ritenuto «fondamentale per la prontezza militare». «Sono davvero contento che tu abbia fatto questa domanda», ha risposto l’ammiraglio Kirby. «No, lo sono davvero. Un membro su cinque delle forze armate statunitensi è donna. Il 20%. Siamo una forza di soli volontari. Nessuno ti costringe ad andare: ti offri volontario per andare. Lo farò per alcuni anni, o per tutta la vita, e potrebbe costarmi la vita farlo».

 

«Quando ti iscrivi e ottieni quel contratto, hai tutto il diritto di aspettarti … che i militari si prendano cura di te e delle tue famiglie» ha continuato il Kirby nella sua tirata, probabilmente non considerando il fatto che uccidere tuo figlio non è prendersi cura della tua famiglia, ma distruggerla, cancellarla.

 

«Le nostre politiche, siano esse diversità, inclusione ed equità, o individui transgender che si qualificano fisicamente e mentalmente per servire e farlo con dignità» ha continuato l’ex ammiraglio che, a questo punto ha iniziato a battere la mano sul podio «oppure femmine in servizio, una su cinque, oppure femmine membri di famiglia» che devono «essere in grado di contare sul tipo di assistenza sanitaria, sulla sanità riproduttiva specificamente… hanno bisogno di servire… questa è un fondamentale obbligo sacro dei leader militari».

 

Il discorso di Kirby, con dietro una bandiera piena di stelle a cinque punte, è un po’ confuso ma il significato di fondo è chiarissimo: l’esercito americano guarda all’aborto delle proprie soldatesse come ad un sacramento.

 

 

Non pago, l’ammiraglio in pensione ha continuato con un’aneddotica abortista personale recente: in una recente conversazione con membri del servizio femminile e le loro mogli alla Casa Bianca gli è stato detto che «le leggi sull’aborto in questo paese che sono ora in fase di approvazione stanno assolutamente avendo un effetto sulla loro volontà di continuare a prestare servizio in uniforme o per incoraggiare i loro coniugi a continuare a prestare servizio. Quindi, se non pensate che ci sarà un problema di mantenimento e morale del personale, ripensateci».

 

Il Kirby si riferisce ovviamente alla recente sentenza Dobbs della Corte Suprema, che ha abolito l’aborto come diritto federale, relegando le decisioni agli Stati. Con evidenza, l’uomo che rappresenta il Pentagono non è d’accordo – anche se i numeri dicono che vi è stata una drammatica diminuzione degli aborti, e conseguente, possibile, aumento della popolazione.

 

Riavvolgete: i capi militari stanno dicendo che vogliono meno figli di militari. Una volta i vertici militari volevano famiglie con tanti figli per dare alla patria, in caso, carne da cannone. Ora non è più così: l’esercito più ricco del mondo – si dice che il budget a breve potrebbe arrivare al trilione – lavora attivamente per la Necrocultura.

 

L’effetto può essere straniante: un uomo delle Forze Armate che parla dell’aborto come sacro. Tuttavia non più di un mese fa il vicepresidente Kamala Harris era arrivata a promuovere l’aborto parlando di Dio.

 

Con ogni evidenza, la fazione goscista del potere americano ha cominciato una vera «sacralizzazione» del feticidio. Si tratta di un fenomeno moderno che abbiamo già intravisto anche in Canada, non plus ultra delle società «laiche» (cioè atee e massoniche) progressiste in tutto l’Occidente, dove l’eutanasia di Stato, che galoppa seminando morte in modo indicibile, sta assumendo via via un carattere addirittura mistico.

 

L’aborto non è il solo valore fondamentale, «sacro», recentemente invocato da Kirby per gli USA.

 

Nell’annunciare reazioni diplomatiche contro l’Uganda e le sue nuove leggi anti-sodomia, Kirby aveva definito i diritti LGBT come «parte fondamentale della nostra politica estera».

 

Quindi, la diplomazia degli USA, e financo il suo esercito, servono a propalare aborto e omosessualismo. Reagan definì l’Unione Sovietica «l’impero del male». Ora una definizione per gli Stati Uniti dell’era Biden la trovi il lettore.

 

Nel frattempo, ricordiamo come l’Uganda è stata improvvisamente teatro di attacchi terroristici con enormi stragi sia sul suo territorio che all’estero. Subito dopo l’approvazione della legge anti-LGBT, decine di persone in Uganda sono state uccise e ferite dai militanti di un gruppo estremista – il quale non si faceva vivo dal 1998 – che hanno attaccato una scuola secondaria nella parte occidentale del Paese. Due settimane prima, 54 suoi soldati ugandesi stati trucidati dai terroristi islamici di al-Shabbab mentre si trovavano in Somalia per una missione di pace dell’Unione Africana.

 

C’è stato un tempo in cui la «politica estera» profonda degli USA poteva essere chiamata, da giornalisti come da osservatori politici italiani, «Strategia della Tensione».

 

Il «valore fondamentale», con annesse tinte sacre, all’epoca era all’anticomunismo, il contenimento dell’influenza sovietica – che in Italia era considerevole. Di qui, dice la teoria, la quantità di bombe nelle piazze, nelle stazioni, sui treni, nelle banche…

 

È possibile pensare che, con nuovi «sacri valori fondamentali» in pista, vi sia una nuova Strategia della Tensione in partenza?

 

È una teoria cospirativa socialmente accettabile, come lo è la teoria della Strategia della Tensione di decadi fa? Abbiamo paura, purtroppo, che non lo sia…

 

 

 

 

 

Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr

 

 

 

Continua a leggere

Militaria

L’esercito russo presenta un’arma laser portatile

Pubblicato

il

Da

L’esercito russo ha presentato un nuovo sistema laser portatile concepito per disattivare in sicurezza mine e ordigni inesplosi fino a una distanza di 100 metri.

 

Il cannone, mostrato in un servizio trasmesso domenica su Zvezda TV, l’emittente ufficiale delle forze armate russe, deriva da un sistema più ampio destinato a veicoli terrestri di piccole dimensioni a controllo remoto. Il canale ha esposto entrambe le varianti insieme ad altri moduli previsti per la piattaforma cingolata Kurier, ampiamente impiegata dall’esercito russo.

 

La versione più compatta è alimentata da un pacco batterie a zaino e monta un laser da 1 kilowatt. Il suo raggio risulta sufficientemente potente da bruciare un involucro di plastica in pochi secondi, a condizione che l’operatore mantenga una mira stabile. Il video ha evidenziato che i risultati ottimali si ottengono quando l’arma è fissata su un treppiede.

 

Sostieni Renovatio 21

La variante di dimensioni maggiori dispone del doppio della potenza e colloca il proiettore su una piattaforma di sollevamento retrattile, permettendo di sparare il laser da dietro una copertura. Grazie alla maggiore stabilità e alla potenza del raggio, raggiunge una portata fino a 500 metri, secondo quanto indicato dallo sviluppatore. Sia il modulo montato sul rover sia il cannone portatile sono entrati in produzione di serie.

 

Un sistema laser per la neutralizzazione di ordigni esplosivi opera innescando l’esplosivo contenuto all’interno del bersaglio e bruciandolo senza provocare una detonazione. L’intervento a distanza risulta indispensabile in ambienti ad alto rischio e contribuisce a diminuire il pericolo rappresentato da trappole esplosive dotate di sensori avanzati che potrebbero attivarsi all’avvicinarsi di uno specialista in disinnesco o di un robot convenzionale.

 

Come riportato da Renovatio 21, il prototipo di un piccolo robot comandato a distanza, da utilizzare per disinnescare munizioni inesplose utilizzando un potente raggio laser era stato presentato un anno fa dal conglomerato statale russo per la difesa Rostec.

 

Tali dispositivi non rappresentano le uniche armi optoelettroniche sviluppate dalle forze russe, pure hanno testato con successo otto sistemi laser antiaerei.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’arma laser Peresvet è stata testata negli scorsi mesi dalla Russia finendo in impressionanti video che hanno circolato in rete. Va ricordato come nel maggio 2021 il Pentagono arrivò ad accusare la Russia di attaccare le truppe USA con armi a energia diretta.

 

Oltre alla difesa antiaerea, la Federazione Russa starebbe elaborando anche laser ASAT, cioè impiegati come armi antisatelliti. Anche la Cina avanza con le armi laserre.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato scienziati russi hanno dichiarato di aver creato elementi per il controllo della radiazione laser teraherz.

Aiuta Renovatio 21

Il servizio della testata russa Zvezda ha inoltre illustrato altri moduli sviluppati per la piattaforma Kurier, tra cui alcuni realizzati da un’unità di ingegneri impegnata in prima linea nel conflitto in Ucraina. Una di queste realizzazioni è equipaggiata con un trapano e viene utilizzata per predisporre i fori destinati ai pali prima dell’installazione delle reti anti-drone sulle strade nella zona di combattimento.

 

Sia la Russia sia l’Ucraina stanno elaborando nuovi impieghi per i veicoli a comando remoto, sempre più utilizzati in operazioni di combattimento, rifornimento, evacuazione medica e missioni di ingegneria militare.

 

Come riportato da Renovatio 21, tre anni fa Putin aveva annunciato che il settore della difesa russo sta lavorando su armi all’avanguardia basate su «nuovi principi fisici». Secondo quanto è possibile ricostruire, tali novità belliche includerebbero armi a energia diretta (laser, acceleratori, microonde e armi infrasoniche progettate per distruggere o disabilitare manodopera, attrezzature o strutture e infrastrutture potenziate dal nemico), armi elettromagnetiche (ad altissima frequenza e basate su laser), armi non letali (progettate per disattivare armi, equipaggiamenti, materiali e personale senza infliggere a quest’ultimo perdite irreparabili), armi geofisiche (sismiche, climatiche, ozoniche, ambientali), armi radiologiche (il cui effetto distruttivo si basa sull’uso di sostanze radioattive in grado di avvelenare la manodopera con radiazioni ionizzanti senza un’esplosione nucleare), armi genetiche (un tipo di arma in grado di danneggiare l’apparato genetico dell’essere umano, anche attraverso l’uso di virus con proprietà mutagene).

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 Immagine screenshot da Twitter

 

 

Continua a leggere

Militaria

Il Giappone respinge la richiesta di missili da parte di Kiev

Pubblicato

il

Da

Il Giappone non intende fornire armi all’Ucraina, ha dichiarato il capo di gabinetto Minoru Kihara. In una conferenza stampa di lunedì ha affermato ai giornalisti che Tokyo «non sta prendendo in considerazione alcuna fornitura» di armi difensive o offensive «al momento».   Kihara ha risposto al primo ministro ucraino Sergey Koretsky, che domenica aveva chiesto al Giappone missili antibalistici in un’intervista all’agenzia di stampa Kyodo News.   «Vorrei gentilmente chiedere una sola cosa… missili antibalistici», avrebbe detto. «È la cosa più importante di cui abbiamo bisogno… Ripongo grande speranza e conto sul vostro Paese.»   Koretsky si è insediato a luglio e, secondo alcune fonti, era vicino all’imprenditore caduto in disgrazia Timur Mindich, stretto collaboratore di Vladimir Zelensky, fuggito in Israele a seguito di uno scandalo di corruzione.   «Al momento, il governo non prende in considerazione il trasferimento di armi all’Ucraina ai sensi della legge sulle forze di autodifesa», ha affermato Kihara, riferendosi alla revisione, avvenuta ad aprile, della politica giapponese in materia di esportazione di armi, che ha eliminato le restrizioni che limitavano i trasferimenti alle categorie non letali e ha aperto la strada all’esportazione di armi letali.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Il capod i gabinetto del governo Sanaichi ha osservato che Tokyo ha già fornito a Kiev attrezzature non letali e si è impegnata a versare circa 20 miliardi di dollari in aiuti per la ripresa, la ricostruzione e gli aiuti umanitari, segnalando l’intenzione di mantenere l’assistenza entro questi limiti.   La posizione del Giappone sul conflitto in Ucraina è stata caratterizzata da contraddizioni. Tokyo si è schierata pubblicamente con Kiev, condannando l’operazione militare russa e aderendo alle sanzioni occidentali. Tuttavia, si è astenuta dal fornire armi letali all’Ucraina e, a differenza di alcune nazioni occidentali, ha mantenuto partecipazioni in importanti progetti energetici russi, citandone l’importanza per la sicurezza energetica nazionale.   Kiev ha intensificato gli attacchi con droni a lungo raggio in profondità nel territorio russo, colpendo sempre più spesso infrastrutture energetiche e civili, spingendo Mosca a denunciare i raid come attacchi terroristici contro i civili.   La Russia accusa da tempo i fornitori di armi occidentali di aver agevolato la campagna di attacchi in profondità dell’Ucraina. Un articolo del Sunday Times della scorsa settimana ha affermato che l’Ucraina ha utilizzato droni di fabbricazione britannica per attacchi a lungo raggio all’interno del territorio russo negli ultimi sei mesi. Mosca sostiene che questo aiuto renda i sostenitori stranieri di Kiev partecipanti diretti alle ostilità e serva solo a prolungare il conflitto.   All’inizio di questo mese, il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha avvertito che la Russia adotterà «metodi molto più duri per distruggere tutto ciò che consente all’Occidente di alimentare la macchina da guerra di Kiev».   La «coalizione dei volenterosi», un gruppo di Stati occidentali che preme per la continuazione degli aiuti all’Ucraina e che comprende Gran Bretagna, Francia e Germania, si riunirà lunedì a Kiev per discutere delle future forniture di armi. Si prevede che Kiev richiederà ulteriori missili intercettori. Londra dovrebbe annunciare che fornirà all’Ucraina informazioni tecniche classificate necessarie per assemblare sul territorio nazionale missili da crociera a lungo raggio.   Come riportato da Renovatio 21, in settimana la Marina russa ha effettuato con successo un test missilistico nei pressi delle isole Curili, isole oggetto di contesa tra Mosca e Tokyo. Il test segue la visita di Putin a Iturup, la più grande delle isole Curili, il 13 agosto, che il primo ministro giapponese Sanae Takaichi ha definito «assolutamente inaccettabile».   Come riportato da Renovatio 21, prove di missili ipersonici russi erano state effettuate nel Mar del Giappone ancora tre anni fa. Tokyo negli ultimi anni ha fatto sapere di preparare un intercettore per i lanciatori Patriot PAC-3 in grado di neutralizzare possibilmente le armi ipersoniche, che sono a disposizione delle limitrofe Russia e Cina.   Il Giappone vive nell’allerta per un possibile scontro con il vicino gigante cinese, con possibile escalation che riguarda anche Taiwan. USA e nipponici avrebbero quindi accumulato missili in funzione anticinese nelle isole meridionali.  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
 Immagine di 内閣広報室 / Cabinet Public Affairs Office via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International  
 
Continua a leggere

Militaria

Progetto missilistico tedesco da 12 miliardi di euro

Pubblicato

il

Da

Secondo documenti interni del governo trapelati, il ministero federale della Difesa tedesco sta preparando un massiccio programma di acquisizione, del valore di quasi 12 miliardi di euro, per la creazione di un nuovo arsenale di missili a lungo raggio. Lo riporta EIRN.

 

La testata greca Banking News ha ripubblicato ieri il documento, apparentemente integralmente, da Politico. «Queste nuove armi forniranno alle forze armate del Paese la capacità di colpire obiettivi strategici, come centri di comando, aeroporti, basi missilistiche e snodi logistici, a centinaia o migliaia di chilometri dalla linea del fronte», si legge nel rapporto.

 

Il programma, ancora in attesa dell’approvazione parlamentare, si articola in diverse fasi: lo sviluppo di un nuovo missile da crociera a basso costo, con entrata in servizio prevista per il 2027, la messa in servizio dei sistemi di lancio missilistico americani Typhon equipaggiati con missili da crociera Tomahawk entro la fine del decennio, e lo sviluppo di un sistema missilistico ipersonico con una gittata superiore a 2.000 km, in collaborazione con il Regno Unito.

Sostieni Renovatio 21

Come riportato da Renovatio 21, lo scorso dicembre lo Stato d’Israele ha trasferito alle forze di difesa tedesche della Bundeswehr il primo impianto del sistema missilistico Arrow 3, in occasione di una solenne cerimonia svoltasi presso una base aerea nei dintorni di Berlino.

 

Come riportato da Renovatio 21, ad inizio anno era emerso che la Germania prevede di investire 41 miliardi di dollari in equipaggiamenti militari spaziali, inclusi satelliti spia e laser offensivi.

 

Come riportato da Renovatio 21, in Germania si discute da tempo di riarmo atomico, definito recentemente dalla leader politica Sahra Wagenknecht come «una follia».

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

 

 

Continua a leggere

Più popolari