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Geopolitica

La Terza Guerra Mondiale è già iniziata: parla il capo della sicurezza dell’Ucraina

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Il capo del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell’Ucraina ha affermato che una Terza Guerra Mondiale è già in corso, con il conflitto Mosca-Kiev che coinvolge Paesi ben oltre la regione.

 

Parlando al Forum sulla sicurezza di Kiev, Oleksyj Danilov ha sostenuto che la NATO ha bisogno dell’Ucraina come membro, poiché le turbolenze globali sono destinate a continuare. «Rafforzeremo l’alleanza», ha dichiarato. «Se qualcuno pensa che la Terza Guerra Mondiale non sia ancora iniziata commette un errore enorme. È già iniziato. Era in corso da tempo in un periodo ibrido e ora è entrato in una fase attiva».

 

Seduto sul palco accanto all’ex direttore generale della CIA David Petraeus – un generale poi transitato nel mega fondo finanziario KKR – Danilov ha affermato che «se qualcuno pensa che si tratti di regolare i conti tra Kiev e Mosca, allora è un errore. Le cose sono molto più complicate».

Petraeus ha anche sottolineato la portata del conflitto russo-ucraino, dicendo: «non vedevo niente di simile dalla Seconda Guerra Mondiale».

 

«I russi non sono particolarmente impressionanti in termini di conoscenza o prestazioni sul campo di battaglia, ma hanno creato un sistema di difesa piuttosto eccezionale, ed è piuttosto difficile riuscirci», ha continuato l’ex generale della campagna USA in Afghanistan.

 

Il Petraeus, che aveva detto di voler far il pensionato nella città italiana di Vicenza, è invece ancora in pista, e con idee confuse quanto pericolose.

 

Un giornalista l’anno scorso gli aveva domandato come «l’America può permettersi di rimanere pienamente impegnata in Europa e avere le forze per scoraggiare la Cina», il Petraeus aveva dato una risposta incredibile:

 

«La risposta breve è che credo possa farlo. Gli Stati Uniti, insieme ai loro alleati e partner in tutto il mondo, devono mantenere un intero mucchio di piatti che girano per usare l’immagine metaforica del ragazzo nel tendone del circo che mette un piatto su un bastone e lo fa girare e ne prende un altro… Gli Stati Uniti spesso, con i loro alleati e partner, mantengono più piatti rotanti nel mondo di qualsiasi altro paese e devono farlo».

 

«Senza dubbio il piatto più grande, più grande di tutti gli altri piatti in quella tenda, sarà quello che rappresenterà il rapporto tra gli Stati Uniti, l’Occidente e la Cina, ma ce ne saranno molti, molti altri. Tenete presente che dobbiamo ancora mantenere i piatti in rotazione e una serie di Paesi diversi in cui stiamo aiutando le nazioni ospitanti a combattere gli estremisti islamici. Non possiamo ritirarci dalla Siria, per esempio. Non possiamo ritirarci dall’Iraq senza permettere che quel piatto cada di nuovo metaforicamente a terra, cioè senza vigilare e non esercitare pressioni sugli estremisti islamici».

 

In pratica Petraus sostiene che gli USA, pure consci del fatto che si tratta di un equilibrismo circense, devono continuare ad investire in conflitti patenti o latenti ad ogni latitudine del pianeta. Ciò, giocoforza, porta alla realtà di una Terza Guerra Mondiale che cova appena sotto la superficie.

 

Dell’imminenza della Terza Guerra oramai parlano tutti: Lavrov, Trump, Kennedy, Xi, Medvedev, generali e deputate tedeschi. Lo storico francese Emmanuel Todd sostiene che è già iniziata.

 

Come riportato da Renovatio 21, venti di guerra già soffiano  in Africain Asiain Oceania e forse persino in America. Dietro casa abbiamo, oltre l’Ucraina, il Kosovo.

 

La crisi sacrificale del mondo moderno sembra essere arrivata al suo culmine. Più in là ci sarà solo il fiume di morte e distruzione che chiuderà il ciclo.

 

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Geopolitica

Trump minaccia di far saltare in aria South Pars, il più grande giacimento di gas del mondo

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Gli Stati Uniti «faranno saltare in aria in modo massiccio» il giacimento di gas di South Pars, il più grande al mondo, qualora l’Iran proseguisse a colpire le infrastrutture energetiche del Qatar, ha dichiarato il presidente Donald Trump.

 

Mercoledì Israele ha condotto attacchi contro gli impianti iraniani situati nel giacimento di gas di South Pars, nel Golfo Persico, struttura che il giacimento condivide con il Qatar. South Pars si estende su una superficie di quasi 10.000 km quadrati e custodisce riserve stimate in 1.800 trilioni di piedi cubi di gas. In reazione, l’Iran ha colpito un impianto di GNL qatariota e ha minacciato ulteriori rappresaglie contro infrastrutture energetiche strategiche in tutta l’area del Golfo.

 

Diversi organi di stampa hanno riferito che l’azione israeliana su South Pars sarebbe stata coordinata con esponenti americani, e una fonte del Jerusalem Post ha indicato che gli Stati Uniti sarebbero stati più inclini a tollerare attacchi alle infrastrutture del gas rispetto a quelli agli impianti petroliferi.

 

Tuttavia, mercoledì Trump ha smentito tali ricostruzioni in un messaggio pubblicato su Truth Social, sostenendo che «gli Stati Uniti non sapevano nulla di questo particolare attacco e che il Qatar non era in alcun modo coinvolto».

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Il presidente americano ha poi aggiunto che l’Iran ignorava tale circostanza, fatto che ha provocato l’attacco di Teheran contro un impianto di GNL qatariota.

 

Trump ha quindi assicurato che «NON CI SARANNO PIÙ ATTACCHI DA PARTE DI ISRAELE» contro il «giacimento di South Pars, di estrema importanza e valore». Ha però ammonito Teheran che, in caso di ulteriori aggressioni contro il Qatar, gli Stati Uniti – con o senza il coinvolgimento di Israele – «faranno saltare in aria l’intero giacimento di gas di South Pars con una forza e una potenza che l’Iran non ha mai visto prima».

 

Nel frattempo, stando a quanto riportato da Reuters, gli Stati Uniti stanno preparando l’invio di migliaia di soldati supplementari in Medio Oriente. Queste forze potrebbero essere utilizzate per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz occupando porzioni della costa iraniana oppure sbarcando sull’isola iraniana di Kharg, centro nevralgico del 90% delle esportazioni petrolifere nazionali.

 

A seguito degli attacchi israeliani su South Pars, l’Iran ha indirizzato lettere alle Nazioni Unite per protestare contro la scelta di Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti di «mettere a disposizione il loro territorio per attacchi statunitensi contro il nostro Paese».

 

Come riportato da Renovatio 21, il ministero degli Esteri del Qatar ha condannato l’attacco israeliano al South Pars. Il ministero ha affermato che gli attacchi a Pars rappresentano «una minaccia alla sicurezza energetica globale».

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Geopolitica

Il Qatar condanna il «pericoloso» attacco israeliano al giacimento di gas

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Il ministero degli Esteri del Qatar ha condannato l’attacco israeliano al giacimento di gas iraniano di South Pars, gestito in modo congiunto da Iran e Qatar. Il ministero ha affermato che gli attacchi a Pars rappresentano «una minaccia alla sicurezza energetica globale».   Gli impianti di trattamento del gas sul versante iraniano del giacimento hanno subito danni a causa degli attacchi di mercoledì. Sebbene Israele non abbia rivendicato la responsabilità degli attacchi, Axios ha riferito che sono stati eseguiti dalle forze israeliane in coordinamento con gli Stati Uniti.   In un post su X, il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, ha attribuito la responsabilità della distruzione a Israele.   «Il fatto che Israele prenda di mira le infrastrutture collegate al giacimento iraniano di South Pars, un’estensione del giacimento del Qatar di North Field, è un passo pericoloso e irresponsabile nel contesto dell’attuale escalation militare nella regione», ha scritto. «Prendere di mira le infrastrutture energetiche costituisce una minaccia alla sicurezza energetica globale, nonché alle popolazioni della regione e al suo ambiente».  

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Al-Ansari ha esortato tutte le parti coinvolte nel conflitto a «esercitare moderazione» ed evitare «di prendere di mira infrastrutture vitali».   South Pars/North Field è il più grande giacimento di gas naturale al mondo. Contenente circa 1.800 trilioni di piedi cubi di gas naturale, si ritiene che le sue riserve recuperabili siano quasi pari a quelle di tutti gli altri giacimenti di gas sulla Terra messi insieme. Il Qatar dipende dal petrolio e dal gas per l’80% delle sue entrate, e quasi tutto il suo gas viene estratto da questo giacimento.   L’Iran ha minacciato di rispondere all’attacco con la stessa moneta. «Come già avvertito, se le infrastrutture energetiche, del gas e dell’economia del nostro Paese saranno attaccate dal nemico americano-sionista, oltre a un potente contrattacco, colpiremo duramente anche la fonte di tale aggressione», ha dichiarato l’esercito iraniano in un comunicato diffuso ai media iraniani.   «Riteniamo legittimo colpire le infrastrutture di carburante, energia e gas dei paesi di origine e reagiremo con forza alla prima occasione utile», prosegue la dichiarazione.   Nelle ore successive all’attacco a South Pars, forti esplosioni sono state udite nella capitale saudita Riyadh, mentre QatarEnergy ha annunciato che dei missili avevano colpito l’hub di gas naturale liquefatto di Ras Laffan, causando «danni significativi». L’agenzia di protezione civile del Qatar ha attribuito l’attacco all’Iran.

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Trump afferma che potrebbe bombardare ancora l’isola di Kharg «solo per divertimento»

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Sabato scorso in un’intervista alla NBC News il presidente USA Trump ha affermato che gli attacchi statunitensi hanno «completamente distrutto» gran parte dell’isola di Kharg, importante centro per l’esportazione di petrolio, e ha minacciato ulteriori attacchi sull’isola.

 

«Potremmo colpirla ancora un paio di volte, tanto per divertirci», ha detto, secondo quanto riportato da Al Jazeera. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha duramente criticato le dichiarazioni di Trump. Ieri, intervenendo al programma «Face the Nation» della CBS, ha dichiarato: «questa è una guerra illegale senza vittoria. Ci sono persone che vengono uccise solo perché il presidente Trump vuole “divertirsi”. Questo è ciò che ha detto».

 

Il quotidiano britannico Daily Mail ha denunciato lo stato di Trump: «senza alcun senso della storia e senza alcun interesse ad apprenderla, Trump era destinato a ripetere gli stessi errori», ha affermato. «Scegliendo di unirsi agli israeliani nell’invasione dell’Iran senza alcuna motivazione basata sui fatti e senza un piano né per il ritiro delle truppe né per il giorno successivo, la sua operazione, dal nome ridicolo di “Epic Fury“, può già essere considerata un “Epic Fail“».

 

«Sabato, Trump si è dimostrato un imperatore sempre più nudo», continua il giornale inglese. «In un post sui social media, affermazioni contraddittorie secondo cui la capacità militare dell’Iran era già stata “distrutta al 100%” si affiancavano a un avvertimento secondo cui il regime trova ancora “facile inviare uno o due droni, sganciare una mina o lanciare un missile a corto raggio da qualche parte”. Un’assurdità epocale».

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