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Civiltà

La tecnica moderna al servizio del Mysterium Iniquitatis

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2 Ts 2,3-4.6-11 «Che niuno vi inganni in nessuna maniera; perché ciò non sarà [la venuta del Signor Nostro Gesù Cristo], se prima non venga l’apostasia e si sia rivelato l’uomo del peccato, il figlio della perdizione, l’avversario (…). Adesso sapete ciò che lo trattiene, in modo che egli si manifesterà solo al tempo opportuno. Già è in azione il mistero di iniquità; solamente v’è colui che lo trattiene ora e lo tratterrà fino a che sia tolto di mezzo. Allora l’iniquo si manifesterà (…)»

 

La tecnica come dominio e trasformazione della natura è universalmente riconosciuta per il principio informante della civiltà contemporanea. È la baconiana «terminorum humani imperii prolatio ad omne possibile» («Spostare i termini del dominio dell’uomo dilatandolo a tutto il possibile»).

 

Quando la tecnica sbocciò dalla magia, Bacone e Campanella si ripromettevano di produrre artificialmente la pioggia, carri volanti «ad instar avium», l’inversione del sesso, la creazione di nuove specie vegetali, sostanze sintetiche eliminanti fame e sete

Quando la tecnica sbocciò dalla magia, Bacone e Campanella si ripromettevano di produrre artificialmente la pioggia, carri volanti «ad instar avium», l’inversione del sesso, la creazione di nuove specie vegetali, sostanze sintetiche eliminanti fame e sete.

 

La tecnica moderna, come nota il Vaticano II in GS, 5, «ha mutato la faccia della terra» e avverate le divinazioni intellettive o fantastiche del Rinascimento.

 

La produzione di piogge artificiali è oggi attestata dalla convenzione 18 maggio 1977 tra USA e URSS per la rinuncia alla guerra meteorologica,  che era stata praticata durante la guerra del Vietnam rendendo impervia la pista Ho Chi Minh.

 

Grazie all’aumento illimitato della potenza atomica diventa verosimile l’ipotesi di terremoti artificiali e quella, già formulata da Keplero, della colonizzazione della Luna.

La tecnica moderna, come nota il Vaticano II in GS, 5, «ha mutato la faccia della terra» e avverate le divinazioni intellettive o fantastiche del Rinascimento.

 

«Così è superata la meraviglia dei Rinascimentali che nei loro de dignitate et potentia hominis vedevano nell’azzurrino lampo dello schioppo l’imitazione della folgore e nei miracoluzzi di quella tecnica bambina la prova della grandezza dell’uomo».

 

Spirito antropocentrico ed antinomista che trova adeguata espressione nel seguente verso del Campanella: «Oh leggi rotte! ch’un sol verme sia / re, epilogo, armonia, – fin d’ogni cosa»

 

La produzione di piogge artificiali è oggi attestata dalla convenzione 18 maggio 1977 tra USA e URSS per la rinuncia alla guerra meteorologica,  che era stata praticata durante la guerra del Vietnam rendendo impervia la pista Ho Chi Minh

Ma il significato della glorificazione della tecnica tanto più si palesa quanto più elevata è la natura che si toglie a trasformare.

 

Questo si vede oggi nella tentata manipolazione della genetica umana, nell’inseminazione artificiale, nella concezione in vitro, nelle tecniche contraccettive, nella progettata produzione di tipi umani superiori (gli alfa plus di Huxley).

 

In generale si affida alla tecnica il compito di condurre gli uomini alla razionalità e per questo tramite alla felicità, compito che i possenti moti inspirati al marxismo si assunsero mirando a una ecumene terrena.

 

Il significato della glorificazione della tecnica(…) si vede oggi nella tentata manipolazione della genetica umana, nell’inseminazione artificiale, nella concezione in vitro, nelle tecniche contraccettive, nella progettata produzione di tipi umani superiori

La razionalità che li informa non è però quella religiosa ed ultraterrena (teotropica, per dirla con Amerio), bensì quella scientifica ed intramondana (antropotropica, dell’assoluta cíteriorità o Diesseitigkeit: Amerio).

 

È qui che la potente tecnica scientifica del moderno può dare corpo all’impeto poetico della campanelliana Cantica sulla possanza dell’uomo.

 

 

 

Dottor Luca Poli

Medico

 

 

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Civiltà

Trump: l’Europa si sta autodistruggendo

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Le nazioni europee devono invertire un decennio di scelte che lui stesso ha definito «orribili» per smettere di «distruggersi», ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

 

Intervenendo mercoledì al World Economic Forum di Davos, Trump ha sostenuto che, sebbene gli Stati Uniti vogliano vedere l’Europa prosperare, «non stanno andando nella giusta direzione».

 

Ha imputato la responsabilità alle politiche migratorie incontrollate dei Paesi europei e a quella che ha chiamato la «nuova truffa verde», espressione con cui indica le politiche energetiche verdi, sostenendo che l’enfasi sull’energia eolica ha provocato un aumento dei prezzi energetici nella regione.

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«Le conseguenze di queste politiche distruttive sono state gravissime, tra cui una crescita economica più bassa, standard di vita più bassi, tassi di natalità più bassi, migrazioni più distruttive dal punto di vista sociale e una maggiore vulnerabilità ad avversari stranieri ostili», ha affermato.

 

I Paesi europei devono «uscire dalla cultura che hanno creato» negli ultimi dieci anni, ha aggiunto Trump. «È orribile quello che si stanno facendo, si stanno distruggendo. Vogliamo alleati forti, non seriamente indeboliti», ha dichiarato il presidente statunitense.

 

Poco dopo, il Segretario di stato americano Marco Rubio ha rilanciato le parole di Trump su X, sostenendo che se gli europei non modificano la loro traiettoria culturale, «si autodistruggeranno».

 

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Come riportato da Renovatio 21, anche l’ultima Strategia per la sicurezza nazionale dell’amministrazione Trump, pubblicata a dicembre, ha messo in guardia contro quella che definisce una «cancellazione della civiltà» in Europa. Il documento ha attribuito la colpa ai tentativi dell’UE e delle organizzazioni internazionali di minare la «libertà politica» e la libertà di espressione, oltre che di imporre politiche migratorie dannose.

 

Anche Mosca ha più volte evidenziato il declino dell’UE. A dicembre, il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che, dopo il crollo dell’URSS, la Russia si aspettava di essere accolta nella «famiglia occidentale civilizzata», ma che «la civiltà lì è inesistente e il degrado è tutto ciò che esiste».

 

Come riportato da Renovatio 21, Trump a dicembre ha dichiarato che persone «deboli» guidano un’Europa «in decadenza». Il premier ungherese Vittorio Orban gli ha fatto eco dicendo che Trump comprende il «declino della civiltà» europea.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr

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Civiltà

Orban: Trump comprende il «declino della civiltà» europea

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Il primo ministro ungherese Vittorio Orban ha dichiarato che il presidente statunitense Donald Trump comprende perfettamente il declino in atto in Europa.   La nuova Strategia per la Sicurezza Nazionale americana (NSS), resa pubblica la settimana scorsa, contiene una dura critica all’indirizzo politico e culturale dell’Unione Europea: accusa Bruxelles di eccessiva burocrazia, di politiche migratorie destabilizzanti, di «cancellazione della civiltà» e di repressione dell’opposizione, esortando esplicitamente i «partiti patriottici europei» a difendere le libertà democratiche e a celebrare «senza imbarazzi» l’identità nazionale.   «L’America ha una diagnosi lucidissima del declino europeo. Vede il crollo di civiltà contro il quale noi ungheresi combattiamo da quindici anni», ha scritto Orbán giovedì su X.   In carica dal 2010, Orban sostiene da tempo che l’UE stia affondando sotto il peso della stagnazione economica e della pressione migratoria. Propone il modello ungherese – forte sovranità nazionale, confini rigorosamente controllati e valori sociali conservatori – come antidoto alla crisi strutturale del continente.

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Il premier magiaro ha inoltre attaccato la gestione europea del conflitto ucraino, definendo un errore madornale l’interruzione di ogni canale con Mosca e sottolineando che oggi gli Stati Uniti riconoscono la necessità di ristabilire rapporti strategici con la Russia. Orban ha invitato l’Occidente a privilegiare la via diplomatica con il Cremlino invece di continuare a «bruciare miliardi» nella guerra, una linea che coincide con la svolta negoziale impressa da Trump.   Mosca ha salutato con favore diversi passaggi dell’NSS, considerandoli in larga parte coincidenti con la propria visione strategica, e ha lasciato intendere che il documento potrebbe aprire nuove prospettive di cooperazione tra Russia e Stati Uniti.   Nell’UE la reazione è stata invece di netta condanna. L’Alto rappresentante Kaja Kallas ha parlato di «provocazione deliberata». Il presidente del Consiglio Europeo António Costa ha messo in guardia Washington contro «ingerenze nella vita politica europea». Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha definito alcune affermazioni «inaccettabili».   I rapporti tra Stati Uniti e Unione Europea sono ai minimi termini da quando Trump è rientrato alla Casa Bianca a gennaio: i contrasti si sono moltiplicati su commercio, spese per la difesa, regolamentazione digitale e strategia verso l’Ucraina.   Come riportato da Renovatio 21, Trump in settimana ha dichiarato che persone «deboli» guidano un’Europa «in decadenza».

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Civiltà

Gli Stati Uniti mettono in guardia l’Europa dalla «cancellazione della civiltà»

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L’Europa rischia la «cancellazione della civiltà», in quanto i leader del continente promuovono la censura, soffocano le voci dissidenti e ignorano gli effetti dell’immigrazione incontrollata, avverte la nuova Strategia per la sicurezza nazionale diffusa dall’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump.

 

Il testo, dal tono aspro e innovativo, reso pubblico venerdì, rileva che, sebbene l’Unione Europea mostri chiari segnali di stagnazione economica, è il suo deterioramento culturale e politico a costituire una minaccia ben più grave.

 

La strategia denuncia le scelte migratorie dell’UE, la repressione dell’opposizione, i vincoli alla libertà di espressione, il crollo della natalità e la «perdita di identità nazionali e di autostima», ammonendo che il Vecchio Continente potrebbe risultare «irriconoscibile entro 20 anni o anche meno».

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Secondo il documento, numerosi governi europei stanno «intensificando i loro sforzi lungo la traiettoria attuale», mentre Washington auspica che l’Europa «rimanga europea» e si liberi dal «soffocamento regolatorio», un’allusione evidente alle tensioni transatlantiche sulle norme digitali dell’UE, accusate di penalizzare colossi tech americani come Microsoft, Google e Meta.

 

Tra le priorità degli Stati Uniti figura il «coltivare la resistenza alla traiettoria odierna dell’Europa all’interno delle nazioni europee», precisa il testo.

 

La strategia trumpiana esalta inoltre l’emergere dei «partiti patriottici europei» come fonte di «grande ottimismo», alludendo al boom di consensi per le formazioni euroscettiche di destra che invocano restrizioni ferree ai flussi migratori in tutto il blocco.

 

Il documento sentenzia che «l’era delle migrazioni di massa è conclusa». Sostiene che questi flussi massicci abbiano prosciugato le risorse, alimentato la criminalità e minato la coesione sociale, con l’obiettivo americano di un ordine globale in cui gli Stati sovrani «collaborino per bloccare anziché solo gestire» i movimenti migratori.

 

Tale posizione si inserisce nel contesto delle spinte di Trump affinché i partner europei della NATO incrementino le spese per la difesa. In passato, il presidente aveva ventilato di non tutelare i «paesi inadempienti» in caso di aggressioni, qualora non avessero accolto le sue istanze. Durante un summit europeo all’inizio dell’anno, l’alleanza ha approvato un piano per elevare la spesa complessiva in difesa fino al 5% del PIL, superando di gran lunga la soglia del 2% a lungo stabilita dalla NATO.

 

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