Spirito
La Svezia chiude le chiese per raggiungere gli obiettivi climatici, comprese le chiese storiche del Medioevo
La Chiesa di Svezia chiude le chiese storiche durante i mesi più freddi dell’anno per rispettare gli obiettivi del suo programma sul clima. Lo riporta LifeSite.
Ogni anno, da ottobre a maggio, la Chiesa nazionale luterana di Svezia chiuderà sette chiese sull’isola di Gotland, tra cui chiese storiche risalenti al Medioevo.
La stazione radiofonica svedese Sveriges Radio ha riferito che le chiese di Gotland riscaldate a gasolio saranno interessate dalle chiusure dovute alla tabella di marcia ufficiale sul clima della Chiesa di Svezia che mira a eliminare l’uso di combustibili fossili per il riscaldamento fino alla fine del 2027. Poiché è troppo costoso passare ad altre fonti di energia per il riscaldamento, il pastorato della città di Romakloster ha deciso di chiudere le chiese perché non potevano essere riscaldate per i servizi religiosi.
«La gente è delusa, ma non so davvero cos’altro fare», ha affermato Mathias Eldnor, amministratore del cimitero e della proprietà del parroco di Romakloster.
Sottolineando il suo impegno nei confronti dell’allarmismo climatico dominante, che sembra aver preso il posto del Vangelo di Gesù Cristo, la Chiesa di Svezia afferma nella sua tabella di marcia sul clima: «la conoscenza della giustizia climatica dovrebbe permeare tutte le attività della Chiesa di Svezia».
Il giornalista svedese Peter Imanuelsen ha commentato la chiusura della chiesa: «la Chiesa di Svezia è molto progressista. Ad esempio, alcuni anni fa ha incoraggiato il clero a usare un linguaggio di genere neutro quando si parla di Dio, nonostante la Bibbia sia molto chiara sul fatto che Dio è maschile».
«Ora stanno sostanzialmente attuando dei lockdown climatici», ha aggiunto. «Mi sembra che la religione del culto del clima sia più importante per loro ora del cristianesimo».
La Chiesa di Svezia è in declino da decenni, passando da 7,75 milioni di membri (95,2% della popolazione) nel 1972 a 5,48 milioni (52,8% della popolazione) nel 2023. Sebbene oltre il 50% della popolazione sia ancora membro della chiesa di stato luterana, solo il 19% di questi membri si dichiara religioso, poiché la Svezia è uno dei Paesi più secolarizzati al mondo.
Negli anni si è sparsa la voce che la Chiesa luterana nazionale svedese prevedrebbe anche una forma di battesimo, per il quale basterebbe andare all’anagrafe.
La Svezia è stata risparmiata dai lockdown COVID, con il governo che si è opposto. Tuttavia, alcuni sottolineano, si tratta di un Paese che sta facendo completamente a meno del contante da diverso tempo, con ogni transazione economica che avviene per via elettronica.
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Immagine di Philaweb via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported
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Spirito
La preghiera della Marcia per la Vita di Tokyo 2026
Si è svolta, come ogni anno la Marcia per la Vita di Tokyo. Come d’abitudine, Renovatio 21 – che, grazie al nostro corrispondente Taro Negishi, è praticamente l’unico organo di stampa al mondo che meticolosamente dà notizia di ciò che accade nel mondo cattolico tradizionalista giapponese – lo riporta con immagini e parole degli stessi partecipanti.
L’evento, arrivato alla 13ª edizione, si è svolto lo scorso 20 luglio.
L’iniziativa è portata avanti dalla comunità del priorato edochiano (cioè, di Tokyo) della Fraternità Sacerdotale San Pio X guidati dall’inossidabile don Tommaso Onoda, il primo, e al momento unico, sacerdote giapponese ordinato giapponese FSSPX, la cui figura e il cui lavoro sono visibili anche nel secondo capitolo del recente documentario Traditio.

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«La Marcia per la Vita di Tokyo 2026 porta preghiere, riparazione e testimonianza pro-vita in Giappone» scrive una nota fatta avere a Renovatio 21 da padre Onoda. «Nostro Signore disse a Suor Lucia di Fatima di aver affidato la grazia della pace a Sua Madre. La Madonna di Fatima affermò di poter fermare la guerra e donarci la pace. I partecipanti alla marcia di Tokyo si sono rivolti alla Madre di Dio e molti passanti hanno osservato la marcia con curiosità ma rispetto».
«La tredicesima edizione della marcia annuale pro-vita si è svolta lunedì 20 luglio, Giornata del Mare (una festività nazionale giapponese). Alle 16:00, 40 cattolici, tra cui tre sacerdoti, hanno dato inizio alla marcia per le trafficate strade di Tokyo, pregando per una cultura della vita, con lo spirito di riparazione dei peccati di aborto in Giappone e nel mondo» racconta il sacedote tradizionita nipponico.
«La Chiesa Cattolica ha il dovere di testimoniare con fermezza la verità sull’origine della vita umana, sul suo inizio e sulla sua dignità, e sul crimine dell’aborto. Il Giappone ha una triste storia di depenalizzazione dell’aborto», ricorda don Onoda. «La Legge sulla Protezione Eugenetica fu approvata il 13 luglio 1948 ed entrò in vigore il 13 settembre dello stesso anno. Da allora, 78 anni di pratica dell’aborto hanno visto oltre 40 milioni di storie strazianti di bambini e madri. Questo numero rappresenta dodici volte il numero di vittime giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale».
«Medici e infermieri, incaricati di proteggere la vita di innocenti, hanno distrutto esseri umani indifesi nel loro luogo più sicuro. È stata intrapresa una guerra contro il futuro e la speranza della nazione» tuona il sacerdote edochiano.
«Ispirati dalla Marcia per la Vita statunitense, un protestante e un cattolico hanno organizzato la prima Marcia per la Vita con trenta persone il 13 luglio 2014. Il primo passo della Marcia per la Vita è stato segnato. Da allora, ogni anno, sotto il sole splendente di luglio, i partecipanti alla Marcia per la Vita sfilano a Tokyo. Dal 2017, ogni anno, la statua della Madonna di Fatima ha accompagnato la marcia».
Viene ricordato anche l’eroismo della dissidenza nipponica, di cui Renovatio 21 ha parlato molto. Infatti, ci dice padre Onoda, «la marcia si è svolta anche nei giorni del COVID, persino durante il rinvio delle Olimpiadi di Tokyo per motivi sanitari».
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«La Madre di Dio era sempre lì, camminando, a rappresentare centinaia di migliaia di madri che hanno sofferto e continuano a soffrire» continua don Onoda. Di fatto la Marcia vede portata in strada una statua della Vergine Maria, rendendo la marcia simile ad una processione.

«Quest’anno è stata la decima volta che ha marciato, dispensando benedizioni. I cattolici nascosti hanno cercato la loro madre, Santa Maria-sama [massimo suffisso onorifico della lingua giapponese, ndr], sottoposta a pesanti persecuzioni per 250 anni e sette generazioni» dice il sacerdote, ricordando la mostruosa e mai del tutto divulgata storia di persecuzione dei cristiani nel Sol Levante.
«La cercano sempre, la madre che ci ha donato il vero Salvatore, la madre che dona speranza, amore, pace e coraggio a tutte le madri e ai bambini che verranno. La madre che ha promesso la fine della guerra e il trionfo del suo Cuore Immacolato».
La nota si chiude con una preghiera alle Vergini delle apparizioni, compresa l’ultima, terrificante apparizione mariana approvata da Roma, quella avuta dalla suora giapponese Agnese Sasegawa, morta due anni fa nel giorno dell’Assunta.
«Nostra Signora di Fatima, prega per noi! Nostra Signora di Akita, prega per noi!»
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Immagini fornite da padre Onoda
Spirito
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