Economia
La Russia triplicherà le esportazioni di gas entro il 2030, dice il vice premier di Mosca
La Russia intende continuare ad aumentare sia la produzione che le esportazioni di gas naturale liquefatto (GNL), ha annunciato martedì il vice primo ministro Aleksandr Novak, come citato dall’agenzia di stampa RIA Novosti.
Durante un discorso al Forum «Russia» a Mosca, Novak ha affermato che entro il 2030 le esportazioni di GNL aumenteranno fino a 110 milioni di tonnellate all’anno, quasi il triplo del volume fornito dalla Russia al mercato globale lo scorso anno.
Il vicepremier di Mosca ha aggiunto che la Russia è già il quarto fornitore mondiale di GNL per il mercato globale, con l’8% delle esportazioni totali. Il previsto aumento delle esportazioni nei prossimi sei anni consentirebbe al Paese di aumentare la propria quota della fornitura globale di GNL al 20%, riporta RT.
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Novak ha osservato, tuttavia, che i piani richiedono un aumento della produzione che può essere realizzato solo se tutti gli attuali siti di produzione di GNL raggiungono le capacità di produzione pianificate.
«Si tratta di un compito ambizioso. Per raggiungere questo obiettivo è necessario sviluppare cluster di produzione di GNL», ha affermato. Secondo Novak, si prevede che la produzione nel distretto baltico salirà a 15 milioni di tonnellate all’anno entro il 2030 dai 2,2 milioni di tonnellate del 2023.
Il distretto di Murmansk, dove la produzione deve ancora iniziare, dovrebbe raggiungere i 20 milioni di tonnellate. Il cluster di Yamal aumenterà la sua capacità fino a 60 milioni di tonnellate, dagli attuali 20 milioni, mentre il cluster di Sakhalin raggiungerà i 15 milioni di tonnellate dagli attuali 11 milioni.
Le esportazioni russe di GNL sono cresciute costantemente durante lo scorso anno alla luce della crescente domanda sia in Europa che in Asia.
L’UE ha vietato le esportazioni marittime di petrolio russo nel contesto delle sanzioni legate all’Ucraina, ma il GNL russo non è stato preso di mira dalle restrizioni. Mentre le importazioni di gasdotto in Europa sono diminuite drasticamente negli ultimi due anni, gli Stati membri hanno acquistato quantità record di GNL russo nel 2023.
Come riportato da Renovatio 21, nel 2023 Gazprom aveva annunziato che la Russia sarebbe diventato il principale fornitore di gas della Repubblica Popolare Cinese. Nello shock energetico seguito allo scoppio del conflitto ucraino, Pechino aveva preso a rivendere a caro prezzo agli europei il gas cinese, il quale poteva tranquillamente arrivare con i gasdotti – prima che Kiev minacciasse di chiuderli o ne tagliasse la portata o cominciassero a saltare in aria come il noto Nord Stream 2.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0);
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Economia
Gli ambasciatori dell’UE approvano l’accordo con il Mercosur in mezzo alla rivolta degli agricoltori
Gli ambasciatori dei 27 Paesi membri presso l’Unione Europea hanno approvato a maggioranza, nella mattina del 9 gennaio, l’accordo commerciale tra l’UE e il Mercosur. Dopo il voto, i governi europei si sono divisi tra chi difende gli interessi dei propri agricoltori e chi appare più indifferente a tali preoccupazioni: tra i primi figurano Francia, Polonia, Irlanda, Ungheria e Austria; tra i secondi tutti gli altri.
Il Parlamento Europeo dovrà ora procedere alla ratifica dell’intesa.
Con Parigi sotto assedio da parte dei trattori, il presidente francese Emmanuel Macron aveva annunciato in mattinata che la Francia avrebbe votato contro l’accordo Mercosur, forse consapevole che il voto sarebbe stato perso comunque, ma deciso a guadagnare punti di immagine. Quella stessa mattina del 9 gennaio, circa 20 trattori (secondo le autorità) sono riusciti a forzare i blocchi della polizia e a raggiungere punti simbolici della capitale come la Torre Eiffel e l’Arco di Trionfo, bloccando strade e creando disagi nel centro città.
🚜 La Coordination rurale annonce le lancement d’actions étalées sur plusieurs jours pour protester contre les normes agricoles et le traité UE-Mercosur. Des agriculteurs ont pris la route de Paris et Lyon ce lundi matin. #Agriculture #Mercosurpic.twitter.com/c1YQPdPIA2
— TVL (@tvlofficiel) January 6, 2025
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L’Italia ha votato a favore, dopo che la Commissione Europea ha accolto la richiesta di Roma di abbassare da 8% a 5% la soglia per attivare meccanismi di salvaguardia sulle importazioni (vale a dire, indagini automatiche in caso di calo dei prezzi agricoli superiore al 5% rispetto alla media triennale). Gli agricoltori, tuttavia, ritengono insufficiente tale misura, poiché stanno già operando in perdita: aggiungere un ulteriore margine del 5% non rappresenta una vera soluzione.
Le mobilitazioni agricole continuano a intensificarsi in tutta Europa. A Milano, la mattina del 9 gennaio, oltre un centinaio di trattori (oltre 300 secondo gli organizzatori) hanno marciato verso il palazzo della Regione Lombardia in piazza Duca d’Aosta, davanti alla stazione Centrale. La protesta è stata promossa dal COAPI (Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani) insieme al Movimento Riscatto Agricolo Lombardia.
LE PROTESTE CONTRO MERCOSUR:
LA GIORNATAMILANO ITALIA 🇮🇹🚜
Nelle ore dell’annuncio di un accordo traditore e a svantaggio dell’intero mondo agricolo italiano, centinaia di cittadini e agricoltori INSIEME manifestavano a Milano la propria contrarietà all’accordo ‘Mercosur’… pic.twitter.com/ueSHLzCbXg
— @dessere88fenice (@dessere88fenice) January 10, 2026
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Il COAPI ha invitato tutti i cittadini a unirsi alla manifestazione, che avanza quattro principali richieste: no all’accordo Mercosur; no alla deregolamentazione della Politica Agricola Comune (PAC); sì alla sicurezza alimentare; sì a prezzi equi per i prodotti agricoli. Durante l’azione, gli agricoltori hanno versato tonnellate di latte sulla piazza, come documentato sulla pagina Facebook del COAPI.
In Germania, proteste decentrate hanno interessato diversi Länder: nel Brandeburgo, gli agricoltori hanno bloccato con i trattori varie strade di accesso alle autostrade a Nord-Ovest di Berlino e nel nord-ovest del land; azioni isolate sono state segnalate anche in Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Sassonia-Anhalt, Turingia e Bassa Sassonia.
Lunedì 12 gennaio prenderà il via a Berlino la Grüne Woche (Settimana Verde), la principale fiera internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione. In quel contesto, sabato 17 gennaio si terrà una grande manifestazione organizzata dall’iniziativa «Wir haben es satt!» («ne abbiamo abbastanza») davanti alla Porta di Brandeburgo, con la partecipazione di circa 60 organizzazioni agricole e della società civile.
In Grecia, gli agricoltori proseguono nell’opposizione alle misure restrittive e hanno in programma per la prossima settimana un incontro con il primo ministro Kyriakos Mitsotakis. Nel fine settimana si terrà una riunione nazionale di coordinamento: le richieste principali riguardano interventi contro l’aumento dei costi di produzione, i ritardi nei pagamenti dei sussidi e altre criticità del settore.
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Immagine screenshot da Twitter
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